Chiusa (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chiusa
comune
Chiusa/Klausen
Chiusa – Stemma
Chiusa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Maria-Anna Gasser Fink (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°38′00″N 11°34′00″E / 46.633333°N 11.566667°E46.633333; 11.566667 (Chiusa)Coordinate: 46°38′00″N 11°34′00″E / 46.633333°N 11.566667°E46.633333; 11.566667 (Chiusa)
Altitudine 523 m s.l.m.
Superficie 51,37 km²
Abitanti 5 175[1] (30-11-2013)
Densità 100,74 ab./km²
Frazioni Gudon, Lazfons (Latzfons), Verdignes (Verdings)
Comuni confinanti Funes, Laion, Sarentino, Varna, Velturno, Villandro
Altre informazioni
Cod. postale 39043
Prefisso 0472
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021022
Cod. catastale C652
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 449 GG[2]
Nome abitanti chiusani
Patrono sant'Andrea
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiusa
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Chiusa (Klausen in tedesco[3]) è un comune italiano di 5.175 abitanti della provincia autonoma di Bolzano, di cui circa 500 residenti nel borgo antico.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Chiusa si trova lungo il corso del fiume Isarco e storicamente è cittadina doganale. Può vantare il titolo di "città", insieme ad altri sette comuni dell'Alto Adige.

Si trova ad una trentina di chilometri a nord di Bolzano e una decina a sud di Bressanone.

Chiusa città si trova lungo la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, sotto la rocca di Sabiona.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Il toponimo Chiusa deriva evidentemente dal latino clausa, clusa, che significa "chiusa di un corso d'acqua", in questo caso dell'Isarco. Il nome è attestato dal 1027 come Clausa o Clusa.[4][5]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale, sovrastato dal monastero di Sabiona (tedesco Säben), era già abitato prima di Cristo. Qui troviamo infatti tombe sia del periodo dei reti che del periodo germanico.

Tra l'800 e il 1000 Sabiona diviene un'importante sede vescovile, prima di essere trasferita a Bressanone, nell'attuale diocesi di Bolzano-Bressanone.

L'artista rinascimentale tedesco Albrecht Dürer nel 1494 si trattiene a Chiusa per ritrarre la città da lui molto apprezzata. Le sue impressioni sono presumibilmente fissate nell'incisione Das große Glück.

Dalla stazione di Chiusa partiva il treno, oggigiorno soppresso, della ferrovia della Val Gardena.

Sulla città di Chiusa, ha avuto un'importante influenza, il monastero delle suore di clausura di Sabiona.

All'interno del convento dei frati cappuccini, si trova una statua che raffigura il bellicoso frate Joachim Haspinger, che lottò assieme ad Andreas Hofer, per contrastare l'avanzata bavarese.

Nel tardo Otto- e primo Novecento, Chiusa fu una dimora di molti artisti, provenienti soprattutto dalla Germania.[6]

Il paese di Chiusa fa parte del circuito de "I borghi più belli d'Italia".

Nel 2002 lo scrittore tedesco Andreas Maier dedica a Chiusa il suo romanzo Klausen, tradotto anche in inglese.[7]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma raffigura una chiave d’argento, su sfondo rosso, disposta diagonalmente. Lo stemma fu utilizzato come sigillo dal 1448, conosciuto dal 1397 e concesso nel 1540 dal cardinale Bernhard von Cles, amministratore del vescovado di Bressanone.[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

La sua popolazione è per la grande maggioranza di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
91,30% madrelingua tedesca
7,88% madrelingua italiana
0,81% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Persone legate a Chiusa[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica - Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Accanto al centro sede del comune, tre sono le frazioni: Lazfons (tedesco Latzfons), la più popolata che si trova lungo la strada per Velturno, poi Verdignes (tedesco Verdings), sotto Lazfons e Gudon (ted. Gufidaun), più a valle.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
nel 1969 Prader Josef Sindaco
nel 1989 al 1997 Heinrich Gasser Sindaco
dal 1997 2000 Arthur Scheidle SVP Sindaco
2000 2005 Arthur Scheidle SVP Sindaco
2005 2010 Arthur Scheidle SVP Sindaco
2010 in carica Maria-Anna Gasser Fink SVP Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 204.
  4. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  5. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. I, Bolzano: Athesia, 1995, p. 193. ISBN 88-7014-634-0
  6. ^ Florian Sonneck, Der Künstlerkreis in Klausen 1870-1914, Bolzano 2005.
  7. ^ Andreas Maier, Klausen: A Novel, translated by Kenneth J. Northcott. Rochester, NY: Open Letter, 2010. ISBN 978-1-934824-16-0
  8. ^ (EN) Heraldry of the World: Chiusa
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DEIT) Helmut Flachenecker, Hans Heiss, Hannes Obermair, Stadt und Hochstift: Brixen, Bruneck und Klausen bis zur Säkularisation 1803 / Città e principato: Bressanone, Brunico e Chiusa fino alla secolarizzazione 1803, Bolzano, Athesia, 2000. ISBN 88-8266-084-2
  • (DE) Florian Sonneck, Der Künstlerkreis in Klausen 1870-1914, Bolzano, Athesia, 2005. ISBN 978-88-8266-233-2
  • (DE) Andreas Maier, Klausen: Roman, 2ª edizione, Francoforte, Suhrkamp, 2006. ISBN 3-518-45569-9
  • Andrea Vitali, "Clausa sub Sabione sita" - Sabiona e Chiusa nel cuore della Val D'Isarco, Bressanone, A. Weger, 2009.
  • (EN) Andreas Maier, Klausen: A Novel, translated by Kenneth J. Northcott. Rochester, NY: Open Letter, 2010. ISBN 978-1-934824-16-0

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Alto Adige Portale Alto Adige: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Alto Adige