Aldino

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Aldino
comune
Aldino/Aldein
Aldino – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Christoph Matzneller (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°22′00″N 11°21′00″E / 46.366667°N 11.35°E46.366667; 11.35 (Aldino)Coordinate: 46°22′00″N 11°21′00″E / 46.366667°N 11.35°E46.366667; 11.35 (Aldino)
Altitudine 1.225 m s.l.m.
Superficie 62,69 km²
Abitanti 1 651[2] (31.12.2011)
Densità 26,34 ab./km²
Frazioni Olmi (Holen), Redagno (Radein)
Comuni confinanti Bronzolo, Carano (TN), Daiano (TN), Montagna, Nova Ponente, Ora, Trodena, Varena (TN)
Altre informazioni
Cod. postale 39040
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021001
Cod. catastale A179
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 330 GG[3]
Nome abitanti aldinesi/Aldeiner[1]
Patrono sant'Elena, san Giacomo
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aldino
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Aldino (Aldein in tedesco) è un comune italiano di 1.664 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Vicino ad Aldino, sorge il Bletterbach, un canyon di grande interesse geologico ed escursionistico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Aldino è uno degli antichi centri abitati che si sono insediati sulla catena dei monti Reggelberg, la catena che forma il confine linguistico tra l'area italiana e quella tedesca. Il paese è situato sulla strada che da Ora porta a Monte San Pietro (Petersberg), ai piedi del Corno Bianco e del Corno Nero.

Aldino era già in passato popolata in seguito alle grandi migrazioni baiuvare, ma la prima citazione risale solo al 1175, riconducibile a Federico Barbarossa.

Aldino apparteneva fino alla fine della prima guerra mondiale alla circoscrizione giudiziaria di Egna in Tirolo (odierno Alto Adige) e faceva parte del distretto di Bolzano.

Gli abitanti locali vengono a volte chiamati ancora con il termine Hessen, che significa "genti tedescofone provenienti da zone non bavaresi".

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo è attestato nel Medioevo come in loco Aldin (1177-1185)[4], in Alden (1185) e Aldein (1242[5] e 1340) e deriva probabilmente da un nome di persona germanico, latinizzato in Aldius. Il nome del paese fu italianizzato nel 1928 in Valdagno di Trento e nel 1940 in Aldagno, ma nel 1955 ricevette il nome attuale.[6][7]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è troncato; nella parte superiore due quarti di cerchio, di azzurro, su sfondo argento che rappresenta il Weißhorn, ovvero il Corno Bianco. Nella parte inferiore è mostrata la croce bianca di Sant’Andrea scorciata che raffigura le quattro frazioni originali su sfondo rosso come la montagna di porfirite. Lo stemma è stato concesso nel 1969.[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Le prime menzioni in cui si fa riferimento alla chiesa di Aldino sono del 1309, ma durante l'ultimo restauro del 1985 alcuni scavi hanno dimostrato l'esistenza di una precedente chiesa romanica a due absidi, risalente al XII secolo.

La chiesa era inizialmente dedicata a sant'Elena, colei che ritrovò la croce di Gesù, verosimilmente moglie o concubina dell'imperatore romano Costanzo Cloro, a loro volta padre e madre dell'imperatore Costantino I il Grande. Oggi si è aggiunto anche San Giacomo.

Nella metà del XV secolo si costruì una nuova chiesa. Nel 1485 la località venne elevata a curazia ed ottenne una cura d'anime permanente, pur dipendendo sempre da Ora. Nel 1841 la chiesa fu ampliata con il prolungamento della navata sinistra e la costruzione della navata destra, oltre al rifacimento del campanile. L'attuale arredamento interno risale al 1897.

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Le rovine Leiterburg, nei pressi del sentiero che porta a Ora
  • La strada lastricata, antica di 1000 anni nei pressi del maso Karnol
  • Il sito preistorico di Burgstallegg
  • Il ponte sul Rio Olmi (Holenbach)
  • L'albergo storico Zirmerhof a Redagno (Radein), premiato dalla Soprintendenza ai beni architettonici nel 2009[9]
  • I mulini
  • Il santuario di Pietralba

Società[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di Aldino è nella quasi totalità di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
98,07% madrelingua tedesca
1,74% madrelingua italiana
0,19% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il museo civico di Aldino[modifica | modifica wikitesto]

Il Dorfmuseum Aldein (Museo locale di Aldino) espone, oltre ad antichi attrezzi contadini ed artigiani, opere d'arte d'epoca barocca e rococò ed oggetti sacri.

Il 28 agosto 1989, durante la visita del conservatore provinciale dott. Karl Wolfsgruber, egli si accorse del grande valore che i pezzi conservati nella chiesa e nella cappella avevano. Si iniziò così una catalogazione degli oggetti, e per l'esposizione di questi la "Cassa Rurale di Nova Ponente-Aldino" mise a disposizione un locale di sua proprietà. Il museo aprì il 26 maggio 1990.

Nel 1998 il museo fu trasferito nell'attuale sede, il primo piano della vecchia scuola elementare, ma si pensa già ad una nuova sistemazione.

Il museo è aperto da maggio a ottobre, con visite guidate su prenotazione.

Persone legate a Aldino[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Josef Pitschl SVP Sindaco
2010 in carica Christoph Matzneller SVP Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 32.
  2. ^ ISTAT data warehouse
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Franz Huter (a cura di), Tiroler Urkundenbuch, vol. I, p. 1, Innsbruck: Wagner, 1937, n. 349.
  5. ^ Acta Tirolensia, vol. IV, a cura di H. Voltelini, Innsbruck: Wagner, 1951, n. 219.
  6. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  7. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. I, Bolzano: Athesia, 1995, ISBN 88-7014-634-0, p. 26.
  8. ^ (EN) Heraldry of the World: Aldein-Aldino
  9. ^ Comunicato stampa della Commissione di valutazione
  10. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Annemarie Haas-Girardi, Radein, ein Bergdorf im Bozner Unterland, Bolzano, 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Fanny Wibmer-Pedit, Gewitter über Aldein, Innsbruck, 1966.
  • (DE) Hannes Obermair, Das notarielle Zinsregister der St.-Helena-Kirche in Aldein aus dem 14. Jahrhundert, in «Der Schlern», vol. 72 (1998), p. 653-664.
  • (EN) Maria Pichler, The historical development of tourism in the outlying South Tyrolean villages of Aldein and Radein, Università di Trento, 2004/2005.
  • (DE) Annemarie Haas-Girardi, Radein, ein Bergdorf im Bozner Unterland, Bolzano, 2006.
  • (DE) Museumsverein Aldein (a cura di), Aldein: unser Dorfbuch, Verlagsanstalt Athesia, Bolzano, 2012.

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