Bletterbach

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Coordinate: 46°21′28.8″N 11°26′02.4″E / 46.358°N 11.434°E46.358; 11.434

Geoparc Bletterbach
rio delle Foglie
Bletterbach.JPG
Stati Italia Italia
Regioni Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Province Bolzano Bolzano
Comuni Aldino
Presidente Peter Daldos
Sito istituzionale

Il Bletterbach (o anche già chiamato rio di Ora[1] o più recentemente rio delle Foglie[2][3][4]) è un canyon dell'Alto Adige che si trova ai piedi del Corno Bianco, nei pressi del paese di Aldino, è la più grande gola della provincia.

Questo canyon è sicuramente molto interessante dal punto di vista geologico, in quanto si ha la possibilità di osservare le strutture delle gole profonde e contemporaneamente la creazione delle Dolomiti.

Lungo il percorso si possono ben distinguere i diversi strati, sovrapposti l'uno all'altro, i quali contengono moltissime tracce di rettili e reperti fossili (anche lumache).

L'anfiteatro geologico del Bletterbach è raggiungibile solo a piedi da Aldino o dalla frazione di Redagno (Radein).

Accenni di storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel XVI secolo il Bletterbach era principalmente legato all'industria mineraria. I minatori, infatti, in cerca di rame scavavano cunicoli negli strati più profondi della pietra arenaria, senza però mai aver avuto un grande successo.

Al giorno d'oggi la gola del Bletterbach non attira minatori, ma soprattutto turisti e visitatori, oltre che essere un punto di incontro per geologi, la maggior parte di questi vengono infatti dall'Università di Ferrara, che attraverso gli studenti del professor Leonardi, fin dagli anni '40 eseguono ricerche nella gola.[5]

Alcuni suoi studenti, Nicosia e Mariotti (oggi docenti alla Sapienza di Roma) diedero impulso alle ricerche e contribuirono all'allestimento del museo geologico di Redagno, il Geoparc Bletterbach appunto.[6] Il museo dà al visitatore un'idea di come poteva essere la terra in un periodo che va da 286 a 210 milioni di anni fa. Presso il museo sono state raccolte impronte di sauri trovate nella gola, tra cui il Pachypes Dolomiticus, oltre che a esempi di roccia arenaria della val Gardena, le fossilizzazioni di pesci e di cefalopodi (molluschi simili ai calamari).[7][8][9]

Il Geoparc Bletterbach[modifica | modifica wikitesto]

Il Geoparc permette di guardare dentro la montagna, dà la possibilità di vedere come il canyon si è scavato una via lunga 8 chilometri e profonda 400 metri, osservando le diverse ere geologiche, dal Permiano al Triassico.[10]

Lungo il percorso sono esposte 16 targhe che illustrano al visitatore i segreti del canyon, sui alcuni reperti fossili ritrovati nella gola, sulle gallerie costruite dai minatori, sulla leggenda della radura dell'oro e del gigante Grimm.[11]

Negli strati più bassi affiora il porfido quarzifero di Bolzano, che va dal rosso-grigio al grigio scuro ed è stato creato tra i 280 e i 260 milioni di anni fa dalla cenere e dalla lava fuoriuscite dai vulcani della placca continentale nordafricana. Sul porfido quarzifero poggia l'arenaria della val Gardena dove sono state trovate orme di animali e resti di piante. Il terzo piano delle rocce è la formazione a Bellerophon, creatasi in acque basse e lagune. Seguono gli strati di Werfen, con numerosi fossili di animali e piante. Corona la struttura la bianchissima dolomia del Serla che forma la cima del Corno Bianco.[12]

I sentieri[modifica | modifica wikitesto]

Dal parcheggio presso il nuovo centro visitatori, nei pressi della malga Lahner, parte un sentiero adatto a tutti che attraverso una strada sterrata porta all'inizio della gola.

Più avventuroso è invece il sentiero che sempre dal parcheggio scende fino alla gola presso il Taubenleck, e da qui, risalendo tutto il torrente in mezzo al canyon, si arriva all'inizio della gola, dove si trova una grande cascata presso il Butterloch, che si risale attraverso due ripide e lunghe scale in ferro. Da qui si ridiscende con il primo sentiero (le scale sono dall'ottobre 2012 inagibili e vige il divieto di proseguire oltre la cascata, protetta da recinzioni in ferro).

Questo tragitto non è particolarmente impegnativo, ma bisogna essere attrezzati con scarpe da montagna, e tener ben presente che ci si può bagnare i piedi. L'escursione dura 2 ore, e in caso di temporale, d'inverno e durante il disgelo non è consigliata la visita.[13]

Eventualmente il canyon è raggiungibile anche da Redagno, presso la chiesa di S. Volfango (Wolfgangskirche) infatti c'è un sentiero che porta direttamente al Taubenleck.

Il Geoparc è aperto tutti i giorni dal 25 aprile fino al 2 novembre.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Così lo volle rinominare Ettore Tolomei nel Prontuario dei nomi locali dell'Alto Adige, adottato nel 1923 dal governo fascista.
  2. ^ System 8: Rio delle Foglie/Bletterbach | Nomination of the Dolomites for inscription on the World Natural Heritage List UNESCO
  3. ^ Dario Maffi, Silvia Maffi, Le più antiche ambre delle Alpi, Paleocronache (1992), Volume 1, Editoriale Jaca Book, 1992, p. 46
  4. ^ Cinzia Pezzani, Sergio Grillo, Ettore Grillo, Val di Fiemme. Passo Rolle e Pale di San Martino. Le più belle escursioni tra boschi, laghi, vette e rifugi, Ediciclo Editore, 2006, p. 41
  5. ^ DST::Archivio notizie
  6. ^ Das Geomuseum in Aldein - Geoparc Bletterbach - Museum Aldein - Südtirol - Italien
  7. ^ http://www.bletterbach.info/webdata/upload/GaestekurIT.pdf
  8. ^ CONTI M.A., LEONARDI G., MARIOTTI N. & NICOSIA U. (1977), Tetrapod footprints of the VGS ”(North Italy). Their paleontological, stratigraphic and paleoenvironmental meaning. "Paleontographia ital.", 70: 1-91, Pisa.
  9. ^ MASSARI F., CONTI M.A., FONTANA D., HELMOLD K., MARIOTTI N., NERI C., NICOSIA U., ORI G.G., PASINI M. & PITTAU P. (1988), The VGS and Bellerophon Formation in the Bletterbach gorge (Alto Adige, Italy): biostratigraphy and sedimentology. "Mem. Sci. Geol.", 40: 229-273, Padova.
  10. ^ http://www.bletterbach.info/ita/geoparc_erlebnis.asp
  11. ^ http://www.bletterbach.info/ita/geoparc_dergeoweg.asp
  12. ^ Dolomiti, Touring editore, 2014, pag. 67.
  13. ^ http://www.bletterbach.info/ita/empfehlung_gipfelwanderungen.asp

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Helmut Moser: Bletterbach a Aldino-Aldein - il canyon del Sudtirolo. Geologia sull'altopiano del Regglberg, Bolzano: Athesia 1997. ISBN 88-7014-938-2
  • (DE) Marco Loppi e Christian Aspmair: Geo-Lehrpfad Bletterbach. Geologischer Wanderführer durch den Bletterbach Aldein-Radein, Aldino: Museumsverein 1998.
  • (DE) Heiko Boden: Der Bletterbach in Südtirol - Europas faszinierendster Canyon, Nova Ponente: Brunner 2008.
  • Marco Avanzini e Evelyn Kustatscher: La gola del Bletterbach - Storie nella roccia, Bolzano, Athesia, 2011. ISBN 978-88-906313-1-3

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