Credito cooperativo

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Il credito cooperativo (BCC) è un sistema a rete composto da 382 (marzo 2014) banche di credito cooperativo-casse rurali (casse Raiffeisen in Alto Adige), da strutture associative e da imprese che garantiscono al sistema prodotti bancari e finanziari.

La caratteristica principale delle BCC è quella di essere società cooperative per azioni, mutualistiche e locali, sostenute dal principio "una testa, un voto".

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le banche di credito cooperativo (BCC) - già conosciute con il nome di casse rurali ed artigiane (CRA) - nascono in Europa sul finire del 1800 come una nuova forma di credito sul modello sviluppato in Germania da Federico Guglielmo Raiffeisen. Un modello fondato sul localismo e su motivazioni etiche di ispirazione cristiana.

La prima cassa rurale italiana viene costituita nel 1883 a Loreggia, ad opera di Leone Wollemborg, che prese a modello l'attività di Raiffeisen. Nel 1890, don Luigi Cerutti fonda a Gambarare la prima cassa rurale cattolica. Nel 1891, l'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII diviene il manifesto di un ampio e diffuso movimento. Da quel momento in poi, le casse rurali entrano ufficialmente nel campo cattolico. Nel 1897 sono presenti ben 904 Casse Rurali.

Il fascismo operò per dare alle cooperative una diversa e obbligatoria organizzazione. Venne istituita la Federazione nazionale fra istituti cooperativi di credito aderente alla Confederazione generale fascista del credito e dell’assicurazione (1926-1927). La Federazione nazionale inquadrava l’Associazione nazionale tra le casse rurali, agrarie ed enti ausiliari, succeduta nel 1926 alla Federazione italiane delle casse rurali cattoliche, che considerava come sezioni locali le federazioni della Federazione italiana. Nel 1934 l’organizzazione delle casse venne modificata con la fondazione della Federazione fascista delle casse rurali, agrarie ed enti ausiliari cui, due anni dopo, venne affiancato l’Ente nazionale delle casse rurali agrarie ed enti ausiliari, articolato in enti di zona. È opportuno notare che questa vicenda, in cui le cooperative di credito venivano assimilate più alle banche ordinarie che alle cooperative e sottoposte a una specifica regolamentazione accentuò l’autonomia che già praticavano nei confronti del resto delle cooperative.

Nel 1950 viene ricostituita la Federazione italiana delle casse rurali e artigiane (nata nel 1909, come Federazione nazionale delle casse rurali) che, nel 1967, aderisce a Confcooperative.

Nel 1963 viene fondato l'Istituto di credito delle casse rurali e artigiane (ICCREA) [1], con compiti di agevolazione, coordinamento ed incremento dell'azione delle singole casse attraverso lo svolgimento di funzioni creditizie, di intermediazione bancaria e assistenza finanziaria.

Il Testo unico bancario del 1993 sancisce, in corrispondenza di un cambiamento nella denominazione - da "casse rurali e artigiane" a "banche di credito cooperativo" - il venir meno dei limiti di operatività: le "banche di credito cooperativo" (BCC) possono offrire tutti i servizi e i prodotti delle altre banche e possono estendere la compagine sociale a tutti coloro che operano o risiedono nel territorio di operatività, indipendentemente dalla professione che svolgono.

Negli anni novanta, il credito cooperativo realizza un'importante razionalizzazione della propria struttura: nel 1995 diventa operativa Iccrea Holding, capogruppo del Gruppo bancario Iccrea (cui fanno capo le "fabbriche" di prodotti e servizi).

Nel 1997 viene costituito il Fondo di garanzia dei depositanti del credito cooperativo, strumento obbligatorio di tutela dei depositanti delle BCC ad esso consorziate.

Nel 2004 viene costituito il Fondo di garanzia degli obbligazionisti del credito cooperativo. Il Fondo, strumento volontario ed esclusivo delle BCC, ha lo scopo di tutelare il diritto di credito degli obbligazionisti delle stesse BCC.

Nel 2008 viene costituito il Fondo di Garanzia Istituzionale del Credito Cooperativo, con l'obiettivo di tutelare la clientela delle banche di credito cooperativo, casse rurali, Casse Raiffeisen, salvaguardando la "liquidità e la solvibilità" delle banche aderenti attraverso azioni correttive e interventi di sostegno e prevenzione della crisi.

L'organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il credito cooperativo è un sistema nazionale del credito che si articola in due versanti: associativo e imprenditoriale. Il versante associativo è suddiviso in tre livelli: locale (BCC, CR, Casse Reiffeisen), regionale (federazioni locali) e nazionale (Federcasse- Federazione italiana delle BCC-CR).

Le singole banche di credito cooperativo aderiscono alle federazioni locali (che rappresentano una o più regioni e in totale sono 15) che, a loro volta, sono associate a Federcasse (Federazione Italiana delle BCC-CR), che svolge funzioni di rappresentanza e tutela della categoria e di assistenza di carattere legale, fiscale, organizzativo, comunicativo e formativo a favore di tutto il Sistema del Credito Cooperativo.

Il versante imprenditoriale è costituito dal Gruppo bancario Iccrea, rappresentato dalla Capogruppo, Iccrea Holding, e dalle Società da questa controllate, che predispongono prodotti e servizi a beneficio esclusivo delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali.

I servizi e i prodotti alle BCC sono anche erogati da Cassa Centrale Banca e Cassa Centrale Raiffeisen dell'Alto Adige.

Il Credito Cooperativo italiano è parte del più grande Sistema della cooperazione italiana e internazionale. A livello nazionale aderisce a Confcooperative.

Nel più ampio contesto del Credito Cooeprativo internazionale, le BCC partecipano all'EACB, l'Associazione delle Banche Cooperative Europee. Il Credito Cooperativo, inoltre, partecipa all'Unione Internazionale Raiffeisen (IRU)

Oggi il Credito Cooperativo italiano rappresenta 394 BCC-CR, con una rete di 4.440 sportelli presenti sul territorio nazionale. I soci sono oltre 1.150.000 e 37.000 i dipendenti del Sistema.

Il credito cooperativo, come sistema di banche che hanno la forma giuridica della società cooperativa, è presente nei sistemi bancari di molti Paesi europei, tra cui Austria, Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna.

Le più grandi Bcc presenti in Italia sono: Bcc Roma (25.600 soci per 145 filiali), Banca d'Alba (42.950 soci per 70 filiali), Cassa Padana (10.000 soci per 68 filiali).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1], http://www.gruppobancarioiccrea.it/gbi/opencms/it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Le BCC hanno avviato dei progetti in alcuni Paesi (Ecuador, Argentina e Togo) con l'obiettivo di contribuire alla nascita di piccole banche di villaggio e di sostenere lo sviluppo di un sistema del credito cooperativo locale. (www.ecuador.bcc.it)

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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