Vigilio di Trento

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San Vigilio
Paolo Naurizio, San Vigilio vescovo e i santi martiri Sisinio, Martirio e Alessandro, 1583, Museo diocesano tridentino
Paolo Naurizio, San Vigilio vescovo e i santi martiri Sisinio, Martirio e Alessandro, 1583, Museo diocesano tridentino

Vescovo e martire

Nascita Roma, 355
Morte Val Rendena, 405
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Duomo di Trento
Ricorrenza 26 giugno
Attributi Bastone pastorale, palma, zoccolo
Patrono di Arcidiocesi di Trento, diocesi di Bolzano-Bressanone e diverse città (vedi Patronati)

Vigilio di Trento (Roma, 355Val Rendena, 405) fu missionario nella valle dell'Adige e nella zona di Trento e fu il terzo vescovo di Trento; è venerato come martire della fede e santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Vigilio deriva dal latino Vigilius (vigilante). Non si conosce il nome del padre, mentre la madre si chiamava Massenzia e i suoi fratelli Claudiano e Magoriano, che divennero anch'essi santi. Vigilio si trasferì presto con i suoi genitori da Roma (possibile città natale) a Trento, ma completò la sua formazione teologico-filosofica prima ad Atene, dove fece amicizia con Giovanni Crisostomo e poi a Roma. Nel 380 circa tornò a Trento, dove si fece ammirare per la sua formazione culturale ma anche la sua umiltà e di cui venne nominato vescovo nel 385 circa.

L'incarico gli fu dato da Valeriano di Aquileia, ma anche Ambrogio, vescovo di Milano, si dice sia collegato all'ordinazione, regalando le insegne vescovili e diventando amico e guida per il giovane vescovo.[senza fonte]

Il vescovato[modifica | modifica wikitesto]

Vigilio
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Trento
Nato 355, Roma
Deceduto 405, Val Rendena

Vigilio fu attivo come missionario ai tempi di papa Siricio, quando ancora molte zone del Trentino dovevano essere evangelizzate; operò soprattutto nella valle dell'Adige e nella zona di Trento (arrivando a Sud fino al Lago di Garda e in Val Vestino) e fece costruire numerose chiese. Grazie all'interessamento dello stesso vescovo di Milano riuscì a far arrivare nelle valli di Non e Sole i missionari Sisinnio, Martirio e Alessandro che là furono in seguito trucidati. San Vigilio è ricordato proprio per la clemenza nei confronti delle popolazioni locali dopo l'episodio, che accadde il 29 maggio 397 a Sanzeno nella Val di Non (lat. Anaunia). Lo stesso santo scrisse l'opera De Martyrio SS. Sisinnii, Martyrii et Alexandri riguardante questi fatti.

Il martirio[modifica | modifica wikitesto]

Vigilio fu molto solerte nel combattere l'idolatria e questa azione avrebbe causato il suo martirio: accompagnato dai fratelli e da un altro missionario si recò in Val Rendena dove celebrò la Messa e gettò nel fiume Sarca una statua di Saturno. Questo scatenò l'ira dei pagani, che lo uccisero, secondo la leggenda, usando bastoni e zoccoli di legno (sgalmere) con i quali spesso è raffigurato. I suoi resti furono poi portati a Trento per essere seppelliti nel Duomo, che lui stesso aveva fatto costruire e dove si trovano ancora oggi. La strada di ritorno percorsa dalla sua salma è stata oggetto di recente (1988) lavoro di ripristino e segnalazione da parte della SAT (Società alpinisti tridentini) e denominata con il nome di "Sentiero di San Vigilio" o San Vili. Recentemente però mons. Iginio Rogger ha messo in dubbio la storicità del martirio, giudicandolo non provato[1].

Aneddoti[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda vuole che Vigilio, fuggendo dalla Val Rendena dove si era recato per evangelizzate le popolazioni pagane, si trovò senza via di fuga nei pressi dell'attuale abitato di Cadine. Ponendo la mano sulla roccia aprì un varco, riuscendo così a raggiungere Trento ed a salvarsi. Ancora oggi quella gola è nota ai trentini come Bus de Vela, dal nome del sobborgo adiacente.

Si dice che nelle soffitte e nelle cantine di Trento si nascondano degli scorpioni, per ricordare quello collassato dal soffitto e tuffatosi nel calice mentre San Vigilio, salvatosi miracolosamente, celebrava la Messa. Quasi mai però questi animali sono stati dipinti nelle raffigurazioni del santo forse perché in altri posti, es. in Val di Non (es. chiesa di S. Lucia) sono spesso associati agli ebrei.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo il martirio la fama di Vigilio si sparse in Italia. Eugippio, successore di Vigilio nell'incarico vescovile a Trento, fece intitolare a Vigilio la cattedrale di Trento e la fece ingrandire, data l'importanza acquisita dal culto dedicato al santo. La chiesa venne poi rinnovata in stile romanico lombardo. Molte altre chiese in Trentino-Alto Adige sono dedicate a Vigilio e alcune località portano il suo nome, la più famosa delle quali si trova 10 km a Sud di Brunico. È uno dei patroni del Trentino e dell'Alto Adige, delle miniere e dei minatori (vedi anche Santa Barbara) e dell'arcidiocesi di Trento. Inoltre a Roma, vicino all'Abbazia delle Tre Fontane, c'è una Parrocchia intitolata a San Vigilio[2].

È raffigurato con il pastorale, la palma e uno zoccolo di legno.

La ricorrenza liturgica si festeggia il 26 giugno, presunta data del suo martirio.

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di san Vigilio a Droane di Valvestino. È nominata per la prima volta nella bolla di papa Urbano III del 7 marzo 1186 e fu visitata da delegati del vescovo di Trento nel 1750.

San Vigilio è il santo patrono dell'Arcidiocesi di Trento e della Diocesi di Bolzano-Bressanone. Inoltre è festeggiato come patrono di diverse città.

In Italia:

In Brasile:

Feste Vigiliane[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Feste Vigiliane.

A Trento, nell'ultima settimana di giugno, ogni anno si festeggia il santo patrono, con una settimana di festa: le feste Vigiliane. Anche a Zelarino (Località del comune di Venezia) si festeggia nella seconda metà di giugno la festa di San Vigilio in onore del Santo protettore della Parrocchia dedicata a S. Maria Immacolata e S. Vigilio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Iginio Rogger, Riconsiderazioni sulla storia della Chiesa locale Trentina, in Storia del Trentino, a cura di Lia de Finis, Didascalibri, 1994, pp. 55-61.
  2. ^ Parrocchia San Vigilio (Roma, EUR)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Armando Costa, San Vigilio: vescovo e patrono di Trento, Trento 1975;
  • (DE) Vera Schauber, H.M.Schindler, Die Heiligen und Namenspatrone im Jahreslauf. Delphin-Verlag, München & Zürich, 1985;
  • Réginald Grégoire, L'Anaunia e i suoi martiri. XVI centenario dei martiri d'Anaunia 397-1997, in "Bibliotheca Civis" 10, 1997;
  • L'immagine di san Vigilio, tra storia e leggenda, Catalogo della mostra tenuta a Trento nel 2000 a cura di Domenica Primerano; Trento 2000;
  • Giuseppe Giachi, San Vigilio martire in Rendena: viaggio attraverso gli affreschi dei Baschenis nella chiesa di Pinzolo, Pinzolo 2005;

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 211481066


si può vedere l' osso della mano nel museo diocesano di trento