Provincia di Treviso

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Provincia di Treviso
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Stato: bandiera Italia
Regione: bandiera Veneto
Capoluogo: Treviso
Superficie: 2.476,68 km²
Abitanti:
880.295 08/02/2009 
Densità: 355,4 ab./km²
Comuni: Elenco di 95 comuni
Sigla: TV
CAP: 31100, 31010-31059
Pref. telefonico: 0421, 0422, 0423, 0434, 0438
Codice ISTAT: 026
Presidente: Leonardo Muraro (Lega Nord)  29.05.2006
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Sito istituzionale

La Provincia di Treviso è una provincia del Veneto di circa 880 mila abitanti.

Confina a nord con la Provincia di Belluno, a est con il Friuli-Venezia Giulia (Provincia di Pordenone), a sud con la Provincia di Venezia e la Provincia di Padova, a ovest con la Provincia di Vicenza. È la 17esima provincia più popolata d'Italia e la 14esima più densamente popolata, nonché una con il maggior aumento demografico degli ultimi anni.

Il suo territorio coincide con l'antica Marca Trevigiana (nel suo significato più ristretto).

Indice

[modifica] Geografia

Gran parte della provincia è pianeggiante, ma la fascia settentrionale, oltre il Piave, è caratterizzata dalla presenza di rilievi collinari. Lungo il confine con la provincia di Belluno si può parlare addirittura di montagna, con massicci che sovente superano i mille metri (compresi nelle Prealpi bellunesi). Le cime più elevate sono il Monte Grappa (1775 m, condivisa con le provincie di Vicenza e Belluno) e il Col Visentin (1764 m, pure questa presso il confine con Belluno). Peculiare è il Montello (371 m), collina isolata che sorge sulla destra del Piave, allungandosi da Montebelluna a Nervesa della Battaglia.

La provincia di Treviso è una zona assai ricca di acque, specialmente l'area medio-bassa, dove sono frequenti le risorgive (localmente dette fontanassi). Tra i fiumi di risorgiva più importanti è da ricordare il Sile che nasce a Casacorba, nel comune di Vedelago, e che caratterizza il centro storico di Treviso. Ma il fiume principale è senza dubbio il Piave caratterizzato, per la maggior parte del suo corso, dal largo letto ghiaioso. Altri corsi d'acqua degni di nota sono il Livenza, il Monticano e il Meschio, provenienti dall'area pedemontana.

Nella zona delle prealpi sono da ricordare anche alcuni specchi d'acqua, in particolare il lago Morto (in Val Lapisina, a nord di Vittorio Veneto), il lago di Lago e il lago di Santa Maria (entrambi nel comune di Revine Lago), a cui si aggiungono il lago del Restello e il lago di Negrisiola, sempre in Val Lapisina e di origine artificiale.

[modifica] Comuni principali

Il logo della Provincia di Treviso

Di seguito è riportata la lista dei comuni della provincia di Treviso con popolazione superiore ai 15.000 abitanti (dati: Istat 31/12/2008):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Treviso-Stemma.png Treviso 82.206 55,50 1481 15
Conegliano-Stemma.png Conegliano 35.514 36,33 978 72
Castelfranco Veneto-Stemma.png Castelfranco Veneto 33.591 50,93 660 42
Montebelluna-Stemma.png Montebelluna 30.837 48,98 630 109
Vittorio Veneto-Stemma.png Vittorio Veneto 29.234 82,61 354 138
Mogliano Veneto-Stemma.png Mogliano Veneto 28.128 46,15 609 8
Paese (TV)-Stemma.png Paese 21.621 38,00 569 12
Oderzo-Stemma.png Oderzo 19.990 42,57 470 14
Villorba-Stemma.png Villorba 18.028 30,59 589 26
10° Preganziol-Stemma.png Preganziol 16.868 22,89 737 12
11°
Vedelago-Stemma.png
Vedelago 16.455 61,66 267 43

Altri comuni della provincia di Treviso con più di 10.000 abitanti ordinati per numero di abitanti:

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
12°
Roncade-Stemma.png
Roncade 13.911 61
13°
San Biagio di Callalta-Stemma.png
San Biagio di Callalta 13.081 48
14°
Casale sul Sile-Stemma.png
Casale sul Sile 12.419 26
15°
Pieve di Soligo-Stemma.png
Pieve di Soligo 12.096 19
16°
Susegana-Stemma.png
Susegana 12.059 44
17°
Ponzano Veneto-Stemma.png
Ponzano Veneto 12.012 22
18°
Spresiano-Stemma.png
Spresiano 11.304 25
19°
Casier-Stemma.png
Casier 11.068 13,46
20°
Carbonera-Stemma.png
Carbonera 10.995 19,78
21°
Valdobbiadene-Stemma.png
Valdobbiadene 10.825 60,70
22°
Riese Pio X-Stemma.png
Riese Pio X 10.821 30,74
23°
Motta di Livenza-Stemma.png
Motta di Livenza 10.689 37
24°
Zero Branco-Stemma.png
Zero Branco 10.609 26
25°
Trevignano (TV)-Stemma.png
Trevignano 10.424 26,55
26°
Silea-Stemma.png
Silea 10.016 18

[modifica] Demografia

Abitanti censiti

  • Nel 2008 si sono contati 9.365 nati vivi (10,7‰) e 7.460 morti (8,5‰), con un saldo naturale di +1.905 unità (+2,2‰). Mediamente, si hanno 2,5 componenti per famiglia.
  • Il tasso di nuzialità vede 3,9 matrimoni ogni mille abitanti (2005); di questi, il 63% si sono svolti con rito religioso.

[modifica] Popolazione straniera

Quella di Treviso è una delle province italiane con la più alta percentuale di extracomunitari: il 31 dicembre 2008 si contavano 96.127 stranieri regolari su una popolazione di 879.408 unità (10,9% del totale); dei 9.365 nati, 2.130 erano stranieri (22,7%). Nell'ultimo anno gli stranieri sono aumentati di 8.151 unità (+9,3%) e una buona parte dell'incremento è dovuta all'elevato tasso di natalità (23,1‰, a fronte del 9,2‰ della popolazione italiana).
Nella maggior parte dei comuni gli stranieri rappresentano l'8-13% dei residenti, in linea quindi con la media provinciale. Si osservano tuttavia alcune eccezioni: da una parte Fonte, Possagno e San Polo di Piave mostrano valori rispettivamente del 20,1, 19,8 e 18,6%; dall'altra Monfumo, San Pietro di Feletto e Refrontolo hanno il 3,3, 3,9 e 4,2%[1].

[modifica] Grafici

[modifica] Storia

[modifica] La preistoria e l'epoca romana

Abitata fin dall'epoca preistorica, la zona fu insediata in epoca più recente dai Paleoveneti, che qui vi fondarono vari insediamenti tra cui Oderzo (allora doveva chiamarsi Opterg), Montebelluna, Asolo e Treviso. Sulle colline a nord, ad esempio presso Vittorio Veneto, dovevano essersi stanziate popolazioni celtiche.

Con l'arrivo da sud dei Romani le città paleovenete iniziarono a passare pacificamente sotto l'Impero Romano, transizione conclusasi intorno alla metà del I secolo a.C. con l'elevazione di Treviso, Oderzo e Asolo (in lingua latina rispettivamente Tarvisium, Opitergium e Acelum) a municipia romani. L'attuale provincia in epoca romana fece parte della Regio X Venetia et Histria.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Storia di Treviso, Storia di Oderzo, Storia di Montebelluna e Storia di Asolo.

Già intorno al 50 sarebbe iniziata la diffusione del Cristianesimo, secondo la tradizione per opera di San Prosdocimo di Padova. Nei secoli successivi, i tre municipi già citati divennero sedi vescovili.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci diocesi di Treviso, diocesi di Oderzo e diocesi di Asolo.

[modifica] L'alto Medioevo

Con la caduta dell'Impero Romano, tutto il Veneto fu colpito dalle invasioni barbariche: vi giunsero, in particolare, i Goti, gli Eruli, e gli Unni di Attila, questi ultimi responsabili delle distruzioni nelle maggiori città. Più tardi, fu la volta dei Longobardi, il cui arrivo fu descritto da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum. La successiva decadenza di Oderzo e Altino favorì non solo lo sviluppo dei centri della laguna di Venezia, come è ben risaputo, ma anche degli abitati più interni e meglio difendibili, ad esempio Ceneda, Serravalle, Conegliano e la stessa Treviso, fino a quel momento centro di importanza secondaria. In generale, tuttavia, l'attuale provincia subì un notevole spopolamento a vantaggio dei centri litoranei, con la conseguente decadenza del territorio: già bonificato e intensamente coltivato in età romana, l'agro si ricoprì di boschi e paludi. Verso la fine del millennio, però, le potenze imperiale ed ecclesiastica si interessarono al recupero della zona fondando numerosi monasteri.

Tra il VI e l'VIII secolo l'Italia intera fu teatro delle guerre per il predominio nel paese tra l'Impero bizantino erede dell'antico Impero Romano e i Longobardi. In particolare, l'entroterra veneto divenne dominio di questi ultimi, a differenza del litorale, che rimase sotto il controllo dell'Esarcato di Ravenna. Riguardo ai Longobardi, è da ricordare l'istituzione dei ducati di Treviso e di Ceneda.

[modifica] Il basso Medioevo

Nel medioevo l'importanza di Treviso crebbe a tal punto che con il termine "Marca trevigiana" si indicherà un territorio ben più vasto di quello dell'attuale provincia.

Dopo l'anno 1000 anche qui inizierà l'età feudale, con la nascita di tante piccole autorità locali religiose (i vescovi di Ceneda e Treviso) e civili, con la comparsa sulla scena di famiglie latifondiste come i Caminesi, i Collalto, i Tempesta e i Camposampiero, che si scontreranno tra di loro e contro le autorità imperiali germaniche Sacro Romano Impero. Frattanto, nei centri maggiori si vennero a formare governi di tipo comunale, i quali affiancarono o sostituirono le istituzioni nobiliari ed ecclesiastiche.

All'inizio del XIII secolo saranno i Da Romano, una famiglia proveniente dal vicentino, ad ottenere la supremazia instaurando la propria signoria su Treviso, e lo stesso faranno i Da Camino alla fine del secolo. Più tardi saranno invece i Collalto, gli Scaligeri e i Carraresi ad emergere fino a quando l'ormai potente Repubblica di Venezia, desiderosa si aumentare il proprio dominio sull'entroterra veneto, inizia un'intensa guerra di conquista e la Marca trevigiana è la prima a farne le spese (1380), per ovvi motivi geografici. Già nel 1339 Treviso e il suo territorio si sottomettono spontaneamente alla Serenissima. Dopo la parentesi austriaca e Carrarese, nel 1388 vi ripassa definitivamente.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Ezzelini, Da Camino, Collalto, Carraresi, Camposampiero (famiglia) e Tempesta (famiglia).

[modifica] L'epoca veneziana, napoleonica e austriaca

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Repubblica di Venezia.

Il periodo sotto Venezia non fu particolarmente intenso per la Marca, che visse un periodo di pace e relativo benessere (specie dopo la guerra mossa dalla Lega di Cambrai). Treviso fu dotata di una possente cinta muraria ma al contempo la Serenissima provvide a distruggere gran parte dei castelli che sorgevano numerosi in tutta la Marca, perché non servissero come basi per eventuali rivolte. Le risorse naturali e agricole furono intensamente sfruttate, in particolare i vasti boschi servirono per far fronte all'imponente fabbisogno di legno di Venezia, cosa comunque efficacemente regolata e controllata.

Con la caduta della Repubblica, la Marca passò ai francesi di Napoleone Bonaparte (1797), ricordati soprattutto per la chiusura di monasteri e altre opere pie e per aver depredato chiese e palazzi di preziosissime opere d'arte.

Dopo una serie di passaggi Tra Austria e Francia, a cui conseguirono anche alcuni scontri bellici, Treviso passò definitivamente agli Austriaci nel 1815.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Battaglia del Piave.

Treviso divenne allora capoluogo di provincia del Regno Lombardo-Veneto. La popolazione, mossa anche dal clima di patriottismo che aveva investito l'Europa, fu molto insofferente verso gli Austriaci, sebbene responsabili della realizzazione di numerose opere pubbliche (strade, ferrovie) e fautori di un'amministrazione considerata dagli storici equa nei confronti dei Veneti.

Nel 1866 avviene il passaggio del Veneto al Regno d'Italia.

[modifica] L'annessione al Regno d'Italia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Terza guerra di indipendenza italiana.

[modifica] La prima guerra mondiale

Durante la "grande guerra" la provincia di Treviso fu zona di confine e teatro dell'ultima, decisiva battaglia, tenutasi lungo le rive del Piave. L'armistizio fu firmato a Ceneda, che per questo diventerà Vittorio Veneto, mentre il Piave diventerà "fiume sacro alla Patria".

[modifica] La Seconda guerra mondiale

Durante la seconda guerra mondiale il trevigiano fu teatro di aspri scontri tra fascisti e partigiani, con crimini e stragi sommarie perpetuati da entrambe le parti in causa.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Strage della cartiera di Mignagola e Strage di Oderzo.

Il 7 aprile 1944 gli americani compirono un inutile bombardamento della città di Treviso, che fece un migliaio di vittime e distrusse l'80% del patrimonio edilizio della città.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bombardamento di Treviso.

[modifica] Il dopoguerra

Nel dopoguerra la provincia di Treviso vedrà due massicce fasi di sviluppo economico: il primo a partire dalla fine degli anni '50, interesserà l'intero paese (il cosiddetto boom economico), il secondo, iniziato alla fine degli anni '70 interesserà soltanto il Triveneto, e per le sue particolari caratteristiche verrà chiamato "il miracolo del Nordest".

[modifica] Natura

[modifica] Riserve naturali

Viste le ricchezze naturali e paesaggistiche che vanta, nella provincia di Treviso sono presenta molte aree protette di diversa tipologia. Nel complesso, si estendono su circa 49.000 ha di territorio per quanto riguarda le sole zone S.I.C. e Z.P.S., ma la superficie raggiunge i 91.000 ha contando tutte le aree protette (quasi il 40% dell'intero territorio)[2].
In questo senso, l'istituzione più significativa è il Parco Regionale del Sile (4.159 ha) che, comprendendo tutto il corso del fiume sino alla Laguna Veneta, tocca anche le provincie di Padova e di Venezia.
Altre piccole aree protette si trovano sull'altopiano del Cansiglio: sono la Riserva naturale integrale Piaie Longhe-Millifret (129,7 ha condivisi con la provincia di Belluno) e la Riserva Statale Campo di Mezzo-Pian di Parrocchia (667 ha). Interessante notare che sono 22.000 gli ettari di foreste protetti, cioè quasi la metà delle risorse boschive della provincia.

Fauna:

Mammiferi:

Donnola, Ermellino, Tasso, Faina, Martora, Gatto selvatico (occasionale), Orso bruno (occasionale), Sciacallo dorato (occasionale), Volpe, Cinghiale (introdotto), Cervo, Capriolo, Muflone (introdotto), Camoscio (reintrodotto).

Uccelli:

- nidificanti: Oca del Canada (introdotta), Smergo maggiore, Moretta, Aquila reale (irregolare), Falco cuculo (irregolare), Occhione, Gruccione, Bigia padovana (irregolare);

- svernanti: Tarabuso, Airone guardabuoi, Moretta tabaccata;

- estivanti: Airone bianco maggiore, Cicogna nera, Ghiandaia marina;

- migratori: Grillaio;

- accidentali: Berta di Jouanin, Marangone minore, Moretta codona, Aquila di mare, Poiana codabianca, Venturone.

Siti dove fare birdwatching al sito: http://www.ebnitalia.it/public/bwbase/pmwiki.php?n=Main.Treviso

[modifica] Economia

[modifica] Cultura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Personalità legate a Treviso.

Sezione in allestimento. Nel frattempo visitare le pagine qui sotto:

[modifica] Castelli

La provincia di Treviso, almeno in confronto al passato, è assai povera di castelli medievali in quanto, con la conquista della Serenissima, quest'ultima decise di distruggere la maggior parte dei fortilizi: essi potevano servire da basi per insorti, ma erano anche l'ultima testimonianza, da cancellare, del vecchio potere feudale; inoltre, i castelli, ormai inutili, potevano divenire "cave" da cui attingere materiale di recupero.

I pochi castelli e ruderi rimasti sono sopravvissuti perché ancora proprietà di famiglie feudatarie dipendenti da Venezia, oppure perché l'opera di "smantellamento" a cui si è appena accennato non fu terminata.

Per quanto riguarda la pianura, restano solo i ruderi di una torre del castello di Rai, in comune di San Polo di Piave (X secolo) e un'altra a Casale sul Sile (quest'ultima, perfettamente conservata, è ora parte di una villa privata). Da ricordare, però, le cittadine fortificate di Castelfranco Veneto e Portobuffolè, nate come fortilizi e infine evolutisi in veri e propri centri abitati. Discorso a parte per quanto riguarda la stessa Treviso, città murata.

Più frequente la presenza nell'area collinare, amministrata per conto dei Veneziani da alcuni feudatari, come i Collalto e i Brandolini.
I primi possedevano due castelli in comune di Susegana: quello detto di San Salvatore, è quello meglio conservato; del secondo, nella frazione Collalto, restano la torre principale e tratti delle mura. Ai Collalto apparteneva anche il complesso delle torri di Credazzo, in comune di Farra di Soligo, più volte saccheggiato e quindi caduto in rovina.
Dei Brandolini era invece il Castelbrando a Cison di Valmarino il quale, cessate le sue funzioni militari, fu adattato a dimora patrizia secondo lo stile delle ville venete.
Anche Conegliano è sovrastata da una bastia, in parte rimaneggiata se non demolita. Conserva le fattezze originali una delle due torri rimaste, oggi sede di un museo.
A Vittorio Veneto si possono ammirare due fortilizi: a Ceneda si trova il castello di San Martino, da secoli sede vescovile; a Serravalle è ubicato invece una costruzione di origini romane, poi ampliata nel medioevo e in parte demolita nel Settecento; restano tratti delle mura e altre strutture esterne. Nella vicina Cordignano vi è il Castelat, un castello caminese devastato dai Turchi.
Ad Asolo sono conservati due bastie: la prima, il palazzo del Pretorio è di origini medievali, ma fu radicalmente modificata per divenire residenza della nota Caterina Cornaro; la seconda è la rocca, imponente costruzione di cui restano quasi intatte le mura.
Infine, in località Sopracastello di San Zenone degli Ezzelini, resta la torre di un antico castello degli Ezzelini.

[modifica] Turismo

[modifica] Sport

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[modifica] Palazzetti

[modifica] Amministrazione

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 7 giugno 1998 Giovanni Mazzonetto Lega Nord, Nuova Italia-LAV, Popolari, Patto dei Democratici Presidente della Provincia
Periodo Presidente Partito Carica Note
giugno 1998 aprile 2005 Luca Zaia Lega Nord, Forza Marca Presidente della Provincia [3]
Periodo Presidente Partito Carica Note
giugno 2005 in carica Leonardo Muraro Forza Italia, Lega Nord, Lista Zaia, AN, UDC Presidente della Provincia [4]


[modifica] Infrastrutture

[modifica] Strade ed Autostrade

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[modifica] Autostrade

[modifica] Strade Statali

[modifica] Strade Provinciali

[modifica] Rete ferroviaria

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dati ISTAT
  2. ^ Relazione sullo stato dell'ambiente 2006
  3. ^ Riconfermato con le elezioni del 27-28 maggio 2002.
  4. ^ Sostituì Zaia quando questi passò alla vicepresidenza della Regione; riconfermato con le elezioni del 28-29 maggio 2006.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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