Strada statale 245 Castellana

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Strada statale 245
Castellana
Strada Statale 245 Italia.svg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regioni Veneto Veneto
Dati
Classificazione Strada statale
Inizio Mestre
Fine Rosà
Lunghezza 50,100[1] km
Gestore Tratte ANAS: nessuna (dal 2001 la gestione è passata alla Regione Veneto e dal 2002 alla società Veneto Strade)

La ex strada statale 245 Castellana (SS 245), ora strada regionale 245 Castellana (SR 245)[2], è una strada regionale italiana che collega Mestre a Rosà passando per Castelfranco Veneto (donde la denominazione).

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

L'arteria, importante anche dal punto di vista storico, comincia dal Terraglio (strada statale 13 Pontebbana) e attraversa Zelarino, Trivignano, Martellago, Scorzè, Trebaseleghe, Piombino Dese e Resana. Giunta a Castelfranco Veneto, prosegue verso Bassano del Grappa passando per Villarazzo, Castello di Godego, Castione, Rossano Veneto e giunge a Rosà, dove si raccorda con la strada statale 47 della Valsugana.

A Castelfranco è stata realizzata una variante per deviare il traffico dal centro storico di quasi 5 km denominata strada regionale 54 di Castelfranco Veneto (SR 54)[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Castellana, in epoca medievale e moderna, costituiva, insieme alla Via Miranese (detta strada "Padovana") e al Terraglio, una delle tre principali strade di accesso a Mestre, le quali collegavano la cittadina dell'entroterra veneziano rispettivamente a Castelfranco, Padova e Treviso. Agli inizi del Quattrocento la strada postale Castellana (come cominciava ad essere denominata) divenne molto frequentata dai traffici, specialmente commerciali, soprattutto in seguito alla sottomissione di Bassano da parte della Repubblica di Venezia (1404), con la caduta degli ultimi ostacoli alla libera circolazione.

La strada viene poi citata nella prima lettera ducale emanata dal doge Nicolò Da Ponte del 17 marzo 1582, con la quale si ordinava il totale rifacimento del fondo stradale, reso impraticabile dalle straordinarie esondazioni del Dese avvenute l'anno precedente.

Ancora nei primi anni dell'Ottocento, la Castellana rappresentava la via più breve per raggiungere da Venezia la pedemontana vicentina e da lì il Trentino. Tuttavia la scarsa manutenzione non permettevano di percorrerla in meno di due giorni. Nel 1808 Agostino Fapanni, a nome del comune di Maerne (oggi Martellago), presentò una richiesta al principe Eugenio di Beauharnais, viceré d'Italia, per una solida ricostruzione della strada. Anche per le esigenze del traffico militare dell'epoca, con il regio decreto del 9 agosto 1808 venne dichiarata strada nazionale. Ma le difficoltà del nuovo regime impedì l'attuazione di tanti utili progetti, e in effetti nel 1810 nuovamente Agostino Fapanni scriveva al prefetto di Venezia: "È lungo tempo che la strada detta Castellana [...] trovasi talmente abbandonata e rovinosa, che nei soli mesi d'estate rendesi praticabile senza pericoli ai carri e vetture". Ma per l'avvicendarsi delle varie amministrazioni straniere, passeranno altri ventitré anni e "finalmente dopo molte istanze, e dopo non pochi contrasti", il governo Austriaco accordò che i Comuni su cui transitava la via la ricostruissero tutta a loro spese. L'opera si concluse nell'estate del 1831, con la rettificazione di alcuni tratti e il rialzamento del fondo a livello dei terreni circostanti.

La Castellana è citata anche nella guida turistica Itinerario d'Italia di Giuseppe Vallardi: "Si è recentemente costrutta una nuova strada che guida da Venezia a Bassano per Mestre e Castelfranco, donde le derivò il nome di Castellana. Su questa strada [...] non avvi per ora cambio di posta; ciò nulla ostante crediamo di far grata cosa ai viaggiatori loro indicandola, prima perché ora è molto frequentata, e poi perché più corta di dieci miglia di quella che passa per Treviso. [...] Per questa strada si trasportano ora le merci che il Porto Franco di Venezia spedisce nel Tirolo meridionale, dirigendole sopra Trento"[3].

Negli incartamenti del catasto austriaco del 1841, viene segnalata come strada postale Castellana. Nel marzo 1865 viene emanata la legge n. 2248 che chiama in causa i vari consigli provinciali a pronunciarsi sulla classificazione delle strade. Il Consiglio provinciale di Vicenza propone che la Castellana ridiventi strada nazionale, in quanto "La Strada Castellana sarebbe pure indicatissima dalla legge, come quella che congiunge direttamente la strada Nazionale di Canal di Brenta col più vicino porto commerciale di Venezia". Dai documenti provinciali si ricavano preziose informazioni, anche sulla lunghezza della strada in territorio vicentino: "Nel quadro 15 maggio 1867 dell'Ufficio Centrale (delle Pubbliche Costruzioni per le Provincie Venete e Mantovana) si trovano elencate fra le nazionali: [...] d) la strada Castellana che da Rosà presso Bassano va direttamente verso Mestre e Venezia. In provincia di Vicenza kil. 4,95". Anche il Consiglio provinciale di Padova nel novembre 1867 delibera "che si debbano essere ritenute Strade Nazionali: [...] 4. la strada Castellana dal confine di Vicenza oltre Scorzè al confine con Treviso presso Resana", annotando anche la lunghezza del tracciato nel suo territorio di 9.990 metri, sia il costo annuale per la manutenzione di 5690,82 lire austriache.

La Guida itineraria d'Italia (edizione 1897) a cura del Touring Club Italiano descrive così la Castellana: "Buona e ottimamente mantenuta: molto carreggiata e frequentemente percorsa da ciclisti: tutta piana, ma con alcune svolte da farsi con prudenza; inghiaiata parzialmente fra l'autunno e l'inverno: discretamente ombreggiata."

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 1º ottobre 2001, la gestione è passata dall'ANAS alla Regione Veneto e dal 20 dicembre 2002 la gestione è ulteriormente passata alla società Veneto Strade[4].

Le ville[modifica | modifica wikitesto]

Lungo la Castellana sono sorte numerose ville venete; di seguito ne è riportato l'elenco (l'ordine segue la direzione Mestre-Bassano):

Sinistra

Comune di Trebaseleghe
  • villa Basadonna, Tomè, Gal - via Malcanton, 1
Comune di Piombino Dese
Comune di Resana
  • villa Barozzi, Malipiero, Da Mosto, Zizzola - via Martiri della Libertà, 50
Comune di Castelfranco Veneto
Comune di Castello di Godego
  • villa Favesin, via Caprera, 2
Comune di Rossano Veneto
  • villa Caffo, Navarrini, Cecchele, Rodighiero, Biasion, detta "Ca' Dotta" - via Bassano, 21
Comune di Rosà

Destra

Comune di Venezia
  • villa Gozzato, Gradenigo, detta "Elena" - via Castellana, 16-16/A
  • villa Lin, Tagliacozzo - via Castellana, 42-44-46
  • villa Biasiotto, via Castellana, 60
  • villa Da Mosto - via Castellana, 208
Comune di Martellago
  • villa Priuli, Grimani, Morosini, detta "Ca' della Nave" - piazza della Vittoria, 14
  • villa Fapanni, Combi - via Boschi, 54-56
Comune di Scorzè
  • villa Benotti, Tombacco - via Marmolada, 3-5
  • villa Dolfin, Fontana, Nascetti, De Ferrari - via Castellana, 46
  • Ca' Ravagnin, Bonaldi - via Castellana, 114
Comune di Resana
  • pertinenze di villa Di Broglio - via Martiri della Libertà, 31-33-35
  • villa Nosadini, Di Broglio - via Martiri della Libertà, 37
Comune di Castelfranco Veneto
  • villa Dolfin, Gradenigo - via Valsugana, 74
  • Ca' Moro - via Valsugana, 102
Comune di Castello di Godego
  • villa Moresco, Serena - via Caprera, 39-41
  • villa Negri, Bolzon - via Chioggia, 42-44
Comune di Rosà
  • villa Martinengo, Minotto, Cerrio-Santini e altri, detta "Ca' Minotto" - via Ca' Minotto, 65

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Veneto.
  2. ^ a b DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE n. 6 del 4 marzo 2009, Regione Veneto, p. 13.
  3. ^ Giuseppe Vallardi, Itinerario d'Italia, Milano, Vallardi, 1836, p. 164.
  4. ^ Piano Triennale 2002-2004, Regione Veneto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Scarpa, L'economia dell'agricoltura veneziana nell'800, Padova 1972
  • Francesco S. Fapanni, Congregazione di Martellago. Memorie storiche. Il vigesimo terzo (a cura di Danilo Zanlorenzi), quaderno n. 7, Martellago 2003
  • Angelo Grimaldo, Martellago: il villaggio, la pieve, il comune, (edizione anastatica del 1962 con aggiornamento dell'autore), n. 9, Martellago 1994
  • Atti del Consiglio Provinciale di Vicenza (1867), Bassano 1868
  • Atti del Consiglio Provinciale di Padova (1867), Padova 1868
  • Antonio Stangherlin, La Castellana, Strada regia nazionale, Agordo 1953
  • Francesco Scipione Fapanni, La Bella castellana, Viaggetto pittorico ed erudito dalla laguna a Castelfranco, Martellago 1996