Ferrovia Treviso-Ostiglia

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Linea ferroviaria
Treviso – Ostiglia
[[File:|280px|Percorso della Treviso – Ostiglia]]
Nome originale {{{originale}}}
Inizio
Fine
Nazioni attraversate bandiera Italia
Lunghezza 116 km
Apertura tra il 1925 e il 1941
Chiusura tra il 1945, il 1965, il 1967 e il 1987
Riapertura {{{apertura2}}}
Gestore FS
Precedenti gestori
Scartamento 1435 mm
Elettrificazione no
Diramazioni
Note
Ferrovie

La ferrovia Treviso – Ostiglia è stata una linea ferroviaria italiana di proprietà statale che collegava Ostiglia a Treviso attraversando trasversalmente tutto il Veneto. Era lunga 116,20 chilometri; ai fini tariffari la chilometrica virtuale totale era di 120 km.

La ferrovia fu concepita per il doppio binario e per perseguire questa tipologia di progetto furono eseguiti gli espropri necessari, tuttavia fu armata ed esercita a binario semplice. Tutte le opere d'arte minori e i rilevati furono comunque predisposti per il doppio binario.

Il tronco Treviso CentraleTreviso Porta Santi Quaranta era posto in affiancamento al doppio binario della ferrovia Vicenza-Treviso e al binario semplice della Treviso – Montebelluna e quindi avente una chilometrica progressiva separata da quella delle linee citate.

Come nella coeva ferrovia Piacenza-Cremona, una delle innovazioni particolari fu l'esiguo numero di passaggi a livello con le intersezioni delle strade principali (statali e provinciali) e il largo uso di sovrappassi e sottopassi.

Indice

[modifica] Storia

La vecchia sede della ferrovia presso Santa Cristina di Quinto di Treviso, tramutata in percorso ciclo-pedonale

La sua costruzione fu ideata, a fini strategici, dall'Esercito italiano in modo di poter dislocare velocemente le truppe in caso di guerra contro l'Austria-Ungheria. In un primo momento si decise di abbandonare l'idea e puntare piuttosto sul raddoppio della Padova-Bologna, ma alcuni parlamentari veneti si batterono affinché la ferrovia fosse realizzata.

Così fu stabilito che la nuova ferrovia dovesse collegare la stazione di Ostiglia in provincia di Mantova, posta sulla sponda sinistra del Po lungo la linea Bologna–Verona, con la stazione di Treviso Centrale, punto di scambio con la Mestre – Udine e la Treviso – Portogruaro. La linea sarebbe passata per:

Il progetto fu sospeso dallo scoppio della prima guerra mondiale. Negli anni venti si intrapresero i lavori per la costruzione della ferrovia che terminarono solo agli inizi degli anni quaranta, nell'imminenza del secondo conflitto mondiale. La linea fu aperta per tratte: la prima sezione fu la Legnago-Cologna Veneta il 19 aprile 1925[1], seguita l'8 luglio 1928 dal prolungamento fino a Pojana di Granfion che nel 1937 sostituì la precedente stazione di Grisignano di Zocco della Milano-Venezia anche nel nome[2]. Il 28 ottobre 1934 fu aperta la Ostiglia-Legnago e infine, il 28 ottobre 1941, si attivò la sezione rimanente tra Grisignano di Zocco e la stazione di Treviso Centrale[3].

Nella sua completa estensione, la linea ferroviaria ebbe poca vita, poiché fu pesantemente bombardata dagli alleati nel 1944; a causa dei danni di guerra, il 16 novembre 1944 i treni cessarono di correre tra Grisignano di Zocco e Treviso. Successivi bombardamenti interruppero la circolazione anche nelle restanti sezioni. Nel breve periodo della sua esistenza funzionò più da infrastruttura bellica per il trasporto di merci che come mezzo per trasportare persone. A titolo di esempio basti ricordare che nell'ultima tratta aperta all'esercizio i fabbricati viaggiatori delle stazioni di Arsego, Badoere-Levada e Ronchi, nei pressi di Piombino Dese, e delle fermate di Loreggia, Campodoro e Trebaseleghe non furono mai raggiunti dalle strade che ne avrebbero permesso il collegamento ai rispettivi paesi, in quanto i Comuni interessati, ai quali competeva tale onere, non ebbero modo di provvedervi.

Già nel settembre del 1946 poco dopo la fine della seconda guerra mondiale, l'esercito degli Alleati riattivò la tratta tra Quinto di Treviso e Treviso Porta Santi Quaranta della sezione tra Grisignano e Treviso. Sembrò a quel punto che i lavori di ripristino dovessero procedere velocemente anche nel resto della parte "alta" della linea, ma invece furono immediatamente sospesi, tanto che la breve tratta riaperta fu chiusa dalle FS nel Dicembre 1947. La sezione tra Grisignano di Zocco e Quinto di Treviso non fu più riattivata, mentre sempre nel 1947 la linea fu riattivata tra Ostiglia, Legnago e Grisignano di Zocco, per essere poi chiusa all'esercizio tra Ostiglia e Legnago nel 1965 e tra Grisignano e Cologna nel 1967[4]. Nel 1985 cessò l'esercizio merci tra Cologna Veneta e Legnago e nel 1987 anche questa sezione venne soppressa ma in via ufficiosa, in quanto il decreto ufficiale a norma di legge non fu mai emanato. Quest'ultima sezione è stata disarmata nel 1997.

Negli anni Duemila venne progettato di trasformare la tratta in pista ciclabile[5].

[modifica] Percorso

Stazioni e fermate
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon STRlg.svgBSicon .svgBSicon .svg linea per Udine
BSicon .svgBSicon .svgBSicon ABZrg.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg linea per Portogruaro
BSicon BHF.svg 116+003 Treviso Centrale
BSicon .svgBSicon .svgBSicon ABZlf.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg linea per Venezia
BSicon WBRÜCKE1.svg 115+161 fiume Sile
BSicon eBHF.svg 114+371 Treviso Porta Santi Quaranta
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon xABZrf.svgBSicon .svgBSicon .svg Linee per Belluno e per Vicenza
BSicon exBHF.svg 109+449 Quinto di Treviso
BSicon exWBRÜCKE1.svg 106+544 fiume Sile
BSicon exBHF.svg 101+985 Badoere-Levada
BSicon exHST.svg 98+555 Trebaseleghe
BSicon exWBRÜCKE.svg 98+179 fiume Dese
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon xKRZo.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg 96+099 linea Trento–Venezia
BSicon exBHF.svg 94+758 Ronchi di Piombino
BSicon exHST.svg 91+610 Loreggia
BSicon exWBRÜCKE1.svg 90+156 fiume Muson dei Sassi
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon xABZlg.svgBSicon .svgBSicon .svg linee per Bassano e per Montebelluna
BSicon BHF.svg 88+426 Camposampiero
BSicon .svgBSicon .svgBSicon xABZlf.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg linea per Padova
BSicon exBHF.svg 82+392 Arsego
BSicon exWBRÜCKE.svg 78+003 fiume Brenta
BSicon exCONTr.svgBSicon exkABZq+r.svgBSicon exkKRZu+xr.svgBSicon exCONTl.svgBSicon .svg 76+876 linea FPPC Padova–Piazzola–Carmignano † 1958
BSicon exkABZg+r.svg raccordo FS-FPPC
BSicon exBHF.svg 75+989 Piazzola-Campo San Martino
BSicon exHST.svg 71+571 Campodoro
BSicon exWBRÜCKE1.svg 69+861 fiume Ceresone
BSicon .svgBSicon .svgBSicon xABZrg.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg linea per Venezia
BSicon BHF.svg 67+429 Grisignano di Zocco
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon xABZrf.svgBSicon .svgBSicon .svg linea per Milano
BSicon exHST.svg 60+741 Colzè * 1945
BSicon exWBRÜCKE1.svg 60+345 fiume Bacchiglione
BSicon exBHF.svg 58+334 Villaganzerla
BSicon exHST.svg 55+212 Nanto * 1945
BSicon exBHF.svg 51+212 Barbarano-Villaga
BSicon exBHF.svg 46+592 Sossano
BSicon exBHF.svg 41+225 Orgiano
BSicon exHST.svg 37+255 San Sebastiano-Asigliano * 1945
BSicon exWBRÜCKE1.svg 34+093 fiume Guà
BSicon exBHF.svg 32+832 Cologna Veneta
BSicon exBHF.svg 26+275 Minerbe
BSicon .svgBSicon .svgBSicon xABZrg.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg Bivio Adige linea per Monselice
BSicon WBRÜCKE.svg 20+164 fiume Adige
BSicon .svgBSicon .svgBSicon ABZrg.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg linea per Rovigo
BSicon BHF.svg 19+154 Legnago
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon xABZrf.svgBSicon .svgBSicon .svg linee per Mantova e per Verona
BSicon exBHF.svg 13+666 Aselogna
BSicon exWBRÜCKE1.svg 11+349 fiume Menago
BSicon exBHF.svg 9+930 Casaleone
BSicon .svgBSicon CONTr.svgBSicon xKRZ.svgBSicon CONTl.svgBSicon .svg linea Bologna-Verona (nuovo tracciato * 2008)
BSicon .svgBSicon exCONTr.svgBSicon exABZlg.svgBSicon .svgBSicon .svg linea per Verona (vecchio tracciato † 2008)
BSicon exBHF.svg 0+000 Ostiglia † 2008
BSicon .svgBSicon .svgBSicon exSTRlf.svgBSicon exCONTl.svgBSicon .svg linea per Bologna (vecchio tracciato † 2008)

La linea ferroviaria attraversava le province di Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova e si intersecava con diverse tratte ferroviarie statali e private.

Note
  • nel 2005 è stata aperta una fermata ferroviaria sulla Trento – Venezia che ha ripreso il nome del vecchio impianto sulla Treviso Ostiglia;
  • le stazioni di Treviso Porta Santi Quaranta, di Piazzola – Campo San Martino e la fermata di Campodoro furono all'inizio battezzate rispettivamente con i nomi di Treviso Porta Cavour, di Piazzola e di Camisano – Campodoro.

[modifica] Note

  1. ^ Trenidicarta.it - Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926. URL consultato il 26-05-2008.
  2. ^ E. Bassi. Obbiettivo Militare: la ferrovia Treviso-Ostiglia. Pagg. 68-69
  3. ^ E. Bassi. Obbiettivo Militare: la ferrovia Treviso-Ostiglia. Pag. 71
  4. ^ E. Bassi. Obbiettivo Militare: la ferrovia Treviso-Ostiglia. Pag. 134
  5. ^ La Vita del Popolo di Treviso - Treviso-Ostiglia: in bici fino al Po

[modifica] Bibliografia

  • Ennio Morando et al., Ricordi di rotaie. Volume terzo: linee soppresse, inutilizzate e riattivate, Milano, ExCogita, 2009.
  • Daniela Ottolitri (2001). Da Treviso a Ostiglia. Tutto Treno e Storia 5.

Ulteriori approfondimenti (non utilizzati nella stesura di questa voce):

  • Enrico Bassi, Binari dimenticati volume 2. Obbiettivo militare: la ferrovia Ostiglia-Treviso, Vicenza, Associazione Binari Dimenticati, 2010.
  • Furio Gallina (2009). Leone Wollemborg e il dibattito sulla ferrovia Ostiglia - Treviso. Alta Padovana 13/14.
  • Furio Gallina (2010). La ferrovia Ostiglia - Treviso da linea militare a percorso ciclopedonale. Alta Padovana 15.

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