Palazzo dei Trecento

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Coordinate: 45°39′56.62″N 12°14′45.47″E / 45.665729°N 12.245965°E45.665729; 12.245965

Piazza dei Signori e Palazzo dei Trecento

Palazzo dei Trecento, detto anche Palazzo della Ragione, è una delle architetture più importanti del centro storico di Treviso, affacciata su Piazza dei Signori.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

Le condizioni del palazzo dopo il bombardamento del 1944.

Il Palazzo fu costruito attorno al 1185 come sala per assemblee dei diversi organi del Comune di Treviso (Domus Comunis) sostituendo l'antico edificio nei pressi del Duomo; il suo completamento risale al 1268, anno in cui fu portato a compimento anche un edificio attiguo adibito a carcere.

Nel corso dei decenni il Palazzo fu sede del Tribunale dei Consoli, luogo di pubbliche assemblee (le Concione), luogo in cui il Podestà amministrava la giustizia, sede del Maggior Consiglio, detto anche dei Trecento, che vi si riuniva anche in funzione di suprema assise civica (da qui derivava il nome di Palazzo della Ragione).

Attorno al palazzo, centro della vita politico-amministrativa, sorsero ben presto numerose botteghe. Nel 1546, soltanto sotto il volto del palazzo, se ne contavano ben quarantaquattro, affittate dal Comune di cinque anni in cinque anni e numerate progressivamente[1].

Tra la fine dell’800 e la metà del ’900 il Palazzo ha subito numerose vicissitudini che hanno mutato l'aspetto definito con i lavori del 1552, aspetto a noi noto grazie alle fedeli riproduzioni, tra gli altri, di Medoro Coghetto e Antonio Sala.

I primi lavori di restauro, terminati all'inizio del '900, coinvolsero la Prefettura, la Torre Civica ed il Palazzo che furono liberati dall'intonaco e coronati da merlature di tipo ghibellino. Fu inoltre spostata la scalinata esterna di accesso al Salone, dal lato Ovest (Piazza dei Signori) al lato Est (odierna Piazza Indipendenza).

Nel 1944 il Palazzo fu poi vittima di un bombardamento che causò gravi danni alla struttura e agli affreschi del salone, tanto che inizialmente si prefigurò l'ipotesi della completa demolizione[2][3][4]. Grazie all'intervento dell'allora soprintendente Ferdinando Forlati, si decise di procedere al restauro delle pareti superstiti e alla ricostruzione delle parerti irrimediabilmente crollate, della copertura e dei merli, ricostruiti però di foggia guelfa. Una fila di mattoni più arretrati rispetto al piano dei muri perimetrali permette ancora oggi di distinguere le porzioni di pareti originali da quelle ricostruite.

Oggi Palazzo dei Trecento è ancora sede del consiglio comunale, oltre che prestigioso luogo di mostre ed esposizioni[5].

Architettura[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo, con la superficie in mattoni a vista, si compone di due piani.

Al piano terra, aperto nel 1552 da arconi a tutto sesto, ha luogo la loggia, realizzata forse da Andrea da Valle.

Al piano superiore si trova il salone, illuminato da una serie di trifore: tre su Piazza dei Signori, tre su via XX settembre e sei su Piazza Indipendenza. Internamente si conservano parzialmente gli affreschi realizzati tra XIV e XVI secolo da artisti veneti e rappresentanti perlopiù stemmi e temi legati al potere civile e alla giustizia. Degne di nota, sulla parete sud, le pitture raffiguranti Madonna con Bambino ed i Santi Liberale e Pietro e Le quattro virtù cardinali. Il soffitto del salone è a capriate lignee.

Sul lato est si trova lo scalone che conduce al primo piano: esso è frutto di una ricostruzione ottocentesca[6].

Mostre[modifica | modifica sorgente]

Lista (non esaustiva) delle esposizioni tenutesi nel Salone del Palazzo:

  • Mostra della ricostruzione degli edifici storici ed artistici danneggiati dalla guerra”, 1952, mostra fotografica a cura di Giuseppe Mazzotti
  • Ville Venete”, 1952, mostra "itinerante" delle fotografie di Giuseppe Mazzotti, che passò poi a Roma, Parigi, Londra, L'Aja, Vienna stimolando la tutela di questi edifici.
  • Cima da Conegliano”, 26 agosto - 11 novembre 1962, inaugurata dal Presidente Segni[7]

Galleria di immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lucio Polo (a cura di), Treviso nostra, Treviso, Associazione Tarvisium, 1964, p. 354.
  2. ^ Palazzo dei Trecento | Flickr - Photo Sharing!
  3. ^ Palazzo dei Trecento | Flickr - Photo Sharing!
  4. ^ Palazzo dei Trecento | Flickr - Photo Sharing!
  5. ^ scheda in trevisoinfo.it
  6. ^ scheda in trevisoinfo.it
  7. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanni Netto, Guida di Treviso, Edizioni LINT, Trieste, 1988; pp. 210–8.

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