Pro12

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Celtic League
Current event clock.svg Pro12 2011-2012
Rugby PRO12 logo.png
Disciplina Rugby union pictogram.svg Rugby XV
Tipo Squadre di club
Paese bandiera Galles
IRFU flag.svg Irlanda
bandiera Italia
bandiera Scozia
Fondazione 2001
Cadenza Annuale
Apertura Settembre
Partecipanti 12
Formula Girone unico + playoff
Detentore 600px Blu e Rosso.png Munster
Sito internet www.rabodirectpro12.com

La Celtic League (irl. An Sraith Ceilteach, gall. Y Cynghrair Celtaidd) è una competizione di rugby a 15 per club tra squadre delle federazioni di Irlanda, Scozia, Galles e, dalla stagione 2010-11, Italia. Per esigenze di sponsorizzazione è chiamata anche Magners league. Dalla stagione 2011-2012 la competizione assume la denominazione Pro12 e ha come sponsor la Rabodirect[1].

Il torneo ha valore di massima competizione nazionale per le citate Federazioni ed esprime le squadre, per ciascuna di esse, che prendono parte alla Heineken Cup della stagione successiva.

Strutturato, dalla stagione 2009-10, con la formula della stagione regolare ad andata e ritorno e, alla fine di questa, dei playoff, il torneo è stato vinto per tre volte ciascuna dalle formazioni irlandesi del Leinster e del Munster, nonché dai gallesi dell'Ospreys, e una volta ciascuna dai gallesi Scarlets e irlandesi dell'Ulster; il miglior risultato di una squadra scozzese nella competizione fu il secondo posto finale dell'Edimburgo nel 2008-09.

Indice

[modifica] Squadre partecipanti

Federazione Squadra Impianto Capienza Sede Area
bandiera Italia 600px Grigio e Nero con striscia bianca.png Aironi[2] Stadio Luigi Zaffanella 6.000 Viadana (MN) Lombardia, Emilia
bandiera Italia 600px Bianco e Verde (Strisce Orizzontali).png Benetton Treviso[2] Stadio Comunale di Monigo 6.700 Treviso Treviso
bandiera Galles 600px Blu e Azzurro.svg Cardiff Blues Cardiff City Stadium
Millennium Stadium
26.828
74.500
Cardiff Cardiff
IRFU flag.svg Irlanda 600px Verde e Nero con striscia orizzontale bianca.png Connacht Galway Sportsgrounds 7.000 Galway Connacht
bandiera Scozia 600px Nero.png Edimburgo Murrayfield[3] 67.800 Edimburgo Edimburgo
bandiera Scozia 600px Celeste e Nero con striscia orizzontale bianca.png Glasgow Warriors Firhill 10.887 Glasgow Glasgow
IRFU flag.svg Irlanda 600px Blu e Nero2.PNG Leinster RDS Arena
Aviva Stadium
18.500
51.700
Dublino Leinster
bandiera Galles 600px Granata2.png Scarlets Stradey Park 15.000 Llanelli Llanelli
IRFU flag.svg Irlanda 600px Blu e Rosso.png Munster Thomond Park
Musgrave Park
26.000
8.000
Limerick
Cork
Munster
bandiera Galles 600px Giallo Rosso e Nero.svg Newport G.D. Rodney Parade 12.000 Newport Newport
bandiera Galles 600px Nero Con Striscia Bianca.png Ospreys Liberty Stadium 20.500 Swansea Swansea, Neath
IRFU flag.svg Irlanda 600px Bianco e Rosso.svg Ulster Ravenhill Stadium 12.800 Belfast Ulster

[modifica] Ex partecipanti

[modifica] Storia

[modifica] Prima della Celtic League

Inizialmente Galles e Scozia unirono le proprie forze per i campionati del 1999 e del 2000, con l'estensione della Welsh Premier Division a includere anche le squadre di Edimburgo e Glasgow a dare la Welsh-Scottish League.

Nel 2001 la Irish Rugby Football Union, la Scottish Rugby Union e la Welsh Rugby Union decisero di creare una nuova competizione che avrebbe incluso anche le squadre delle quattro province irlandesi. Da questo accordo nacque la Celtic League.

Alcuni videro in questa lega il precursore di una competizione britanno-irlandese alla quale avrebbero partecipato anche squadre inglesi. Già in precedenza infatti c'erano stati contatti tra la WRU e la Rugby Football Union per organizzare un campionato anglo-gallese, ma le trattative si erano interrotte sul numero di team partecipanti per nazione.

[modifica] I primi anni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Celtic League 2001-02 e Celtic League 2002-03.

La prima stagione fu disputata tra quindici squadre: la quattro delle province irlandesi (Connacht, Leinster, Munster e Ulster), due dalla Scozia (Edinburgh Reivers e Glasgow) e tutte e nove le le squadre della Welsh Premier Division (Bridgend, Caerphilly, Cardiff, Ebbw Vale, Llanelli, Neath, Newport, Pontypridd e Swansea).

Le squadre vennero divise in due gruppi (di 8 e 7 componenti) e affrontarono gli altri team dello stesso girone una sola volta. Le prime quattro classificate di ogni gruppo passarono alla fase successiva ad eliminazione diretta fino alla finale.

Il campionato 2001/2002 fu dominato dalle squadre irlandesi poiché tutte e quattro raggiunsero i quarti, tre passarono alle semi-finali e la finale vide opposte, sul campo dello Lansdowne Road di Dublino, Leinster e Munster, con i primi vincenti per 24 a 20.

Durante prima stagione della Celtic League si giocò accanto agli altri campionati nazionali.

La crescente importanza della Celtic League portò, nel 2002, all'abbandono della Scottish-Welsh League e al declassamento del campionato interprovinciale irlandese. La seconda stagione, disputata col medesimo format della prima, vide l'introduzione di una terza squadra scozzese, gli Scottish Borders. Il Munster ebbe poche difficoltà a vincere la competizione anche grazie all'eliminazione ai quarti dei campioni in carica del Leinster.

[modifica] Evoluzione e avvento della Regional Era gallese

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Celtic League 2003-04, Celtic League 2004-05 e Celtic League 2005-06.

Un maggior cambiamento nella filosofia della Celtic League avvenne all'inizio del 2003, dovuto in parte al successo commerciale della lega stessa, ma soprattutto ai contrasti finanziari interni alla federazione gallese. Questi ultimi portarono alla nascita di cinque nuove squadre regionali che presero il posto dei precedenti nove team professionistici. Fu deciso che la Celtic League sarebbe diventata la sola lega professionistica dei tre stati e che vi avrebbero partecipato la quattro squadre irlandesi, le tre scozzesi e, appunto, le nuove cinque gallesi (Cardiff Blues, Celtic Warriors, Llanelli Scarlets, Neath-Swansea Ospreys e Newport Gwent Dragons).

La nuova formula della lega prevedeva un girone all'italiana durante il quale tutte le squadre si sarebbero affrontate tra loro due volte (una volta in casa e l'altra in trasferta) per un totale di 22 partite per ogni club. Durante la stagione 2003/04 fu introdotta inoltre la Celtic Cup, una competizione ad eliminazione dirette tra le 12 squadre della Celtic League.

Comunque il campionato, soprattutto per via della scarsa pianificazione dei calendari, vide l'assenza dei giocatori più importanti in più di metà delle partite. Infatti la lega si sovrappose prima alla Rugby World Cup del 2003 e successivamente al Sei Nazioni.

La stagione finì con i Llanelli Scarlets vincitori davanti all'Ulster di quattro punti.

L'anno seguente il format del campionato, per quanto riguarda i calendari, fu rivisto ancora una volta. Si cercò infatti di non sovrapporre le date delle partite ad altre manifestazioni internazionali e di rendere la lega più sfruttabile commercialmente. La Celtic League si disputò fino ad aprile e successivamente la Celtic Cup fu contesa tra le prime otto squadre classificate. inoltre il numero di squadre partecipanti al campionato cambiò nuovamente per la defezione del team regionale gallese dei Celtic Warriors.

Per la prima volta durante la stagione 2004/05 l'Irlanda fu d'accordo ad utilizzare i piazzamenti nella Celtic League per determinare le squadre che avrebbero partecipato alla Heineken Cup. Le squadre irlandesi però, ed in particolar modo Munster e Leinster, snobbarono in parte il campionato, facendo giocare spesso le seconde linee, dando così maggiore importanza agli impegni internazionali. Malgrado questo approccio le due squadre irlandesi finirono seconda (Munster) e terza (Leinster) e Munster vinse la Celtic Cup. Gli Ospreys furono i vincitori della lega, facendo così vincere per la seconda volta di fila una squadra regionale gallese.

Durante la stagione fu annunciata la Rainbow Cup, che avrebbe dovuto rimpiazzare la Celtic Cup includendo quattro squadre italiane e nove team provinciali sudafricani oltre a quelli della Celtic League. Si ventilò anche l'ipotesi che le squadre italiane avrebbero potuto unirsi alla Celtic League. Entrambe queste eventualità si rivelarono comunque infondate.

L'inizio della stagione 2005-2006 fu travagliato. La potenziale organizzazione di una competizione anglo-gallese, che avrebbe messo in pericolo l'esistenza della Celtic League, portò ad uno scontro tra le federazioni rugbistiche "celtiche". Malgrado le assicurazioni gallesi riguardo alla non interferenza del nuovo torneo con gli impegni della Celtic League, la SRU e la IRFU (le federazioni scozzese e irlandese) sostennero che la WRU (la federazione gallese) aveva organizzato partite in cinque weekend senza curarsi della Celtic League. Nel giugno 2005 la SRU e la IRFU avrebbero voluto espellere le squadre gallesi dalla lega. Fu proposto di continuare la competizione solo con team scozzesi ed irlandesi per la stagione 2005/06, con la possibilità di aggiungere quattro squadre italiane e di riammettere quelle gallesi nel 2006/07. Fu infine raggiunto un accordo che permise alla Celtic League di essere disputata anche da team gallesi e, con piccoli cambiamenti, si permise a questi ultimi di giocare la Anglo-Welsh Cup.

Malgrado questi problemi, la lega visse la sua stagione di maggior successo, con il record di presenze ad una partita battuto ben quattro volte. Il pubblico totale della stagione fu di 571,331 persone, circa 50,000 in più rispetto all'anno precedente.

Il campionato arrivò all'ultima giornata senza avere ancora un vincitore, con l'Ulster e il Leinster all'inseguimento del titolo. Alla fine la spuntò l'Ulster, vincendo all'ultimo minuto contro l'Ospreys con un drop di David Humphreys da 40 metri e finendo la stagione con 75 punti, contro i 74 della seconda.

[modifica] La Magners League

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Celtic League 2006-2007, Celtic League 2007-2008 e Celtic League 2008-2009.

Nel maggio 2006 la marca di sidro Magners Irish Cider annunciò che sarebbe diventata lo sponsor principale della lega per le successive cinque stagioni e che il nome ufficiale di questa sarebbe stato Magners League.

La federazione scozzese annunciò che alla fine della stagione la squadra dei Borders avrebbe abbandonato la competizione, lasciando così la Scozia con solo due team professionistici nella lega (Edimburgh e Glasgow).

Il campionato fu vinto dagli Ospreys all'ultima giornata. Infatti la vittoria casalinga dei Cardiff Blues sul Leinster permise agli Ospreys di raggiungere la vetta della classifica con un solo punto di vantaggio proprio sulla squadra di Cardiff.

Durante la stagione fu nuovamente battuto il record di spettatori per una partita. Infatti il match tra Ulster e Leinster al Lansdowne Road, l'ultimo giocato nello stadio prima della sua demolizione, fu seguito da 48,000 persone.

L'annuncio della federazione scozzese dello scioglimento dei Border Reivers alla fine della stagione 2007 lasciò la lega con solo dieci partecipanti.

[modifica] Ampliamento all'Italia

Nel 2009 il Board della Celtic League invitò la Federazione Italiana Rugby a presentare due franchigie italiane al fine di valutarne l'ammissione a partecipare al torneo a partire dalla stagione 2010-11; la prima selezione, effettuata nel giugno 2009, vide le prescelte in Roma e a Viadana[4], cosa questa che provocò, a livello politico, le proteste di quei partiti, in particolare la Lega Nord, che proposero interrogazioni parlamentari per chiedere conto dell'esclusione di Treviso dalla rosa di candidati a partecipare alla Celtic League[5]. L'esclusione di Treviso o di una possibile franchigia mista con Petrarca e Rovigo denominata "Dogi", scatenò un profondo malumore in tutta la regione, con tanto di raccolte firme nelle piazze per chiedere che venisse riesaminata la possibilità di ammissione per una squadra veneta, storicamente patria del rugby in Italia.

Nell'ottobre 2009 una commissione di revisione nominata dal presidente federale Giancarlo Dondi e presieduta dal trevigiano Zeno Zanandrea ribaltò la decisione di qualche mese prima togliendo a Roma la candidatura[6] riportando quindi in corsa Treviso, che si dichiarò disponibile ad allestire una squadra per la Celtic League; l'esclusione di Roma provocò a sua volta vibrate proteste nella Capitale, la cui franchigia aveva avuto le garanzie di supporto economico da parte di Comune, Provincia e Regione; a gennaio 2010, tuttavia, il board della Celtic League, di fronte alle scarse garanzie economiche che le candidature di Treviso e Viadana presentavano, ha espresso poca fiducia sulla possibilità di un ingresso immediato delle squadre italiane[7]; con un comunicato stampa in cui Dondi attribuisce al Board della Celtic League il fallimento delle trattative per via delle presunte aumentate richieste di garanzie economiche, che tuttavia la League stessa sostiene fossero note già dall'inizio delle trattative[8] la questione sembrava dover essere definitivamente archiviata, ma il reperimento di 3 milioni di euro, di cui la metà diviso in parti eguali tra Viadana e Treviso e il resto a carico della stessa FIR, offerto alla Celtic League come copertura delle spese iniziali, ha riaperto le trattative[9] e, infine, l'8 marzo 2010, il Board della Celtic League ha deciso all'unanimità l'ammissione delle due franchigie italiane a partire dalla stagione 2010-11[10]; la franchigia di Viadana si è data il nome di Aironi.

[modifica] Copertura Media

La RaboDirect Pro 12 (ex Magners Celtic League) viene trasmessa in Italia dalla Rai sul canale del digitale terrestre Rai Sport 2, l'edizione 2010/2011 venne trasmessa da Dahlia TV sino al suo fallimento. In Galles la competizione è invece trasmessa da BBC Two e S4C, in Irlanda da RTE, TG4 e BBC One, mentre in Scozia da BBC Alba. Ampie sintesi sono invece disponibili su Setanta Sports, trasmessa nei paesi di lingua inglese e su Canal+ in Francia.

[modifica] Albo d'oro

Celtic League
Stagione Squadre Vincitore Risultato Secondo finalista
2001-02 15 600px Blu e Nero2.PNG Leinster 24-20 600px Blu e Rosso.png Munster
2002-03 16 600px Blu e Rosso.png Munster 37-17 600px Nero.png Neath
2003-04 12 600px Granata2.png Scarlets Formula a girone unico
2004-05 11 600px Nero Con Striscia Bianca.png Ospreys Formula a girone unico
2005-06 11 600px Bianco e Rosso.svg Ulster Formula a girone unico
2006-07 11 600px Nero Con Striscia Bianca.png Ospreys Formula a girone unico
2007-08 10 600px Blu e Nero2.PNG Leinster Formula a girone unico
2008-09 10 600px Blu e Rosso.png Munster Formula a girone unico
2009-10 10 600px Nero Con Striscia Bianca.png Ospreys 17-12 600px Blu e Nero2.PNG Leinster
2010-11 12 600px Blu e Rosso.png Munster 19-9 600px Blu e Nero2.PNG Leinster

[modifica] Statistiche

[modifica] Note

  1. ^ «RABODIRECT ANNOUNCED AS THE TITLE SPONSOR OF NEW RABODIRECT PRO12». ito ufficiale Pro12, 8 6 2011. URL consultato in data 9-6-2011.
  2. ^ a b A partire dalla stagione 2010-11
  3. ^ Sebbene la capacità totale sia di 67.800, per le partite dell'Edimburgo è solitamente aperta solo lo parte ovest.
  4. ^ Andrea Buongiovanni. «Viadana e Roma, dentro Treviso è bocciata». Gazzetta dello Sport, 19 7 2009.
  5. ^ Andrea Buongiovanni. «Veneto bocciato, monta la bufera politica». Gazzetta dello Sport, 20 7 2009. URL consultato in data 17-2-2010.
  6. ^ Andrea Buongiovanni, Simone Battaggia. «Celtic nel caos: Roma bocciata». Gazzetta dello Sport, 4 10 2009. URL consultato in data 17-2-2010.
  7. ^ «Italia in Celtic? Poche possibilità». Gazzetta dello Sport, 19 1 2010. URL consultato in data 17-2-2010.
  8. ^ Simone Battaggia, Nicola Melillo. «Celtic, il no dell'Italia "Vogliono troppi soldi"». Gazzetta dello Sport, 29 1 2010. URL consultato in data 17-2-2010.
  9. ^ Simone Battaggia. Celtic: riaperta la trattativa. 2 2009. URL consultato il 17-2-2010.
  10. ^ (EN) Magners League welcomes Italian teams. URL consultato il 8-3-2010.

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