Morgano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Morgano
comune
Morgano – Stemma Morgano – Bandiera
La chiesa parrocchiale.
La chiesa parrocchiale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
Sindaco Daniele Rostirolla (Lega Nord - altre) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°37′59.52″N 12°05′12.12″E / 45.6332°N 12.0867°E45.6332; 12.0867 (Morgano)Coordinate: 45°37′59.52″N 12°05′12.12″E / 45.6332°N 12.0867°E45.6332; 12.0867 (Morgano)
Altitudine 23 m s.l.m.
Superficie 11,76 km²
Abitanti 4 503[1] (31-12-2010)
Densità 382,91 ab./km²
Frazioni Badoere (sede comunale), Morgano
Comuni confinanti Istrana, Paese, Piombino Dese (PD), Quinto di Treviso, Zero Branco.
Altre informazioni
Cod. postale 31050
Prefisso 0422
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 026047
Cod. catastale F725
Targa TV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 396 GG[2]
Nome abitanti morganesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Morgano
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Morgano (IPA: /mor'gano/, Morgàn in veneto) è un comune italiano di 4 503 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Si tratta di un comune sparso in quanto sede comunale è la frazione Badoere.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune si estende in un'area completamente pianeggiante a ponente del capoluogo provinciale.

Il territorio è caratterizzato dalla presenza dei fiumi Sile e Zero e da altri corsi d'acqua secondari (scolo La Piovega). Attorno a questi si è formato un peculiare ambiente umido ricco di risorgive, tutelato grazie all'istituzione del Parco naturale regionale del Fiume Sile.

La densità abitativa piuttosto bassa ha inoltre permesso di mantenere ampie zone a destinazione agricola[3][4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un'antica leggenda tramandata dall'Hypnerotomachia Poliphili (opera quattrocentesca attribuita a Francesco Colonna) afferma che in questi luoghi visse Murgania, figlia del console romano Lelio Silero. La giovane, a causa della sua bellezza, fu identificata dalla popolazione con la dea Venere e le fu eretto un tempio.

Leggende a parte, la presenza umana nel luogo si è radicata in tempi remoti, favorita dall'abbondanza di risorse idriche. I reperti più antichi risalgono al neolitico e all'eneolitico.

Il toponimo, tuttavia, sembra derivare da un antroponimo medievale (Mergano). Anche le prime notizie storiche sono abbastanza tarde (XII secolo) e si riferiscono alla chiesa di San Martino, la cui intitolazione ne collocherebbe la fondazione in epoca longobarda o franca. Fu compresa nei possedimenti dei feudatari da Morgano, ma nel Trecento seguì le sorti di Treviso e passò alla Serenissima.

Verso la metà del XVI secolo il territorio fu spartito tra alcune famiglie nobili (Badoer, Basadonna, Revedini, Marcello). Durante il periodo veneziano si assistette a una certa crescita economica, favorita dalla presenza dei fiumi che garantivano risorse idriche, ittiche ed energia per azionare mulini. Questa floridezza portò all'istituzione di un mercato presso la barchessa della villa di Angelo Badoer (1689), attorno al quale si andò a formare il borgo di Badoere[5][6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Di origini assai antiche, fu ricostruita in imponenti forme neorinascimentali su progetto dell'architetto Giuseppe Segusini e per iniziativa del parroco don Giovanni Battista Trentin. I lavori cominciarono nel 1858 ma incontrarono grosse difficoltà a causa delle spesi ingenti. Inoltre, data la natura paludosa del terreno, fu necessario realizzare delle adeguate fondamenta costituite da quattrocento tronchi di legno forte.

Venne aperta solo nel 1890 soprattutto grazie all'opera gratuita della popolazione, ma a tutt'oggi risulta incompleta, almeno esternamente[7][6][8].

Capitello votivo di san Cristoforo[modifica | modifica wikitesto]

Numerose edicole e piccoli altari ("capitelli votivi"), spesso dotati di immagini sacre, accompagnano il corso del Sile, caratterizzando il paesaggio rurale trevigiano con l’espressione di una diffusa religiosità popolare. La loro collocazione presso le rive del fiume deriva dall'importanza di questo e dei fenomeni atmosferici per l'economia locale, basata soprattutto sull'agricoltura: i "capitelli votivi" erano posti vicino ai luoghi da proteggere (campo, abitazione, corso d'acqua), verso i quali guardavano. Servivano come punto d’incontro per la recita del rosario (soprattutto nel mese di maggio), e come stazioni dinanzi alle quali potersi raccogliere in preghiera durante le processioni, come poteva avvenire per il Corpus Domini, l’Ascensione, il Venerdì Santo o per il rito delle rogazioni.

Il "capitello votivo " di Morgano, dedicato a san Cristoforo, protettore dei pellegrini e invocato contro le inondazioni, si trova nelle immediate vicinanze del ponte di legno sul Sile, un tempo semplice passerella, dietro ai moderni impianti sportivi. L'edicola sacra era destinata a proteggere chi doveva attraversare il fiume. All'interno della nicchia esistono affreschi, raffiguranti il santo dedicatario, risalenti al Cinquecento (come altri nei "capitelli" di Cendon e di San Giuseppe). Sulla volta della nicchia un recente restauro ha rimesso in luce una colomba bianca,

Vecchia fornace[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo lungo il fiume Sile si trovavano numerose fornaci per la produzione dei laterizi, concentrate in particolare nel basso corso del fiume, dopo Treviso, tra Sant’Antonino e Musestre, tanto che questo tratto era conosciuto anche come “la riviera delle fornaci”. Gli stabilimenti erano chiamati "fornasotti" e i forni rimanevano accesi quattro o cinque giorni, in corrispondenza di ogni infornata di laterizi. Si trovavano in aree ricche di argilla, e quando la vena del materiale si esauriva, venivano spostate in un altro luogo. A questa attività si riferisce l'antico adagio "Omo de fornasa, caval de restèra, femena de risèra". Nella seconda metà del Novecento, il numero di fornaci crebbe per far fronte alla crescente domanda di materiale edilizio e nello stesso periodo fece la sua comparsa il forno Hoffmann, che grazie ad un sistema a ciclo continuo permise un sensibile aumento della produzione.

Ai primi dell'Ottocento le amministrazioni prima napoleonica e poi austriaca diedero impulso alla rete stradale locale, in particolare tra il 1830 e il 1848 e la ghiaia necessaria per questi lavori venne ricavata dal fondo del fiume: nacquero nuove professioni, come quella degli “abboccatori” (cavatori di ghiaia) con zattere e “baiòn” (grande badile con manico di circa un metro e con all’estremità fissato una sorta di cesto realizzato con una maglia di rete e funzionante a mo’ di setaccio).

Il catasto napoleonico del 1810 testimonia nel territorio di Morgano la presenza di una fornace, di proprietà della famiglia Basadonna. Questa si trovava in località Settimo, presso le vie Fornaci e Barbasso. Nei pressi si trovano le attuali “buse de Carlesso”, una profonda palude, in località “Ongarie”, che segna il luogo dei vecchi giacimenti dai quali gli operai della adiacente fornace Carlesso estraevano la crèa (argilla). La palude è costituita da numerosi stagni collegati da lingue di terra ed è ricca di pesce. Vi si trovano la ninfea bianca e la folaga, mentre in estate è presente anche l'airone rosso.

Nei pressi dell'antica fornace si trova inoltre un vecchio mulino a più ruote. Nei pressi una busa, formatasi per l'intensa attività di escavazione, offre rifugio a diverse specie di volatili (martin pescatore, beccaccini, anatidi, folaghe, gallinelle d'acqua, porciglioni, garzette, nitticore, aironi cenerini, poiane e falchi pescatori) Tra le specie vegetali si citano la salcerella, il garofanino d'acqua e il cardo palustre. Nelle vicinanze sono stati realizzati due capanni per l'osservazione e la caccia fotografica, vista la ricchezza di specie migratorie e stanziali che praticano questo invaso. Sull'argine destro è stato inoltre realizzato un sentiero che consente di osservare, stando sulla sponda opposta del fiume, la grande palude asciutta, di circa trenta ettari.

Barchessa di Villa Badoer[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Barchessa di villa Badoer detta "La Rotonda".

La Barchessa di Villa Badoer Marcello[9] è una parte superstite di villa veneta del XVIII secolo, opera di Giorgio Massari, ubicata in piazza Indipendenza nella frazione Badoere.

Ferrovia Treviso-Ostiglia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Morgano è attraversato dalla tratta della ex Ferrovia Treviso-Ostiglia, oggi dismessa e adibita a pista ciclopedonale (Pista Ciclabile Treviso-Ostiglia)

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La sagra del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

I festeggiamenti per la Beata Vergine Maria del Monte Carmelo ricorrevano il 16 luglio di ogni anno.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1991 1999 Vittorio Miatello DC - Popolari Sindaco
1999 2009 Giuliano Pavanetto LN - Liga Veneta Sindaco
2009 26 maggio 2014 Elena Basso Lega Nord Sindaco
26 maggio 2014 in carica Daniele Rostirolla Lega Nord - altre Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Paesaggio, Comune di Morgano. URL consultato l'11 giugno 2014.
  4. ^ Zonizzazione acustica comunale, Comune di Morgano, p. 21. URL consultato l'11 giugno 2014.
  5. ^ Morgano nella storia, Comune di Morgano. URL consultato l'11 giugno 2014.
  6. ^ a b Pasquale Passarelli, Veneto. BL-PD-RO-TV, Istituto enciclopedico italiano, 2002, p. 302.
  7. ^ Camillo Pavan, Sile. Alla scoperta del fiume, Treviso, 1991, p. 116.
  8. ^ La chiesa di Morgano, Comune di Morgano. URL consultato l'11 giugno 2014.
  9. ^ Scheda della villa nel sito dell'Istituto Regionale Ville Venete
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]