Hypnerotomachia Poliphili

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hypnerotomachia Poliphili
Autore Francesco Colonna
1ª ed. originale 1499
Genere romanzo
Sottogenere allegorico
Lingua originale italiano
Protagonisti Polifilo
Coprotagonisti Polia
Altri personaggi Eleuterilida, Cupido
Polifilo si inginocchia di fronte alla regina Eleuterilida
Illustrazioni dell'edizione di Manuzio
Ilustrazioni dell'edizione di Manuzio
Ilustrazioni dell'edizione di Manuzio

Hypnerotomachia Poliphili (ipnerotomàkia polìfili), propriamente "amoroso combattimento onirico di Polifilo", è un romanzo allegorico, pubblicato con 172 xilografie da Aldo Manuzio il Vecchio nel 1499. Il testo è stato attribuito a diversi autori (tra cui, oltre allo stesso tipografo Aldo Manuzio, a Leon Battista Alberti, a Giovanni Pico della Mirandola, e a Lorenzo de Medici). Un acrostico contenuto nel testo però, formato dalle iniziali dei 38 capitoli, indicherebbe l'autore dell'opera in un Francesco Colonna, secondo alcuni il frate domenicano dei Santi Giovanni e Paolo, secondo altri il principe romano, dal 1484 signore di Palestrina, forse "frater" dell'Accademia di Pomponio Leto.

Il racconto descrive il combattimento amoroso in sogno di Polifilo (così la traduzione letterale del titolo greco). Si tratta di un viaggio iniziatico che ha per tema centrale la ricerca della donna amata, metafora di una trasformazione interiore alla ricerca dell'amore platonico. Il tema del viaggio iniziatico richiama alla mente quello di un altro grande romanzo dell'antichità, le Metamorfosi di Apuleio. I continui richiami alle divinità dell'antica Roma fanno del romanzo un'opera dichiaratamente pagana (si veda, ad esempio, in Polifilo 15 la preghiera a Diespiter, che è l'appellativo con il quale veniva chiamato Giove nelle preghiere pronunciate dai sacerdoti di Stato nell'antica Roma), il che spiega come mai fu stampata anonima e perché recentemente si sia cercato di attribuirla ad altri, ben più noti, umanisti rinascimentali in odore di paganesimo.

Il libro è arricchito da un sistema di centonovantasei xilografie (da autore ignoto, ma da taluni attribuite ad Andrea Mantegna), in gran parte dedicate all'idea di giardino rinascimentale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il libro fu stampato da Aldo Manuzio a Venezia nel dicembre del 1499. L'opera è anonima, ma la prima lettera, decorata in modo elaborato, di ogni capitolo della versione originale italiana forma un acrostico: POLIAM FRATER FRANCISCVS COLVMNA PERAMAVIT ("fratello Francesco Colonna amò intensamente Polia"). Molti studiosi però hanno attribuito il libro a Leon Battista Alberti e a Lorenzo de Medici. Altri attribuiscono il libro ad Aldo Manuzio e a un Francesco Colonna, ricco governatore romano. Si sa ancora meno circa l'autore delle illustrazioni, ma i contemporanei ritenevano che fosse Benedetto Bordon.

Il tema trattato dal libro si colloca nella tradizione del romanzo cavalleresco, secondo le convenzioni dell'amore cortese, un tema caro anche agli aristocratici del Quattrocento.

Il testo del libro è scritto in una lingua volutamente difficile, un misto di italiano e latino, ricco di parole coniate da radici greche e latine, oltre a termini ebraici e arabi presenti nelle illustrazioni. Il libro contiene anche alcuni geroglifici egiziani, ma non sono autentici.

La storia del libro si svolge nel 1467 e consiste di preziose ed elaborate descrizioni di scene il cui protagonista è Polifilo ("amante di molte cose", dal greco polú, "molto", + philos, "amico, amante"), che vaga in una sorta di paesaggio onirico bucolico-classico in cerca della sua amata, Polia (in greco "molte cose"). Lo stile dell'autore è elaborato, descrittivo e caratterizzato da un ampio uso di superlativi.

Il libro è molto ricercato in quanto considerato uno dei più begli incunaboli mai creati. È celebre per la qualità e la chiarezza tipografica, con un carattere romano inciso da Francesco Griffo, già usato da Aldo nel febbraio del 1496 per il De Aetna di Pietro Bembo (per questo il carattere fu chiamato Bembo da Stanley Morison, che lo riutilizzò nel 1929).

Il libro è illustrato con 172 splendide xilografie che mostrano le scene, gli elementi architettonici e i personaggi che Polifilo incontra nei suoi sogni. Le illustrazioni sono forse la parte migliore del libro, con uno stile grafico che è insieme semplice e ornato, in perfetta armonia con il carattere tipografico usato.

Lo psicologo Carl Gustav Jung ammirava il libro, ritenendo che le immagini oniriche preannunciassero la sua teoria degli archetipi. Lo stile delle illustrazioni xilografiche ebbe una grande influenza sugli illustratori inglesi del tardo XIX secolo, come Aubrey Beardsley, Walter Crane e Robert Anning Bell.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Il libro comincia con Polifilo (letteralmente "Colui che ama la Moltitudine") insonne perché la sua amata, Polia (letteralmente "Moltitudine"), si è allontanata da lui. Polifilo viene trasportato in una foresta selvaggia, dove si perde, incontra draghi, lupi e fanciulle e meravigliose architetture, fugge e si riaddormenta di nuovo. Poi si sveglia in un secondo sogno, sognato all'interno del primo. Nel sogno alcune ninfe lo conducono dalla loro regina e lì gli chiedono di dichiarare il suo amore per Polia. Polifilo dichiara il suo amore e poi due ninfe lo conducono davanti a tre porte. Polifilo sceglie la terza e lì scopre la sua amata. I due sono condotti da altre ninfe in un tempio per la cerimonia del fidanzamento. Lungo la strada passano attraverso cinque processioni trionfali che celebrano l'unione degli amanti. Poi Polifilo e Polia sono trasportati all'isola di Citèra su un'imbarcazione il cui nocchiero è Cupido; lì vedono un'altra processione trionfale che celebra la loro unione. La narrazione è ininterrotta, ma qui si inserisce una seconda voce, Polia che descrive l'erotomachia dal suo punto di vista.

Polifilo riprende la narrazione. Polia respinge Polifilo, ma Cupido le appare in sogno e la costringe a tornare da Polifilo, svenuto come morto ai suoi piedi, e riportarlo in vita con un bacio. Venere benedice il loro amore e gli amanti finalmente sono uniti. Quando Polifilo sta per prendere Polia tra le sue braccia, Polia si dissolve nell'aria e Polifilo si sveglia.

Arte tipografica[modifica | modifica sorgente]

L'Hypnerotomachia Poliphili viene considerato tra i capolavori tipografici usciti dalla bottega di Aldo Manuzio. Nell'edizione del 1499 i caratteri del testo sono armoniosamente legati alle illustrazioni xilografiche e ai motivi ornamentali di delicata ispirazione classica.

Riferimenti in altri lavori[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista de "La misteriosa fiamma della regina Loana" di Umberto Eco discute la propria tesi di laurea sulla Hypnerotomachia. Il testo ha dato spunto a romanzi come Il codice del quattro di Ian Caldwell e Dustin Thomason (2004). Viene anche menzionato nel romanzo Il Club Dumas di Arturo Perez-Reverte e nella prima scena del film da esso tratto, La nona porta di Roman Polanski (1999).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Edizioni della Hypnerotomachia Poliphili[modifica | modifica sorgente]

Traduzioni moderne[modifica | modifica sorgente]

  • Marco Ariani, Mino Gabriele - in italiano moderno (con commento) nel secondo volume dell' edizione Adelphi, 1998/2004.
  • Pilar Pedraza Martinez, Francesco Colonna: Sueño de Polífilo, (in spagnolo, con commento) El Acantilado, 1999.
  • Joscelyn Godwin, Francesco Colonna, Hypnerotomachia Poliphili, The Strife of Love in a Dream, (in inglese) Thames & Hudson, 1999sqq.
  • Ike Cialona, De droom van Poliphilus (Hypnerotomachia Poliphili), (in olandese, con commento) Athenaeum – Polak & Van Gennep, 2006.
  • Thomas Reiser, Francesco Colonna: Hypnerotomachia Poliphili, Interlinearkommentarfassung, (in tedesco, con commento), Theon Lykos, 2014.

Monografie[modifica | modifica sorgente]

  • Karl Giehlow, Fra Francesco Colonna e i geroglifici, in Hieroglyphica, Nino Aragno Editore (2004).
  • Alessandro Grossato, “Del sogno iniziatico di Polifilo e di alcuni suoi paralleli orientali”, in Sogni e visioni nel mondo indo-mediterraneo. Dreams and Visions in the Indo-Mediterranean World, a cura di D. Boccassini, Quaderni di Studi Indo-Mediterranei, II, Università degli Studi di Bologna, Edizioni dell'Orso (2009).
  • Stefano Colonna, Hypnerotomachia Poliphili e Roma - Metodologie euristiche per lo studio del Rinascimento, Gangemi Editore (2012).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]