Francesco Colonna (scrittore)

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Francesco Colonna (Venezia, 14331527) è stato un frate domenicano italiano del convento veneziano dei Santi Giovanni e Paolo. Da un indizio presente nel testo, celato sotto forma di acrostico, si è pensato a lui come l'autore dell'opera allegorica in prosa: Hypnerotomachia Poliphili, ubi humana omnia non nisi somnium esse docet. Atque obiter plurima scitu sane digna commemorat, nota anche, più brevemente, come Hypnerotomachia Poliphili o Polifilo, variamente attribuita dalla critica a diversi autori[1].

Hypnerotomachia Poliphili[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Hypnerotomachia Poliphili.

Nel 1499 la celeberrima tipografia veneziana di Aldo Manuzio diede alle stampe un romanzo allegorico corredato di 168 xilografie anonime, l'Hypnerotomachia Poliphili ("combattimento d'amore in sogno dell'amante di Polia") definito, "il più bel libro a stampa del rinascimento"[senza fonte].

Il Polifilo, capolavoro della xilografia veneziana, è un viaggio d'iniziazione in cui il tema è l'amore platonico, mimetizzato sotto la metafora della ricerca della donna amata, un tema che non a caso richiama un altro romanzo che ha per tema il viaggio iniziatico: le metamorfosi di Apuleio. Notevole è il fatto che il Polifilo abbia un carattere dichiaratamente pagano con il suo continuo richiamo agli dèi della Roma antica (ad esempio, vedi in Polifilo 15 la preghiera a Diespiter, che è l'appellativo con il quale veniva chiamato Giove nelle preghiere pronunciate dai sacerdoti di Stato nell'antica Roma). È per questo che alcuni hanno ritenuto quello di Colonna uno pseudonimo sotto il quale si sarebbe celato un umanista della cerchia dell'Accademia Romana di Pomponio Leto, già sciolta dal Papa per ritorno al paganesimo.

Paternità dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Stampato anonimo per comprensibili timori (dato il carattere dell'opera), in realtà il nome (vero o presunto) dell'autore si celava sotto un acrostico costituito dalle lettere maiuscole poste all'inizio di ciascuno dei 38 capitoli. La soluzione dell'acrostico è Poliam Frater Franciscus Columna peramavit ("Fra Francesco Colonna amò intensamente Polia"). Su questa base si è finito per attribuire il testo al Colonna sebbene l'attenzione di alcuni studiosi puntasse su un omonimo, il nobile Francesco Colonna signore di Palestrina (1460-?). L'attribuzione dell'opera a quest'ultimo fu sostenuta da A. Zeno, ma non è da tutti accettata ed è ancora oggi oggetto di discussione. Più recentemente è stata anche avanzata, a sorpresa, la paternità di Leon Battista Alberti, il famoso architetto e scrittore umanista, e di Giovanni Pico della Mirandola.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ «Colónna, Francesco», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana, Roma (on-line)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Karl Giehlow, Hieroglyphica (1915), Torino, Nino Aragno Editore, 2004 ISBN 978-88-8419-216-5
  • Maria Teresa Casella - Giovanni Pozzi, Francesco Colonna. Biografia. Opere, 2 voll., Padova, Antenore, 1959 ISBN 978-88-8455-000-2

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