Lago di Resia

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Lago di Resia
Reschensee
Reschensee.jpg
Vista del lago
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano Bolzano
Comune Curon Venosta
Coordinate 46°48′00.83″N 10°32′14.99″E / 46.800231°N 10.537497°E46.800231; 10.537497Coordinate: 46°48′00.83″N 10°32′14.99″E / 46.800231°N 10.537497°E46.800231; 10.537497
Altitudine 1498 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 6,6 km²
Profondità massima 6 m
Volume 0,12 km³
Idrografia
Origine artificiale
Immissari principali Adige, Rio Carlino
Emissari principali Adige
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Resia
Reschensee

Il lago di Resia (Reschensee in tedesco) è un lago alpino artificiale situato in val Venosta a 1.498 m nel comune di Curon Venosta (BZ), a nord del vicino lago di San Valentino alla Muta. Con la sua capacità di 120 milioni di metri cubi è il lago più grande dell'Alto Adige.

A inizio 2014 i ricercatori dell'EURAC di Bolzano hanno condotto uno studio di fattibilità per valutare il potenziale di "isole fotovoltaiche galleggianti" sul lago. Secono lo studio le superficie di un lago in alta montagna potrebbe essere sfruttata per produrre energia (dal 20 al 40%).[1]

Il lago visto da nord

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

I tre laghi naturali originari sono attestati nel 1373 come drei Seen auf der Malserhaide e nel 1770 come Rescher See.[2]

La diga[modifica | modifica wikitesto]

Presso il passo di Resia si trovavano tre laghi naturali: il lago di Resia, il lago di Curon detto anche lago di Mezzo (ted. Grauner See o Mittersee) e il lago di San Valentino alla Muta. La costruzione di una grande diga nel 1950 unificò i primi due precedenti laghi e sommerse l'antico abitato di Curon Venosta che venne ricostruito più a monte. 163 case e 523 ettari di terreno coltivato a frutta furono sommersi. Se ne ricavò il bacino dell'attuale lago, lungo 6 km e largo 1 km nel punto di massima larghezza.

L'idea di sfruttare questi tre laghi per la produzione di energia idroelettrica risale all'anno 1910, ma solo nel 1920 furono presentate le relative domande per la concessione. Nel 1923 la stessa società che richiese la concessione (Comitato Promotore della Società Elettrica Alto Adige) entrò a far parte del gruppo Montecatini.

I lavori iniziarono nel '39, ma per l'inizio della guerra furono prima rallentati e poi sospesi nel '43. Nel '46 nonostante la difficoltà economica del dopo guerra, e la mancanza di tutte le materie prime necessarie alla continuazione dell'opera, i lavori furono ripresi anche grazie a investimenti svizzeri ed ultimati con l'inaugurazione il 28 agosto 1949.

Naturalmente le difficoltà più grandi si ebbero per la mancanza delle indispensabili materie prime. Fu infatti importata per la prima volta della glicerina dall'Argentina per poterla usare come esplosivo. Fu inoltre portato il legname dalla Sila ed il cemento con i camion e convogli ferroviari dal nord Italia.

Ai lavori parteciparono 7.000 operai, per mille giornate lavorative, con un costo di 25 miliardi di lire. In totale furono scavati 35 chilometri di tunnel sotterranei, ed utilizzati 1,5 milioni di quintali di cemento, 10.000 t di ferro e 800 t d'esplosivo. Ma il costo più elevato fu quello di dover radere al suolo completamente il centro abitato di Curon Venosta, e parzialmente quello di Resia, che vennero ricostruiti in posizioni più elevate.

Le reazioni[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della diga accese vive proteste tra gli abitanti del luogo, i quali interpretarono ciò come un gesto di sfregio del governo di Roma nei confronti dei sudtirolesi. Questi si recarono dal papa per scongiurare la realizzazione dell'opera, ma ciò non servì.[3]

Il campanile[modifica | modifica wikitesto]

La cima del vecchio campanile di Curon (Graun) emerge dalle acque ed è tuttora visibile; la struttura risale al 1357, mentre la chiesa che vi era annessa era stata costruita nel 1832-38.[4] In inverno, quando il lago gela, il campanile è raggiungibile a piedi. Una leggenda racconta che in alcune giornate d'inverno si sentano ancora suonare le campane (che invece furono rimosse dal campanile il 18 luglio 1950, prima della formazione del lago).

La chiesa di cui fa parte il campanile fu costruita verso la metà del Trecento. Il 9 luglio 2009 sono stati conclusi dei lavori di restauro del campanile romanico; il livello dell'acqua del lago era stato precedentemente (a maggio) leggermente abbassato per permettere i lavori di risanamento sulla statica della struttura, ma anche sulle crepe che erano presenti negli angoli delle facciate nord e nord-est, causate con tutta probabilità delle infiltrazioni dell'acqua nelle piccole fessure e alle sue successive gelate invernali.

Visuale del campanile dal pontile.
Il campanile durante lavori di restauro.

Non solo crepe e statica, ma anche il tetto è stato restaurato, dopo che l'ultimo intervento, come risulta dalla data impressa sulle tegole, risaliva al 1899. La spesa complessiva del restauro del 2009, si aggira sui 130.000 €.[5]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Da dicembre a marzo sul lago ghiacciato si pratica lo sci da fondo, il pattinaggio e, grazie a venti forti e frequenti, lo snowkiting e la slitta a vela.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il fotovoltaico che galleggia sul lago di Resia su Altoadige
  2. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 2, Bolzano, Athesia, 1995, p. 263. ISBN 88-7014-827-0
  3. ^ A. Stecher, Eingegrenzt und Ausgegrenzt, op. cit., p. 156ss.
  4. ^ Articolo sulla storia del lago
  5. ^ Concluso il restauro del campanile del lago di Resia | Comunicati stampa | Servizio stampa | Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Alexandra Stecher, Eingegrenzt und Ausgegrenzt - Heimatverlust und Erinnerungskultur, dargestellt am Beispiel der versunkenen Dörfer in der Gemeinde Graun (Vinschgau/Südtirol), Saarbrücken, VDM, Müller, 2008. ISBN 978-3-639-01257-6

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

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