Gattamelata

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Erasmo da Narni
Monumento equestre al Gattamelata, bronzo (Padova, Piazza del Santo).
Monumento equestre al Gattamelata, bronzo (Padova, Piazza del Santo).
1370 - 1443
Soprannome Gattamelata
Nato a Narni
Morto a Padova
Dati militari
Nazione servita Repubblica fiorentina, Stato Pontificio, Repubblica di Venezia
Forza armata Mercenari
Grado Condottiero

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Erasmo da Narni, detto Gattamelata (Narni, 1370Padova, 1443), fu capitano di ventura al servizio prima di Firenze, poi del Papa e quindi della Repubblica di Venezia, da cui ottenne la carica di capitano generale. Abile stratega militare, difese la Serenissima dagli attacchi dei Visconti e riuscì a conquistare Verona.

Indice

Biografia[modifica]

Origini ed esordi[modifica]

Erasmo da Narni nacque nel 1370 a Narni, in Umbria; il padre era un fornaio di Duesanti, frazione di Todi, mentre la madre Camilla, anch'essa di Todi, probabilmente diede a Erasmo il principio di quello che sarebbe poi diventato il suo "soprannome" , essendo il cognome della donna Gattelli[1]. Costretto dalle sue misere condizioni alla vita militare di basso rango, Erasmo fa il suo esordio nella vita militare militando sotto il nobile di Assisi Ceccolo Broglia[2], prima di passare al servizio di Braccio da Montone, grandissimo condottiero italiano del '400.

Ricordato anche per la sua deformità (i tre testicoli) che egli tentò in tutti i modi di non far sapere. Secondo un suo biografo, Giovanni Eroli, ad Erasmo venne attribuito il nomignolo di Gattamelata per la "dolcezza dè suoi modi congiunta a grande furberia, di cui giovossi molto in guerra a uccellare e corre in agguato i mal cauti nemici e pel suo parlare accorto e mite dolce e soave". Altri ritengono invece che il soprannome derivi dal cognome della madre, Melania Gattelli. In una nuova ricerca pubblicata negli Atti del convegno: "La chiesa di Santa Maria Maggiore e i domenicani a Narni" l'appellativo Gattamelata può derivare dal cimiero con la forma di una gatta dal colore miele, che il condottiero narnese aveva scelto d'indossare durante le battaglie.

Particolari le caratteristiche del suo stemma che nel corso della sua lunga carriera di ventura assumono quattro fogge diverse, anche se sempre impostate su due motivi, tre cappi (che potrebbero essere tre trecce di crini di cavallo o corregge di cuoio) e una gatta. Citando sempre come fonte "La chiesa di Santa Maria Maggiore e i domenicani a Narni" il suo stemma potrebbe rappresentare invece tre funi, implicando quindi che forse il padre del Gattamelata le lavorava.

Famoso oltre che per le sue imprese militari per la statua equestre in bronzo fatta da Donatello su commissione della vedova Giacoma Bocarini Brunori, originaria di Leonessa, ed attualmente a Padova nei pressi della Basilica del Santo. Celebre anche la frase Narnia me genuit / Gattamelata fui, la quale si può leggere incisa in una lapide che si trova presso la casa del Gattamelata a Narni.

Bibliografia[modifica]

  • Joachim Poeschke, Reiterbilder und Wertesymbolik in der Frührenaissance – Zum Gattamelata-Monument Donatellos, in: Joachim Poeschke, Thomas Weigel, Britta Kusch-Arnhold (Hgg.), Praemium Virtutis III – Reiterstandbilder von der Antike bis zum Klassizismus. Rhema-Verlag, Münster 2008, ISBN 978-3-930454-59-4
  • Raphael Beuing: Reiterbilder der Frührenaissance – Monument und Memoria. Rhema-Verlag, Münster 2010, ISBN 978-3-930454-88-4
  • Atti del convegno: "La chiesa di Santa Maria Maggiore e i domenicani a Narni" Narni 2010, Morphema Editrice

Collegamenti esterni[modifica]

Voci correlate[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Ariodante Fabretti, "Biografie dei capitani di ventura dell'Umbria", Perugia, 1846, Volume II, pag.209
  2. ^ Bernardo Gonzati, "La basilica di S.Antonio di Padova descritta ed illustrata", Padova, 1852, Volume II, pag.126


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