Guerra turco-veneziana (1499-1503)

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Seconda guerra turco-veneziana
Il mar Egeo, principale teatro del conflitto
Il mar Egeo, principale teatro del conflitto
Data 1499 - 1503
Luogo Friuli, Dalmazia, Albania, Grecia, mar Egeo
Esito Vittoria ottomana
Modifiche territoriali Conquista turca di Corone, Modone e Lepanto
Schieramenti
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La guerra turco-veneziana del 1499-1503 o seconda guerra turco-veneziana è un conflitto combattuto tra l'Impero Ottomano e la Repubblica di Venezia per il predominio nel Mediterraneo orientale.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

Dopo la guerra del 1463-1479 e il trattato di pace con cui Venezia rinunciava alla signoria sull'isola di Negroponte e su molti centri della Morea, solo parzialmente compensato dall'acquisto del Regno di Cipro, la pace tra le due potenze del Levante mediterraneo si era mantenuta estremamente fragile. Le incursioni di pirati continuavano a infestare il Mediterraneo orientale e la stessa Dalmazia, mentre Venezia non si arrischiava a scacciarli per timore di provocare il Gran Turco.

Nel 1481 a Maometto II successe il figlio Bayezid II. Nonostante Venezia si affrettasse ad inviare ambasciatori per sondare la disposizione d'animo del nuovo sultano e per rinnovare i trattati di alleanza, nel gennaio 1483 fu costretta a ordinare al Capitano del Golfo Nicolò Pesaro di sbarrare il passo di Corfù e dell'Adriatico ai Turchi, anche a costo di ricorrere alla flotta di Ferdinando I di Napoli. Il 19 novembre 1498 giunse a Istanbul l'avogadore Antonio Zantani che, nonostante l'ottima accoglienza, poté constatare l'imminenza della guerra, con quasi duecento navi turche pronte a prendere il mare.

Il 14 aprile 1499 venne dunque nominato nuovo Capitano Generale da Mar Antonio Grimani, immediatamente inviato a presidiare Modone, Il re di Francia Luigi XII concesse a Venezia l'aiuto della sua flotta di Provenza, allora in navigazione verso Rodi.

Il conflitto[modifica | modifica sorgente]

Il 22 luglio 1499 la flotta turca lasciò Costantinopoli facendo rotta su Napoli di Romania, mentre le forze terrestri marciavano su Lepanto. I Veneziani, invece, si portarono all'isola di Sapienza con quarantasei galee sottili, diciassette galee grosse e quindici navi tonde. Tra il 12 e il 25 agosto le due flotte si affrontarono nella battaglia della Sapienza, la prima combattuta con artiglierie a bordo delle navi. Nonostante l'intervento delle galee francesi, il disordine che regnava nella flotta veneziana non consentì di sfruttare le occasioni di vittoria, cosicché Lepanto, vedendo mancare il soccorso della flotta, si consegnò ai Turchi.

Il Grimani venne rimosso e sostituito da Melchiorre Trevisan, che giunse a Zante con l'ordine di trarlo in arresto. Dopo il processo, l'ex-ammiraglio venne confinato a vita sulle isole di Cherso e Ossaro, in Dalmazia. Frattanto i Turchi effettuavano scorrerie in Friuli, come già accaduto nel precedente conflitto. Andrea Zantani Provveditore agli Stradioti si rifiutò di affrontarli in campo aperto e venne per questo confinato per quattro anni a Padova. In tale situazione, il 27 ottobre 1499 venne inviato come ambasciatore Alvise Manenti per cercare la pace o quantomeno una tregua con i Turchi.

Di fronte al fallimento delle trattative, Venezia chiese aiuti in Europa, ma senza esito, solo la Spagna inviò una flotta, al comando di Don Consalvo di Cordova, che si unì all'armata veneziana di Benedetto Pesaro. Frattanto era caduta Modone, dove i difensori, accorsi a festeggiare l'arrivo delle galee di soccorso, avevano lasciato sguarnite le difese quel tanto da consentire ai Turchi un assalto vittorioso. In breve erano seguite Corone, Zonchio e Navarino. Con l'arrivo del nuovo capitano generale venne presa Cefalonia e riconquistata Zonchio, subito perduta per l'incapacità del comandante Carlo Contarini, poi decapitato per ordine del Pesaro.

Il 13 maggio 1501 venne stipulata un'alleanza (trattato di Buda) con il Regno d'Ungheria e Alessandro VI, mentre il Pesaro si spingeva con gli Spagnoli sino ai Dardanelli e i Francesi assediavano Mitilene. Venne conquistata Santa Maura e sventata l'invasione di Cipro.

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Il 20 maggio 1503 venne stipulata infine la pace, Venezia, che in quest'epoca è sempre più minacciata dall'alleanza continentale che si sta formando contro di lei, accetta le perdite territoriali e la restituzione di Santa Maura in cambio del riconoscimento dei propri diritti commerciali in Oriente.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. Storia di Venezia, Treccani, 12 Voll., 1990-2002
  • Diehl, Charles: La Repubblica di Venezia, Newton & Compton editori, Roma, 2004. ISBN 88-541-0022-6
  • Romanin, Samuele: Storia documentata di Venezia, Pietro Naratovich tipografo editore, Venezia, 1853.