Guerra della Lega di Cognac

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Guerra della Lega di Cognac
parte delle Guerre d'Italia
Sack of Rome 1527.jpeg
Il sacco di Roma del 1527, di Martin van Heemskerck (1555)
Data 1526 - 1530
Luogo Italia
Casus belli Lega di Cognac contro Carlo V
Esito Vittoria imperiale
Schieramenti
Comandanti
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La guerra della lega di Cognac fu una delle guerre rinascimentali italiane combattuta tra il 1526 e il 1530 tra Carlo V e Francesco I.

Antefatto[modifica | modifica sorgente]

La prima fase del conflitto tra i sovrani di Francia e gli Asburgo, durata fino al 1526, si era chiusa in maniera favorevole ai secondi. Carlo V infatti, dopo aver sconfitto e fatto prigioniero Francesco I di Francia nella battaglia di Pavia, nel 1525 conquista la Lombardia. Il re francese, per ottenere la propria liberazione è costretto a firmare una pace molto onerosa, il Trattato di Madrid del 1526, che comporta la rinuncia a tutti i possedimenti francesi in Italia e in Borgogna, dando in ostaggio i propri figli finché non avesse adempiuto alle condizioni del trattato (gennaio del 1526).

Rilasciato ad aprile, Francesco mirava a riprendersi i figli ed il ducato di Borgogna.

La Lega di Cognac[modifica | modifica sorgente]

Gli stati italiani, nel timore di un'eccessiva egemonia asburgica in seguito alla sconfitta dei francesi, si avvicinano a Francesco I che, ottenuta la libertà dopo la cattività di Madrid, ha dichiarato nulla la pace stipulata con Carlo V. Nel 1526 il papa Clemente VII della famiglia de Medici, anch'egli allarmato per la grande ascesa della potenza di Carlo V, si fa dunque promotore della Lega di Cognac, assieme a Francesco I di Francia, la Repubblica di Venezia, la Repubblica di Firenze e altri stati italiani minori. Per la presenza del papa tra gli accordati fu chiamata anche Seconda Lega Santa (la prima era la Lega di Cambrai) (chiamata più semplicemente Lega antiasburgica).

La lega venne stipulata il 22 maggio 1526 e fu completata l'anno successivo da Enrico VIII d'Inghilterra, che si impegnò alla neutralità.

Questa coalizione vedeva come maggiori interessati il Doge di Venezia e il papa, che sollecitavano spesso il re di Francia ad inviare rinforzi bellici.

Questa lega andò ad inserirsi nel contesto della guerra franco-asburgica, iniziata dal re Massimiliano I d'Asburgo e terminata solamente nel 1559 con la pace di Cateau Cambrésis che segnò l'inizio della dominazione spagnola in Italia, che durò fino al 1713.

La guerra[modifica | modifica sorgente]

Prima però che la guerra entri nel vivo, si verifica un episodio clamoroso, destinato a scuotere tutta l'Europa. Nel maggio del 1527 i Lanzichenecchi, soldati imperiali, per la maggior parte mercenari tedeschi di fede luterana, rimasti senza paga e poi senza il comandante Georg von Frundsberg, riescono ad aggirare le truppe della Lega, nell'Italia del nord, e decidono di attaccare Roma. Circa dodicimila lanzichenecchi riescono a penetrare nell'Italia centrale, attaccano la città santa, penetrano nelle mura, compiendo il terribile Sacco di Roma (1527), nel corso del quale il papa stesso è costretto a rifugiarsi in Castel Sant'Angelo e infine a fare pace con Carlo V. Di fronte a una tale disfatta il papa ottiene perlomeno dall'imperatore il restauro del dominio dei Medici a Firenze (dove nel frattempo si era formata una repubblica antimedicea nel 1527-1530).

Contemporaneamente l'esercito francese apre le ostilità vere e proprie, sotto la guida del generale Odet de Foix, conte di Lautrec. Il Lautrec, prende Genova nel mese di agosto 1527, poi Alessandria, e saccheggia di Pavia il 4 ottobre. Poi si dirige verso Bologna che lascia il 10 gennaio 1528 per entrare nel regno di Napoli evitando Roma. Cinge d'assedio Napoli nell'estate del 1528 ma vi trova la morte a causa di un'epidemia di peste da lui stesso provocata[1].

In questo frangente però, le comuni difficoltà finanziarie dei contendenti e il minaccioso incalzare dei turchi, giunti vittoriosi fino in Ungheria e ormai prossimi ad attaccare i possedimenti asburgici nel centro Europa, costringono Carlo V a firmare un accordo che per i francesi è meno svantaggioso del precedente.

La pace[modifica | modifica sorgente]

Mentre papa Clemente VII già aveva firmato l'Accordo di Barcellona con Carlo V, a Cambrai, il 5 agosto 1529, viene stabilito che la Francia, pur rinunciando alle pretese sull'Italia, può rientrare in possesso della Borgogna. La pace di Cambrai è detta anche pace delle due dame, poiché non viene negoziata direttamente dai due sovrani, ma da Luisa di Savoia, madre di Francesco I, e da Margherita d'Austria, zia di Carlo V. Con questo patto la Spagna ribadisce definitivamente il suo dominio sull'Italia, delle cui sorti Carlo V diviene unico e incontrastato arbitro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Guicciardini, Storia d'Italia, Lib.19, cap.4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Svolta filospagnola di Andrea Doria

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]