Odet de Foix

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Odet de Foix
Ritratto di Odet de Foix, di Jean Clouet
Ritratto di Odet de Foix, di Jean Clouet
1485 - 15 agosto 1528
Morto a Napoli
Cause della morte Malattia
Luogo di sepoltura Napoli
Dati militari
Paese servito Francia
Guerre Guerra d'Italia del 1499-1504
Guerra della Lega di Cambrai
Guerra d'Italia del 1521-1526
Guerra della Lega di Cognac
Battaglie Battaglia di Ravenna
Battaglia di Marignano
Assedio di Melfi

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Odet de Foix, conte di Lautrec e Comminges, conte di Foix, di Rethel e di Beaufort, signore d'Orval, di Chaource, di Marais, Isles e Villemur (1485Napoli, 15 agosto 1528), è stato un militare francese, maresciallo di Francia dal 1511.

Stemma Foix-Lautrec.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Jean de Foix, visconte di Lautrec e Villemur, governatore del Delfinato, e di Jeanne d'Aydie de Lescun; fratello di Thomas de Foix-Lescun, cavaliere di Saint Michel, fu governatore della Guienna.Combattente di valore quanto di spirito sanguinario, pare fosse stato aiutato nel raggiungimento delle alte cariche dall'interessamento della sorella Françoise, divenuta contessa di Châteaubriant, ed amante del re Francesco I di Francia.

Comandante generale dell'esercito del re di Francia Luigi XII in Italia, era con lui al suo ingresso a Genova il 28 aprile 1507. Fu nominato maresciallo di Francia il 1º marzo 1511, governatore generale della Guienna nel 1512.Fu in Italia con Francesco I, nel 1515, nella campagna per la conquista del Ducato di Milano contro Massimiliano Sforza. Al comando delle truppe francesi e con l'aiuto di Bartolomeo d'Alviano vinse la battaglia di Marignano, (Melegnano), 13-14 settembre 1515.

Nel 1516 lasciò il comando di Milano a Gian Giacomo Trivulzio assumendo tuttavia il governatorato della città un anno dopo. Due anni dopo dispose l'arresto di Beatrice d'Avalos e del nipote Gian Francesco Trivulzio. La fama che lo circondò fu quella di uomo cruento: il 6 luglio 1521 fece squartare davanti al castello di Milano Manfredo Pallavicino, che voleva vendicare l'uccisione del fratello. Nello stesso anno, il 19 novembre, le truppe francesi sotto il suo comando lasciarono Milano nelle mani di Francesco II Sforza. Il 27 aprile 1522, in seguito alla sconfitta nella Battaglia della Bicocca, abbandonò la Lombardia.

Guerra della lega di Cognac[modifica | modifica sorgente]

Tenente Generale dell'esercito della lega di Cognac, prese Genova nel mese di agosto 1527, Alessandria, e diresse l'assalto e saccheggio di Pavia il 4 ottobre. Poi si diresse verso Bologna che lasciò il 10 gennaio per entrare nel regno di Napoli evitando Roma.

Il 10 febbraio del 1528 il Lautrec entrò nel Regno di Napoli da Fermo, poi passò da Chieti, Sulmona, Lanciano e Guasto. Sparse il terrore in Puglia; tra il 22 e il 23 marzo 1528, si rese protagonista del sanguinario assedio di Melfi, responsabile del massacro di oltre 3.000 persone. Successivamente si recò con il suo esercito verso il castello, dove si era rifugiato con le milizie superstiti il Principe di Melfi, Giovanni III Caracciolo, il quale, rendendosi conto dell'inutilità della resistenza e per salvarsi la vita, si arrese. La città, ormai ridotta in macerie, fu abbandonata per mesi.

Raggiunse e pose l'assedio a Napoli il primo maggio dello stesso anno, mentre Filippino Doria, nipote di Andrea Doria, organizzò il blocco navale. La sua fine fu conseguenza di una decisione in apparenza brillante. Infatti, nell'estate del 1528, per vincere la forte resistenza della città, distrusse le condutture dell'Acquedotto della Bolla le cui acque si sparsero nei terreni vicini significativamente chiamati "le paludi". Grazie anche alla calura si sviluppò quindi una violenta pestilenza che condusse alla morte per malattia molti uomini, tra i quali lo stesso comandante francese.[1] I loro resti furono raccolti nella "Grotta degli Sportiglioni" mentre il predicato Lautrec deformato in Lotrecco ma anche Trivece indicherà fino ai giorni nostri quella zona a nord di Napoli che, partendo da queste prime sepolture, diventerà l'area cimiteriale cittadina.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Francesco Guicciardini, Storia d'Italia, Lib.19, cap.4

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

La discesa del Lautrec verso il Regno di Napoli

Predecessore Governatore del Ducato di Milano Successore
Gaston de Foix-Nemours 1517 - 27 aprile 1522 Carlo III di Borbone

Controllo di autorità VIAF: 265704757 LCCN: nr2003019645