Fortezza di Palmanova

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Coordinate: 45°54′19.24″N 13°18′35.76″E / 45.905344°N 13.309934°E45.905344; 13.309934

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La fortezza di Palmanova vista dal satellite

La fortezza di Palmanova fu concepita e realizzata come struttura fortificata di confine. Svolse fin dall'inizio un ruolo dissuasivo. Già all'epoca della guerra di Gradisca, malgrado fosse lontana dal completamento, funse da punto avanzato delle operazioni belliche veneziane.

Il suo nome originale era Palma, dal simbolo della vittoria, a ricordo della battaglia di Lepanto.[1] Il "nova" venne infatti aggiunto due secoli dopo la fondazione da Napoleone Bonaparte.[2]

Progetto e costruzione della fortezza[modifica | modifica sorgente]

Le tre cerchie fortificate, che rendono la fortezza di Palmanova simile ad una stella, non sono state eseguite contemporaneamente, ma realizzate in tempi diversi, la prima e la seconda dai Veneziani, la terza dai Francesi (Napoleone Bonaparte) nei primi dell'Ottocento.

Agli inizi del 1593 Giulio Savorgnan presenta un preventivo di spesa riferito all'esecuzione di un solo bastione con la relativa cortina e Bonaiuto Lorini, subito dopo, propone il progetto di una pianta poligonale con undici lati. Il 29 gennaio dello stesso anno il Senato decide per un decagono, ma il 17 settembre opta per l'ennagono, anche per ragioni economiche. Infatti più alto è il numero dei bastioni e più aumentano i costi.

Anche Marc'Antonio Martinengo di Villachiara, che nel 1593 viene nominato dal Senato "capo da guerra", presenta un progetto di fortezza, disegnato quando viene mandato in Friuli con altri due militari per cercare un'idonea ubicazione della nuova fortezza. Villachiara insiste nelle sue proposte progettuali e presenta al Senato un piano completo della fortezza che non viene accettato. Si realizzano invece due copie di un modello nel quale i bastioni sono eseguiti in base alle proposte di Giulio Savorgnan, mentre la strada coperta, la controscarpa e la sezione dei parapetti su quelle del Villachiara.

Prima cerchia (1593)[modifica | modifica sorgente]

I lavori per la realizzazione della prima cerchia durano circa trent'anni (1623), assieme al fossato. Le prime operazioni definiscono il centro e le punte dei bastioni segnando i limiti della cinta. Per i lavori di scavo della fossa si procede a gradoni asportando la terra e accumulandola per far sorgere i bastioni e cortine. Liberato il terreno dai sassi e battuta la terra si procede alla "incamisadura", cioè al contenimento della terra con muri di pietra e mattoni. Il materiale necessario per questi lavori è ingente: vengono portati a Palma 50.000 carri di pietre. Per la realizzazione dei soli rivellini sono necessari ben 40.500 carri di materiale. Le strutture principali vengono ultimate nel 1599.

Nello stesso tempo si completa un perimetro di 7 chilometri e si realizzano passaggi sotterranei per 5 chilometri e mezzo.

Seconda cerchia (1658)[modifica | modifica sorgente]

La costruzione della seconda cerchia fortificata viene iniziata nel 1658 con l'esecuzione dei rivellini a protezione delle tre porte d'ingresso alla fortezza, e terminano nel 1690.

Terza cerchia (1806)[modifica | modifica sorgente]

La terza cerchia, la più esterna, viene costruita a partire dal 1806 da Napoleone che incarica del progetto il generale del genio Chasselops. Alla direzione dei lavori attende il maggiore Laurent e alla supervisione Eugenio di Beauharnais. Le opere si protraggono fino al 1813, anno dell'abbandono del Friuli da parte delle truppe francesi.


Al termine dei lavori del periodo napoleonico Palmanova si trova circondata da ben tre ordini di fortificazioni composti da terrapieni, fosse, lunette, rivellini, porte e controporte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovan Battista Pellegrini, Introduzione all'Atlante storico-linguistico-etnografico friulano (ASLEF), Istituto di glottologia dell'Università di Padova, 1972, p. 198.
  2. ^ Alvise Zorzi, Touring, 2002, p. 118. ISBN 978-88-365-2549-2. http://books.google.it/books?id=KtuHB63WL2EC&pg=PA118.

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