Dipartimento

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Il termine dipartimento è utilizzato per designare ripartizioni organizzative o territoriali di vario genere.In particolare, può designare:

Dipartimento come circoscrizione territoriale[modifica | modifica wikitesto]

In Francia il dipartimento è la circoscrizione territoriale intermedia tra la regione e l'arrondissement (il quale, a sua volta, si divide in comuni). Ogni dipartimento ha un prefetto, che rappresenta il governo centrale, e un organo collegiale eletto dal popolo, il consiglio generale. La divisione del territorio francese in dipartimenti fu introdotta dall'Assemblea costituente con decreto del 22 dicembre 1789; inizialmente in numero di 83, ora sono 101, di cui 5 d'oltremare.

Il dipartimento è una circoscrizione territoriale anche in Argentina, Bolivia, Colombia, Guatemala, Perù, Paraguay, Uruguay e molte ex colonie francesi (ad esempio in Senegal, Costa d'Avorio ecc.). In alcuni di questi paesi il dipartimento è circoscrizione di primo livello (così in Bolivia, dove si divide in province), mentre in altri è la suddivisione di una circoscrizione di livello superiore (così in Argentina, dove è suddivisione della provincia, eccettuata quella di Buenos Aires divisa in partidos).

In Italia il dipartimento, come circoscrizione territoriale, fu introdotto nel periodo napoleonico; con la Restaurazione le circoscrizioni furono mantenute ma gli fu cambiato il nome nell'attuale provincia.

Dipartimenti universitari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dipartimento universitario.

In vari paesi il dipartimento è un'unità organizzativa di un'università o analoga istituzione, deputata all'insegnamento o alla ricerca in un determinato ambito disciplinare. Sovente il dipartimento è una suddivisione di un'unità di livello superiore, quale una facoltà, una scuola o un college; non mancano, comunque, università in cui il dipartimento è l'articolazione organizzativa di primo livello, così come università che non hanno unità organizzative con questa denominazione.

Università italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle università italiane il dipartimento è stato introdotto dalla legge 21 febbraio 1980, n. 28, sovrapponendo l'articolazione degli atenei in dipartimenti a quella tradizionale in facoltà e corsi di laurea. L'art. 83, comma 1, del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, lo definiva: "organizzazione di uno o più settori di ricerca omogenei per fini o per metodo e dei relativi insegnamenti anche afferenti a più facoltà o più corsi di laurea della stessa facoltà". Esso, secondo l'art. 85, comma 1, dello stesso decreto "promuove e coordina l’attività di ricerca; organizza o concorre all’organizzazione dei corsi per il conseguimento del dottorato di ricerca; concorre in collaborazione con i consigli di corso di laurea o di indirizzo, con gli organi direttivi delle scuole di specializzazione e a fini speciali alla relativa attività didattica”.

La legge 30 dicembre 2010, n. 240, ha completamente modificato tale impostazione organizzativa, stabilendo all'art. 2, comma 2, che le università definiscono la loro articolazione organizzativa interna nei propri statuti, secondo i seguenti criteri:

  • "a) semplificazione dell'articolazione interna, con contestuale attribuzione al dipartimento delle funzioni finalizzate allo svolgimento della ricerca scientifica, delle attività didattiche e formative, nonché delle attività rivolte all'esterno ad esse correlate o accessorie;"
  • "b) riorganizzazione dei dipartimenti assicurando che a ciascuno di essi afferisca un numero di professori, ricercatori di ruolo e ricercatori a tempo determinato non inferiore a trentacinque, ovvero quaranta nelle università con un numero di professori, ricercatori di ruolo e a tempo determinato superiore a mille unità, afferenti a settori scientifico-disciplinari omogenei;"
  • "c) previsione della facoltà di istituire tra più dipartimenti, raggruppati in relazione a criteri di affinità disciplinare, strutture di raccordo, comunque denominate, con funzioni di coordinamento e razionalizzazione delle attività didattiche, compresa la proposta di attivazione o soppressione di corsi di studio, e di gestione dei servizi comuni".

Il dipartimento, dunque, diviene l'unità organizzativa di base dell'ateneo, sia per la didattica, sia per la ricerca, mentre in precedenza il suo ruolo era principalmente incentrato sulla ricerca, essendo la didattica - ad eccezione dei corsi per il dottorato di ricerca - essenzialmente affidata alle facoltà. Queste ultime vengono sostituite dalle "strutture di raccordo", che possono essere variamente denominate (facoltà, scuole ecc) e la cui istituzione è facoltativa.

L'organizzazione del dipartimento è disciplinata dallo statuto dell'ateneo. In genere gli statuti prevedono un consiglio di dipartimento, nel quale siedono tutti i professori e ricercatori, nonché rappresentanti degli studenti, dei dottorandi di ricerca e del personale tecnico-amministrativo, e un direttore, eletto dal consiglio di dipartimento tra i professori, sovente affiancato da una giunta di dipartimento.

Pubblica amministrazione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Aziende sanitarie[modifica | modifica wikitesto]

Si articolano in dipartimenti le aziende sanitarie locali ed ospedaliere italiane. Secondo l'art. 17-bis, comma 1, del d.lgs. 530 dicembre 1992, n. 502, "l'organizzazione dipartimentale è il modello ordinario di gestione operativa di tutte le attività" delle medesime.

Secondo il comma 2 del medesimo articolo, il direttore di dipartimento, preposto allo stesso, è nominato dal direttore generale dell'azienda sanitaria fra i direttori delle strutture complesse aggregate nel dipartimento e continua a svolgere anche le funzioni di direzione della struttura alla quale è preposto. La preposizione al dipartimento – che può essere ospedaliero, territoriale o di prevenzione – comporta l’attribuzione sia di responsabilità professionali in materia clinico-organizzativa e della prevenzione, sia di responsabilità di tipo gestionale in ordine alla razionale e corretta programmazione e gestione delle risorse assegnate per la realizzazione degli obiettivi attribuiti. A tal fine, il direttore di dipartimento predispone annualmente il piano delle attività e dell'utilizzazione delle risorse disponibili, negoziato con la direzione generale nell'ambito della programmazione aziendale.

Il direttore di dipartimento è membro di diritto del collegio di direzione dell'azienda sanitaria (art. 17, co. 2, d.lgs. 502/1992). È affiancato da un comitato di dipartimento, la disciplina della cui composizione e delle funzioni, compresa la partecipazione all'individuazione del direttore di dipartimento, è demandata alla legge regionale (17-bis, co. 3, d.lgs. 502/1992).

Dipartimento di prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dipartimento di prevenzione.

Una disciplina particolare è riservata al dipartimento di prevenzione, presente in tutte le aziende sanitarie locali, di cui è la "struttura operativa". Ai sensi del d.lgs 30 dicembre 1992, n. 502: "Il dipartimento di prevenzione e' struttura operativa dell'unità sanitaria locale che garantisce la tutela della salute collettiva, perseguendo obiettivi di promozione della salute, prevenzione delle malattie e delle disabilità, miglioramento della qualità della vita." (art. 7-bis)

L'art. 7-quater dello stesso decreto gli attribuisce autonomia organizzativa e contabile e stabilisce che il suo direttore è scelto dal direttore generale, tra i dirigenti con almeno cinque anni di anzianità di funzione, e risponde alla direzione aziendale del perseguimento degli obiettivi aziendali, dell’assetto organizzativo e della gestione, in relazione alle risorse assegnate.

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ordinamento amministrativo italiano il dipartimento è l'unità organizzativa di massimo livello di alcuni ministeri. Secondo l'art. 5 del d.lgs 30 luglio 1999 n. 300 i dipartimenti sono costituiti per assicurare l'esercizio organico ed integrato delle funzioni del ministero; ai dipartimenti sono attribuiti compiti finali concernenti grandi aree di materie omogenee e i relativi compiti strumentali, ivi compresi quelli di indirizzo e coordinamento delle unità di gestione in cui si articolano, quelli di organizzazione e quelli di gestione delle risorse strumentali, finanziarie ed umane.

Nei ministeri dove non esiste il dipartimento la suddivisione di massimo livello è la direzione generale ed è istituito un segretario generale.

Dal punto di vista organizzativo il dipartimento è un'unità di tipo divisionale, laddove la direzione generale è un'unità organizzativa di tipo funzionale.

Capo dipartimento[modifica | modifica wikitesto]

Al dipartimento è preposto un capo di dipartimento che, secondo l'art. 5 del D.Lgs. 300/1999, svolge compiti di coordinamento, direzione e controllo degli uffici di livello dirigenziale generale compresi nel dipartimento stesso, al fine di assicurare la continuità delle funzioni dell'amministrazione ed è responsabile dei risultati complessivamente raggiunti dagli uffici dipendenti, in attuazione degli indirizzi del ministro.

Gli incarichi di capo dipartimento sono conferiti, ai sensi dell'art. 19, comma 3, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti della prima fascia dello Stato o - con contratto a tempo determinato, di durata non superiore a tre anni - a persone, anche estrane all'amministrazione statale, in possesso delle specifiche qualità professionali indicate nel comma 6 dello stesso articolo (esperienza almeno quinquennale in funzioni dirigenziali in enti ed aziende, anche private; particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e postuniversitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio in posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza; provenienza dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato). Tali incarichi hanno durata non inferiore a tre anni e non superiore a cinque (art. 19, comma 2, d.lgs. 165/2001) ma cessano se, nel frattempo, cambia il Governo, decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia allo stesso (art. 19, comma 8, d.lgs 165/2001).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]