Diocesi di Brescia

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Diocesi di Brescia
Dioecesis Brixiensis
Chiesa latina
Duomo nuovo brescia facciata2.jpg
Suffraganea dell' arcidiocesi di Milano
Regione ecclesiastica Lombardia
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Collocazione geografica
Collocazione geografica della diocesi
Vescovo Luciano Monari
Vicario generale Gianfranco Mascher
Provicario generale Cesare Polvara
Vescovi emeriti Giulio Sanguineti,
Bruno Foresti
Sacerdoti 985 di cui 784 secolari e 201 regolari
971 battezzati per sacerdote
Religiosi 296 uomini, 1.688 donne
Diaconi 51 permanenti
Abitanti 1.136.500
Battezzati 956.500 (84,2% del totale)
Superficie 4.538,39 km² in Italia
Parrocchie 473 (32 vicariati)
Erezione I secolo
Rito romano
Cattedrale Maria Santissima Assunta
Concattedrali Duomo vecchio
Santi patroni Santi Faustino e Giovita
Indirizzo Via Trieste 13, 25121 Brescia, Italia
Sito web www.diocesi.brescia.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Italia
Ingresso del Vescovado di Brescia
Statua di Paolo VI nel chiostro del Santuario bresciano delle Grazie, dove don Battista celebrò la sua prima messa il 30 maggio 1920

La diocesi di Brescia (in latino: Dioecesis Brixiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2012 contava 956.500 battezzati su 1.136.500 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Luciano Monari.

Santi patroni[modifica | modifica wikitesto]

I principali patroni della Diocesi sono i Santi Faustino e Giovita, mentre Santa Maria Assunta, Sant'Angela Merici e San Siro ne sono compatroni.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Brescia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi comprende:

Sede vescovile è la città di Brescia, dove si trovano la cattedrale di Maria Santissima Assunta e la concattedrale di Santa Maria Assunta.

Il territorio è suddiviso in 473 parrocchie riunite in 32 zone pastorali:

  • I - Zona dell'Alta Valle Camonica - del Beato Innocenzo da Berzo
  • II - Zona della Media Valle Camonica - di San Siro
  • III - Zona della Bassa Valle Camonica - della Madonna del Monte
  • IV - Zona Alto Sebino - delle Sante Vincenza Gerosa e Bartolomea Capitanio
  • V - Zona del Sebino - di San Virgilio
  • VI - Zona della Franciacorta - di San Carlo
  • VII - Zona del fiume Oglio - di San Fedele
  • VIII - Zona della Bassa Occidentale dell'Oglio - di San Filastrio
  • IX - Zona della Bassa Occidentale - della beata Stefana Quinzani
  • X - Zona Bassa Centrale Ovest - della beata Paola Gambara
  • XI - Zona Bassa Centrale - del ven. Alessandro Luzzago
  • XII - Zona Bassa Centrale Est - dell'Abbazia di San Salvatore
  • XIII - Zona Bassa Orientale - di San Lorenzo
  • XIV - Zona Bassa Orientale del Chiese - di San Pancrazio
  • XV - Zona Morenica del Garda - di San Gaudenzio
  • XVI - Zona Garda - di San Ercolano
  • XVII - Zona Alto Garda- della Madonna di Montecastello
  • XVIII - Zona Alta Val Sabbia - della Madonna di San Luca
  • XIX - Zona Bassa Val Sabbia - di Santa Maria Assunta
  • XX - Zona Alta Val Trompia - della Madonna della Misericordia
  • XXI - Zona Bassa Val Trompia - di Santa Maria degli Angeli
  • XXII - Zona Valgobbia - di S. Apollonio
  • XXIII - Zona Suburbana I (Concesio) - di papa Paolo VI
  • XXIV - Zona Suburbana II (Gussago) - del Santuario della Madonna della Stella
  • XXV - Zona Suburbana III (Travagliato) - di Santa Maria Crocifissa di Rosa
  • XXVI - Zona Suburbana IV (Bagnolo Mella) - della Visitazione di Maria
  • XXVII - Zona Suburbana V (Rezzato) - del Santuario della Madonna di Valverde
  • XXVIII - Zona Urbana - Brescia Est - dei Santi Faustino e Giovita
  • XXIX - Zona Urbana - Brescia Nord - dei Santi Faustino e Giovita
  • XXX - Zona Urbana - Brescia Ovest - dei Santi Faustino e Giovita
  • XXXI - Zona Urbana - Brescia Sud - dei Santi Faustino e Giovita
  • XXXII - Zona Urbana - Brescia Centro Storico - dei Santi Faustino e Giovita
Interno del Duomo nuovo

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del cristianesimo a Brescia sono ancora incerte. Il primo vescovo presente a Brescia fu probabilmente sant'Anatalone, vescovo di Milano, all'inizio del III secolo.[1] Quasi certamente la chiesa bresciana fu una filiazione di quella di Milano.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo vescovo storicamente documentato è Ursicino, che partecipò al concilio di Sardica tra il 342 ed il 344. Dalle omelie del vescovo Gaudenzio (tra IV e V secolo) si evince che in questo periodo il cristianesimo era ben radicato nella società bresciana, anche se persistevano resti di paganesimo.

In epoca longobarda vennero fondati il monastero di San Salvatore (762), in città, e quello maschile a Leno (758); entrambi furono istituiti da re Desiderio.

Dal tempo del vescovo Notingo (metà del IX secolo) i vescovi di Brescia ebbero i titoli e i diritti di conti.

Nell'XI secolo la città di Brescia subisce le lotte tra il papato e impero, con l'elezione di due vescovi. La corruzione del clero porterà quindi Arnaldo da Brescia ad iniziare la sua predicazione fino alla sua cacciata dalla città.

Berardo Maggi, eletto nel 1275, fu il primo vescovo ad avere i titoli di marchese, duca e conte.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo di dominazione veneta i vescovi furono scelti dalla Serenissima e la diocesi attraversò un periodo di tranquillità, turbati unicamente dal nascere di eresie nelle valli camune e triumpline.

Alla fine del XVI secolo la città di Salò, capitale della Magnifica Patria della Rivera di Salò, chiede di ospitare una sede vescovile riunificando le parrocchie dei comuni che le fanno capo, fino ad allora divise in tre diocesi (Brescia, Trento e Verona). L'opposizione accanita dei cittadini bresciani, da sempre contrari all'autonomia rivierasca, e la morte di Carlo Borromeo, sostenitore della causa salodiana, faranno fallire l'operazione.

Tra i principali protagonisti della riforma tridentina emerge la figura del vescovo Domenico Bollani, attuatore dei decreti del concilio attraverso numerose visite pastorali e l'istituzione del seminario diocesano nel 1568.

Nel Settecento viene costruita l'attuale cattedrale cittadina, dedicata a santa Maria Assunta, accanto al precedente duomo vecchio.

Il 12 settembre 1818 papa Pio VII decretò la soppressione dell'abbazia nullius di Asola; delle sue tredici parrocchie, undici furono incorporate nella diocesi di Mantova e due in quella di Brescia.[2]

Nel 1893 nasce il settimanale diocesano La Voce del Popolo.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo la Diocesi di Brescia si distingue per una intensa attività pastorale. Particolarmente significativa è la costituzione degli oratori parrocchiali (oltre quattrocento sull'intero territorio provinciale) dotati sovente di strutture ricreative e sportive, bar, sala prova per la musica, sala cinematografica e teatro. Nel 1902 è fondata la "Federazione Giovanile Leone XIII" da don Lorenzo Pavanelli e dal vescovo Giacomo Maria Corna Pellegrini con lo scopo di appoggiare e sviluppare le attività di pastorale giovanile negli oratori. Ammodernamenti di intenti e riflessione sugli oratori furono promossi nel 1960 ad opera del vicario episcopale Guglielmo Bosetti e dal vescovo Giacinto Tredici. Nel 1963 il cardinale bresciano Giovan Battista Montini viene eletto al soglio papale con il nome di Paolo VI. Dal 1981 particolare slancio alle attività degli oratori bresciani fu la costituzione del Segretariato Oratori diretto dal sacerdote don Amerigo Barbieri e promosso dal vescovo Bruno Foresti; nel 1983 nasce la rivista Il Gabbiano come organo di collegamento delle attività oratoriane diocesane e di riflessione sulla pastorale giovanile; nel 2002 viene costituito il "Centro Oratori Bresciani" ad opera di mons Claudio Paganini con il vescovo Giulio Sanguineti e l'anno seguente è indetto il Convegno Ecclesiale Diocesano "Generazioni di fede" dal quale si decide l'avvio della riforma del catechismo tradizionale nel modello dell'ICFR. Con l'intento di promuovere la formazione dei laici e dei giovani attivi negli oratori bresciani nel 2009 è stata aperta la Casa di Formazione "Bruno Foresti" . Nel 2013 il vescovo Luciano Monari indice il Sinodo Diocesano "Comunità in cammino" per l'avvio della riforma delle Unità pastorali parrocchiali.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico catalogo dei vescovi bresciani è contenuto in un manoscritto, chiamato codice queriniano, che il Brunati (Santi bresciani) attribuisce alla metà circa dell'XI secolo. L'elenco dei vescovi fino al IX secolo è contenuto anche nel discorso che il vescovo Ramperto tenne nell'838 in occasione della traslazione delle spoglie del suo predecessore san Filastrio dalla chiesa di Sant'Andrea alla cattedrale, nel quale Ramperto ricorda tutti i vescovi successivi a Filastrio, septimus episcopus brixiensem,[3] fino al suo episcopato. Per l'antichità dei testimoni, questo catalogo è ritenuto autentico.

Persone legate alla diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Calendario liturgico proprio della diocesi[modifica | modifica wikitesto]

Data Celebrazione Grado
16 gennaio Beato Giuseppe Antonio Tovini, laico Memoria facoltativa
23 gennaio Beata Paola Gambara Costa, laica Memoria facoltativa
27 gennaio Sant'Angela Merici, vergine Memoria facoltativa
15 febbraio Santi Faustino e Giovita, martiri, patroni della diocesi Festa
Solennità a Brescia
18 febbraio Santa Geltrude Caterina Comensoli, vergine Memoria facoltativa
20 aprile Tutti i Santi della Chiesa bresciana Festa
26 aprile San Giovanni Battista Piamarta, sacerdote Memoria facoltativa
11 maggio Beata Annunciata Cocchetti, vergine Memoria facoltativa
16 maggio San Riccardo Pampuri, religioso Memoria
18 maggio Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, religiose Memoria
21 maggio Sant'Arcangelo Tadini, sacerdote Memoria facoltativa
22 maggio Santa Giulia, vergine e martire Memoria
28 maggio Beato Lodovico Pavoni, sacerdote Memoria facoltativa
9 giugno Beato Mosè Tovini, sacerdote Memoria facoltativa
16 giugno Beata Stefana Quinzani, vergine Memoria facoltativa
20 giugno Beato Giovanni Battista Zola, sacerdote e martire Memoria facoltativa
4 luglio Dedicazione della cattedrale Festa
Solennità in cattedrale
27 luglio Beata Maria Maddalena Martinengo, vergine Memoria facoltativa
12 agosto Sant'Ercolano, vescovo Memoria
25 agosto Beata Maria Troncatti, vergine Memoria facoltativa
4 settembre Beato Guala de Roniis, vescovo Memoria facoltativa
28 settembre Beato Innocenzo da Berzo, sacerdote Memoria facoltativa
10 ottobre San Daniele Comboni, vescovo Memoria
13 ottobre Beato Giovanni Bodeo, religioso e martire Memoria facoltativa
25 ottobre Santi Filastrio e Gaudenzio, vescovi Festa
27 ottobre Santa Teresa Eustochio Verzeri, vergine Memoria
domenica precedente il 1º novembre Dedicazione della propria chiesa[9] Solennità
7 novembre Beato Sebastiano Maggi, sacerdote Memoria facoltativa
9 dicembre San Siro, vescovo Memoria
15 dicembre Santa Maria Crocifissa Di Rosa, vergine Memoria

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2012 su una popolazione di 1.136.500 persone contava 956.500 battezzati, corrispondenti all'84,2% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 816.522 816.565 100,0 1.207 932 275 676 449 2.868 423
1959  ? 859.079  ? 1.123 953 170  ? 156 3.944 454
1970  ? 920.148  ? 1.255 971 284  ? 406 4.450 481
1980 967.000 1.000.000 96,7 1.223 968 255 790 370 3.709 493
1990 981.000 1.005.938 97,5 1.142 909 233 859 12 404 2.745 470
1999 995.600 1.037.900 95,9 1.108 887 221 898 24 340 2.361 469
2000 983.000 1.025.248 95,9 1.089 871 218 902 24 353 2.461 469
2001 1.025.116 1.041.466 98,4 1.097 872 225 934 26 358 2.455 469
2002 1.030.785 1.047.135 98,4 1.086 866 220 949 29 354 2.354 473
2003 1.052.850 1.070.800 98,3 1.090 873 217 965 30 313 2.205 469
2004 968.389 1.074.389 90,1 1.084 874 210 893 34 326 2.148 469
2006 959.680 1.094.686 87,7 1.059 843 216 906 35 322 2.149 470
2012 956.500 1.136.500 84,2 985 784 201 971 51 296 1.688 473

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Secondo la tradizione sarebbe vissuto invece nel I secolo.
  2. ^ I Vescovi di Brescia e la Diocesi di Asola, in Brixia Sacra, 1-2 (1914), pp. 78-89.
  3. ^ La testimonianza di Ramperto, basata sui dittici diocesani (Lanzoni), è il motivo per cui oggi si tende ad escludere Anatalone dalle liste episcopali bresciane.
  4. ^ Queste sono le date probabili dell'episcopato di Filastrio; di certo è documentato al sinodo di Aquileia del 381.
  5. ^ Eletto vescovo forse nel 1086, per la deposizione di Giovanni che non poté prendere possesso della diocesi, non venne confermato e fu consacrato solo nel 1098, quando poté prendere possesso della diocesi.
  6. ^ Tra Andrea Segazeno e Tommaso Visconti Gams inserisce Pietro Filargo, che Eubel esclude perché non menzionato nelle bolle pontificie; secondo questo autore, da Piacenza Filargo fu nominato direttamente a Vicenza, senza passare da Brescia.
  7. ^ Menzionato da Eubel, vol. I, p. 147, nota 14.
  8. ^ Il 29 marzo 1930 era stato nominato arcivescovo titolare di Traianopoli di Rodope, conservando la sede bresciana.
  9. ^ Per le chiese di cui si ignora il giorno della dedicazione.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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