Diocesi di Brescia
| Diocesi di Brescia Dioecesis Brixiensis Chiesa latina |
|
|---|---|
| Suffraganea dell' | arcidiocesi di Milano |
| Regione ecclesiastica | Lombardia |
| Vescovo | Luciano Monari |
| Vescovi emeriti | Giulio Sanguineti, Bruno Foresti |
| Sacerdoti | 1.025 di cui 829 secolari e 196 regolari 956 battezzati per sacerdote |
| Religiosi | 249 uomini, 1.526 donne |
| Diaconi | 53 permanenti |
| Abitanti | 1.138.287 |
| Battezzati | 980.680 |
| Superficie | 4.339 km² in Italia |
| Parrocchie | 473 (32 vicariati) |
| Erezione | I secolo |
| Rito | romano |
| Cattedrale | Maria Santissima Assunta |
| Concattedrali | Duomo vecchio |
| Santi patroni | Santi Faustino e Giovita |
| Indirizzo | Via Trieste 13, 25121 Brescia, Italia |
| Sito web | www.diocesi.brescia.it |
| Dati dall'Annuario Pontificio 2007 * * | |
| Chiesa cattolica in Italia | |
La diocesi di Brescia (in latino: Dioecesis Brixiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Milano appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2006 contava 959.680 battezzati su 1.094.686 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Luciano Monari.
Indice |
Santi patroni [modifica]
I principali patroni della Diocesi sono i Santi Faustino e Giovita, mentre Santa Maria Assunta, Sant'Angela Merici e San Siro ne sono compatroni.
| Per approfondire, vedi Chiese di Brescia. |
Territorio [modifica]
La diocesi comprende:
- tutti i comuni della provincia di Brescia eccetto: il basso Garda a sud di Salò (ultimo paese della diocesi) fino a Lonato e Desenzano del Garda (che appartengono alla diocesi di Verona), il comune di Paratico che appartiene alla diocesi di Bergamo;
- in provincia di Bergamo: Palosco, Lovere, Costa Volpino, Rogno e Bossico.
Sede vescovile è la città di Brescia, dove si trovano la cattedrale di Maria Santissima Assunta e la concattedrale di Santa Maria Assunta.
Il territorio è suddiviso in 473 parrocchie riunite in 32 zone pastorali:
- I - Zona dell'Alta Valle Camonica - del Beato Innocenzo da Berzo
- II - Zona della Media Valle Camonica - di San Siro
- III - Zona della Bassa Valle Camonica - della Madonna del Monte
- IV - Zona Alto Sebino - delle Sante Vincenza Gerosa e Bartolomea Capitanio
- V - Zona del Sebino - di San Virgilio
- VI - Zona della Franciacorta - di San Carlo
- VII - Zona del fiume Oglio - di San Fedele
- VIII - Zona della Bassa Occidentale dell'Oglio - di San Filastrio
- IX - Zona della Bassa Occidentale - della beata Stefana Quinzani
- X - Zona Bassa Centrale Ovest - della beata Paola Gambara
- XI - Zona Bassa Centrale - del ven. Alessandro Luzzago
- XII - Zona Bassa Centrale Est - dell'Abbazia di San Salvatore
- XIII - Zona Bassa Orientale - di San Lorenzo
- XIV - Zona Bassa Orientale del Chiese - di San Pancrazio
- XV - Zona Morenica del Garda - di San Gaudenzio
- XVI - Zona Garda - di San Ercolano
- XVII - Zona Alto Garda- della Madonna di Montecastello
- XVIII - Zona Alta Val Sabbia - della Madonna di San Luca
- XIX - Zona Bassa Val Sabbia - di Santa Maria Assunta
- XX - Zona Alta Val Trompia - della Madonna della Misericordia
- XXI - Zona Bassa Val Trompia - di Santa Maria degli Angeli
- XXII - Zona Valgobbia - di S. Apollonio
- XXIII - Zona Suburbana I (Concesio) - di papa Paolo VI
- XXIV - Zona Suburbana II (Gussago) - del Santuario della Madonna della Stella
- XXV - Zona Suburbana III (Travagliato) - di Santa Maria Crocifissa di Rosa
- XXVI - Zona Suburbana IV (Bagnolo Mella) - della Visitazione di Maria
- XXVII - Zona Suburbana V (Rezzato) - del Santuario della Madonna di Valverde
- XXVIII - Zona Urbana - Brescia Est - dei Santi Faustino e Giovita
- XXIX - Zona Urbana - Brescia Nord - dei Santi Faustino e Giovita
- XXX - Zona Urbana - Brescia Ovest - dei Santi Faustino e Giovita
- XXXI - Zona Urbana - Brescia Sud - dei Santi Faustino e Giovita
- XXXII - Zona Urbana - Brescia Centro Storico - dei Santi Faustino e Giovita
Storia [modifica]
Le origini del cristianesimo a Brescia sono ancora incerte. Il primo vescovo presente a Brescia fu probabilmente sant'Anatalone, vescovo di Milano, all'inizio del III secolo.[1] Quasi certamente la chiesa bresciana fu una filiazione di quella di Milano.
Medioevo [modifica]
Il primo vescovo storicamente documentato è Ursicino, che partecipò al concilio di Sardica tra il 342 ed il 344. Dalle omelie del vescovo Gaudenzio (tra IV e V secolo) si evince che in questo periodo il cristianesimo era ben radicato nella società bresciana, anche se persistevano resti di paganesimo.
In epoca longobarda vennero fondati il monastero di San Salvatore (762), in città, e quello maschile a Leno (758); entrambi furono istituiti da re Desiderio.
Dal tempo del vescovo Notingo (metà del IX secolo) i vescovi di Brescia ebbero i titoli e i diritti di conti.
Nell'XI secolo la città di Brescia subisce le lotte tra il papato e impero, con l'elezione di due vescovi. La corruzione del clero porterà quindi Arnaldo da Brescia ad iniziare la sua predicazione fino alla sua cacciata dalla città.
Berardo Maggi, eletto nel 1275, fu il primo vescovo ad avere i titoli di marchese, duca e conte.
Epoca moderna [modifica]
Durante il periodo di dominazione veneta i vescovi furono scelti dalla Serenissima e la diocesi attraversò un periodo di tranquillità, turbati unicamente dal nascere di eresie nelle valli camune e triumpline.
Alla fine del XVI secolo la città di Salò, capitale della Magnifica Patria della Rivera di Salò, chiede di ospitare una sede vescovile riunificando le parrocchie dei comuni che le fanno capo, fino ad allora divise in tre diocesi (Brescia, Trento e Verona). L'opposizione accanita dei cittadini bresciani, da sempre contrari all'autonomia rivierasca, e la morte di Carlo Borromeo, sostenitore della causa salodiana, faranno fallire l'operazione.
Tra i principali protagonisti della riforma tridentina emerge la figura del vescovo Domenico Bollani, attuatore dei decreti del concilio attraverso numerose visite pastorali e l'istituzione del seminario diocesano nel 1568.
Nel Settecento viene costruita l'attuale cattedrale cittadina, dedicata a santa Maria Assunta, accanto al precedente duomo vecchio.
Il 12 settembre 1818 papa Pio VII decretò la soppressione dell'abbazia nullius di Asola; delle sue tredici parrocchie, undici furono incorporate nella diocesi di Mantova e due in quella di Brescia.[2]
Nel 1893 nasce il settimanale diocesano La Voce del Popolo.
Epoca contemporanea [modifica]
Nel XX secolo la Diocesi di Brescia si distingue per una intensa attività pastorale. Particolarmente significativa è la costituzione degli oratori parrocchiali (oltre quattrocento sull'intero territorio provinciale) dotati sovente di strutture ricreative e sportive, bar, sala prova per la musica, sala cinematografica e teatro. Nel 1902 è fondata la "Federazione Giovanile Leone XIII" da don Lorenzo Pavanelli e dal vescovo Giacomo Maria Corna Pellegrini con lo scopo di appoggiare e sviluppare le attività di pastorale giovanile negli oratori. Ammodernamenti di intenti e riflessione sugli oratori furono promossi nel 1960 ad opera del vicario episcopale Guglielmo Bosetti e dal vescovo Giacinto Tredici.
Nel 1963 il cardinale bresciano Giovan Battista Montini viene eletto al soglio papale con il nome di Paolo VI.
Dal 1981 particolare slancio alle attività degli oratori bresciani fu la costituzione del Segretariato Oratori diretto dal sacerdote don Amerigo Barbieri e promosso dal vescovo Bruno Foresti; nel 1983 nasce la rivista Il Gabbiano come organo di collegamento delle attività oratoriane diocesane e di riflessione sulla pastorale giovanile; nel 2002 viene costituito il "Centro Oratori Bresciani" ad opera di mons Claudio Paganini con il vescovo Giulio Sanguineti e l'anno seguente è indetto il Convegno Ecclesiale Diocesano "Generazioni di fede" dal quale si decide l'avvio della riforma del catechismo tradizionale nel modello dell'ICFR. Con l'intento di promuovere la formazione dei laici e dei giovani attivi negli oratori bresciani nel 2009 è stata aperta la Casa di Formazione "Bruno Foresti" . Nel 2013 il vescovo Luciano Monari indice il Sinodo Diocesano "Comunità in cammino" per l'avvio della riforma delle Unità pastorali parrocchiali.
Cronotassi dei vescovi [modifica]
Il più antico catalogo dei vescovi bresciani è contenuto in un manoscritto, chiamato codice queriniano, che il Brunati (Santi bresciani) attribuisce alla metà circa dell'XI secolo. L'elenco dei vescovi fino al IX secolo è contenuto anche nel discorso che il vescovo Ramperto tenne nell'838 in occasione della traslazione delle spoglie del suo predecessore san Filastrio dalla chiesa di Sant'Andrea alla cattedrale, nel quale Ramperto ricorda tutti i vescovi successivi a Filastrio, septimus episcopus brixiensem,[3] fino al suo episcopato. Per l'antichità dei testimoni, questo catalogo è ritenuto autentico.
- Sant'Anatalone ? † (inizio III secolo)
- San Clateo † (seconda metà del III secolo o inizio IV secolo)
- San Viatore † (inizio IV secolo)
- San Flavio Latino † (IV secolo)
- Sant'Apollonio † (IV secolo)
- Sant'Ursicino o Ursacio † (menzionato nel 342/344)
- San Faustino † (seconda metà del IV secolo)
- San Filastrio † (circa 379 - 17 luglio 387 deceduto)[4]
- San Gaudenzio † (prima del 397 - dopo il 406)
- San Paolo † (inizio V secolo)
- San Teofilo † (prima metà del V secolo)
- San Silvino † (prima metà del V secolo)
- San Gaudioso † (prima metà del V secolo)
- Sant'Ottaziano † (menzionato nel 451)
- San Vigilio † (seconda metà del V secolo)
- San Tiziano † (fine V secolo)
- San Paolino (Paolo) † (inizio VI secolo)
- San Cipriano † (prima metà del VI secolo)
- Sant'Ercolano † (VI secolo)
- Sant'Onorio † (seconda metà del VI secolo)
- San Rusticiano † (fine VI secolo)
- San Dominatore † (fine VI secolo)
- San Paolo † (inizio VII secolo)
- San Paterio † (inizio VII secolo)
- Sant'Anastasio † (VII secolo)
- San Domenico † (circa 655 - circa 671)
- San Felice † (fine VII secolo)
- San Deusdedit (Diodato, Adeodato) † (prima del 679 - dopo il 680)
- Gaudioso † (fine VII secolo)
- Rusticiano † (inizio VIII secolo)
- Apollinare † (inizio VIII secolo)
- Andrea † (VIII secolo)
- Teobaldo † (metà dell'VIII secolo)
- Vitale † (metà dell'VIII secolo)
- Benedetto † (menzionato nel 761)
- Ansoaldo † (menzionato nel 774 ?)
- Cuniperto † (fine VIII secolo)
- Anfrido † (menzionato nell'813)
- Pietro † (inizio IX secolo)
- Ramperto † (prima dell'827 - dopo l'842)
- Notingo † (prima dell'844 - dopo l'859)
- Antonio † (prima dell'863 - dopo l'898)
- Ardingo † (prima del 901 - 922)
- Landolfo † (922 - ?)
- Giuseppe † (metà del X secolo)
- Antonio † (prima del 952 - dopo il 969)
- Goffredo di Canossa † (prima del 975 - 976 o 979 nominato vescovo di Luni)
- Attone di Canossa † (seconda metà del X secolo)
- Adalberto † (prima del 996 - circa 1002)
- Landolfo † (circa 1002 - 26 aprile 1030 deceduto)
- Olderico (Olderico I) † (circa 1031 - dopo il 1053)
- Adelmanno di Liegi † (prima del 1059 - dopo il 1060)
- Alderico (Olderico II) † (menzionato nel 1074)
- Conone † (menzionato nel 1080) (scismatico)
- Giovanni † (circa 1080 - circa 1098 deceduto)
- Oberto † (menzionato nel 1097 circa) (scismatico)
- Arimanno da Gavardo † (circa 1098 - circa 1115)[5]
- Villano † (1116 - 1133 deposto)
- Manfredo Boccacci † (1133 - 7 gennaio 1153 deceduto)
- Raimondo de Monte Claro † (prima del 1º marzo 1153 - 4 agosto 1173 deceduto)
- Giovanni Griffi detto Fiumicello † (prima del 2 giugno 1174 - 10 novembre 1195 deceduto)
- Giovanni da Palazzo † (18 novembre 1195 - 5 agosto 1212 deceduto)
- Alberto da Reggio † (prima del 22 maggio 1213 - 1226 nominato patriarca di Antiochia)
- Beato Guala de Roniis, O.P. † (prima del 1229 - 5 settembre 1244 deceduto)
- Azzone da Torbiato † (1244 - 18 ottobre 1253 deceduto)
- Cavalcano Sala † (1253 - 1263 deceduto)
- Martino Arimanni † (15 marzo 1264 - 1275 deceduto)
- Berardo Maggi † (settembre 1275 - 6 ottobre 1308 deceduto)
- Federico Maggi † (2 gennaio 1309 - circa 1317 deposto o nominato vescovo di Piacenza)
- Princivalle Fieschi † (27 luglio 1317 - 24 maggio 1325 nominato vescovo di Tortona)
- Tiberio della Torre † (24 maggio 1325 - 1333 deceduto)
- Jacopo de Atti † (14 giugno 1335 - 31 ottobre 1344 deceduto)
- Lamberto Balduino della Cecca † (3 novembre 1344 - 3 settembre 1349 deceduto)
- Bernardo Tricardo, O.Cist. † (23 ottobre 1349 - 15 marzo 1358 deceduto)
- Raimondo Bianchi, O.S.B. † (24 settembre 1358 - 1362 deceduto)
- Enrico da Sessa † (19 dicembre 1362 - 22 ottobre 1369 nominato vescovo di Como)
- Agapito Colonna † (22 ottobre 1369 - 11 agosto 1371 nominato patriarca di Lisbona)
- Stefano Palosti de Verayneris † (3 settembre 1371 - 30 marzo 1373 nominato vescovo di Todi)
- Andrea de Aptis, O.E.S.A. † (30 marzo 1373 - 1378 deceduto)
- Nicolò Zanasio † (1378 - 1383 o 1384 nominato arcivescovo di Benevento)
- Andrea Segazeno, O.E.S.A. † (14 gennaio 1383 o 1384 - dopo l'11 marzo 1387 deceduto)
- Tommaso Visconti, O.E.S.A. † (28 gennaio 1388 - 1º febbraio 1390 nominato vescovo di Cremona)[6]
- Francesco Lante, O.F.M. † (13 aprile 1390 - 21 ottobre 1390 nominato vescovo di Cremona)
- Tommaso Visconti † (21 ottobre 1390 - 28 marzo 1397 nominato vescovo in partibus di Egina) (per la seconda volta)
- Tommaso Pusterla † (28 marzo 1397 - 1399 deceduto)
- Guglielmo Pusterla † (14 marzo 1399 - 1416 deceduto)
- Francesco Marerio † (30 gennaio 1419 - 23 marzo 1442 nominato vescovo di Montefiascone e Corneto)
- Pietro de Monte † (23 marzo 1442 - 12 gennaio 1457 deceduto)
- Bartolomeo Malipiero † (24 gennaio 1457 - 4 novembre 1464 deceduto)
- Domenico de Dominici † (14 novembre 1464 - 17 febbraio 1478 deceduto)
- Lorenzo Zane † (27 febbraio 1478 - 1480 dimesso)
- Paolo Zane † (19 dicembre 1480 - marzo 1531 deceduto)
- Francesco Corner (Cornaro) † (marzo 1531 - 13 marzo 1532 dimesso) (amministratore apostolico)
- Andrea Corner (Cornaro) † (13 marzo 1532 - 30 gennaio 1551 deceduto)
- Durante Duranti † (18 febbraio 1551 - 24 dicembre 1558 deceduto)
- Domenico Bollani † (15 marzo 1559 - 12 agosto 1579 deceduto)
- Giovanni Dolfin † (26 agosto 1579 - 1º maggio 1584 deceduto)
- Gianfrancesco Morosini † (23 settembre 1585 - 14 gennaio 1596 deceduto)
- Marino Zorzi (Giorgi) † (4 marzo 1596 - 28 agosto 1631 deceduto)
- Vincenzo Giustiniani † (31 gennaio 1633 - 13 febbraio 1645 deceduto)
- Marco Morosini † (31 luglio 1645 - 4 ottobre 1654 deceduto)
- Pietro Vito Ottoboni † (7 dicembre 1654 - 9 giugno 1664 dimesso, poi eletto papa con il nome di Alessandro VIII)
- Marino Giovanni Zorzi (Giorgi) † (9 giugno 1664 - 24 ottobre 1678 deceduto)
- Bartolomeo Gradenigo † (13 luglio 1682 - 29 luglio 1698 deceduto)
- Daniello Marco Delfino † (15 settembre 1698 - 5 agosto 1704 deceduto)
- Giovanni Badoer (Badoaro) † (7 giugno 1706 - 17 maggio 1714 deceduto)
- Gianfrancesco Barbarigo † (9 luglio 1714 - 20 gennaio 1723 nominato vescovo di Padova)
- Fortunato Morosini, O.S.B. † (15 marzo 1723 - 25 giugno 1727 deceduto)
- Angelo Maria Querini, O.S.B. † (30 luglio 1727 - 6 gennaio 1755 deceduto)
- Giovanni Molin † (17 febbraio 1755 - 14 marzo 1773 deceduto)
- Giovanni Nani † (19 aprile 1773 - 23 ottobre 1804 deceduto)
- Sede vacante (1804-1807)
- Gabrio Maria Nava † (18 settembre 1807 - 2 novembre 1831 deceduto)
- Sede vacante (1831-1834)
- Carlo Domenico Ferrari, O.P. † (20 gennaio 1834 - 29 novembre 1846 deceduto)
- Sede vacante (1846-1850)
- Girolamo Verzeri † (30 settembre 1850 - 1º dicembre 1883 deceduto)
- Giacomo Maria Corna Pellegrini † (1º dicembre 1883 succeduto - 21 maggio 1913 deceduto)
- Giacinto Gaggia † (28 ottobre 1913 - 15 aprile 1933 deceduto)[8]
- Giacinto Tredici † (21 dicembre 1933 - 19 agosto 1964 deceduto)
- Luigi Morstabilini † (7 ottobre 1964 - 7 aprile 1983 ritirato)
- Bruno Foresti (7 aprile 1983 - 19 dicembre 1998 ritirato)
- Giulio Sanguineti (19 dicembre 1998 - 19 luglio 2007 ritirato)
- Luciano Monari, dal 19 luglio 2007
Personalità legate alla diocesi [modifica]
Calendario liturgico proprio della diocesi [modifica]
Statistiche [modifica]
La diocesi al termine dell'anno 2006 su una popolazione di 1.094.686 persone contava 959.680 battezzati, corrispondenti all'87,7% del totale.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1950 | 816.522 | 816.565 | 100,0 | 1.207 | 932 | 275 | 676 | 449 | 2.868 | 423 | |
| 1959 | ? | 859.079 | ? | 1.123 | 953 | 170 | ? | 156 | 3.944 | 454 | |
| 1970 | ? | 920.148 | ? | 1.255 | 971 | 284 | ? | 406 | 4.450 | 481 | |
| 1980 | 967.000 | 1.000.000 | 96,7 | 1.223 | 968 | 255 | 790 | 370 | 3.709 | 493 | |
| 1990 | 981.000 | 1.005.938 | 97,5 | 1.142 | 909 | 233 | 859 | 12 | 404 | 2.745 | 470 |
| 1999 | 995.600 | 1.037.900 | 95,9 | 1.108 | 887 | 221 | 898 | 24 | 340 | 2.361 | 469 |
| 2000 | 983.000 | 1.025.248 | 95,9 | 1.089 | 871 | 218 | 902 | 24 | 353 | 2.461 | 469 |
| 2001 | 1.025.116 | 1.041.466 | 98,4 | 1.097 | 872 | 225 | 934 | 26 | 358 | 2.455 | 469 |
| 2002 | 1.030.785 | 1.047.135 | 98,4 | 1.086 | 866 | 220 | 949 | 29 | 354 | 2.354 | 473 |
| 2003 | 1.052.850 | 1.070.800 | 98,3 | 1.090 | 873 | 217 | 965 | 30 | 313 | 2.205 | 469 |
| 2004 | 968.389 | 1.074.389 | 90,1 | 1.084 | 874 | 210 | 893 | 34 | 326 | 2.148 | 469 |
| 2006 | 959.680 | 1.094.686 | 87,7 | 1.059 | 843 | 216 | 906 | 35 | 322 | 2.149 | 470 |
Note [modifica]
- ^ Secondo la tradizione sarebbe vissuto invece nel I secolo.
- ^ I Vescovi di Brescia e la Diocesi di Asola, in Brixia Sacra, 1-2 (1914), pp. 78-89.
- ^ La testimonianza di Ramperto, basata sui dittici diocesani (Lanzoni), è il motivo per cui oggi si tende ad escludere Anatalone dalle liste episcopali bresciane.
- ^ Queste sono le date probabili dell'episcopato di Filastrio; di certo è documentato al sinodo di Aquileia del 381.
- ^ Eletto vescovo forse nel 1086, per la deposizione di Giovanni che non poté prendere possesso della diocesi, non venne confermato e fu consacrato solo nel 1098, quando poté prendere possesso della diocesi.
- ^ Tra Andrea Segazeno e Tommaso Visconti Gams inserisce Pietro Filargo, che Eubel esclude perché non menzionato nelle bolle pontificie; secondo questo autore, da Piacenza Filargo fu nominato direttamente a Vicenza, senza passare da Brescia.
- ^ Menzionato da Eubel, vol. I, p. 147, nota 14.
- ^ Il 29 marzo 1930 era stato nominato arcivescovo titolare di Traianopoli di Rodope, conservando la sede bresciana.
- ^ Per le chiese di cui si ignora il giorno della dedicazione.
Fonti [modifica]
- Annuario pontificio del 2007 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- Sito ufficiale della diocesi
- Brescia in Catholic Encyclopedia (in inglese), Encyclopedia Press, 1917.
- Diocesi di Brescia su www.gcatholic.com
- Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, pp. 957-969
- Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia 1856, vol. XI, p. 543-673
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, pp. 779-780
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, p. 147; vol. 2, p. 111; vol. 3, p. 140; vol. 4, p. 121; vol. 5, p. 127; vol. 6, p. 131
- Anna Maria Caponi, Nota sui vescovi bresciani dalle origini al 1075: serie e osservazioni, in Brixia Sacra 1985, nn. 5-6, pp. 163-179
- Giuseppe Brunati, Leggendario, o vite di santi bresciani con note istorico-critiche, Brescia 1834
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Diocesi di Brescia
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale degli oratori della diocesi
- Rivista: Brixia Sacra - Memorie storiche della diocesi di Brescia
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