Capriate San Gervasio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Capriate San Gervasio
comune
Capriate San Gervasio – Stemma Capriate San Gervasio – Bandiera
Capriate San Gervasio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Valeria Radaelli (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 45°36′32″N 9°31′41″E / 45.608889°N 9.528056°E45.608889; 9.528056 (Capriate San Gervasio)Coordinate: 45°36′32″N 9°31′41″E / 45.608889°N 9.528056°E45.608889; 9.528056 (Capriate San Gervasio)
Altitudine 190 m s.l.m.
Superficie 5,78 km²
Abitanti 7 819[1] (31-12-2010)
Densità 1 352,77 ab./km²
Frazioni Capriate, Crespi d'Adda, San Gervasio
Comuni confinanti Bottanuco, Brembate, Canonica d'Adda, Filago, Trezzo sull'Adda (MI), Vaprio d'Adda (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 24042
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016051
Cod. catastale B703
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 428 GG[2]
Nome abitanti capriatesi
Patrono Sant'Alessandro
Giorno festivo 26 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capriate San Gervasio
Posizione del comune di Capriate San Gervasio nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Capriate San Gervasio nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Capriate San Gervasio ascolta[?·info] (Cavriàt San Gervàs in dialetto bergamasco[3]) è un comune italiano di 7.819 abitanti[4] della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune si trova a circa 17 chilometri a sud-ovest del capoluogo orobico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale nell'isola bergamasca

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situato nell'isola bergamasca, territorio dell'alta pianura bergamasca, è delimitato dai fiumi Brembo e Adda.

Il territorio comunale ha una configurazione longilinea ed è collocato lungo la sponda sinistra dell'Adda, proprio dove il fiume forma una caratteristica doppia ansa che dà vita ad un ambiente naturale ricco di vegetazione.

Ha una struttura particolarmente curiosa: da nord a sud è infatti formato da tre "gradini", su ognuno dei quali si adagia uno degli storici insediamenti urbani di San Gervasio d'Adda (a nord), Capriate d'Adda (al centro), e Crespi d'Adda (a sud).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità[modifica | modifica wikitesto]

Circa duemila anni fa, i Romani crearono degli insediamenti in zona, che si affiancarono ai precedenti insediamenti celtici.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Via Salvi e il campanile della chiesa di Sant'Alessandro, nel centro storico di Capriate

Il primo documento che attesta l’esistenza del borgo risale tuttavia a qualche secolo più tardi, precisamente al 948, nel quale viene ribadito l’utilizzo e lo sfruttamento di questi terreni da parte del vescovo di Cremona, che aveva ricevuto l’investitura feudale direttamente dall’imperatore del Sacro Romano Impero.

I secoli successivi videro notevoli scontri tra le opposte fazioni di guelfi e ghibellini, che resero obbligatoria la costruzione di edifici atti alla difesa del territorio, tra i quali un castello. Inoltre, verso la fine del XII secolo, le truppe comunali di Bergamo vi costruirono un imponente fortificazione di legno utilizzata come deposito per le armi e l’artiglieria.

Il borgo fu interessato anche dalle spedizione punitive, tra le quali ebbero tragiche conseguenze quelle perpetrate da Facino Cane e da Francesco Bussone, detto il Carmagnola, culminate con la distruzione del ponte sull’Adda.

Le numerose lotte segnarono gli abitanti, sottoposti successivamente ad ulteriori scontri tra le truppe del Ducato di Milano e quelle della Repubblica di Venezia, con i primi che, guidati dalla famiglia Sforza-Visconti, ebbero inizialmente la meglio.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente furono invece i veneti che riacquisirono definitivamente il controllo della zona nel XV secolo, garantendo stabilità a livello politico per alcuni secoli.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1797 vi fu l’arrivo della dominazione francese tramite la Repubblica Cisalpina, a cui subentrarono poi gli austriaci con il Regno Lombardo-Veneto.

Nel 1889 al comune di Capriate d'Adda venne aggregata la frazione di Crespi, fino ad allora appartenente a Canonica d'Adda[5].

Soltanto nel 1928 il comune assunse le attuali dimensioni, quando vennero accorpati i comuni di Capriate d'Adda e San Gervasio d'Adda nel nuovo comune di Capriate San Gervasio.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

I simboli del comune sono lo stemma e il gonfalone conferiti con R.D. 26 luglio 1929.

Blasonatura stemma:

« Troncato, al primo d'azzurro allo scaglione d'argento accompagnato da tre fusi dello stesso, posti due e uno; al secondo d'argento al castello di rosso fondato sulla campagna erbosa accompagnato in capo da un fulmine dello stesso. Ornamenti esteriori da Città. »
(RD 26 luglio 1929, come modificato dal DPR 11 luglio 2006 in seguito alla concessione del nuovo gonfalone cittadino)

L'11 luglio 2006 il Comune di Capriate San Gervasio ha inoltre ottenuto, con Decreto del Presidente della repubblica, il titolo di "Città".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Parrocchiale di Sant'Alessandro Martire in Capriate

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, dedicata a Sant’Alessandro. Edificata all’inizio del XX secolo in luogo di un più piccolo edificio di culto, ha conservato di esso l’altare maggiore, la via crucis e numerosi affreschi.

Altre chiese sparse sul territorio comunale meritano una citazione: la chiesa di San Gervasio e Protasio, la parrocchiale di Crespi d'Adda, l’oratorio di San Rocco e quello dei santi Siro e Sinigoldo.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Entrata del Parco della Minitalia

Nel paese sono presenti numerosi edifici civili degni di nota, tra i quali spiccano la Villa Valsecchi, sede di un ordine religioso, il Palazzo comunale ed il ponte sull’Adda.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Minitalia Leolandia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Minitalia Leolandia.

A Capriate San Gervasio è infine situato il parco divertimenti Minitalia Leolandia. Tra le principali attrazioni abbiamo giostre, un rettilario e l'Italia riprodotta in miniatura.

Siti Archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Villaggio Operaio di Crespi d'Adda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crespi d'Adda.
Crespi d'Adda, il villaggio operaio, Patrimonio Unesco.

Il luogo di maggior interesse turistico è dato dal Villaggio operaio di Crespi d'Adda.

Al riguardo il Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'UNESCO ha accolto nel 1995 Crespi d'Adda nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa". Il villaggio di Crespi è, nella lista dell'Unesco, il quinto sito al mondo legato al tema della storia dell'industria.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è facilmente raggiungibile in autostrada attraverso l'uscita al casello di Capriate dell'A4.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Dato Istat al 31.12.2010.
  5. ^ Legge n° 6043 dell'11 aprile 1889, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 106 del 3 maggio 1889
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]