Mapello

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Mapello
comune
Mapello – Stemma Mapello – Bandiera
Mapello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Michelangelo Locatelli (lista civica Per il tuo paese) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 45°42′32″N 9°32′52″E / 45.708889°N 9.547778°E45.708889; 9.547778 (Mapello)Coordinate: 45°42′32″N 9°32′52″E / 45.708889°N 9.547778°E45.708889; 9.547778 (Mapello)
Altitudine 250 m s.l.m.
Superficie 8,50 km²
Abitanti 6 446[2] (31-12-2010)
Densità 758,35 ab./km²
Frazioni Baracche, Cabergnino, Carvisi, Piana, Prezzate, Valtrighe, Volpera[1]
Comuni confinanti Ambivere, Barzana, Bonate Sopra, Brembate di Sopra, Palazzago, Ponte San Pietro, Presezzo, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Terno d'Isola
Altre informazioni
Cod. postale 24030
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016132
Cod. catastale E901
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 425 GG[3]
Nome abitanti mapellesi
Patrono san Michele
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mapello
Posizione del comune di Mapello nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Mapello nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Mapello (Mapèl in dialetto bergamasco[4]) è un comune italiano di 6.446 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia.

Situato alle pendici del Monte Canto si trova circa 10 chilometri a ovest del capoluogo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome ha diverse interpretazioni alcune derivanti dalla presenza in epoca romana di un castrum (accampamento militare che poteva ospitare fino a 6000 uomini) nella zona. A Mapello passava la strada romana che distaccandosi dalla strada militare Bergamo - Como (l'attuale SS 342 Briantea) si collegava con i territori dell'Isola. Renato Verdina attribuisce al latino Manipulus la derivazione del nome, mentre altre versioni fanno risalire il nome al latino "Me Appello", poiché l'attuale agglomerato sarebbe dovuto essere il luogo dell'appello mattutino per le milizie. Una possibile derivazione latina è Mapalium che vuol dire capanna, dai primi insediamenti abitativi presenti sul territorio. Mapello faceva inoltre parte del ben conservato cardine centuriale Mapello - Bonate Sopra - Bonate Sotto. Altri studiosi parlano di probabili derivazioni da voci lombarde come mappa che significa cavolfiore, a richiamare la forma delle colline ai cui piedi sorge il paese. L'area dell'Isola era definita dai Romani Pagus Fortunensis. Fu chiamata poi Pieve di Terno, poiché la giurisdizione plebana della chiesa di Terno comprendeva tutta l'Isola.

Dal Medioevo ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Madonna di Prada

Il primo documento che attesta l'origine di questa terra è datato maggio 774, e tratta del testamento del gasindio Taidone: "... casa massaricia in fundo Mapello; ... Roteperti de Mapello;... de vico Mapello". In una permuta dell'867 si attesta l'esistenza della chiesa di San Cassiano secondo un'interpretazione alternativa all'identificazione con il senodochio di San Cassiano di Bergamo, posta a poco più di tre chilometri a sud dell'abitato di Mapello in una zona agricola disabitata che ha preso il nome di San Cassiano dalla presenza secolare della chiesa, venne demolita perché ormai in rovina nel 1875. La chiesa risulta regolarmente officiata fino alla metà del XIX secolo, quando cominciò ad essere abbandonata, per essere usata come deposito agricolo fino a quando non andò in rovina. Ad oggi rimane solo un pezzo di muro nell'attuale zona industriale del paese.

Nel periodo medioevale questa zona venne trasformata in un autentico terreno di scontri militari, cioè luogo di guerra, ed i suoi abitanti conobbero per secoli devastazioni, miseria e fame. Contesa prima dai Guelfi e dai Ghibellini, e poi dalle compagnie di ventura, l'Isola venne a quei tempi addirittura definita il triangolo della fame. In tal senso sorsero numerose fortificazioni in tutto il territorio comunale, tra cui torri ed un castello.

Nel 1428 Mapello e tutta la bergamasco passano al dominio veneto, che divide la provincia in 14 Quadre. Mapello fa parte della Quadra dell'Isola, triangolo rovesciato con il vertice in basso alla confluenza dei fiumi Adda e Brembo e la base adagiata lungo il Monte Canto. Il fatto poi di essere stata, per quasi quattro secoli, una porzione territoriale di estremo confine di uno stato (contrapposto a Milano) che aveva la sua capitale sul lontano Adriatico, ha inciso sulla evoluzione sociale di questa gente che, già definita povera e senza trafichi, non poteva godere della tranquillità dovuta al fatto di appartenere ad uno Stato forte, quale era la Repubblica Veneta in quei tempi, ingenerando, di conseguenza, una naturale diffidenza dovuta alle ripetute scorrerie di bande e eserciti.

Il primo vero documento statistico è la relazione del Capitano Giovanni da Lezze, datato 21 ottobre 1596, il cui originale è conservato nell'Archivio di Stato di Venezia e del quale esiste una copia nella Biblioteca Civica di Bergamo.

Il termine della dominazione veneta avvenne nel 1797, quando il territorio di Mapello e di tutta la provincia finì alla Repubblica Cisalpina. Tuttavia questa nuova istituzione ebbe vita breve, dal momento che già nel 1815 venne sostituita dal Regno Lombardo-Veneto, gestito dagli austriaci.

Questi attuarono una politica contraria alle esigenze della popolazione, tanto che spesso avvenivano tumulti: uno di questi vide tra i promotori Federico Alborghetti, abitante di Mapello. La guerriglia, documentata dalle cronache del 1848 con il nome di guerriglia di Palazzago tuttavia non sortì gli effetti sperati.

Il successivo passaggio al neonato regno d'Italia, avvenuto nel 1859, acquietò definitivamente gli animi.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

L'Organo Locatelli nella suberba cassa lignea settecentesca. Si noti a sinistra, la piccola facciata, con le canne del registro Viola da Gamba, dell'organo Canto.

In ambito storico notevole importanza rivestono le due torri che, edificate in epoca medievale, costituiscono, insieme ad alcuni resti delle fortificazioni di quel tempo, un vivo ricordo delle vicende del paese.

Numerosi sono anche i palazzi e le ville presenti sul territorio: il Palazzo Colombo-Zefinetti-Peruta del XVII secolo ed appartenuto a nobili famiglie mapellesi, il Palazzo Scotti che al proprio interno presenta numerosi affreschi di indubbio valore, e la Villa Antona-Traversi-Grismondi che risale al XVIII secolo e possiede una struttura molto scenografica.

In ambito religioso merita menzione la chiesa parrocchiale di San Michele. Edificata verso la fine del XVIII secolo in luogo di un precedente edificio di culto risalente al XII secolo, originariamente era utilizzata come cappelletta del castello medievale, a cui sono poi state apportate modifiche e riparazioni condotte dall'architetto Luca Lucchini di Certenago[6] che l'hanno portata alle attuali dimensioni.

Contiene un organo costruito dalla ditta Locatelli di Bergamo nel 1873, op. 14 e nel 1899. È sulla grandezza di 16 piedi, ha due tastiere di 61 tasti e 1765 canne. L'organo Canto (seconda tastiera) è collocato, a differenza del Grand'Organo, non nella cassa principale, ma in un vano adiacente distante circa 7 metri, che complica notevolmente la meccanica dello strumento ed esalta la bravura del costruttore Giacomo Locatelli.[7]

Il campanile, eretto nel 1837, ospita attualmente un concerto di 8 campane in tonalità Si maggiore fuso da Angelo Ottolina di Bergamo nel 1950 a seguito della requisizione bellica del 1943 che causò l'asportazione delle tre campane maggiori per esigenze belliche. Prima del '43 vi era un concerto sempre di 8 campane fuso da Giovanni Crespi nel 1841.

Inoltre sono presenti il Santuario della Madonna di Prada, la parrocchiale della frazione di Prezzate, dedicata a Sant'Alessandro, e la nuova avveniristica parrocchiale di Valtrighe, in cui spiccano grandi e particolari vetrate.

Parrocchie[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Mapello si suddivide in quattro parrocchie: la parrocchia di S.Michele Arcangelo di Mapello, la parrocchia di Valtrighe, la parrocchia di Prezzate e la parrocchia di Terno d'Isola (per la frazione Carvisi).

Viabilità e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Mapello è attraversato dalla SS 342, nota come "Briantea" che collega la città di Bergamo con Lecco. È servito dalla stazione ferroviaria di Ambivere-Mapello, sulla linea Lecco-Bresciae la superstrada

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 maggio 2002 13 aprile 2008 Domenico Belloli centro-destra Sindaco
14 aprile 2008 26 maggio 2013 Michelangelo Locatelli lista civica "Per il tuo paese" Sindaco
27 maggio 2013 in carica Michelangelo Locatelli lista civica "Per il tuo paese" Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Mapello gioca la squadra militante in Serie D del MapelloBonate

Persone legate a Mapello[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Mapello - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Dato Istat al 31.12.2010.
  6. ^ Piervaleriano Angelini, 2009, 166-167.
  7. ^ Informazioni sull'organo nel Catalogo degli Organi Storici della Provincia di Bergamo
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Graziella Colmuto Zanella, Apporti luganesi all'architettura del territorio bergamasco nel Seicento e nel Settecento, in Stefano Della Torre, Tiziano Mannoni, Valeria Pracchi (a cura di), Magistri d'Europa. Eventi, relazioni, strutture della migrazione di artisti e costruttori dei laghi lombardi. Atti del convegno (Como, 23-26 ottobre 1996), NodoLibri, Como 1997, 313-330.
  • Jessica Schiavini Trezzi, Un architetto bergamasco tra '700 e '800. Giovanni Francesco Lucchini, in Atti dell'Ateneo di Scienze lettere ed Arti di Bergamo, volume LVI, anni 1993-1994, Bergamo 1995, 367-384.
  • Pasino Locatelli, Illustri Bergamaschi. Studi critico-biografici, volume III, Pagnoncelli, Bergamo 1867, 325-327.
  • Piervaleriano Angelini, I Lucchini di Montagnola. Architetti e capimastri nella Bergamasca del '700 e del primo '800, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 166-175 (con ampia bibliografia).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]