Azzone

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Azzone
Panorama di Azzone
Azzone - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Bergamo
Coordinate: 45°58′43″N 10°6′43″E / 45.97861, 10.11194Coordinate: 45°58′43″N 10°6′43″E / 45.97861, 10.11194
Altitudine: 973 m s.l.m.
Superficie: 16,84 km²
Abitanti:
450 2008[1]
Densità: 26,72 ab./km²
Frazioni: Dezzo, Dosso 
Comuni contigui: Angolo Terme (BS), Borno (BS), Colere, Schilpario, Vilminore di Scalve
CAP: 24020
Pref. telefonico: 0346
Codice ISTAT: 016017
Codice catasto: A533 
Class. sismica: zona 4 (sismicità irrilevante)
Class. climatica: zona F, 3451 GG
Nome abitanti: azzonesi 
Santo patrono: SS. Filippo e Giacomo Apostoli 
Giorno festivo: 1 maggio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Azzone ( in bergamasco) è un comune italiano di 450 abitanti[1] della provincia di Bergamo in Lombardia. Posto sulla sinistra orografica del torrente Dezzo, in Valle di Scalve, si trova circa 47 chilometri a nord-est del capoluogo. Il comune fa parte della Comunità Montana di Scalve.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il territorio si compone, oltre che del capoluogo, anche delle frazioni di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sinistra orografica del fiume omonimo) e Dosso.

Delimitato a nord-est dal pizzo Camino e dalle alture denominate le Pale (i cui profili compaiono sullo stemma comunale) che lo dividono dalla Val Camonica, comprende la Riserva Naturale Regionale Boschi del Giovetto, luogo di alto interesse naturalistico, anche per la presenza di formiche autoctone appartenenti alla specie della formica rufa.

Il verde lussureggiante invita i numerosi turisti ad escursioni adatte ad ogni tipo di esigenza: da quella più semplice, adatta a bambini e famiglie, a quelle più impegnative, per gli amanti del trekking e dello sky-race.

Il centro abitato si presenta con una struttura tipica dei paesi montani: spiccano la chiesa parrocchiale, dedicata a San Filippo e San Giacomo che, riedificata nel periodo 1724 - 1733 ed ampliata nel 1860, presenta opere di Antonio Cifrondi, e la Torre civica, di origine medievale (XIV secolo), utilizzata anche nello stemma del comune stesso. In frazione Dezzo merita una menzione la chiesa di Santa Maria Maddalena, che conserva anch'essa dipinti del Cifrondi, tra cui spicca una Madonna Addolorata.

[modifica] Storia

Indizi fanno supporre che questa contrada sia uno degli insediamenti stabili più antichi della Valle di Scalve (Pedrini, E.). Non si conoscono però dati certi circa l'epoca della sua fondazione: si può comunque ipotizzare che la contrada fosse abitata in epoca pre-romana. Già allora erano sfruttate, in maniera rudimentale, le grandi risorse minerarie della zona.

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l’intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell’Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un’autonomia al limite dell’indipendenza. Questa garantiva l’esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Azzone mantenne i privilegi conquistati precedentemente, andando a costituire con le altre contrade scalvine la Comunità grande di Scalve.

Soltanto verso la fine del XVII secolo si dotò di un proprio statuto, venendo riconosciuto come contrada e, con il termine della dominazione veneta e l’avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale, inglobando nei propri confini anche la contrada di Dezzo (nella sua porzione posta sulla sponda orografica sinistra).

Lo status di comune durò poco più di un decennio, dopodiché venne nuovamente accorpato al comune di Vilminore, unitamente al vicino borgo di Colere. La fine della dominazione francese ebbe ripercussioni anche sulle piccole comunità scalvine che riacquistarono la propria autonomia, ritornando ai confini precedentemente stabiliti.

Il tutto durò fino al 1927, anno in cui il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d’Italia. Fu il caso anche di Azzone, che si trovò nuovamente unito a Colere, con la denominazione di Dezzo di Scalve. Soltanto nell’immediato dopoguerra, precisamente nel 1947, i comuni si separarono definitivamente, con Dezzo nuovamente relegato a ruolo di frazione di Azzone.

[modifica] Simboli

I simboli del comune sono lo stemma e il gonfalone con concessi con D.P.R. 13 febbraio 2001.

Blasonatura stemma:

« D'azzurro, alla montagna di verde, fondata in punta e uscente dai fianchi caricata dalla torre civica di Azzone, di argento, murata e finestrata di nero, essa montagna cimata dalla catena montuosa uscente dai fianchi, effigiante il Pizzo Camino e le Pale, di argento, il tutto accompagnato in capo da tre stelle di cinque raggi d'oro, ordinate in fascia. Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto in lettere maiuscole, di nero: TUTUS IN SILVIS. Ornamenti esteriori di Comune. »
(DPR 13 febbraio 2001)

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Geografia antropica

[modifica] Toponimo

Il toponimo deriva dal vocabolo "home", che sta ad indicare un antico luogo abitato. Tutt’ora è presente una località, sempre nel territorio comunale, che ha mantenuto la denominazione "Some". Successive modifiche hanno portato la trasformazione prima in Zono (documenti riferiscono difatti di "Zono Antico"), fino all’attuale Azzone.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Antonio Pietro Piccinini (lista civica) dal 08/06/2009
Centralino del comune: 0346 54001
Posta elettronica: info@comune.azzone.bg.it

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ a b Dato Istat all'1/1/2008.

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