Valnegra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Valnegra
comune
Valnegra – Stemma Valnegra – Bandiera
Valnegra – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Virna Falcheris (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°57′00″N 9°41′26″E / 45.95°N 9.690556°E45.95; 9.690556 (Valnegra)Coordinate: 45°57′00″N 9°41′26″E / 45.95°N 9.690556°E45.95; 9.690556 (Valnegra)
Altitudine 581 m s.l.m.
Superficie 2,22 km²
Abitanti 209[1] (31-12-2010)
Densità 94,14 ab./km²
Comuni confinanti Lenna, Moio de' Calvi, Piazza Brembana, Piazzolo
Altre informazioni
Cod. postale 24010
Prefisso 0345
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016227
Cod. catastale L642
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 895 GG[2]
Nome abitanti valnegresi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valnegra
Posizione del comune di Valnegra nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Valnegra nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Valnegra (Alnigra in dialetto bergamasco[3]) è un comune italiano di 214 abitanti[4] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato in alta Val Brembana, si trova a circa 28 chilometri a nord del capoluogo orobico. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Brembana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del borgo e dei suoi primi abitanti non sono chiare, vista la mancanza di reperti risalenti a particolari periodi storici.

È usanza comune credere che tuttavia i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all’epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall’impeto delle orde conquistatrici. In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone.

Il toponimo invece deriva dal torrente presente sul territorio, che scorre all’interno di una fitta boscaglia, dove per negra si intende oscura. Il borgo ebbe il suo maggior sviluppo durante il periodo medievale, quando i propri abitanti seppero conquistarsi la fama di ottimi carbonai (ovvero produttori del carbone di legna), ed i loro prodotti varcarono anche i confini italiani.

In tale periodo Valnegra venne posto nel feudo facente capo alla famiglia ghibellina dei Visconti, che diedero il permesso, ad ogni persona appartenente alla loro fazione, di uccidere un guelfo. Nonostante questo non ci sono giunti documenti che attestano di lotte avvenute sul suolo comunale.

Nel corso del XVI secolo il paese, dopo essere entrato a far parte della Repubblica di Venezia, fu posto a capo del distretto amministrativo della Valle Brembana Oltre la Goggia, che comprendeva tutti i comuni dell’alta valle. Sempre in questo periodo il paese ricevette la visita di San Carlo Borromeo.

La Parrocchia di piazza Lenna in una foto del 1935

L’economia, sempre basata su ciò che la natura offriva, subì un colpo negativo con la costruzione della Via Priula che attraversava la valle senza passare da Valnegra. Iniziò quindi un lento ed inesorabile processo di emigrazione dal paese, continuato fino ai giorni nostri.

Interessante notare però che il paese fu il primo dell’intera valle a dotarsi, nel 1866, di un edificio per l’insegnamento scolastico.

Nel 1927 il regime fascista fece una grande opera di accorpamento tra parecchi comuni del regno d’Italia. Fu il caso anche di Valnegra, che si trovò aggregato ai vicini Moio de' Calvi, Piazza Brembana e Lenna in un unico comune denominato San Martino de' Calvi. Soltanto nell’immediato dopoguerra, precisamente nel 1947, i comuni si separarono nuovamente, assumendo l’attuale conformazione.

Recentemente l’economia si è risollevata grazie all’industria del turismo, che tuttavia non ha snaturato l’anima del borgo.

Da visitare[modifica | modifica sorgente]

Situato in una zona votata al turismo, risente favorevolmente dell’altitudine che rende fresco e gradevole il clima in estate ed all’esposizione a sud che mitiga gli inverni. La zona ricca di boschi e montagne favorisce quindi le escursioni, che risultano essere adatte a tutte le esigenze, sia per utenti esigenti ed esperti che per semplici passeggiate.

Interessante è la chiesa parrocchiale che, intitolata a San Michele, risalta sulle altre costruzioni del paese anche grazie al campanile su cui svetta la statua del patrono. Edificata a metà del XV secolo e più volte ampliata e restaurata, l’edificio religioso custodisce al proprio interno dipinti di buon pregio, tra alcune opere di Carlo Ceresa.

L’altra chiesa presente sul territorio comunale è quella di San Carlo. Situata al di fuori dal centro abitato, risale al XVIII secolo e presenta un’architettura semplice, come semplici sono le opere in essa contenute.

Merita infine menzione la fontana posta nella piazzetta principale e costruita al termine del XIX secolo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Valnegra[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Dato Istat all'1/1/2008.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bergamo Portale Bergamo: accedi alle voci di Wikipedia su Bergamo e sul suo territorio