Adrara San Rocco

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Adrara San Rocco
[[Immagine:{{{panorama}}}|300px|Panorama di Adrara San Rocco]]
Adrara San Rocco - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Bergamo
Coordinate: 45°42′51″N 9°57′30″E / 45.71417, 9.95833
Altitudine: 431 m s.l.m.
Superficie: 9,09 km²
Abitanti:
852 2005
Densità: 93,73 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Adrara San Martino, Fonteno, Monasterolo del Castello, Vigolo
CAP: 24060
Pref. tel: 035
Codice ISTAT: 016002
Codice catasto: A058 
Nome abitanti: sanrocchini 
Santo patrono: San Rocco 
Giorno festivo: 16 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
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La Parrocchiale
La Parrocchiale

Adrara San Rocco è un comune di circa 850 abitanti della provincia di Bergamo.
Situato nella piccola valle che, percorsa dal torrente Guerna si dirama dall’alta Valcalepio fino a raggiungere i colli di San Fermo, dista 33 chilometri dal capoluogo orobico.


Indice

[modifica] Cenni storici

La storia del paese ha un’origine abbastanza recente, risalente al Medioevo.

Sono infatti databili attorno all’anno 1000 i primi documenti che attestano l’esistenza del borgo di Adrara, non ancora diviso nelle due attuali entità.

In quegli anni l’intera provincia di Bergamo fu sconvolta dalle lotte fratricide tra le fazioni |guelfa e ghibellina tanto che nella zona, precedentemente interessata soltanto da piccoli insediamenti abitativi sparsi, si verificò una notevole immigrazione di gruppi di persone in fuga che cercavano riparo in queste zone isolate e tranquille. Ben presto però la situazione si fece pesante anche qui, tanto che venne costruito un castello al fine di proteggere gli abitanti del borgo dalle incursioni. Numerose furono le battaglie, tra le quali si distinse il guelfo Giovanni Fermo degli Alessandrini, che riportò numerose vittorie nei confronti delle fazioni ghibelline dei vicini paesi di Villongo e della Val Cavallina.

Nel corso del XIV secolo il territorio passò sotto il dominio della famiglia dei Calepio, che prese possesso di quasi tutta l’omonima valle. Il secolo successivo vide l’arrivo della Repubblica di Venezia che pose definitivamente termine alle lotte di fazione. Fu un periodo di calma, in cui Adrara, ritrovò la tranquillità e vide rifiorire le attività economiche, con un conseguente incremento demografico.

Nuovi screzi intanto cominciavano a crearsi tra le due anime della popolazione, spinte questa volta da motivazioni territoriali: il borgo più a monte, raggruppato sotto la parrocchia di San Rocco, in contrapposizione con quello posto più a valle, riunito attorno alla chiesa di San Martino.

Quest’animo campanilistico portò, nel 1668, alla suddivisione del territorio di Adrara in due differenti entità: Adrara San Rocco ed Adrara San Martino. Tuttavia le questioni legate alla suddivisione del territorio trascinarono la questione per quasi un secolo, dato che la formalizzazione dell’avvenuta divisione è datata 1754, e si risolse con l’assegnazione dei cinque noni del territorio alla comunità di San Rocco, ed i restanti quattro noni a quella di San Martino.

I secoli successivi non si verificarono avvenimenti di rilievo per la comunità, che fu riguardata solo marginalmente dagli avvicendamenti tra la dominazione francese e quella austro-ungarica, fino all’avvento del Regno d'Italia nel 1859.

Tra i personaggi originari del luogo si segnala Eugenio Donadoni che, nato a San Rocco nel 1870, è stato un famoso critico letterario, nonché autore di biografie di autori e poeti italiani.


[modifica] Il territorio

Il territorio, inserito in un contesto naturalistico d’alto spessore, permette al paese di sfruttare la notevole ricettività turistica data dai colli di San Fermo, zona in cui si possono praticare numerosi sport tra cui mountain-bike, trekking e parapendio, ma anche semplici scampagnate in cui degustare gli ottimi prodotti gastronomici tipici della zona.

Particolare interesse ricopre la chiesa parrocchiale che, dedicata a San Rocco, risale al 1539. Ristrutturata nel corso del XVII e del XIX secolo, presenta all’esterno una lunga scalinata, ed all’interno alcuni affreschi, tra i quali spiccano quelli eseguiti dalla bottega di Francesco Capella.

È inoltre presente il Santuario dei santi Faustino e Giovita, meglio conosciuto come santuario dei morti di Bondo. Edificato nel corso del XIV secolo, presenta al proprio interno opere di buon pregio.


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Alfredo Mossali (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 035 933053
Email del comune: non_disponibile

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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