Zogno
Zogno (Zògn o Dogn in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 9.143 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Il comune si trova nella bassa Valle Brembana su un declivio tra il versante orientale del Monte Zucco (1232 m s.l.m.) e un'ansa del fiume Brembo a circa 11 chilometri a nord-ovest del capoluogo. Il comune fa parte della Comunità Montana della Valle Brembana.
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[modifica] Come arrivare
Situato nella porzione inferiore della Valle Brembana non lontano da San Pellegrino Terme (4 km). Il capoluogo si estende lungo la strada di fondovalle, sulla sponda orografica destra del fiume Brembo, mentre gli altri centri abitati sono dislocati prevalentemente sulla sponda sinistra. Dista 18 km da Bergamo e 70 km da Milano.
[modifica] Origine del nome
Piuttosto oscura è l'origine etimologica del toponimo. Forse deriva da un aggettivo in "ogno" da "zov" ("giogo"), come a dire il paese del valico, oppure da un nome personale "Juvonius" supponibile accanto a "Juvenius". Sopra Zogno è un villaggio detto Sum Zogno, cioè Sommo Zogno e questo confermerebbe l'etimo da Jogonius. Un riscontro si ha anche nel cognome più ricorrente nel Comune, Sonzogni.
[modifica] Cenni storici
La zona dove sorge il paese era abitata sin dai tempi preistorici come attestano i reperti ritrovati in una caverna del luogo, chiamata "Büsa dell'Andrea".
Esistono documenti risalenti alla fine del XII secolo che testimoniano l'esistenza di Zogno come Comune rurale: nella Storia di Zogno e di alcune terre vicine di Bortolo Belotti si legge che una pergamena del Monastero di Astino del 1220 cita Giovanni Geze come "Console" di Zogno[6].
Zogno divenne centro importante sotto la dominazione di Venezia. Nei secoli passati la popolazione era impiegata prevalentemente in agricoltura, nell'allevamento del bestiame e nella pastorizia, anche se non mancavano attività artigianali legate alla filatura della lana, del lino e alla tessitura dei panni. Durante il XIX secolo presero piede le industrie della carta e del cemento. Oggi grazie ad uno sviluppo costante, sia in campo economico (importante ad esempio la Manifattura Valle Brembana, una industria tessile tutt'oggi esistente) che urbanistico, Zogno è il paese più popoloso della Valle Brembana con numerose attività commerciali, industrie tessili, estrattive, artigianato del legno e imprese edili.
Con Regio Decreto del 16 febbraio 1928 al Comune di Zogno vennero accorpati i Comuni finitimi di Stabello, Poscante, Grumello de' Zanchi, Endenna, Somendenna e Spino al Brembo[6].
[modifica] Frazioni
Fra le frazioni, si distingue Stabello, borgo di circa 450 abitanti situato a sud-est di Zogno sul versante sinistro della valle a circa 380m s.l.m.: l'etimo risale all'epoca romana quando le legioni accampate nella zona di Lemine portavano a pascolare i cavalli sulla piana del paese costruivano delle stalle (stabellum) da qui il nome Stabello. Di questo piccolo borgo, inizialmente abitato da pastori e coltivatori, è originario il poeta vernacolare Pietro Ruggeri, che aggiunse al suo nome appunto la dicitura da Stabello, al fine di ricordare le sue origini.
In una piccola valle laterale sinistra si trovano Poscante (400m s.l.m) e, poco sopra, Grumello de Zanchi (410m di altitudine), entrambe di notevoli dimensioni. Sempre a sinistra, su un pendio, ci sono Endenna (la frazione più grande, a un'altitudine di 420 m), Somendenna (670 m), Miragolo san Marco (960 m) e Miragolo San Salvatore (970 m). Procedendo da Zogno verso San Pellegrino Terme, si incontra Ambria, frazione piuttosto ampia situata all'imbocco della val Serina. Sopra ambria, sul versante sinistro, c'è Spino al Brembo (470m s.l.m.).
Sul versante destro vi è invece Sant'Antonio Abbandonato (990m s.l.m.), punto di partenza per una comoda escursione sul Monte Zucco (1232 m s.l.m.) che domina San Pellegrino Terme e Zogno.
[modifica] Da vedere
In posizione dominante sorge la quattrocentesca chiesa parrocchiale di San Lorenzo, sorta sulle rovine del medievale castello guelfo, distrutto dai Visconti prima di consegnarlo alla repubblica veneta, dopo la pace di Lodi. L'interno custodisce la serie seicentesca dei Misteri del Rosario di Francesco Zucco, una Madonna col Bambino di Francesco Lavagna ed una Santa Margherita da Cortona di Vincenzo Angelo Orelli che dipinse pure l'Estasi di San Francesco d'Assisi nella chiesa di San Marco della frazione Miragolo San Marco, e l'Allegoria delle Virtù (1793) nella chiesa di Santa Maria Assunta della frazione Grumello de' Zanchi e l'affresco con l'Annunciazione (1785), situato nel Monastero di Santa Maria delle Terziarie Francescane a Romacolo, meritevole di una visita.
Di rilievo è pure il Museo della Valle che, situato in un edificio seicentesco del centro storico, espone in dodici sale una ricca serie di reperti sulla società agricola e contadina della valle. È da ricordare inoltre il Museo di San Lorenzo, allestito presso la chiesa parrocchiale, che raccoglie testimonianze di carattere religioso della Valle Brembana.
Nel tempo libero si può percorre inoltre la Ciclovia Valle Brembana, che prende il via dalla piazza del mercato del paese, lambendo il corso del fiume Brembo. Ogni anno dal 29 luglio al 10 agosto si tiene la classica Sagra di S. Lorenzo in onore del santo patrono.
[modifica] Simboli
Il comune ha come simbolo lo stemma conferito con D.P.C.M. 19 dicembre 1951.
Blasonatura stemma:
| « Di verde alla figura di San Lorenzo vestito di un camice bianco con sovrapposta la dalmatica di rosso, tenente con il braccio destro teso una graticola di ferro in palo; col capo di rosso al giglio d'oro. Ornamenti esteriori da Comune. » | |
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(DPCM 19 dicembre 1951)
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[modifica] Itinerari storico-artistici
[modifica] Villa Belotti
La villa zognese, che dal 1985 ospita la Biblioteca Comunale "Bortolo Belotti", venne realizzata nel 1906 per il notaio Ulisse Cacciamali dall'architetto bergamasco Giovanni Barboglio, autore a Zogno anche di edifici pubblici e della vecchia scalinata alla parrocchiale, ma più famoso in Lombardia per la costruzione o il restauro di chiese.
Nel 1913 la acquistò Bortolo Belotti, interessato ad avere un punto d'appoggio per affrontare l'impegnativa campagna elettorale per il seggio parlamentare che lo vedeva contrapposto al deputato uscente Egildo Carugati, appoggiato dai liberali di Giolitti e dai cattolici. Su richiesta del Belotti, il Barboglio trasformò l'abitazione da civile in signorile, con il recupero del seminterrato e la costruzione di uno studio esterno e di un portichetto. Contemporaneamente, l'ampio prato a sud dell'abitazione veniva trasformato in giardino con alberi pregiati, vialetti e gradinate. La cura della villa e del giardino accompagnò il successo politico di Bortolo Belotti che, da giovanissimo deputato, divenne sottosegretario, ministro e leader della sinistra liberale. L'opposizione al fascismo ne determinò l'allontanamento dalla politica attiva e, quasi come compensazione, Belotti iniziò ad intervenire sul giardino e ad arricchirlo di opere d'arte particolarmente significative. Gli interventi si susseguirono in tre fasi principali. Particolarmente ricca è la prima fase (1928-29) con l'ideazione del Convito dei Grandi Brembani, 11 busti di uomini di grande fama di famiglia originaria della Val Brembana, eseguiti dallo scultore bergamasco Nino Galizzi. Il secondo periodo (1931-33) è contrassegnato dall'edificazione dell'edicola della Madonna, dalle statue dei leoni e del busto del gioppino. Poche, ma sempre interessanti, sono le realizzazioni dell'ultimo periodo (1934-40): la statua della Fede, l'epigrafe "Hyeme et arstate" che richiama il senso del "Saluto dell'ospite" e la lapide tesseca.
[modifica] Personaggi storici
- Bartolomeo Ruspini (1729-1813), medico dentista e Chirurgo di Camera di re Giorgio III d'Inghilterra e della Corte Inglese;
- Bortolo Belotti (1877-1944), giurista, deputato liberale, storico e poeta.
- Pietro Ruggeri da Stabello (1797-1858), poeta vernacolare.
- Antonio Pesenti (1908-1968), ciclista
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Giuliano Gianpietro Ghisalberti (Lega Nord) dal 08/06/2009
Indirizzo della casa comunale: Piazza Italia, 8 - 24019 Zogno
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Bibliografia
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001. ISBN 88-87353-12-3
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 719.
- ^ Dato Istat all'1/1/2008.
- ^ a b Statuto comunale
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