Ambivere

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Ambivere
comune
Ambivere – Stemma Ambivere – Bandiera
Ambivere – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Silvano Donadoni (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°43′04″N 9°32′55″E / 45.717778°N 9.548611°E45.717778; 9.548611 (Ambivere)Coordinate: 45°43′04″N 9°32′55″E / 45.717778°N 9.548611°E45.717778; 9.548611 (Ambivere)
Altitudine 261 m s.l.m.
Superficie 3,24 km²
Abitanti 2 354[1] (31.12.2011)
Densità 726,54 ab./km²
Frazioni Cerchiera, Genestaro, Teggia
Comuni confinanti Mapello, Palazzago, Pontida, Sotto il Monte Giovanni XXIII
Altre informazioni
Cod. postale 24030
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016009
Cod. catastale A259
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 440 GG[2]
Nome abitanti ambiveresi
Patrono san Zeno
Giorno festivo 12 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ambivere
Posizione del comune di Ambivere nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Ambivere nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Ambivere (Ambìer in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 2.341 abitanti[5] della provincia di Bergamo in Lombardia. Posto tra l'imbocco della Valle San Martino ed i margini nord-occidentali della zona denominata isola bergamasca, il comune si trova a circa 10 chilometri a ovest del capoluogo orobico.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Questo paese è un centro industriale della collina bergamasca situato allo sbocco della Valle San Martino, nell'ampia pianura solcata dal Brembo (la frazione di Cerchiera è a Nord-Ovest, al Centro della valle). L'abitato - che si trova a 261 m s.l.m. - sorge sulla sponda destra del torrente Dordo, alle pendici orientali del Monte Canto che misura un'altezza massima di 710 metri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Recenti ritrovamenti testimoniano la presenza di primordiali insediamenti umani già dall’epoca preistorica, anche se i primi nuclei abitativi furono opera dei galli, presenti con tribù sparse sul territorio già nel III secolo a.C. A questa popolazione si deve l’origine del toponimo, che prenderebbe appunto il nome da alcune tribù dette Ambivareti che, provenienti dalla Loira francese, si stanziarono in queste zone.

Tuttavia la prima vera opera di urbanizzazione fu opera dei Romani, i quali sfruttarono la posizione strategica del paese, posto nei pressi di un’importante strada militare che collegava Bergamo a Como, parte terminale di quella che univa il Friuli con le regioni retiche.

Il territorio era inserito in un’area militarmente turbolenta ed allo stesso tempo di vitale importanza per Roma in quanto crocevia militare e commerciale verso l’Europa. Roma vi istituì diversi presidi militari la cui presenza è testimoniata non solo dal permanere in alcune località vicine del toponimo castra ma anche dal ritrovamento di molti reperti archeologici, diffusi fra l'altro anche in altre zone della bergamasca provando così la funzione strategica di questo territorio.

La presenza militare romana inevitabilmente indusse attorno a sé l’aggregazione di comunità indigene e allogene.

Successivamente fu soggetto alla dominazione dei Longobardi, i quali inserirono la zona nel ducato di Bergamo. Spesso il borgo veniva identificato con il nome di Lemine, toponimo indicante una zona delimitata ad oriente dalla sponda occidentale del Brembo, a settentrione dall’attuale Val Taleggio ad occidente da una linea arretrata della sponda orientale dell’Adda e a meridione dal territorio di Brembate.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lemine.

I primi documenti scritti che attestano l’esistenza di Ambivere risalgono invece all’anno 923, in piena epoca medievale. I secoli di questo periodo furono abbastanza problematici per il borgo, che si trovò al centro di numerose dispute tra guelfi e ghibellini.

A tal riguardo venne fatto erigere un impianto difensivo comprendente un castello e numerosi torri. Dopo numerose battaglie il potere finì ai Visconti di Milano che decisero l’abbattimento del castello e la distruzione di ogni costruzione adibita a funzioni belliche.

Tuttavia perché nel paese ritorni la tranquillità bisogna aspettare l’arrivo della Repubblica di Venezia che, nel corso del XV secolo, pose fine alle ostilità. Da allora gli eventi hanno interessato solo marginalmente il comune di Ambivere, che ha visto susseguirsi la dominazione francese prima, quella austriaca poi, per essere infine incluso nel Regno d'Italia nel 1859.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il comune ha come propri simboli lo stemma e il gonfalone concessi con D.P.R. del 12 giugno 1969.

Blasonatura stemma:

« D'azzurro, alla muraglia d'argento movente dai fianchi e dalla punta dello scudo, sostenente una torre dello stesso, merlata di cinque alla guelfa, chiusa murata e finestrata di cinque di nero (tre finestre ordinate in fascia sopra la porta e due ai lati) sormontata da un'aquila pure di nero dal volo spiegato. Ornamenti esteriori da Comune. »
(D.P.R. del 12 giugno 1969)

Blasonatura gonfalone:

« Drappo partito di bianco e di azzurro... »
(D.P.R. del 12 giugno 1969)

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Santuario della B. V. del Castello

Un’opera degna di nota è senza dubbio il Santuario della Madonna del Castello. Edificato dagli abitanti per celebrare un miracolo, fu eretto nel luogo in cui era presente un castello medievale, poi distrutto. Situato a nord-est del centro abitato, presenta un’imponente scalinata di oltre 500 gradini.

L'11 febbraio 1992 è stato recuperato nel paese un quadro del Settecento, di anonimo, che ritraeva san Tommaso, trafugato nel 1983 dal suddetto santuario. In quell'occasione vennero rubati anche un calice cesellato dello stesso periodo ed altri piccoli quadri di forma ovale con sopra alcune immagini degli Apostoli.

È inoltre presente la chiesa parrocchiale, dedicata a San Zenone. Edificata nel corso del XX secolo in luogo di un altro edificio sacro, custodisce opere di buon pregio.

Sono inoltre presenti nel centro abitato alcuni resti di fortificazioni medievali. Il più caratteristico è rappresentato dalla Torre degli Alborghetti, esempio di struttura difensiva tutt’ora in buono stato di conservazione.

Il territorio comunale offre inoltre la possibilità di praticare mountain bike e scampagnate all’aria aperta, grazie ad itinerari condivisi con i paesi limitrofi, che conducono sul monte Canto.

Viabilità e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Ambivere è attraversato dalla SS 342, nota come "Briantea" che collega la città di Bergamo con Lecco. È servito dalla stazione ferroviaria di Ambivere-Mapello, sulla linea Lecco-Brescia.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Persone legate ad Ambivere[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Alma Ravasio Lega Nord Sindaco
8 giugno 2009 in carica Silvano Donadoni lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 26.
  5. ^ Dato Istat al 31.12.2010.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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