Bariano

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Bariano
comune
Bariano – Stemma Bariano – Bandiera
Bariano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Fiorenzo Bergamaschi[1] (lista civica Cattolici liberali padani) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°31′00″N 9°42′00″E / 45.516667°N 9.7°E45.516667; 9.7 (Bariano)Coordinate: 45°31′00″N 9°42′00″E / 45.516667°N 9.7°E45.516667; 9.7 (Bariano)
Altitudine 114 m s.l.m.
Superficie 7,04 km²
Abitanti 4 444[3] (30-11-2011)
Densità 631,25 ab./km²
Comuni confinanti Caravaggio, Fara Olivana con Sola, Fornovo San Giovanni, Morengo, Pagazzano, Romano di Lombardia
Altre informazioni
Cod. postale 24050
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016020
Cod. catastale A664
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti barianesi
Patrono santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo 19 giugno[2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bariano
Posizione del comune di Bariano nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Bariano nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Bariano (Barià, in dialetto bergamasco[4][5]) è un comune italiano di circa 4.444 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato nella pianura centrale bergamasca, è posto a circa 22 chilometri a sud del capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi insediamenti che interessarono il territorio di Bariano furono quelli di alcune piccole tribù del popolo dei Liguri, a cui subentrarono poi i Galli Cenomani. Recenti studi considerano addirittura l’ipotesi che furono proprio alcune di queste tribù, dopo aver soggiornato nell’attuale territorio di Bariano, a fondare la città di Bergamo, molto prima dell’arrivo dei Romani.

Tuttavia fu con i Romani stessi che il borgo cominciò ad assumere le sembianze di un vero e proprio centro abitato. A tal riguardo numerosi sono i resti rinvenuti sul territorio risalenti a quell’epoca: su tutti spicca per importanza la scoperta di lapidi e di sepolture, testimonianza del fatto che si trattava già di un centro che rivestiva una particolare importanza.

Si succedettero quindi le dominazioni dei Longobardi e dei Franchi. A questo periodo risale il primo documento scritto che attesta l’esistenza del toponimo: redatto nell’anno 861, formalizza il passaggio di queste terre (unitamente ai vicini centri di Morengo e Camisano) sotto la giurisdizione della Diocesi di Cremona.

Fu in quegli anni che cominciarono a verificarsi gli scontri fratricidi tra le diverse anime della popolazione: quella guelfa e quella ghibellina.

A scopo difensivo quindi venne decisa la costruzione di un castello, che sorgeva nei pressi dell’attuale chiesa parrocchiale. Più volte attaccato, distrutto e ricostruito, non ha lasciato che pochi resti visibili ai giorni nostri.

La piazza adiacente alla chiesa parrocchiale.

Tutti gli scontri tra opposte fazioni terminarono nel XV secolo con l’avvento della Repubblica di Venezia. Questa compì numerosi interventi volti al miglioramento delle condizioni sociali e lavorative, dissodando terreni e costruendo canali per l'irrigazione.

Tra questi va menzionato il fosso bergamasco, costruito al fine di stabilire in modo definitivo i confini territoriali tra lo Stato di terra di Venezia ed i possedimenti del Ducato di Milano. Questo lambiva anche il territorio di Bariano, delimitandolo a sud e ad ovest.

Da allora il paese ha cominciato ad assumere una forte connotazione e tradizione rurale, con l'agricoltura attività predominante.

Tuttavia in questi anni il paese, come gran parte dei borghi della pianura bergamasca posti nelle vicinanze del confine, dovette subire le scorrerie del Ducato di Milano, intenzionati a riprendersi questi territori, compiendo anche atti di rappresaglia contro la popolazione. Documenti in tal senso attestano un’incursione di truppe avvenuta nel 1613.

I successivi regimi che si susseguirono dopo la fine della Serenissima non riguardarono direttamente questo comune, che seguì le sorti del resto della provincia.

Soltanto nel corso del XX secolo il paese ha visto un sostanziale cambiamento della vita lavorativa: all'agricoltura sono subentrati l'industria ed il terziario, con un conseguente incremento demografico, relegando il lavoro nei campi a parte minoritaria.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il paese presenta un grande quantità di cascine in aperta campagna (tra cui la cascina Bigliarda, la cascina Fada, la cascina Corsa e la cascina Provesi), che stanno a ricordare l’anima rurale del borgo, nelle quali sono ancora presenti segni della vita di un tempo.

Il centro storico del borgo, anticamente sede delle mura e del fossato difensivo della città, presenta oggi solo una traccia dell'antico fortilizio, in corrispondenza dell'edificio noto come il Palazzo, che si affaccia sulla piazza principale. La piazza ospita anche la chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Gervasio e Protasio. Costruita nel 1750 in luogo di un precedente edificio di culto, conserva affreschi di buona fattura, tra i quali spiccano la Trinità in gloria e i Santi Pietro e Paolo e la Fede, di Vincenzo Angelo Orelli e la Vergine in trono col Bambino ed i Santi Luigi Gonzaga e Stanislao Kostka di Francesco Capella.

All'interno del centro storico sono inoltre collocate numerose corti rustiche antiche; sono degne di nota la corte di Palazzo Grataroli e lo Stallo della Misericordia, dalla notevole architettura tardo-quattrocentesca, oggi sede della biblioteca cittadina.

Nel territorio comunale, in direzione di Romano di Lombardia, sorge anche l'ex Convento dei Neveri, sorto nello stesso luogo dell'antico insediamento romano di Vicus Aberga. Antica sede dell’ordine dei Carmelitani è dotato di un bel chiostro.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Gianluigi Corna Lega Nord - Liste civiche Sindaco
2009 in carica Fiorenzo Bergamaschi Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Bariano - Sindaco
  2. ^ Informazioni dal "vecchio" sito del Comune di Bariano su web.archive.org
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 63.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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