Parre

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Parre
comune
Parre – Stemma Parre – Bandiera
Parre – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Dott. Danilo Cominelli (Lista civica) dal 28/05/2014
Territorio
Coordinate 45°52′00″N 9°54′00″E / 45.866667°N 9.9°E45.866667; 9.9 (Parre)Coordinate: 45°52′00″N 9°54′00″E / 45.866667°N 9.9°E45.866667; 9.9 (Parre)
Altitudine 650 m s.l.m.
Superficie 22,28 km²
Abitanti 2 815[1] (31-12-2010)
Densità 126,35 ab./km²
Frazioni Martorasco, Ponte Selva, Sant'Alberto
Comuni confinanti Ardesio, Clusone, Piario, Ponte Nossa, Premolo, Villa d'Ogna
Altre informazioni
Cod. postale 24020
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016158
Cod. catastale G346
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti parresi (dial. paresch)
Patrono San Pietro e san Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Parre
Posizione del comune di Parre nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Parre nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Parre (Par in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune di 2.870 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato sulle pendici dei monti Trevasco e Alino (quest'ultimo culmina con il nome di Vaccaro), alla destra orografica del fiume Serio, in val Seriana, dista circa 30 chilometri dal capoluogo orobico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Lombardia.
Le origini del nome

L’origine del nome sembra derivare dall’antica lingua celtica, dove Par (poi latinizzato in Parre) indicava un luogo alto, mentre per altri stava a significare campo grande.

Nel territorio comunale, in località Castel sono stati rinvenuti, nel 1983, una serie impressionante di reperti risalenti all’epoca romana, datati attorno al II secolo a.C.

Gli studi di questo materiale archeologico, tra i più importanti della provincia, ha permesso di stabilire che questi luoghi erano già abitati in epoca preromana. Si presume anche che il borgo descritto come Parra da Plinio il vecchio nel suo Naturalis Historia come oppidum Orobiorum, sia proprio questo paese.

Il primo documento che prova con certezza l’esistenza di Parre risale però all’anno 928, dove viene citata la Villa de Parre.

I successivi secoli non hanno portato grossi eventi al paese, che ha seguito le vicende politiche del resto della valle.

I recenti ritrovamenti, dopo quelli assai consistenti, ma in gran parte andati distrutti di, cent’anni fa, in località “Castél”, specie di promontorio roccioso che si protende sopra la Valle del Serio, testimoniano la presenza di nuclei abitati e di attività connesse (lavorazione dell’argilla e dei metalli, scambi commerciali, etc.) fin da più di 3000 anni fa. Il vasto altopiano, in celtico “pa-ar” ossia grande campo, in soleggiata posizione sulla destra del fiume Serio, ha alle spalle le cime arrotondate e maestose del Vaccaro, della Forcella e le ariose distese prative del Monte Trevasco e del Monte Alino, disseminate di cascine, di piccole macchie di bosco e di vallette scoscese. Accanto ai nuclei originari di Parre di sopra e di Parre di sotto, il paese si è allargato inglobando quasi tutte quelle zone come Campella, Costa Erta, Valzella, per secoli destinate all’agricoltura. In questi ultimi anni una più diffusa sensibilità e una più matura consapevolezza hanno suggerito anche nel settore edilizio interventi razionali di restauro e di conservazione di beni ambientali, naturali e storici. Così è possibile ancora ammirare case antiche con possenti muri in pietra, bei loggiati, finestrelle, colonne ed archi, come quella dei Cominelli a Parre sotto, dove sono ancora visibili gli stemmi della famiglia Belleboni-Baroni, da cui ebbe origine il casato dei Von Paar, principi di Stiria (Austria) o come quelle accanto all’arco di S. Cristoforo o di Via Tiraboschi, che offrono scorci pittoreschi ai visitatori attenti. Sopra il paese, immerso nel verde intatto dei boschi, il Santuario della S.S. Trinità con un elegante ampio loggiato cinquecentesco, meta ideale di tranquille passeggiate, offre un panorama della zona; al suo interno i resti di pregevoli affreschi della metà del ‘500, epoca in cui la chiesa venne completamente rifatta. Altra rustica suggestiva chiesetta (del 1600), dedicata a Sant’Antonio, è situata tra i prati del Monte Alino. Strade carrozzabili, mulattiere e sentieri tra boschi cedui e, più in alto, tra abetaie e pascoli, conducono ai cascinali sparsi, agli alti pascoli e poi alle cime di Vaccaro, di Monte Secco e di Fop. A chi si avventura fin lassù in giornate serene è offerto uno spettacolo grandioso: un susseguirsi di monti, di vette, di vallate, fino alle nevi dell’Ortles-Adamello da un lato e del Bernina e del Monte Rosa dall’altro. Sul Vaccaro il nuovo rifugio, costruito sulle rovine di una baita dallo sforzo congiunto di appassionati e del Comune, offre montanara ospitalità agli escursionisti. Per una radicata tradizione della terra bergamasca secondo cui è nella propria Chiesa che si manifesta maggiormente l’amore di un popolo per il bello, la Parrocchiale, che domina le case di Parre con la sua sobria mole e con il maestoso campanile, è l’edificio più ricco di arte e di storia. Della fondazione della parrocchia dedicata a S. Pietro non si hanno ancora notizie sicure, ma pare si debba far risalire alla fine del 1100, anche se una cappella doveva già esistere secoli prima. L’edificio ha subito parecchie trasformazioni all’interno e all’esterno (già una torre con campane era stata sistemata nel 1558) con interventi sia conservativi sia a volte radicalmente innovativi che risentivano del clima culturale delle varie epoche, per iniziativa dei Parroci e del Comune che ebbe per secoli lo “ius patronatus” sulla Chiesa. La struttura attuale nel suo complesso risale al 1723. All’esterno l’aspetto è maestoso, con un ampio portico che circonda l’edificio sui tre lati: da notare i portali in pietra arenaria, del 500, recuperati ed incorporati nell’edificio settecentesco. L’interno, a una sola navata, è fastosamente ornato con stucchi e pitture murali, in cui prevalgono toni chiari. Al centro del presbiterio è collocato l’altare maggiore, pregevole opera del Fantoni, in marmi preziosi e lapislazzuli, con angeli adoranti e finissima medaglia al paliotto. Sopra il coro con stalli, putti, decorazioni, tutto in legno, opera fantoniana, nella “cornice marmorea” sempre della scuola dei Fantoni, spicca l’opera più preziosa della Chiesa: la grande pala (m. 2,90 x 1.50) di G. Battista Moroni, l’illustre pittore albinese, il quale, nel contratto ancora conservato presso l’archivio parrocchiale, dichiarava: “mi obbligo a far una Ancona di figure n. cinque o più secondo che parera a mi... il tutto fatto in laudabil forma". E forma mirabile hanno davvero la Madonna con il Bambino e i Santi Paolo, Pietro e Giovanni con quell’angioletto gioioso sospeso in una nuvola di leggerissimi veli. Opere fantoniane sono ancora la balaustra dell’abside, il gruppo di Cristo morto, due statue all’altare dell’Addolorata, la statua lignea della Madonna del Rosario. Agli altari laterali ed in sacrestia tele ed affreschi di altri grandi maestri come il Salmeggia, il Ceresa, G.P. Cavagna, A. Cifrondi; di G. Mazza l’affresco sopra la porta principale. Più recenti altre pitture e la Via Crucis in legno del nativo Andrea Cossali. Molto ammirati sono pure: un grande ostensorio a raggiera d’argento con doratura, del ‘700, alcuni piatti di stagno cesellati e a sbalzo (1500), una croce di altare in legno rivestito di madreperla, stendardi, preziosi paramenti etc. Maestoso l’organo con cantorie, un Serassi del 1813 più volte restaurato. Da una porta laterale, accanto al Battistero, si accede alla Cappella della Vergine di Lourdes, costruita negli anni Venti. Nella cappella di S. Rocco (Parre inferiore) sono da notare l’affresco cinquecentesco, la pala dell’altare maggiore coi Santi Rocco e Sebastiano, commissionata da Vincenzo Mutti e compagni nel ‘600 e altre tele recentemente restaurate dei due altari laterali. Il piccolo organo meccanico, attualmente in disuso, è un Serassi della fine del ‘700.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei principali edifici del paese è senza dubbio la Parrocchiale che, dominando le case di Parre con la sua sobria mole e con il maestoso campanile, è l’edificio più ricco di arte e di storia.

Della fondazione della parrocchia dedicata a S. Pietro non si hanno ancora notizie sicure, ma pare si debba far risalire alla fine del 1100, anche se una cappella doveva già esistere secoli prima. L’edificio ha subito parecchie trasformazioni all’interno e all’esterno (già una torre con campane era stata sistemata nel 1558) con interventi sia conservativi sia a volte radicalmente innovativi che risentivano del clima culturale delle varie epoche, per iniziativa dei Parroci e del Comune che ebbe per secoli lo ius patronatus sulla Chiesa.

La struttura attuale nel suo complesso risale al 1723. All’esterno l’aspetto è maestoso, con un ampio portico che circonda l’edificio sui tre lati: da notare i portali in pietra arenaria, del XVI secolo, recuperati ed incorporati nell’edificio settecentesco. L’interno, a una sola navata, è fastosamente ornato con stucchi e pitture murali, in cui prevalgono toni chiari. “Al centro del presbiterio è collocato l’altare maggiore, pregevole opera del Fantoni, in marmi preziosi e lapislazzuli, con angeli adoranti e finissima medaglia al paliotto”.

Sopra il coro con stalli, putti, decorazioni, tutto in legno, opera fantoniana, nella “cornice marmorea” sempre della scuola dei Fantoni, spicca l’opera più preziosa della Chiesa: la grande pala (m. 2,90 x 1.50) di Giovan Battista Moroni l’illustre pittore albinese, il quale, nel contratto ancora conservato presso l’archivio parrocchiale, dichiarava:

« mi obbligo a far una Ancona di figure n. cinque o più secondo che parera a mi... il tutto fatto in laudabil forma. »

E forma mirabile hanno davvero la Madonna con il Bambino e i Santi Paolo, Pietro e Giovanni con quell’angioletto gioioso sospeso in una nuvola di leggerissimi veli. Opere fantoniane sono ancora la balaustra dell’abside, il gruppo di Cristo morto, due statue all’altare dell’Addolorata, la statua lignea della Madonna del Rosario.

Agli altari laterali ed in sacrestia tele ed affreschi di altri grandi maestri come il Enea Salmeggia, carlo Ceresa, Gian Paolo Cavagna, Antonio Cifrondi; di G. Mazza l’affresco sopra la porta principale. Più recenti altre pitture e la Via Crucis in legno del nativo Andrea Cossali. Molto ammirati sono pure: un grande ostensorio a raggiera d’argento con doratura, del XVIII secolo, alcuni piatti di stagno cesellati e a sbalzo (XVI secolo), una croce di altare in legno rivestito di madreperla, stendardi, preziosi paramenti etc. Maestoso l’organo con cantorie, edificato da Luigi Balicco Bossi nel 1898. Da una porta laterale, accanto al Battistero, si accede alla Cappella della Vergine di Lourdes, costruita negli anni Venti.

Nella cappella di S. Rocco (Parre inferiore) sono da notare l’affresco cinquecentesco, la pala dell’altare maggiore coi Santi Rocco e Sebastiano, commissionata da Vincenzo Mutti e compagni nel XVII secolo e altre tele recentemente restaurate dei due altari laterali. Il piccolo organo meccanico, restaurato nel 2012, è stato costruito da Angelo Bossi nel 1773.

È possibile ancora ammirare case antiche con possenti muri in pietra, bei loggiati, finestrelle, colonne ed archi, come a Parre sotto, dove sono ancora visibili gli stemmi della famiglia Belleboni-Baroni, da cui ebbe origine il casato dei Von Paar, principi di Stiria (Austria) o come quelle accanto all’arco di S. Cristoforo o di Via Tiraboschi, che offrono scorci pittoreschi ai visitatori attenti.

Vista della S.S. Trinità

Sopra il paese, immerso nel verde intatto dei boschi, il Santuario della S.S. Trinità con un elegante ampio loggiato cinquecentesco, meta ideale di tranquille passeggiate, offre un panorama della zona; al suo interno i resti di pregevoli affreschi della metà del XVI secolo, epoca in cui la chiesa venne completamente rifatta.

Altra rustica suggestiva chiesetta (del XVII secolo), dedicata a Sant’Antonio, è situata tra i prati di Monte Alino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Folclore e tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è caratterizzato per le numerose tradizioni, che tutt’ora vengono tramandate. Gli abitanti, dediti alla pastorizia fino alla seconda metà del XX secolo, si sono sempre differenziati dal resto della valle per via del loro idioma molto particolare, detto gaì, e per i costumi che indossavano.

Queste tradizioni sono riprese in numerose iniziative e feste locali, dove si riportano alla memoria collettiva le usanze, i canti e le danze, cadute in disuso negli ultimi decenni.

In particolar modo le tradizioni popolari caratteristiche di Parre vengono tramandate e tenute in vita dal gruppo folkloristico Lampiusa e all' Associazione Culturale " Costöm de Par "che ogni anno organizzano incontri folkloristici con altri gruppi ovviamente utilizzando il tipico costume Parrese. L'Associazione.Culturale " Costöm de Par " oltre a far conoscere il tipico costume di Parre risalente al 1600 , porta a conoscenza di altre realtà locali attraverso sagre , feste popolari , incontri culturali, le nostre tradizioni che sono : la dimostrazione di come si fanno gli scarpinocc di pasta, ma anche quelli di pezza da cui prendono il nome , la filatura della lana , e il canto popolare delle nostre genti,così spontaneo e sincero da essere molto richiesto nelle case di riposo x un momento di svago ai loro ospiti, ma anche nelle feste popolari . Per altre notizie sul'Associazione si può andare sul sito www.costomdepar.com.

Si narra che, nel XVIII secolo, i devoti alla Madonna compirono un voto per debellare la peste, promisero infatti di indossare quello che oggi è il costume tipico in segno di ringraziamento al gesto di clemenza della Vergine Maria.

Ciò che appartiene alla tradizione ma la cui pratica non è mai stata abbandonata, sono i famosi scarpinocc, peculiarità del paese.

Si tratta di ravioli con ripieno, conditi con formaggio e burro fuso, tanto squisiti da attirare numerosi acquirenti anche da fuori provincia. La peculiarità degli scarpinocc sta nel fatto che a differenza dei ravioli bergamaschi (chiamati casoncelli - casonsei in dialetto) il ripieno è rigorosamente di magro cioè composto da pane grattugiato, formaggio e spezie, mentre il casoncello bergamasco permette anche la carne e uva passa.

Ogni anno nel mese di agosto si volge l'imperdibile sagra degli Scarpinocc, seguitissima dagli appassionati e dai buongustai.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Francesco Ferrari Lega Nord Sindaco
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Francesco Ferrari Lega Nord Sindaco
26 maggio 2014 " in carica" Cominelli Danilo Parre C'è Sindaco

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 474.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.


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