Gottardo di Hildesheim

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San Gottardo di Hildesheim
Statua di san Gottardo a Hildesheim.
Statua di san Gottardo a Hildesheim.

Vescovo

Nascita 960
Morte 1038
Venerato da Chiesa cattolica e protestante
Canonizzazione 29 ottobre 1131, da papa Innocenzo II
Santuario principale Santa Maria Assunta (Trenzano) e Cattedrale di Hildesheim
Ricorrenza 5 maggio
Patrono di Trenzano

Gottardo di Hildesheim, in tedesco Godehard o Gotthard (Reichersdorf, 960Hildesheim, 4 maggio 1038), fu un vescovo benedettino della diocesi di Hildesheim. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, oggetto di culto soprattutto nella regione alpina, dove si è dato il suo nome ad uno dei valichi più importanti dell'arco alpino.

Significato del nome del santo[modifica | modifica wikitesto]

In Italia,il nome tedesco Godard o Gotheard, venne tradotto con una delle solite interpretazioni o storpiature popolari alla malattia della "Gotta", infatti il santo veniva invocato per alleviare i dolori di gotta e altre malattie artritiche e reumatiche. Il significato preciso del nome Gottardo deriva dal tedesco Goth=Dio; Hard=Il forte cioè: Il forte di Dio, colui che ha la protezione di Dio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gottardo nacque nel 960[1] a Reichersdorf presso Niederaltaich[2]) cittadina della diocesi di Passavia nella Baviera meridionale al confine tra Germania e Austria. A Niederalteich era già presente un monastero, dove il padre Ratmundo era vassallo del capitolo di San Maurizio di Niederaltaich. Nella scuola capitolare di questo convento ricevette un'istruzione umanistica e teologica sotto la guida di Uodalgiso. Dopo aver viaggiato molto in Austria nella regione alpina e in Italia, terminò i suoi studi superiori presso la scuola del duomo di Passavia sotto il famoso maestro Liutfrido.

Entrò quindi nel capitolo di Niederaltaich come preposito. Quando il duca Enrico II il Litigioso decise di trasformare il capitolo in un convento benedettino, Gottardo rimase come novizio per farsi poi monaco benedettino nel 990 sotto l'abate Ercanberto di Svevia. Fu ordinato sacerdote nel 993. Divenne successivamente priore e rettore della scuola monastica, portando questa a livelli più alti. Nel 996 fu eletto abate del monastero orientandolo verso gli ideali di Cluny. In seguito il futuro imperatore Enrico II gli affidò il delicato compito di abate dell'abbazia di Tegernsee (1001-1002) e poi di quello di Hersfeld (1005), dove impresse alla vita monastica un forte rinnovamento, lavorando con molta determinazione per convincere le comunità ad accettare le riforme improntate all'ideale monastico di Cluny.

Nel 1013 ritornò a Niederaltaich, dove intraprese una grande attività di edificazione: oltre trenta sono le chiese che furono costruite, sotto la sua direzione. Questo gli valse la fama di uno dei più grandi architetti oltre che pedagoghi della Baviera del suo tempo.

L'arcivescovo Aribo di Magonza lo consacrò vescovo di Hildesheim, alla morte di Bernoardo. La sua nomina fu voluta dall'imperatore Enrico II. Come vescovo fu molto amato sia dai credenti laici del popolo che dal clero. Egli difese con fermezza la propria diocesi da soprusi e tentativi di usurpazione. Morì il 5 maggio 1038.

Canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Venne canonizzato da papa Innocenzo II il 29 ottobre 1131. La Chiesa cattolica e protestante lo festeggiano il giorno della sua morte, il 5 maggio.

Il culto del santo a Trenzano[modifica | modifica wikitesto]

Dopo varie località del bresciano, il culto del santo arriva anche a Trenzano,terra ricca di acque sorgive e acquitrini. La bonifica del territorio, fu diretta dai monaci benedettini che si trasferirono dal vicino monastero di Corzano a località Convento (Trenzano). I frati, dopo il loro passaggio, decisero di donare alla vecchia parrocchia un altare e un busto ligneo del santo tedesco. Era l'anno 1464. Da allora la festa di San Gottardo prospera grazie a manifestazioni culturali,religiose sempre più sentite dalla popolazione che man mano che passava il tempo dimenticarono il culto dei santo patroni S. Giorgio e S. Stefano.

Il tocco[modifica | modifica wikitesto]

Centinaia di fedeli e pellegrini, ogni anno si recano alla messa e processione solenne in onore del santo. È tradizione toccare con mano o con un indumento il manto della statua del santo o porre il capo sotto di esso e baciare la reliquia posta all'altare. Questo "tocco" è visto come segno di guarigione.

La fonte[modifica | modifica wikitesto]

Recenti restauri effettuati nel 1980 hanno riportato alla luce l'antica fonte di San Gottardo, posta sotto l'altare a lui dedicato: una sorgente di acqua pura e cristallina fresca tutto l'anno. Dopo il restauro, la fonte è stata aperta al pubblico.

Il culto del Santo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Godehard von Hildesheim
  2. ^ ma Rittenbach secondo Mabillon, o secondo una incisione milanese Ritembac

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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