Larino

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Larino
comune
Larino – Stemma
Larino – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Notarangelo (SEL) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 41°48′00″N 14°55′00″E / 41.8°N 14.916667°E41.8; 14.916667 (Larino)Coordinate: 41°48′00″N 14°55′00″E / 41.8°N 14.916667°E41.8; 14.916667 (Larino)
Altitudine 400 m s.l.m.
Superficie 88,27[1] km²
Abitanti 6 904[2] (28-02-2014)
Densità 78,21 ab./km²
Comuni confinanti Casacalenda, Guardialfiera, Guglionesi, Montorio nei Frentani, Palata, San Martino in Pensilis, Ururi
Altre informazioni
Cod. postale 86035
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070031
Cod. catastale E456
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti larinesi
Patrono san Pardo, san Primiano, san Firmiano e san Casto
Giorno festivo 26 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Larino
Posizione del comune di Larino nella provincia di Campobasso
Posizione del comune di Larino nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Larino è una città di 6.904 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. Sede di alcune istituzioni e servizi pubblici, tra cui il tribunale, il carcere di massima sicurezza e l'ospedale, è un dei principali centri del Basso Molise. Oltre al terziario, le attività produttive prevalenti sono l'agricoltura e la piccola industria.

Notevoli sono le testimonianze storiche delle epoche passate, soprattutto dell'età romana, con siti archeologici di notevole interesse quali l'anfiteatro, le terme, il foro e mosaici, di epoca medievale come la Cattedrale romanico - gotica dedicata al Santo Patrono San Pardo, dal caratteristico e unico nel suo genere rosone a 13 raggi, il Palazzo Ducale fondato nell' XI secolo e nei secoli ampliato e modificato, attualmente sede del Museo Civico, della Biblioteca Comunale e dell'archivio storico, il museo e l'archivio Diocesano all'interno del Palazzo Vescovile, il Convento dei frati Cappuccini e alcuni palazzi e ville nobiliari del XVIII e XIX secolo.

La città di Larino vanta anche il primo seminario vescovile della Cristianità, fondato dal vescovo Belisario Balduino (1555-1591) il 26 gennaio 1564, il giorno stesso in cui Pio IV aveva confermato i decreti del Concilio di Trento.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Situata tra le colline del Basso Molise, ad un'altitudine di circa 400 m s.l.m., si trova a 52 km da Campobasso, 90 km da Isernia e a 26 km da Termoli e dalla costa adriatica. Il territorio è prevalentemente collinare con una vasta zona pianeggiante (Piane di Larino) che si protrae verso la costa Adriatica. Confina con i Comuni di Casacalenda, Guglionesi, Montorio nei Frentani, Palata, San Martino in Pensilis e Ururi.

I principali bacini idrografici sono il fiume Biferno, il torrente Cigno e l'invaso artificiale del Liscione.

Nei pressi di Larino numerosi sono i campi di olivo, che costituisce la coltura prevalente del territorio e dal quale si ottiene un olio di ottima qualità (dall'oliva autoctona Gentile di Larino). Altre coltivazioni tipiche sono la vite, i cereali e gli ortaggi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

A Larino il clima è mite data la sua posizione in collina e la vicinanza alla costa. D'inverno è tendenzialmente freddo con sporadiche nevicate, mentre d'estate le temperature spesso superano i 30 gradi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Larinum.

Periodo Italico[modifica | modifica sorgente]

Urbs princeps frentanorum la denominarono gli antichi a sottolineare l'importanza avuta nel passato da quest'importante città del basso Molise, che era uno dei centri principali del territorio dei Frentani.

La sua fondazione è databile con molta probabilità intorno al XII secolo a.C. per mano del popolo Italico degli Osci, i quali le diedero il nome di Frenter. Successivamente la città venne distrutta e ricostruita col nome di Ladinod, così come trascritto su numerose monete antiche rinvenute in territorio larinate. Con il passare dei secoli questo termine subì modifiche tramutandosi nel nome latino Larinum, deformandosi successivamente in Larina ,quindi in Alarino,per raggiungere nel XIX secolo l'attuale forma di Larino.

Un solido impianto urbanistico si ha già intorno al V secolo a.C., tant'è che la città venne ad avere una propria autonomia, costituendo una zona di separazione tra i Frentani a Nord e i Dauni a Sud.

Periodo Romano[modifica | modifica sorgente]

A seguito delle guerre sannitiche la città venne conquistata dalla Repubblica Romana (319 a.C.) e divenne una res publica, mantenendo una propria autonomia rispetto alle altre città frentane. Il nome fu modificato nel latino Larinum, ossia il luogo dove i Frentani ebbero i Lari

Durante la seconda guerra Punica (217-201 a.c) fu teatro di battaglie tra l'esercito di Annibale, accampato nella vicina Gerione, e Fabio Massimo, dittatore a Larinum.

Data la sua fiorente economia venne promossa a Municipio Romano (a seguito della vittoria di Silla su Mario) e la città venne dotata di una propria zecca, si espande urbanisticamente e si dota dei principali edifici pubblici che caratterizzavano le città romane dell'epoca: l'area del foro, nella prima metà del I secolo d.C., l'anfiteatro, nella seconda metà dello stesso secolo grazie al finanziamento di un Senatore originario del luogo, il foro, le terme e taluni edifici pavimentati con mosaici bicromi e policromi nel II secolo. Rispettando la conformazione del terreno e i percorsi stradali che si erano configurati da tempo, la forma della città non ebbe mai un contorno regolare; si sviluppò ai lati delle strade assumendo una conformazione "a boomerang". La parte più cospicua dell'abitato romano è da collocare tra l'area denominata "Torre Sant'Anna" e la zona dell'anfiteatro, per poi estendersi su tutto il Piano San Leonardo, dove sono tutt'ora sono sparsi reperti di varia natura e dal quale provengono due dei mosaici più belli rinvenuti a Larino ed oggi conservati nel Palazzo Ducale.

Di Larinum ebbe modo di parlare Cicerone in una delle sue arringhe più complesse: La Pro Cluentio. Aulo Cluentio (cittadino Larinese) fu accusato da sua madre (nel 66 a.C.) di aver avvelenato il suo patrigno e dal senato romano di aver corrotto i giudici del processo.

Periodo Medievale[modifica | modifica sorgente]

Dopo la caduta dell' Impero Romano, la dominazione dell'Italia meridionale ad opera dei Longobardi (VI - X secolo d.C.) influenzò la vita di Larino, che divenne parte integrante del Ducato di Benevento, conservando una certa autonomia giuridica garantita dalla presenza di un Conte. Infatti essa era a capo di una delle 34 contee in cui era suddiviso il Ducato di Benevento.

La data tradizionale dell' 842, associata alla memoria della traslazione delle reliquie del patrono S.Pardo dalla città di Lucera a Larino, sancisce l'esodo definitivo dall'antica città  romana, posta sulla collina e facilmente raggiungibile dalle incursioni Saracene ed Ungare provenienti dalla costa, verso la vallata sottostante più nascosta e posta su uno sperone roccioso difeso naturalmente.

Nel nuovo nucleo, sotto la successiva influenza del Regno di Napoli, a partire dal XIII sec. d.C., la città recuperò tutta la sua importanza e la presenza di un importante fortezza, successivamente adibita a residenza dei regnanti dell'epoca (Palazzo Ducale), ne è la testimonianza insieme alla costruzione della nuova Cattedrale in onore del Patrono San Pardo (consacrata il 31 luglio 1319).  Il 26 gennaio del 1564, il vescovo Belisario Balduino, reduce dal Concilio di Trento, aprì a Larino il primo seminario diocesano nel mondo cattolico.

Periodo Borbonico[modifica | modifica sorgente]

Con il riordinamento amministrativo nel Regno di Napoli (1806), Larino passò dalla Capitanata al nuovo Distretto di Molise e riacquistò un ruolo istituzionale determinante, divenendo capoluogo di Distretto.

Periodo Post - Unitario[modifica | modifica sorgente]

Con decreto del 1º gennaio 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce al comune il titolo di città.

Dal Dopoguerra ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Sisma del 2002[modifica | modifica sorgente]

Larino, nel terremoto del Molise avvenuto tra il 31 ottobre ed il 2 novembre del 2002, è stato uno dei centri più colpiti. Alcuni dei monumenti più importanti sono stati danneggiati provocando disagi alla popolazione frentana. Tra questi il Palazzo Ducale, che è tornato sede del Comune di Larino nel gennaio del 2009 dopo i lavori parziali di restauro, le chiese di S. Francesco, S. Stefano e S. Maria, che sono tuttora in fase di ricostruzione, il liceo "F. D'ovidio" e la scuola elementare "Novelli", per le quali sono previste opere di demolizione e che sono momentaneamente ospitate rispettivamente nella vecchia sede dell'ospedale civile Vietri e in prefabbricati siti vicino all'altro istituto "E. Rosano". Gran parte delle abitazioni del Centro Storico è tuttora in via di ricostruzione, mentre molti edifici sono ancora puntellati e in attesa di restauro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico è caratterizzato, oltre che dal Palazzo Ducale e dal Duomo, da alcuni monumenti di epoca medievale e rinascimentale. Le torri, le ville, le mura di cinta ed alcune chiese presenti nel borgo testimoniano una vita sociale alquanto evoluta nei secoli passati. Molti sono i palazzi delle famiglie storiche locali che hanno avuto peso nella vita di Larino.

Anfiteatro romano[modifica | modifica sorgente]

Realizzato alla fine del I secolo d.C. a seguito di lascito testamentario di un cittadino di Larinum di rango senatorio. Per realizzarlo fu modificato l'impianto viario dell'antica Larinum, rendendo necessario uno scavo nella roccia di più di sei metri sotto il piano stradale. La forma è ellittica, con muri per lo più in opera reticolata. Aveva quattro ingressi distribuiti sulle estremità dei due assi; alla parte superiore (summa cavea) si accedeva mediante scalinate esterne a doppia ala. Dodici porte (vomitoria) permettevano l'accesso alle gradinate. L'edificio mantenne la sua importanza anche nell'alto medioevo, quando venne trasformato in luogo di difesa dagli abitanti di Larino.

« (Larino) Su le rovine dell'anfiteatro Questo rudere insigne ammonisce che un popolo decaduto non è indegno dell'antica grandezza finché serbi fede alle virtù che resero grandi i suoi padri.  »
(Epigrafe di Mario Rapisardi)

Nel corso della storia la funzione dell'Anfiteatro venne modificata in base alle esigenze. Per un lungo periodo divenne una fonte preziosa di materiale da costruzione, infatti alcuni blocchi di pietra sono ancora visibili in alcune facciate di abitazioni del Centro Storico e nel campanile del Duomo - Cattedrale di San Pardo.

Ara Frentana[modifica | modifica sorgente]

È un' area lungo la Statale Sannitica 87 riservata a giardino pubblico e all'esposizione di materiale archeologico, come reperti di monumenti funerari ed edifici pubblici dell' epoca romana.

Duomo - Cattedrale di San Pardo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Larino.

Gli abitanti di Larino, perseguitati nell'alto medioevo dalle orde saracene ed ungare, furono costretti a costruire un nuovo abitato in una zona meglio difendibile, ma non molto lontano dalla città romana: del nuovo nucleo si compone l'attuale centro storico dove Larino recuperò presto tutta la sua importanza. Qui fu costruita una nuova cattedrale dedicata all'Assunta e a San Pardo. È una chiesa in stile gotico-romanico consacrata il 30 luglio 1319 su un edificio più antico: di essa si hanno notizie già nel IX secolo. Tra le più belle del Molise, presenta un prospetto a coronamento orizzontale ed un portale gotico attribuito al lancianese Francesco Petrini. È ornato da colonnine ortili ad intreccio e nella lunetta ogivale vi è una rappresentazione del Cristo in croce fiancheggiato dalla Vergine e San Giovanni. In alto vi sono due bifore delimitate da una ricca cornice ed un gran rosone di tipo pugliese insolitamente a tredici raggi. L'interno è a tre alte navate spartite da arcate ogivali (cinque a sinistra e due a destra) poggiate su robusti pilastri cruciformi con elaborati capitelli. L'abside con snella monofora è a pianta quadrata coperta da una volta a crociera. Le pareti erano in origine coperte da affreschi del tardo Trecento e del pieno Quattrocento, dei quali restano alcuni brandelli rappresentanti Sant'Orsola e le compagne, San Michele Arcangelo e San Benedetto. Sul lato destro del portale si alza la rete campanaria dovuta a più mani: il basamento è opera di Giovanni da Casalbore del 1451, ma certamente è da considerare una ricostruzione su una struttura precedente; il primo piano, a pareti rivestite da mattoni a spina di pesce è opera del 1523. Del 1532 è invece la cappella dell'Annunciazione dove una bella arcata è fiancheggiata da due eleganti paraste ornate con stemmi del vescovo di Larino Giacomo Sedani e della città. Tra le pareti è racchiusa un'Annunciazione in affresco. Della stessa epoca sono il tabernacolo e un rilievo raffigurante Cristo benedicente tra angeli e cornucopie posti sulla parete della navata sinistra. Al di sopra dei due rilievi lapidei c'è l'Immacolata Concezione, tela attribuita al Solimena. Nella sagrestia ci sono l'altare maggiore barocco ed il trono vescovile in marmi policromi intarsiati, opere del napoletano Lorenzo Troccoli. Da segnalare due pannelli lignei rappresentanti l'ultima cena e l'ingresso del corpo di San Pardo in Larino, ornamenti di un confessionale oggi scomparso. L'arredo della concattedrale è completato da diverse tele tra cui quelle di Francesco Antonio Borzillo, realizzate a cavallo tra il Cinquecento ed il Seicento. La concattedrale a testimonianza della forte religiosità dei larinesi conserva un ricco e prezioso corredo.

Palazzo Ducale[modifica | modifica sorgente]

Edificato tra il 1100 ed il 1200 per volontà dei ricchi normanni, fu usato come dimora delle famiglie che reggevano le sorti di Larino e come prigione nella quale venivano rinchiusi banditi ed altri criminali. La sua collocazione era considerata strategica, in quanto era costruito tra la “Porta di Piano” e la “Porta da Basso” che fino alla metà dell'Ottocento erano gli unici ingressi alla cittadina frentana. Il Palazzo conservò la sua struttura di fortezza fino alla metà del Seicento e in esso vi erano due accessi. Entrambi portavano ad un cortile interno alla quale si accedeva ad una cantina per la conserva del vino, e ad un piano nobile dove erano collocate diverse stanze affrescate.

Nella metà dell'Ottocento venne acquistato dal Decurionato della Municipalità di Larino.

Dalla sua costruzione ad oggi il palazzo subì numerose modifiche, con la distruzione di sue vecchie parti e la costruzione di nuove.

L'edificio è costituito da più piani, ed al suo accesso, dopo una lunga scalinata, presenta un atrio porticato sui quattro lati sui cui appoggia un loggiato con ampi archi a sesto acuto. Al primo piano è ubicato il Museo Civico, nella quale sono raccolti numerosi reperti per periodo romano, tra i quali anche diversi mosaici pregiati di età imperiale. In una delle innumerevoli stanze che compongono il palazzo è presente un affresco di inizio secolo, raffigurante l'ala su campo azzurro simbolo della città con ai quattro lati medaglioni con effigi di personaggi del periodo risorgimentale. La stanza è rifinita con motivi liberty. Il corridoio del cortile interno contiene una serie di iscrizioni e reperti antichi.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

La carrese di San Pardo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa di San Pardo.

Agli inizi di marzo, le belle giornate di sole fanno pensare alla festa più importante dell'anno: la carrese di San Pardo. Proprio con l'ingresso della primavera iniziano i preparativi.

La caratteristica festa del patrono San Pardo si svolge il 25, 26 e 27 maggio, ed è considerata da noti esperti una delle più belle che si celebrano in Italia.

Le origini di questa festa sono datate nell'anno 842 quando alcuni abitanti sopravvissuti all'invasione dei Saraceni, trovarono il sepolcro che racchiudeva il corpo del Santo, considerandolo come un ritrovamento divino, i larinesi elessero il Santo come loro protettore, caricarono le sue spoglie su un carro rivestito di fiori e lo portarono in città, seguiti da una trionfante processione.

L'allestimento dei carri (oggi se ne contano circa 130) è un'operazione che richiede tempo e impegno. I carri sono trainati da pecore, vitelli, mucche e buoi, artisticamente addobbati e ricoperti di fiori.

Il Carro rappresenta il simbolo della famiglia tramandato da generazione a generazione, in segno di continuità e della tradizione. Ciascun carro è contraddistinto da un numero progressivo, attribuitogli a seconda della data di fondazione; i numeri più bassi corrispondono a quelli più antichi, quelli più alti sono di origine recente.

Fiera d'Ottobre[modifica | modifica sorgente]

La Fiera d'Ottobre è una fiera campionaria di origini contadine che nei secoli scorsi era punto di passaggio per tutti coloro che, attraverso i tratturi, effettuavano la transumanza verso la vicina Puglia, si vendevano soprattutto animali da fattoria, salumi e formaggi. La prima edizione risale al XVIII secolo. Ancora oggi si svolge solitamente durante la seconda settimana di ottobre e vede riunirsi centinaia di commercianti di tutto il centro Italia. Al giorno d'oggi alla fiera ci sono prodotti per la pelle, abbigliamento, ma anche salumi, formaggi ed elettrodomestici per la casa. La fiera d'Ottobre è composta da una parte esterna ed una interna, in quella esterna ci sono dei piccoli medi e grandi trattori o utensili per le campagne all'interno appunto salumi, formaggi, cosmetici per la pelle materassi ecc...

Carnevale Larinese[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, solitamente durante il weekend che precede il Martedì Grasso, si svolge la sfilata dei "giganti di cartapesta", carri allegorici costruiti da gruppi di giovani del posto che raggiungono i 6 metri di altezza. La manifestazione, tra le più importanti del Molise, si svolge dal 1976 e negli ultimi anni ha visto uno sviluppo notevole della tecnica utilizzata dai mastri cartapestai, paragonando i manufatti a quelli del vicino Carnevale di Putignano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Adriano Lualdi noto per "Attolite Portas"

Persone legate a Larino[modifica | modifica sorgente]

Location cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Associazioni[modifica | modifica sorgente]

A Larino è nata l'Associazione Nazionale Città dell'Olio, che ha come scopo quello di promuovere uno dei prodotti agricoli più apprezzati in Italia, l'olio di oliva; vi aderiscono 200 comuni di quasi tutta Italia.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Larino è gemellata con:

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Superficie del comune di Larino
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2014.
  3. ^ Larino - Arrivo a sorpresa sul set: Nichi Vendola a Larino per girare due scene del film su Cristo - Primonumero.it
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]