Papa Pio IV

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Papa Pio IV
Pio IV
Pio IV ritratto da Bartolomeo Passarotti
224º papa della Chiesa cattolica
Medici popes.svg
Elezione 25 dicembre 1559
Incoronazione 6 gennaio 1560
Fine pontificato 9 dicembre 1565
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Paolo IV
Successore papa Pio V
Nome Giovanni Angelo Medici di Marignano
Nascita Milano, 31 marzo 1499
Morte 9 dicembre 1565
Sepoltura Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

Pio IV, nato Giovanni Angelo Medici di Marignano (in latino: Pius IV; Milano, 31 marzo 1499Roma, 9 dicembre 1565), fu il 224º papa della Chiesa cattolica e 132º sovrano dello Stato Pontificio dal 1559 alla morte. Era fratello della madre di san Carlo Borromeo, Margherita Medici di Marignano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da una nobile famiglia non imparentata con i Medici di Firenze, ma di origine lombarda: i suoi genitori erano Bernardino Medici figlio di Gian Giacomo e Clelia Serbelloni figlia di Giovanni Gabriele, membro del Senato di Milano.[1] La famiglia Medici lombarda si trovava da alcune generazioni in modeste condizioni economiche e l'orgogliosa famiglia Medici fiorentina dichiarava che nessuna parentela vi era tra le due famiglie, almeno fino a quando Giovanni Angelo Medici non divenne papa Pio IV, e allora la parentela fu rivendicata. Suo padre Bernardino era nato a Milano e si guadagnava la vita con la riscossione delle tasse e di piccole usure. Bernardino ebbe, fra gli altri, due figli molto intraprendenti: il maggiore Gian Giacomo Medici detto il Medeghino divenne un valente soldato di ventura e, dopo una brillante carriera militare e il comando delle truppe imperiali che conquistarono la città di Siena, fu nominato Cavalier del Toson d'Oro. In maniera rocambolesca, molti anni prima, era riuscito a diventare, da bandito, castellano e poi Marchese di Musso, senza però ottenere il necessario (e promesso) riconoscimento imperiale; quando, in séguito alla seconda guerra di Musso, fu sconfitto, ottenne nelle trattative di pace il titolo di Marchese di Marignano con tutti i privilegi connessi per sé e per i propri discendenti.

Giovanni Angelo, figlio minore, studiò legge a Pavia e a Bologna, interessandosi molto anche di filosofia e di medicina. Divenne un quotato esperto giurista, e a 28 anni decise di entrare al servizio della Chiesa andando a Roma. Giunse a Roma il 26 dicembre 1527. Da lì tornò nel 1528 in Lombardia, dove fu arciprete di Mazzo di Valtellina fino al 1529, quando papa Clemente VII lo richiamò a Roma e lo nominò protonotario apostolico; le sue qualità di instancabile lavoratore e l'abilità nel gestire gli affari, lo portarono a riscuotere la profonda stima del successore di papa Clemente, ovvero papa Paolo III, che lo nominò governatore di diverse città importanti, fra cui Ascoli Piceno e Fano; fu nominato arcivescovo di Ragusa, e infine cardinale nel 1549 con il titolo di Santa Pudenziana. Contemporaneamente suo fratello Gian Giacomo aveva sposato una donna della famiglia Orsini, sempre con il beneplacito di Paolo III.

Lo stesso anno, la morte di Paolo III portò all'elezione di papa Giulio III che, continuando a stimarlo, lo inviò come legato pontificio in Romagna e lo pose a capo delle truppe pontificie, conferendogli inoltre alcuni incarichi da svolgere in Germania e in Ungheria. Al contrario non incontrò il favore di papa Paolo IV, con la cui politica si trovò in disaccordo, ritirandosi di conseguenza a Milano. Fu vescovo di Foligno dal 25 giugno 1556 al 7 maggio 1557. Nel lungo e contrastato conclave che seguì alla morte di Paolo IV, le antipatie di questi nei suoi confronti gli si tramutarono in vantaggio, poiché il 25 dicembre 1559 fu eletto papa come risultato di un compromesso fra i partiti favorevoli rispettivamente alla Spagna e alla Francia. Fu incoronato il 6 gennaio 1560.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Genealogia episcopale.

Composizione del conclave del 5 settembre - 25 dicembre 1559[modifica | modifica wikitesto]

Trattamenti di
Pio IV
Stemma
Trattamento di cortesia Sua Santità
Trattamento colloquiale Vostra Santità
Trattamento religioso Santo Padre
I trattamenti d'onore
  1. Jean du Bellay, vescovo di Ostia e Velletri, Decano del Sacro Collegio
  2. Rodolfo Pio, vescovo di Porto e Santa Rufina, Sottodecano del Sacro Collegio
  3. François II de Tournon, vescovo di Sabina
  4. Francesco Pisani, vescovo di Frascati
  5. Federico Cesi, vescovo di Palestrina
  6. Pedro Pacheco Ladrón de Guevara, vescovo di Albano
  7. Ercole Gonzaga, vescovo di Mantova
  8. Alessandro Farnese
  9. Guido Ascanio Sforza di Santa Fiora, vescovo di Parma
  10. Niccolò Caetani di Sermoneta, amministratore apostolico di Quimper
  11. Robert de Lénoncourt, arcivescovo di Embrun e amministratore apostolico di Auxerre
  12. Ippolito II d'Este, amministratore apostolico di Auch
  13. Giacomo Savelli
  14. Giovanni Gerolamo Morone, vescovo di Novara
  15. Cristoforo Madruzzo, vescovo di Trento e di Bressanone
  16. Bartolomé de la Cueva y Toledo
  17. Giorgio di Armagnac, vescovo di Rodez
  18. Ottone di Waldburg, vescovo di Augusta
  19. Girolamo Recanati Capodiferro, vescovo di Saint-Jean de Maurienne (morto il 1º dicembre 1559)
  20. Tiberio Crispo, amministratore apostolico di Amalfi
  21. Ranuccio Farnese, arcivescovo di Ravenna
  22. Giulio Della Rovere
  23. Giovanni Angelo Medici (eletto Papa Pio IV)
  24. Innocenzo Ciocchi del Monte
  25. Cristoforo Guidalotti Ciocchi del Monte, vescovo di Cagli
  26. Fulvio Giulio della Corgna
  27. Giovanni Michele Saraceni
  28. Giovanni Ricci
  29. Giovanni Andrea Mercurio, arcivescovo di Messina
  30. Giacomo Puteo, arcivescovo di Bari
  31. Giovanni Battista Cicala
  32. Luigi Cornaro
  33. Luigi di Guisa, vescovo di Albi
  34. Girolamo Simoncelli
  35. Carlo Carafa, amministratore apostolico di Comminges
  36. Gianbernardino Scotti, vescovo di Piacenza
  37. Diomede Carafa, vescovo di Ariano
  38. Scipione Rebiba, vescovo di Mottola
  39. Jean Suau, vescovo di Mirepoix
  40. Gianantonio Capizucchi, vescovo di Lodi
  41. Taddeo Gaddi, arcivescovo di Cosenza
  42. Lorenzo Strozzi, vescovo di Béziers
  43. Jean Bertrand, amministratore apostolico di Sens
  44. Michele Ghislieri, vescovo di Sutri e Nepi
  45. Clemente d'Olera
  46. Alfonso Carafa, amministratore apostolico di Napoli
  47. Vitellozzo Vitelli, vescovo di Città di Castello

Pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Pio IV aveva abitudini e temperamento completamente opposti a quelli del predecessore, essendo affabile, vivace e cordiale e, nello stesso tempo, astuto, diplomatico ed esperto nel condurre gli affari di stato. Egli diede libero corso al movimento riformatore, cercando al contempo di porre rimedio ad alcune ingiustizie compiute da Paolo IV (ad esempio liberando e reinsediando in carica il cardinale Giovanni Gerolamo Morone che era stato imprigionato con l'accusa di eresia) e mitigando alcuni dei suoi decreti più estremi. Tuttavia nei confronti dei nipoti di Paolo non dimostrò alcuna misericordia: accusati di vari crimini e condannati in base a testimonianze di dubbia attendibilità, furono giustiziati per strangolamento o decapitazione il 4 marzo 1561 nel Castel Sant'Angelo. Tra di essi il cardinale Carlo Carafa e suo fratello Giovanni al quale Paolo IV aveva dato il ducato di Paliano. Il Colonnesi, che era stato uno dei principali accusatori, ottenne l'assoluzione. Tuttavia, sotto il pontificato di Pio V il giudizio fu ribaltato, e la memoria del Carafa e dei suoi parenti riabilitata e i beni restituiti alla famiglia. Assoluta severità San Pio V dimostrò anche nei confronti di Pompeo Colonna (parente di Marcantonio e del celebre Pompeo Colonna) che aveva ucciso la matrigna, e per il quale non fece assoluzioni.

Come era consuetudine del tempo, Pio IV non fu immune dall'esercizio del nepotismo, ma, a onor del vero, il conferimento del cardinalato e della carica di arcivescovo di Milano al nipote Carlo Borromeo, uomo integerrimo e di elevata spiritualità, conferirono onore e lustro alla chiesa ed al suo pontificato. Con l'Inghilterra uscita dall'influenza del papato, la Germania in gran parte protestante e la Francia sull'orlo della guerra civile, Pio si rese conto di quanto la politica anti-spagnola del suo predecessore fosse senza prospettive. Si affrettò quindi a riconoscere Ferdinando come imperatore e si riconciliò con Filippo II con la concessione di grandi privilegi ecclesiastici. In seguito, tuttavia, scontratosi con l'arroganza di Filippo, si rivolse verso la Francia, fornendo truppe e denaro per la guerra contro gli Ugonotti.

Decretò con la bolla In Sacrosancta che i laureandi dovessero dichiarare di essere cattolici, altrimenti sarebbe stata nulla. Erano pertanto esclusi dalla laurea, di qualsiasi facoltà, gli scomunicati, gli atei e chi professasse qualsiasi religione al di fuori del Cattolicesimo[2][3].

A Roma centrale, estese verso nord il Borgo, costruendo tre nuove strade (Borgo Pio, Borgo Vittorio e Borgo Angelico), e dotandolo di nuove mura. La nuova zona venne chiamata in suo onore la Civitas Pia. Organizzò una spedizione antiturca a Gerba[4]. Approvò anche lo statuto dell'Ordine di Santo Stefano papa e martire nel 1561. Morì il 9 dicembre 1565 a 66 anni.

Concistori tenuti da papa Pio IV per la creazione di nuovi cardinali[modifica | modifica wikitesto]

Concistoro del 31 gennaio 1560 (I)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Giovanni Antonio Serbelloni, vescovo di Foligno (m.1591) e suo parente.
  2. Carlo Borromeo, nipote di Sua Santità (m. 1584) (canonizzato nel 1610)
  3. Giovanni de' Medici (m. 1562)

Concistoro del 26 febbraio 1561 (II)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Girolamo Seripando, arcivescovo di Salerno (m. 1563)
  2. Philibert Babou de la Bourdaisière, vescovo di Angoulême (m. 1570)
  3. Ludovico Simonetta, vescovo di Pesaro, datario di Sua Santità (m. 1568)
  4. Marco Sittico Altemps, nipote di Sua Santità, vescovo eletto di Cassano (m. 1595)
  5. Francesco Gonzaga, protonotario apostolico (m. 1566)
  6. Alfonso Gesualdo, protonotario apostolico (m. 1603)
  7. Giovanni Francesco Gambara, chierico della Camera Apostolica (m. 1587)
  8. Marco Antonio Da Mula, ambasciatore della Repubblica di Venezia presso Sua Santità (m. 1572)
  9. Bernardo Salviati, vescovo di Saint-Papoul, priore a Roma dell'Ordine di S. Giovanni di Gerusalemme, Gran Elemosiniere di Francia (m. 1568)
  10. Stanislao Osio, vescovo di Varmia (m. 1579)
  11. Pier Francesco Ferrero, vescovo di Vercelli (m. 1566)
  12. Antoine Perrenot de Granvella, vescovo di Arras (m. 1586)
  13. Luigi d'Este (m. 1586)
  14. Ludovico Madruzzo (m. 1600)
  15. Innico d'Avalos d'Aragona (m. 1600)
  16. Francisco Pacheco de Villena (m. 1579)
  17. Bernardo Navagero (m. 1565)
  18. Girolamo da Correggio (m. 1572)

Daniele Matteo Alvise Barbaro, patriarca di Aquileia, forse riservato in pectore in questo concistoro e mai pubblicato

Concistoro del 6 gennaio 1563 (III)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Federico Gonzaga (m. 1565)
  2. Ferdinando de' Medici (m. 1609)

Concistoro del 12 marzo 1565 (IV)[modifica | modifica wikitesto]

  1. Annibale Bozzuti, arcivescovo di Avignone, chierico della Camera Apostolica (m. 1565)
  2. Marcantonio Colonna, arcivescovo di Taranto (m. 1597)
  3. Tolomeo Gallio, arcivescovo di Manfredonia (m. 1607)
  4. Angelo Nicolini, arcivescovo di Pisa (m. 1567)
  5. Luigi Pisani, vescovo di Padova, chierico della Camera Apostolica (m. 1570)
  6. Prospero Santacroce, vescovo di Cisamo, uditore della Sacra Rota, nunzio apostolico in Francia (m. 1589)
  7. Zaccaria Dolfin, vescovo di Lesina, nunzio apostolico in Austria (m. 1584)
  8. Marcantonio Bobba, vescovo di Aosta (m. 1575)
  9. Ugo Boncompagni, vescovo di Vieste, prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica di Grazia (eletto papa Gregorio XIII nel 1572)
  10. Alessandro Sforza, nipote di Sua Santità, vescovo di Parma, chierico della Camera Apostolica (m. 1581)
  11. Simone Pasqua Di Negro, vescovo di Luni e Sarzana, archiatra di Sua Santità (m. 1565)
  12. Flavio Orsini, vescovo di Muro, uditore della Camera Apostolica (m. 1581)
  13. Carlo Visconti, vescovo di Ventimiglia (m. 1565)
  14. Francesco Alciati, vescovo eletto di Città di Castello, datario di Sua Santità (m. 1580)
  15. Francesco Abbondio Castiglioni, vescovo di Bobbio (m. 1568)
  16. Guido Luca Ferrero, vescovo di Vercelli, nunzio apostolico a Venezia (m. 1585)
  17. Alessandro Crivelli, vescovo di Cerenzia e Cariati, nunzio apostolico in Spagna (m. 1574)
  18. Antoine de Créqui Canaples, vescovo di Amiens (m. 1574)
  19. Giovanni Francesco Commendone, vescovo di Cefalonia e Zante, nunzio apostolico in Polonia (m. 1584)
  20. Benedetto Lomellini, chierico della Camera Apostolica (m. 1579)
  21. Guglielmo Sirleto, protonotario apostolico (m. 1585)
  22. Gabriele Paleotti, uditore della Sacra Rota (m. 1597)
  23. Francesco Crasso, uditore della Sacra Rota, governatore di Bologna (m. 1566)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://genealogy.euweb.cz/italy/medici4.html#GG2
  2. ^ Commissione rettorale per la storia dell’Università di Pisa pagina 174, Storia dell'Università di Pisa: 1343-1737, Editore Pacini, 2000.
    «Un’altra novità ancora fu l’obbligo, sancito nel 1556, del giuramento di ortodossia religiosa prescritto dalla bolla In Sacrosancta di Pio IV, da presentarsi prima dell’assegnazione dei punti. Restavano così esclusi dal dottorato sia gli acattolici sia gli scomunicati».
  3. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni volume LIV pagina 283, Editore Tipografia Emiliana, 1852.
    «Pio IV con la bolla In Sacrosancta de’ 13 novembre 1564, Bull. Rom. t. 4. par. 2, p. 201, istituì la formola e professione di fede da recitarsi da qualunque persona, che fosse promossa a qualsivoglia magistero di scuole pubbliche, di università e arti liberali».
  4. ^ Alfonso de Ulloa, La historia dell'impresa di Tripoli di Barbaria: fatta per ordine del Serenissimo re cattolico l'anno 1560 con le cose avenute a christiani nell'isola delle zerbe, in Venezia, Appresso Francesco Rampazetto, 1566, accessibile su google libri.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Paolo IV 25 dicembre 1559 - 9 dicembre 1565 Papa Pio V
Predecessore Arcivescovo di Ragusa Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Panfilo Strassoldo 1545-1553 Sebastiano Portico
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Pudenziana Successore CardinalCoA PioM.svg
Ascanio Parisani 1549-1550 vacante I
vacante 1552-1553 Scipione Rebiba II
Predecessore Cardinale presbitero di Sant'Anastasia Successore CardinalCoA PioM.svg
Francesco Sfondrati 1550-1552 Giovanni Poggio
Predecessore Abate Commendatario di San Silano di Romagnano Successore Prepozyt.png
 ? 1552 - 1558 Carlo Borromeo
Predecessore Priore Commendatario della Chiesa di Santa Maria in Calvenzano Successore Prepozyt.png
 ? 1552 - 1558 Carlo Borromeo
Predecessore Vescovo di Cassano allo Jonio Successore BishopCoA PioM.svg
Durante Duranti 1553-1557 Marco Sittico Altemps
Predecessore Cardinale presbitero di Santo Stefano al Monte Celio Successore CardinalCoA PioM.svg
Giovanni Gerolamo Morone 1553-1557 Fulvio Giulio della Corgna
Predecessore Vescovo di Foligno Successore BishopCoA PioM.svg
Sebastiano Portico 1556-1557 Giovanni Antonio Serbelloni
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Prisca Successore CardinalCoA PioM.svg
Federico Cesi 1557-1559 Jean Bertrand
Predecessore Arcivescovo di Milano
Amministratore
Successore ArchbishopPallium PioM.svg
Filippo Archinto
arcivescovo
1559-1560 Carlo Borromeo

Controllo di autorità VIAF: 76309925 LCCN: n84133262