Daniele da Volterra

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Discesa dalla croce (1545 circa), Chiesa della Trinità dei Monti, Roma
Il profeta Elia (1550-1560 circa), Casa Pannocchieschi d'Elci, Siena
Strage degli innocenti (1557), Galleria degli Uffizi, Firenze
Michelangelo, dettaglio del Giudizio Universale (1534-1541). San Biagio, che tiene in mano i pettini di ferro del suo martirio, ed il corpo di Santa Caterina d'Alessandria, che tiene in mano una ruota di tortura, furono rimossi a colpi di scalpello e ridipinti da Daniele da Volterra nel 1565

Daniele Ricciarelli, meglio noto come Daniele da Volterra o il Braghettone (Volterra, 1509Roma, 4 aprile 1566), è stato un pittore e scultore italiano, ricordato soprattutto per la sua associazione, nel bene e nel male, con le ultime opere di Michelangelo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studiò inizialmente con gli artisti senesi, Il Sodoma e Baldassarre Peruzzi. Sembra che abbia accompagnato quest'ultimo a Roma nel 1535 e l'abbia aiutato a dipingere gli affreschi nel Palazzo Massimo alle Colonne. Diventò in seguito un apprendista di Perino del Vaga.

A Roma cominciò a lavorare nel circolo di Michelangelo, il quale si servì della sua influenza presso il papa Paolo III per assicurare a Daniele il posto di superintendente delle opere in Vaticano, una posizione che mantenne fino alla morte del papa nel 1549.

Michelangelo gli fornì anche degli schizzi sui quali Daniele basò alcuni dei suoi dipinti. La sua prima commissione importante furono gli affreschi della Cappella Orsini nella chiesa di Trinità dei Monti a Roma, nel 1541; è situato lì il suo quadro più famoso, la Discesa dalla croce (1545 circa), basato su disegni di Michelangelo.

Altre opere notevoli includono un dipinto di Davide che uccide Golia (1555 circa), ora al Louvre (anch'esso basato su disegni di Michelangelo e a lungo creduto opera del maestro), il Massacro degli innocenti (1557), ora agli Uffizi, un ritratto di Michelangelo e un busto dello stesso che creò dalla sua maschera funeraria.

Censura nel Giudizio Universale di Michelangelo[modifica | modifica wikitesto]

Ricciarelli è, suo malgrado, famoso per aver coperto con vestimenti e foglie di fico i genitali dell'affresco del Giudizio Universale nella Cappella Sistina, nel 1565, poco dopo che il Concilio di Trento aveva condannato la nudità nell'arte religiosa; questo gli valse l'epiteto di "Braghettone".

Egli rimosse a colpi di scalpello e ridipinse anche la maggior parte di Santa Caterina e l'intera figura di San Biagio dietro di lei, poiché nell'originale quest'ultimo sembrava guardare alla schiena nuda della donna.

Non suoi, invece, i perizomi ed i panneggi nella metà inferiore dell'affresco. Il lavoro di Daniele sul Giudizio Universale fu interrotto alla fine del 1565 dalla morte di Pio IV; infatti l'impalcatura che usava dovette essere rimossa in fretta poiché la cappella serviva per l'elezione del nuovo papa.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio Mancinelli, The Painting of the Last Judgment: History, Technique and Restoration. In Loren Partridge, Michelangelo: The Last Judgement - A Glorious Restoration. New York: Harry N. Abrams, 2000. ISBN 0810981904.
  • Daniele da Volterra, amico di Michelangelo, cat. della mostra a cura di V. Romani, (Firenze, Casa Buonarroti), Firenze 2003.

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