Cappelle medicee

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Coordinate: 43°46′29.76″N 11°15′12.32″E / 43.774933°N 11.253422°E43.774933; 11.253422

Cappelle medicee
Veduta aerea del complesso di San Lorenzo
Veduta aerea del complesso di San Lorenzo
Tipo Arte, Architettura
Indirizzo Piazza madonna degli Aldobrandini, Firenze
Direttore Monica Bietti
Sito [1]

Le cappelle medicee sono ai nostri giorni un museo statale di Firenze e luogo di sepoltura della famiglia Medici, ricavato da alcune aree della basilica di San Lorenzo a Firenze, al quale si accede dal retro della chiesa, in piazza Madonna degli Aldobrandini.

Le due parti principali che si visitano sono prolungamenti dell'abside della basilica: la Sagrestia Nuova, edificata da Michelangelo dal 1519 in un decennio circa, e la grande cappella dei Principi, del secolo successivo, completamente ricoperta da marmi e pietre semi-preziose dove sono sepolti i granduchi di Toscana e i loro familiari; inoltre fanno parte del percorso alcune sale della cripta (ideata dal Buontalenti) sotto la cappella dei Principi, dove è situata la biglietteria, la libreria e talvolta sono realizzate esibizioni temporanee.

Nel 2013 è stato il sedicesimo sito statale italiano più visitato, con 300.894 visitatori e un introito lordo totale di 683.682 Euro[1].

La cripta[modifica | modifica wikitesto]

La cripta è il primo ambiente al quale si accede dall'ingresso del museo. In questo ambiente sorretto da basse volte, si trovano sul pavimento le lastre tombali dei granduchi, delle loro consorti e dei familiari stretti. Recentemente, vi è stata sistemata, in numerose teche, una ricca collezione di reliquiari Sei-Settecenteschi legati alla sfarzosa committenza granducale. Da questo ambiente si accede, attraverso due scalinate, alla soprastante cappella dei Principi. E qui è collocata anche la tomba di Giovanni dalle Bande Nere e di sua moglie Maria Salviati.[2]

A partire dal 2004 si stanno svolgendo degli esami sulle spoglie dei Medici per far luce su alcuni punti oscuri della loro storia familiare. Fra i primi ritrovamenti ancora inspiegati, la salma di un neonato sconosciuto, forse il figlio illegittimo di un personaggio di famiglia.

Esiste anche un'altra cripta sotto la basilica, dove si trovano le tombe di Cosimo il Vecchio e di Donatello, ma non è accessibile da qui.

La cappella dei Principi[modifica | modifica wikitesto]

Veduta esterna della cappella dei Principi

Lo sfarzoso ambiente ottagonale è largo 28 metri ed è sormontato dalla cupola di San Lorenzo, che raggiunge un'altezza di 59 metri, la seconda per maestosità in città dopo quella del Brunelleschi.

Fu ideata da Cosimo I, ma la sua realizzazione si deve al suo successore Ferdinando I, che incaricò l'architetto Matteo Nigetti, 1604 su disegno di Don Giovanni de' Medici, fratello dello stesso granduca. Lo stesso Buontalenti intervenne modificando in parte il progetto.

Mosaico dello stemma di Firenze, dalla cappella dei Principi.

Lo sfarzo abbagliante è dato dai ricchissimi intarsi in commesso fiorentino, per la realizzazione dei quali fu creato l'Opificio delle pietre dure. Questa arte, tuttora praticata soprattutto nella decorazione di mobili e vasi, trovò qui il suo apice, anche se il tono funebre dell'opera fece scegliere i colori più smorzati e cupi con porfidi e graniti. Nella zoccolatura invece si usarono pietre dure più colorate, nonché la madreperla, i lapislazzuli e il corallo per riprodurre gli stemmi delle sedici città toscane fedeli alla famiglia dei Medici.

Nelle nicchie sarebbero dovute entrare le statue dei granduchi, anche se furono poi realizzate soltanto quelle per Ferdinando I e Cosimo II, opere entrambe di Pietro Tacca eseguite tra il 1626 ed il 1642.

Gli altri sepolcri granducali appartengono a Cosimo I (1519-1574), Francesco I (1541-1587) e Cosimo III (succeduto a Ferdinando II, 1643-1723). Al centro dell'atrio, nelle intenzioni dei committenti, doveva trovarsi il santo Sepolcro, sebbene i vari tentativi di comprarlo o rubarlo a Gerusalemme fallirono.

I sarcofagi sono in realtà vuoti e le vere spoglie dei granduchi e dei loro familiari (una cinquantina fra maggiori e minori) fino a Anna Maria Luisa de' Medici (ultima erede della dinastia, 1667-1743), sono conservate in semplici ambienti nascosti dietro le mura, nella cripta del Buontalenti.

Da dietro l'altare si accede ad un piccolo vano dove sono esposti altri preziosi reliquiari, alcuni dei quali donati alla città da Leone X.

La Sagrestia Nuova[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sagrestia Nuova.

Edificata da Michelangelo a più riprese tra il 1521 ed il 1534, vi si accede da un corridoio dalla Cappella dei Principi, mentre la porta che permette di entrare nella basilica oggi è chiusa.

Commissionata da Papa Leone X e dal cardinale Giulio de' Medici (futuro Clemente VII), Michelangelo Buonarroti la realizzò partendo dalla stessa pianta della Sacrestia Vecchia del Brunelleschi e divise lo spazio in forme più complesse, con archi trionfali che si aprono su delle specie di absidi. Incassati nelle due pareti laterali realizzò i sepolcri monumentali dedicati a Giuliano Duca di Nemours e suo nipote Lorenzo Duca d’Urbino, per i quali scolpì tre sculture ciascuno: le Allegorie del Tempo, adagiate sopra i sepolcri, e i ritratti soprastanti dei Duchi. Per la tomba di Giuliano de’ Medici, seduto in fiera postura, scelse il Giorno e la Notte; per quella di Lorenzo, in posa malinconica e pensierosa, il Crepuscolo e l’Aurora.

Entrambe le statue guardano verso il centro della cappella dove Michelangelo realizzò e pose una Madonna con Gesù in grembo. Volgendo il loro sguardo alla rappresentazione sacra i duchi esprimono le inclinazioni religiose dell’artista, secondo il quale, quando le glorie terrene passano, solo la spiritualità e la religione riescono a dare sollievo alle inquietudini degli uomini. Completano il corredo le statue dei Santi Cosma e Damiano, di seguaci di Michelangelo.

Sotto l’altare sono sepolti anche Lorenzo il Magnifico e suo fratello Giuliano de' Medici, per i quali non ci fu mai il tempo per costruire una sepoltura monumentale: nel 1534, infatti, Michelangelo partì definitivamente da Firenze e lasciò l'opera incompiuta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Visitatori e introiti dei musei
  2. ^ Turismo Toscana. Le tombe medicee raccontano.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Peter Barenboim, Michelangelo Drawings: Key to the Medici Chapel Interpretation, Moscow, Letny Sad, 2006, ISBN 5-98856-016-4
  • Peter Barenboim, Alexander Zakharov, Mouse of Medici and Michelangelo: Medici Chapel // Il topo dei Medici e Michelangelo: Cappelle Medicee (in russo, italiano e inglese), Moscow, Letny Sad, 2006, ISBN 5-98856-012-1
  • Peter Barenboim, Sergey Shiyan, Michelangelo: Mysteries of Medici Chapel (in russo e inglese), SLOVO, Moscow, 2006. ISBN 5-85050-825-2
  • Edith Balas, Michelangelo's Medici Chapel: A New Interpretation, Philadelphia, 1995
  • James Beck, Antonio Paolucci, Bruno Santi, Michelangelo. The Medici Chapel, London, New York, 2000

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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