Busseto

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Busseto
comune
Busseto – Stemma
La Rocca dei Pallavicino, oggi sede municipale
La Rocca dei Pallavicino, oggi sede municipale
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Amministrazione
Sindaco Maria Giovanna Gambazza (centrosinistra) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 44°58′52.601″N 10°02′28.709″E / 44.981278°N 10.041308°E44.981278; 10.041308 (Busseto)Coordinate: 44°58′52.601″N 10°02′28.709″E / 44.981278°N 10.041308°E44.981278; 10.041308 (Busseto)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 76,44 km²
Abitanti 7 052[2] (31-12-2010)
Densità 92,26 ab./km²
Frazioni Frescarolo, Madonna dei Prati, Roncole Verdi, Samboseto, San Rocco, Sant'Andrea, Semoriva, Spigarolo[1]
Comuni confinanti Alseno (PC), Besenzone (PC), Fidenza, Polesine Parmense, Soragna, Villanova sull'Arda (PC), Zibello
Altre informazioni
Cod. postale 43011
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034007
Cod. catastale B293
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 508 GG[3]
Nome abitanti bussetani
Patrono san Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Busseto
Posizione del comune di Busseto nella provincia di Parma
Posizione del comune di Busseto nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Busseto (Büssé in dialetto bussetano[4], Busèjj in dialetto parmigiano[5]) è una città dal 1533 e un comune italiano di 7.052 abitanti della provincia di Parma, in Emilia-Romagna, antica capitale dello Stato Pallavicino, celebre soprattutto per avere tra le sue frazioni quella di Roncole Verdi che ha dato i natali, nel 1813, al compositore Giuseppe Verdi e in cui visse lo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi. Inoltre, quasi un segno del destino, nelle vicinanze e per la precisione a Vidalenzo, è nato il sommo tenore Carlo Bergonzi, il più grande interprete verdiano di ogni tempo, creatore della Scuola di canto (per anni tenuta presso l'hotel "Due Foscari") e del relativo Concorso per voci verdiane.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Rocca Pallavicino prima del restauro avvenuto a metà Ottocento

La storia di Busseto ha radici molto antiche che risalgono al X secolo. Per circa cinquecento anni Busseto fu la capitale dello stato Pallavicino. Nel 1533 fu proclamata città dall'imperatore Carlo V.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

« L'antico stemma di Busseto figurava una pianta di bosso con tre radici in campo azzurro, certo alludendo al nome del Castello, che per aver tenuto poi sempre per la parte ghibellina ebbe dagli Imperatori e Re di Germania facoltà di aggiungervi l'aquila nera di un solo capo, col rostro aperto e piegato verso il petto, con coda ed ali spiegate in campo aureo. Carlo V nel 1533 concesse alla testa dell'aquila la corona d'oro e in mezzo al petto in piccolo scudo d'argento una croce azzurra; i Farnesi da poi vi aggiunsero la corona ducale. »
(Emilio Seletti, La Città di Busseto capitale un tempo dello Stato Pallavicino)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Nel 1533 Carlo V proclamò Busseto città.»
Bandiera arancione del Touring club italiano - nastrino per uniforme ordinaria Bandiera arancione del Touring club italiano
«La località offre al visitatore un efficiente servizio di informazioni turistiche, grazie alla presenza di un ufficio ben segnalato e adeguatamente strutturato. Ottima è la fruibilità dei siti rilevanti sotto l'aspetto storico-culturale e vi è anche la possibilità di usufruire di circuiti di visita integrati. Il comune propone inoltre un calendario di appuntamenti ed eventi ricco e variegato.[6]»

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Le prime fonti scritte in cui compare il nome di Busseto, nella forma di Buxetum, risalgono ai primi anni del XII secolo. Si ritiene che il nome del paese derivi da buxus, cioè bosso o, come altri sostengono, da busetum, ossia recinto per i buoi.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Busseto è un comune che si trova al limite nord-ovest della Provincia di Parma, nel territorio della Bassa parmense, a circa 41 km a sud-est di Parma e a circa 8 km a sud del fiume Po. Vicino a Busseto scorre il torrente Ongina,Il torrente ha origine dal monte della Ranca, situato a 1 miglio ½ al S. S-E. dalla Chiesa della Vernasca; scorre fra una valletta strettissima, bagnando i colli di Vigoleno e Bacedasco, per un tratto di miglia 10, dal S. S-O. al N. N-E., giunto alla pianura prosegue, passa a fianco di Castelnuovo Fogliani, traversa l'Emilia sotto un ponte 1 miglio» all'E. di Alseno, poco stante si piega al N. N-O. per ½ miglio fino presso Pallavicina, si trasporta guardando al N. N-E. sotto il ponte del Bersano, passa vicino a Busseto e riceve le sottili acque dell'Onginella, prende una direzione dal S. al N. per altre 3 miglia 1/8 passando da S. Agata e da Vidalenzo, trova l'Arda presso la dogana, mesce con quella le acque, e vanno insieme a scaricarsi nel Po non lungi all'O. da Polesine. L'Ongina fa un viaggio di km. 36 (miglia 24 1/3), ha una pendenza media di metri 7,05 per Km; una velocità media di 7 km per ora: l'altezza media delle piene è di metri 3, la durata, ore 5. I suoi influenti principali sono l'Onginella, ed il Grattarolo. Trae le ghiaie sino allo sbocco del primo influente. Ha la ghiaia parte silicea, e parte friabile, e la sabbia terrosa, affluente del fiume Arda, che segna il confine tra le provincie di Parma e Piacenza.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Busseto

Dati dal 1980 ad oggi, opportunamente desunti

dai dati della stazione meteorologica di Parma.
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4 8 13 18 23 27 30 29 25 18 10 5 5,7 18 28,7 17,7 17,5
T. mediaC) 1 4 9 13 18 22 25 24 20 14 8 3 2,7 13,3 23,7 14 13,4
T. min. mediaC) -2 0 4 8 13 16 19 18 15 10 5 1 -0,3 8,3 17,7 10 8,9
Precipitazioni (mm) 55 53 63 73 71 54 36 48 64 91 81 61 169 207 138 236 750

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Rocca Pallavicino[modifica | modifica sorgente]

Rocca Pallavicino

La Rocca fu edificata ai tempi di Adalberto Pallavicino, capostipite della famiglia, nell'XI secolo circa; nella prima metà del duecento venne completamente riedificata da Oberto il Grande. La Rocca era circondata da un fossato e un ponte levatoio la collegava alla piazza; nel tempo, però, essa è stata distrutta e ricostruita più volte e ha quindi perso il ponte levatoio e parte delle mura di cinta. Nel 1857 fu ricostruita quasi per intero, in stile neogotico, dall'architetto Pier Luigi Montecchini. Della Rocca originale si è conservato il mastio, il torrione principale. Nel cortile dell'edificio è murata l'aquila imperiale in pietra dei Pallavicino. La Rocca, al cui interno si trova il Teatro Verdi, è ora il Palazzo Municipale, sede del Comune di Busseto.

Collegiata di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica sorgente]

Collegiata di San Bartolomeo Apostolo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Collegiata di San Bartolomeo Apostolo.

Edificata nel XV secolo sui ruderi di una chiesa preesistente, la Collegiata, con il suo tesoro costituito da paramenti sontuosi, argenterie e numerosi oggetti di pregio, è una delle chiese più ricche del paese. Antistante ad essa si trova l'Oratorio della Santissima Trinità, luogo in cui Giuseppe Verdi convolò a nozze il 4 maggio del 1836 con Margherita Barezzi.

Villa Pallavicino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Pallavicino.

Villa Pallavicino (denominata anche Boffalora) è una costruzione di arte rinascimentale e sorge al di fuori delle antiche mura della città di Busseto. Al suo interno si trova il Museo nazionale Giuseppe Verdi.

Piazza Giuseppe Verdi[modifica | modifica sorgente]

Piazza Giuseppe Verdi

La piazza intitolata al Maestro mantiene tutt'oggi l'assetto quattrocentesco a pianta rettangolare ed è dominata dal monumento bronzeo dello scultore Luigi Secchi, del 1913, raffigurante il "Cigno di Busseto" che veglia sul paese, quietamente seduto su di uno scranno. Dalla Piazza è possibile ammirare importanti edifici tra cui la Rocca Pallavicino, la Chiesa Collegiata, Casa Barezzi e altre costruzioni dai caratteristici portici.

Palazzo Orlandi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Orlandi è un edificio in stile neoclassico progettato dall'architetto Giuseppe Cavalli. Verdi acquistò il palazzo nel 1845 e lo elesse a propria abitazione dal 1849 al 1851, periodo in cui convisse con la cantante lirica Giuseppina Strepponi. Tale convivenza, occorsa prima del matrimonio tra i due, destò grande scandalo tra i bussetani tanto che la coppia, per sfuggire ai pettegolezzi, decise di trasferirsi nella vicina Sant'Agata. Durante la sua permanenza a Palazzo Orlandi Verdi compose Luisa Miller, Stiffelio e Rigoletto.

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Facciata dell'edificio scolastico "Antonio Barezzi"

Abitanti censiti[7]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio del comune risiedono 664 cittadini stranieri. Le comunità maggiormente rappresentate sono:[8]

Religione[modifica | modifica sorgente]

La religione maggiormente praticata a Busseto è il cattolicesimo; il comune rientra nel vicariato della Bassa Parmense facente parte della Diocesi di Fidenza. Il territorio comunale è suddiviso in 9 parrocchie:

A Busseto sono presenti comunità religiose della congregazione delle Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario e dell'Istituto Id di Cristo Redentore.

Le altre religioni praticate sono l'induismo, che si avvale di un luogo di culto nei pressi di Frescarolo e l'islamismo. È inoltre presente una Sala del Regno dei Testimoni di Geova.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Stampa ed editoria[modifica | modifica sorgente]

Dal 1948 ogni anno, nel periodo natalizio, a Busseto viene pubblicato il Biscioneide, giornale satirico-umoristico sul quale anche Giovannino Guareschi scrisse nel 1966 e nel 1967.

Nella sezione Provincia del quotidiano la Gazzetta di Parma trovano spazio i fatti di cronaca locale.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976 nell'azienda agricola Corte delle Piacentine, situata a Roncole Verdi, frazione di Busseto, si sono svolte le riprese del famoso film Novecento di Bernardo Bertolucci.

Nel 1982 il paese si è trasformato in set cinematografico per le riprese dello sceneggiato televisivo Verdi di Renato Castellani.

Nel 2009 nel centro del paese sono state girate alcune scene della miniserie televisiva Sissi di Xaver Schwarzenberger.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo nazionale Giuseppe Verdi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo nazionale Giuseppe Verdi.

Il 10 ottobre 2009 è stato inaugurato il nuovo Museo nazionale Giuseppe Verdi che ha sostituito il vecchio Museo Civico e ne ha mutato l'aspetto in maniera radicale. Ogni stanza, infatti, riproduce sulle pareti i progetti degli allestimenti originali di ognuna delle opere verdiane ed è arricchita dalla presenza della riproduzione degli abiti originali di scena e da musica tratta dalla produzione lirica verdiana.

Casa Barezzi - Museo Verdiano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casa Barezzi - Museo Verdiano.

Fra gli edifici che si affacciano sulla Piazza del paese, uno di questi è Casa Barezzi, dimora del suocero e mecenate di Giuseppe Verdi, Antonio Barezzi. Nel salone al primo piano il giovane Verdi diede le sue prime esibizioni pubbliche e continuò a frequentare la casa fino alla morte del suo benefattore. Al suo interno, sono custoditi un ottocentesco fortepiano viennese, il primo ritratto di Verdi ed uno a olio raffigurante Antonio Barezzi; sono, inoltre, esposte alcune lettere autografe del Maestro.

Museo Renata Tebaldi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa Pallavicino#Il Palazzo delle Scuderie.

Il 7 giugno 2014 all'interno del Palazzo delle Scuderie di Villa Pallavicino è stato inaugurato il Museo Renata Tebaldi, dedicato alla grande cantante lirica.

Teatro Giuseppe Verdi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Giuseppe Verdi (Busseto).

Persone legate a Busseto[modifica | modifica sorgente]

Nella vicina frazione di Roncole, oggi Roncole Verdi, nacque Giuseppe Verdi (1813 - 1901), uno fra i massimi compositori mondiali dell'Ottocento. Sempre a Roncole Verdi fissò la propria residenza dal 1952 al 1968 lo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi (1908 - 1968), indimenticato autore delle storie di Don Camillo e Peppone. La città ha dato inoltre i natali al letterato e storico dell'arte Ireneo Affò (1741 - 1797), al compositore e organista Tarquinio Merula (1595 - 1665) e ai pittori Alberto Pasini (1826 - 1899), celebre orientalista, e Gioacchino Levi (1818 - 1908) e all'imprenditore Antonio Barezzi (1787 - 1867), scopritore del talento di Giuseppe Verdi, a cui sono dedicate la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado dell'istituto comprensivo "Antonio Barezzi" di Busseto.[9]

Statua di Giuseppe Verdi

Elenco delle personalità legate a Busseto:

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il Carnevale di Busseto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carnevale di Busseto.

A partire da circa la metà dell'800 a Busseto nelle domeniche dei mesi di gennaio e febbraio hanno luogo le sfilate di carri allegorici in cartapesta accompagnati da maschere a piedi, bande e majorettes. Il Carnevale di Busseto, nonostante le interruzioni dovute alle guerre e, in anni più recenti, alla mancanza di fondi, è ormai entrato a far parte della tradizione del paese che ogni anno è affollato da una grande moltitudine di persone che vuole assistere all'evento. La realizzazione della manifestazione è dovuta all'associazione Amici della Cartapesta che da ormai molti anni si occupano della realizzazione dei carri allegorici.

Sagra di San Bartolomeo[modifica | modifica sorgente]

La Sagra di San Bartolomeo conosciuta anche come Sègra ad San Bartlamé è una festa di paese che si svolge a Busseto in occasione della ricorrenza delle celebrazioni del santo patrono della città. Durante i giorni di festa in paese si svolgono eventi musicali ed è possibile gustare i prodotti gastronomici tipici del luogo tra cui trippa, pisaréi e fasoi, salumi e tanti altri.

Festival Verdi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festival Verdi.

Il Festival è stato fondato a metà degli anni ottanta ed ha avuto luogo fino al 1993. Nel 2001 è stato reintrodotto in occasione delle Celebrazioni Nazionali del Centenario Verdiano e proposto annualmente nel periodo tardo-primaverile; dal 2007 ha luogo in ottobre.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Busseto, posta lungo la ferrovia Cremona-Fidenza, è servita da corse regionali svolte da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio con la Regione Emilia-Romagna.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Giro d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1964 Busseto è stata sede di arrivo della 5ª tappa del Giro d'Italia, una cronometro individuale di 50 km con partenza da Parma vinta da Jacques Anquetil. Il francese in quell'occasione ha conquistato la maglia rosa che ha mantenuto per tutto il seguito del Giro.

Il 12 maggio 2006 è stata sede di partenza della 6ª tappa di 223 km, conclusasi poi a Forlì, vincitore di quella tappa è stato Robbie McEwen, ma la maglia rosa è rimasta ad Olaf Pollack. Il 17 maggio 2013 il giro è tornato a Busseto come sede di partenza della tappa conclusasi a Cherasco.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Busseto
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1964 Parma 50 Francia Jacques Anquetil Francia Jacques Anquetil
Tappe del Giro d'Italia con Partenza da Busseto
Anno Tappa Arrivo km Vincitore di tappa Maglia rosa
2006 Forlì 223 Australia Robbie McEwen Germania Olaf Pollack
2013 13ª Cherasco 254 Regno Unito Mark Cavendish Italia Vincenzo Nibali

Milano-Busseto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Milano-Busseto.
La vittoria di Sante Gaiardoni alla Milano-Busseto del 1959.

Busseto è anche sede di una manifestazione per i dilettanti under 23 che si chiama Milano-Busseto. Organizzata dalla A.S. Pedale Bussetano è nata nel 1949 e vede tra i suoi vincitori ciclisti come Paolo Bossoni (1997), Giovanni Lombardi (1990 e 1991) e Francesco Moser (1971).[10] Nel 2010 la 62ª edizione della gara non si è svolta.[11] La manifestazione è ripresa il 2 aprile 2011 fortemente voluta dal neopresidente della ASD Pedale Bussetano ed ex ciclista Paolo Bossoni.[12]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

A Busseto c'è una squadra di pallavolo, l'US CSI AVIS Busseto. Fondata nel 1943 come polisportiva, la CSI Busseto, negli anni settanta si unisce alla locale sezione dell'AVIS concentrando la propria attività sullo sport della pallavolo. Nella stagione 2012-2013, con il nome dello sponsor Akomag, milita in serie C.[13].

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La città vanta due club calcistici:

Il Pallavicino (che prima si chiamava Busseto poi si è fusa con Polesine)[senza fonte] inoltre ha partecipato al Campionato Alta Italia nel 1944.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Le partite casalinghe delle squadre di calcio bussetane, Pallavicino e Busseto, si disputano allo stadio comunale "Fausto Cavagna" la cui capienza è di circa 1.000 spettatori.[15]
  • Il palazzetto dello sport comunale, gestito dalla società sportiva CSI AVIS Busseto,[13] ospita un campo multifunzionale per pallavolo e basket. All'esterno del palazzetto sorgono un campo da tennis con superficie sintetica, un campo da calcio e un campo da basket.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Busseto è gemellata con:

e intrattiene un patto d'amicizia con

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Busseto (PR) - Italia: Informazioni, comuni-italiani.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 109.
  5. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 891ss.
  6. ^ Comune di Busseto (PR) - Bandiere arancioni, bandierearancioni.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Presenza di stranieri a Busseto, ISTAT. URL consultato l'8 ottobre 2010.
  9. ^ Istituto comprensivo "Antonio Barezzi" di Busseto, icbusseto.scuole.pr.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  10. ^ Pedale bussetano, comune.busseto.pr.it.
  11. ^ Annullata la 62^ Milano-Busseto per U23, ciclonews.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  12. ^ La Milano-Busseto finisce in volata: vince Christian Delle Stelle in SportParma.com, 2 aprile 2011. URL consultato il 2 aprile 2011.
  13. ^ a b Sito CSI AVIS - Volley Busseto, 9 gennaio 2013.
  14. ^ pallavicinocalcio.com, http://www.pallavicinocalcio.com/index.php?page=classifica&cat_master=60&team_id=3. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  15. ^ USD Pallavacino - Campo di gioco, pallavicinocalcio.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  16. ^ Verbale di deliberazione della Giunta Comunale, comune.busseto.pr.it, 25 settembre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  17. ^ Patto d'Amicizia con Salisburgo, comune.busseto.pr.it. URL consultato il 21 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Almerindo Napolitano, Cinquant'anni e più di vita Bussetana, editrice la Nazionale, Parma 1972
  • Giorgio Cavitelli, Cronache Bussetane, tipografia la Colornese, Colorno 2004
  • Mario Concari, I tempi felici della misera, ovvero: l'andèva 'mmei quand l'andèva pes. Storia minima di Busseto nel periodo precedente e durante la seconda guerra mondiale, Grafiche Lama, Piacenza 1992
  • Tiziano Marcheselli, Busseto di una volta Gazzetta di Parma.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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