Busseto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Busseto
comune
Busseto – Stemma
Busseto: la Rocca dei Pallavicino sede municipale
Busseto: la Rocca dei Pallavicino sede municipale
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Emilia-Romagna – stemma Emilia-Romagna
Provincia Parma – stemma Parma
Sindaco Maria Giovanna Gambazza (centrosinistra) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 44°58′52.601″N 10°2′28.709″E / 44.98127806°N 10.04130806°E / 44.98127806; 10.04130806 (Busseto)Coordinate: 44°58′52.601″N 10°2′28.709″E / 44.98127806°N 10.04130806°E / 44.98127806; 10.04130806 (Busseto)
Altitudine 40 m s.l.m.
Superficie 76,44 km²
Abitanti 7 052[1] (31-12-2010)
Densità 92,26 ab./km²
Frazioni Frescarolo, Madonna dei Prati, Roncole Verdi, Samboseto, San Rocco, Sant'Andrea, Semoriva, Spigarolo[2]
Comuni confinanti Alseno (PC), Besenzone (PC), Fidenza, Polesine Parmense, Soragna, Villanova sull'Arda (PC), Zibello
Altre informazioni
Cod. postale 43011
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 034007
Cod. catastale B293
Targa PR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2508 GG[3]
Nome abitanti bussetani
Patrono san Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 24 agosto
Localizzazione
Busseto è posizionata in Italia
Busseto
Posizione del comune di Busseto nella provincia di Parma
Posizione del comune di Busseto nella provincia di Parma
Sito istituzionale

Busseto (Büssé in dialetto bussetano[4], Busèjj in dialetto parmigiano[5]) è una città dal 1533 e un comune italiano di 7.052 abitanti della provincia di Parma, in Emilia-Romagna, antica capitale dello Stato Pallavicino, celebre soprattutto per avere tra le sue frazioni quella di Roncole Verdi che ha dato i natali, nel 1813, al compositore Giuseppe Verdi e in cui visse lo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Stemma

« L'antico stemma di Busseto figurava una pianta di bosso con tre radici in campo azzurro, certo alludendo al nome del Castello, che per aver tenuto poi sempre per la parte ghibellina ebbe dagli Imperatori e Re di Germania facoltà di aggiungervi l'aquila nera di un solo capo, col rostro aperto e piegato verso il petto, con coda ed ali spiegate in campo aureo. Carlo V nel 1533 concesse alla testa dell'aquila la corona d'oro e in mezzo al petto in piccolo scudo d'argento una croce azzurra; i Farnesi da poi vi aggiunsero la corona ducale.  »
(Emilio Seletti, La Città di Busseto capitale un tempo dello Stato Pallavicino)

[modifica] Onorificenze

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Nel 1533 Carlo V proclamò Busseto città.»
Bandiera arancione del Touring club italiano - nastrino per uniforme ordinaria Bandiera arancione del Touring club italiano
«La località offre al visitatore un efficiente servizio di informazioni turistiche, grazie alla presenza di un ufficio ben segnalato e adeguatamente strutturato. Ottima è la fruibilità dei siti rilevanti sotto l'aspetto storico-culturale e vi è anche la possibilità di usufruire di circuiti di visita integrati. Il comune propone inoltre un calendario di appuntamenti ed eventi ricco e variegato.[6]»

[modifica] Geografia

Busseto è un comune che si trova al limite nord-ovest della Provincia di Parma, nel territorio della Bassa parmense, a circa 41 km a sud-est di Parma e a circa 8 km a sud del fiume Po. Vicino a Busseto scorre il torrente Ongina,Il torrente ha origine dal monte della Ranca, situato a 1 miglio ½ al S. S-E. dalla Chiesa della Vernasca; scorre fra una valletta strettissima, bagnando i colli di Vigoleno e Bacedasco, per un tratto di miglia 10, dal S. S-O. al N. N-E., giunto alla pianura prosegue, passa a fianco di Castelnuovo Fogliani, traversa l'Emilia sotto un ponte 1 miglio » all'E. di Alseno, poco stante si piega al N. N-O. per ½ miglio fino presso Pallavicina, si trasporta guardando al N. N-E. sotto il ponte del Bersano, passa vicino a Busseto e riceve le sottili acque dell'Onginella, prende una direzione dal S. al N. per altre 3 miglia 1/8 passando da S. Agata e da Vidalenzo, trova l' Arda presso la dogana, mesce con quella le acque, e vanno insieme a scaricarsi nel Po non lungi all'O. da Polesine. L'Ongina fa un viaggio di Km. 36 (miglia 24 1/3), ha una pendenza media di metri 7,05 per Km; una velocità media di 7 Km per ora: l'altezza media delle piene è di metri 3, la durata, ore 5. I suoi influenti principali sono l'Onginella, ed il Grattarolo. Trae le ghiaie sino allo sbocco del primo influente. Ha la ghiaia parte silicea, e parte friabile, e la sabbia terrosa, affluente del fiume Arda, che segna il confine tra le provincie di Parma e Piacenza.

[modifica] Territorio

Villanova sull'Arda (6,1 km) Vidalenzo (4 km) Polesine Parmense (5,3 km)
Cortemaggiore (9 km) Rosa dei venti Fontanelle (13,5 km)
Fiorenzuola d'Arda (12,1 km) Fidenza (12,9 km) Soragna (8,6 km)

[modifica] Clima

Busseto

Dati dal 1980 ad oggi, opportunamente desunti

dai dati della stazione meteorologica di Parma.[7]
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4 8 13 18 23 27 30 29 25 18 10 5 5,7 18 28,7 17,7 17,5
T. mediaC) 1 4 9 13 18 22 25 24 20 14 8 3 2,7 13,3 23,7 14 13,4
T. min. mediaC) -2 0 4 8 13 16 19 18 15 10 5 1 -0,3 8,3 17,7 10 8,9
Precipitazioni (mm) 55 53 63 73 71 54 36 48 64 91 81 61 169 207 138 236 750

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Rocca Pallavicino

Busseto: Rocca Pallavicino

La Rocca fu edificata ai tempi di Adalberto Pallavicino, capostipite della famiglia, nel XI secolo circa; nella prima metà del duecento venne completamente riedificata da Oberto il Grande. La Rocca era circondata da un fossato e un ponte levatoio la collegava alla piazza; nel tempo, però, essa è stata distrutta e ricostruita più volte e ha quindi perso il ponte levatoio e parte delle mura di cinta. Nel 1857 fu ricostruita quasi per intero, in stile neogotico, dall'architetto Pier Luigi Montecchini. Della Rocca originale si è conservato il mastio, il torrione principale. Nel cortile dell'edificio è murata l'aquila imperiale in pietra dei Pallavicino. La Rocca, al cui interno si trova il Teatro Verdi, è ora il Palazzo Municipale, sede del Comune di Busseto.

Busseto: Rocca Pallavicino Prima del bombardamento

[modifica] Collegiata di San Bartolomeo Apostolo

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo
Vista della Collegiata da Piazza Giuseppe Verdi
Vista della Collegiata da Piazza Giuseppe Verdi
Paese bandiera Italia
Regione Stemma Emilia-Romagna
Località Busseto
Religione Cattolica
Diocesi Diocesi di Fidenza
Anno consacrazione 17 settembre 1340
Architetto {{{Architetto}}}
Stile architettonico
Inizio costruzione 1336
Completamento 1340
Demolizione {{{Demolizione}}}
Sito web http://www.parrocchiabusseto.org/

La costruzione della Collegiata sui ruderi della preesistente Chiesa di San Nicolò ha inizio nel 1437 su ordine di Orlando Pallavicino il Magnifico.

La facciata a salienti presenta decori in terracotta provenienti probabilmente dalla bottega di Jacopo de' Stavolis di Polesine. Su uno dei pilastri della facciata è murata una lapide marmorea che commemora l'incontro avvenuto a Busseto tra Carlo V e Papa Paolo III nel 1543.

L'edificio consta di una navata centrale e due navate laterali. All'interno, l'immensa serie di dipinti che ornava la chiesa fu grattata nella prima metà del XVIII secolo per dare spazio a fregi e stucchi di gusto rocaille, solo un'immagine della Madonna col bambino si salvò. In epoca barocca il presbiterio venne sopraelevato, forse in vista della costruzione di una cripta mai realizzata. L'altare maggiore, in legno, di epoca settecentesca, presenta figure e intagli a finto bronzo ed è opera del cremonese Giovanni Battista Febbrari. Nella Collegiata sono, inoltre, conservati i tondi con i Misteri del Rosario di Vincenzo Campi e importanti affreschi raffiguranti Padri e Dottori della Chiesa di Michelangelo Anselmi.

Nel Tesoro della Collegiata spicca un Crocefisso d'argento, alto più di un metro, del 1524, opera dei fratelli De Gonzate; una Pace d'avorio della bottega degli Embriachi del XV secolo che reca scolpiti Cristo, la Madonna e San Giovanni ed infine splendidi corali miniati di Zeno Pegorari.

[modifica] Villa Pallavicino

Villa Pallavicino (denominata anche Boffalora) è una costruzione di arte rinascimentale e sorge al di fuori delle antiche mura della città di Busseto. Al suo interno si trova il Museo Nazionale Giuseppe Verdi.

Non si ha la certezza sull'autore del progetto (probabilmente Bramante o Vignola) e i Pallavicino, che la acquistarono negli anni trenta del XVI secolo per farne una residenza estiva, non ne sono i committenti. Sorse, infatti, agli inizi del XVI secolo per volere di Matteo Marri. Certo è, però, che l'imperatore Carlo V d'Asburgo, nel 1533, prima di partire da Busseto, a cui aveva concesso il titolo di città per ricompensarne la fedeltà all'impero, si recò alla Villa e gli piacque a tal punto da richiederne un disegno per ricordo; la Villa infatti presenta una particolare pianta a scacchiera (che ricorda lo stemma dei signori di Busseto ove la scacchiera è simbolo di vittoria ottenuta, in petto all'aquila imperiale), composta da cinque ambienti indipendenti uniti tra loro da un unico corpo centrale che sovrasta un grande atrio, aperto ai quattro venti detto Boffalora. La volta è interamente decorata da affreschi con delle immagini di divinità e delle grottesche raffiguranti intrecci di putti, sirene e tritoni con due code, scimmie ghignanti e uccelli multiformi. L'opera, il cui autore è presumibilmente lo stesso decoratore del salone degli stemmi del castello di Torrechiara, risale al settimo-ottavo decennio del XVI secolo. L'edificio, pur essendo circondato da un fossato, non fu creato per scopi di difesa e un tempo la balaustrata che circondava il Palazzo recava numerose statue.

Alla fine del XVII secolo Alessandro II Pallavicino ordina la ristrutturazione e l'innalzamento della villa, affidandone la direzione probabilmente ad Antonio Maria Bettoli, esecutore del palazzo Santa Fiora di Parma. La facciata, in stile classico, è alleggerita dallo slancio verticale dato dai bugnati che ritmano gli angoli, dai tagli orizzontali delle cornici marcapiano e dagli stucchi rococò eseguiti da Carlo Bossi sotto commissione del marchese Alessandro nel quarto decennio del XVIII secolo. Gli ambienti interni presentano soffitti a volta affrescati e stuccati da artisti che operarono per i Pallavicino nel XVIII secolo. A sud del palazzo nobile sorge l'edificio delle scuderie, con pianta a ferro di cavallo e ali rivolte verso la villa.

[modifica] L'Arco del Corpo di guardia

Dopo aver percorso un viale di pioppi è possibile accedere alla Villa attraverso un Arco trionfale (XVII secolo) ad un fornice (opera ascrivibile all'architetto ducale Domenico Valmagini); esso è diviso in tre parti, decorato da festoni manieristi e, al centro, da un drappeggio aperto su una finta balaustra a imitare un sipario teatrale. Gli stucchi e le terrecotte sono opera di Domenico Dossa e Bernardo Barca. Sui lati si trovano due nicchie con delle statue in pietra: una rappresenta Flora con un putto, allegoria della Primavera mentre l'altra Bacco con un faunetto, allegoria dell'autunno realizzate da Giuseppe Torretti.

[modifica] Piazza Giuseppe Verdi

Piazza Giuseppe Verdi

La piazza intitolata al Maestro mantiene tutt'oggi l'assetto quattrocentesco a pianta rettangolare ed è dominata dal monumento bronzeo dello scultore Luigi Secchi, del 1913, raffigurante il "Cigno di Busseto" che veglia sul paese, quietamente seduto su di uno scranno. Dalla Piazza è possibile ammirare importanti edifici tra cui la Rocca Pallavicino, la Chiesa Collegiata, Casa Barezzi e altre costruzioni dai caratteristici portici.

[modifica] Palazzo Orlandi

Questa è la casa che Verdi acquistò nel 1845. Ha vissuto lì con Giuseppina Strepponi, non ancora sua moglie, dal 1849 al 1851.Verdi compose Luisa Miller, Stiffelio e Rigoletto, mentre vi abitavano.[senza fonte]

[modifica] Altri luoghi di interesse

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Facciata dell'edificio scolastico "Antonio Barezzi"

Abitanti censiti

[modifica] Etnie

Nel territorio del comune in totale vi risiedono 664 persone provenienti dall'estero. Le comunità maggiormente rappresentate sono:[8]

[modifica] Religione

La religione maggiormente praticata a Busseto è il cattolicesimo; il comune rientra nel vicariato della Bassa Parmense facente parte della Diocesi di Fidenza. Il territorio comunale è suddiviso in 9 parrocchie:

Le altre religioni praticate sono l'induismo, che si avvale di un luogo di culto nei pressi di Frescarolo, l'islamismo e il geovismo per i cui fedeli è presente una Sala del Regno.

[modifica] Cultura

[modifica] Media

[modifica] Stampa ed editoria

Dal 1948 ogni anno, nel periodo natalizio, a Busseto viene pubblicato il Biscioneide, giornale satirico-umoristico sul quale anche Giovannino Guareschi scrisse nel 1966 e nel 1967.

Nella sezione Provincia del quotidiano la Gazzetta di Parma trovano spazio i fatti di cronaca locale.

[modifica] Cinema

Nel 1976 nell'azienda agricola Corte delle Piacentine, situata a Roncole Verdi, frazione di Busseto, si sono svolte le riprese del famoso film Novecento di Bernardo Bertolucci.

Nel 1982 il paese si è trasformato in set cinematografico per le riprese dello sceneggiato televisivo Verdi di Renato Castellani.

Nel 2009 nel centro del paese sono state girate alcune scene della miniserie televisiva Sissi di Xaver Schwarzenberger.

[modifica] Musei

[modifica] Museo Nazionale Giuseppe Verdi

Museo Nazionale
Giuseppe Verdi
il viale di entrata al Museo e villa Pallavicino sullo sfondo.
il viale di entrata al Museo e villa Pallavicino sullo sfondo.
Tipo Lirica, Multimedia, Arte
Data fondazione {{{Data di fondazione}}}
Data chiusura {{{Data di chiusura}}}
Fondatori {{{Fondatori}}}
Indirizzo Villa Pallavicino - Via Provesi, 35 - 43011 - Busseto (PR) - Emilia-Romagna
Direttore {{{Direttore}}}
Visitatori {{{Visitatori}}} ([[{{{Anno visitatori}}}]])
Sito http://www.museogiuseppeverdi.it/
Sito web
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Museo Nazionale Giuseppe Verdi.

Il 10 ottobre 2009 è stato inaugurato il nuovo Museo Nazionale Giuseppe Verdi che ha sostituito il vecchio Museo Civico e ne ha mutato l'aspetto in maniera radicale. Ogni stanza, infatti, riproduce sulle pareti i progetti degli allestimenti originali di ognuna delle opere verdiane ed è arricchita dalla presenza della riproduzione degli abiti originali di scena e da musica tratta dalla produzione lirica verdiana.

[modifica] Vecchio Museo Civico Verdiano

La Villa, sul finire del novecento, è divenuta la sede del Museo Civico Verdiano che consta complessivamente di un corridoio e nove sale:

  • VIII Sala Della Giustizia: questa sala contiene parecchi cimeli verdiani tra cui il Pianoforte che Verdi soleva usare, Ritratti, Maschera e Mano in gesso del Maestro e una vetrina contenente lettere e pagine di musica scritte da Verdi.

[modifica] Casa Barezzi - Museo Verdiano

Casa Barezzi
[[File:|250px|]]
Tipo Arte
Data fondazione {{{Data di fondazione}}}
Data chiusura {{{Data di chiusura}}}
Fondatori {{{Fondatori}}}
Indirizzo Via Roma 119 - 43011 - Busseto (PR) - Emilia-Romagna
Direttore {{{Direttore}}}
Visitatori {{{Visitatori}}} ([[{{{Anno visitatori}}}]])
Sito http://www.museocasabarezzi.it/
Sito web
I tipici portici lungo via Roma

Fra gli edifici che si affacciano sulla Piazza del paese, uno di questi è Casa Barezzi, dimora del suocero e mecenate di Giuseppe Verdi, Antonio Barezzi. Nel salone al primo piano il giovane Verdi diede le sue prime esibizioni pubbliche e continuò a frequentare la casa fino alla morte del suo benefattore. Al suo interno, sono custoditi un ottocentesco fortepiano viennese, il primo ritratto di Verdi ed uno a olio raffigurante Antonio Barezzi; sono, inoltre, esposte alcune lettere autografe del Maestro. Oggi Casa Barezzi è la sede dell'Associazione Culturale Artistica "Amici di Verdi" che ha curato i restauri degli ambienti interni nel 1979 e nel 1998. Dal 2001 nelle sale attigue allo storico Salone è allestita una ricca esposizione iconografica verdiana, oltre ad importanti oggetti e documenti legati alla vita del Maestro Verdi. È il luogo della prima formazione musicale ed affettiva del giovane Giuseppe Verdi. Lo storico salone, sede della Filarmonica Bussetana fondata da Antonio Barezzi, accolse le prime composizioni ed esibizioni pubbliche di Verdi studente e poi giovane maestro. Vide anche il sorgere dell’amore per Margherita, figlia del signor Antonio, che diverrà la prima moglie di Verdi. Le sale attigue ospitano oggi una vasta esposizione di cimeli verdiani, con lettere autografe, ritratti, documenti e manifesti.

[modifica] Teatro Giuseppe Verdi

Teatro Giuseppe Verdi
Busseto-Teatro 01.jpg
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi ed un loggione
Fossa presente
Capienza circa 300 posti
Ubicazione
Paese
Indirizzo Piazza G. Verdi 10, Busseto
Telefono 0524/92487
Informazioni
Costruzione progettazione 1856, inaugurazione 1868

Nel 1845 in Busseto venne preparato un progetto per un nuovo teatro che tuttavia naufragò, venendo esso dichiarato "piccolo, indecente e quasi inservibile". Dopo che la Rocca_Pallavicino (attuale Palazzo Municipale) venne acquistata dal Comune nel 1856, il Podestà Corbellini, propose un progetto a firma del Prof. Pier Luigi Montechini, che venne approvato. Iniziarono immediatamente i lavori per la costruzione del nuovo Teatro intitolato a Giuseppe Verdi. I lavori di costruzione furono affidati al bussetano Giovanni Sivelli e durarono 12 anni circa. Le decorazioni vennero affidate prima al Prof. Gelati e, una volta mancato, a Giuseppe Baisi e Alessandro Malpeli. Il sipario venne realizzato con tela decorata dal Baisi. Gli intagli furono affidati al parmense Carletti. Le lampade ai famosi bronzisti milanesi Pandiani. Il Teatro venne inaugurato il 15 agosto 1868 con la messa in scena delle opere Rigoletto e Un ballo in maschera; per l'occasione, in onore del Maestro, le signore indossarono abiti di colore verde mentre i signori il verde lo ebbero nelle cravatte. Nonostante ciò Verdi non presenziò all'inaugurazione, né mai vi mise piede nel teatro a lui intitolato ritenendolo troppo costoso e inutile, nonostante avesse donato ben 10.000 Lire per la sua realizzazione. Negli anni 1993/1997, l'Amministrazione incaricò l'Arch. Cervellati di Bologna del restauro degli arredi, degli stucchi e dei rivestimenti in velluto. Nell'occasione venne realizzata un'importante scala lignea esterna quale via di sicurezza. Nel 2004 l'Amministrazione incaricò il Dott. Fulvio Beltrami Ingegnere in Cremona, per progettare e dirigere le opere di adeguamento alle nuove norme di sicurezza e prevenzione incendi. Eseguiti i lavori nel pieno rispetto dei tempi ed importi previsti, si ottenne l'autorizzazione all'uso quale locale di pubblico spettacolo. Il "salotto buono di Busseto " poteva così riprendere l'attività.Il Teatro nel suo periodo di attività ha rappresentato quasi tutte le opere verdiane, le stagioni del 1913 e del 1926 furono dirette da Arturo Toscanini mentre nel 2001 Riccardo Muti vi ha diretto Falstaff e Franco Zeffirelli ha curato l'allestimento dell'Aida e nel 2002 de La Traviata diretta da Plácido Domingo.

[modifica] Personalità legate a Busseto

Nella vicina frazione di Roncole, oggi Roncole Verdi, nacque Giuseppe Verdi (1813 - 1901), uno fra i massimi compositori mondiali dell'Ottocento. Sempre a Roncole Verdi fissò la propria residenza dal 1952 al 1968 lo scrittore e giornalista Giovannino Guareschi (1908 - 1968), indimenticato autore delle storie di Don Camillo e Peppone. La città ha dato inoltre i natali al letterato e storico dell'arte Ireneo Affò (1741 - 1797), al compositore e organista Tarquinio Merula (1595 - 1665) e ai pittori Alberto Pasini (1826 - 1899), celebre orientalista, e Gioacchino Levi (1818 - 1908) e all'imprenditore Antonio Barezzi (1787 - 1867), scopritore del talento di Giuseppe Verdi, a cui sono dedicate la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado dell'istituto comprensivo "Antonio Barezzi" di Busseto.[9]

Statua di Giuseppe Verdi

Elenco delle personalità legate a Busseto:

[modifica] Eventi

[modifica] Il Carnevale di Busseto

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Carnevale di Busseto.

A partire da circa la metà dell'800 a Busseto nelle domeniche dei mesi di gennaio e febbraio hanno luogo le sfilate di carri allegorici in cartapesta accompagnati da maschere a piedi, bande e majorettes. Il Carnevale di Busseto, nonostante le interruzioni dovute alle guerre e, in anni più recenti, alla mancanza di fondi, è ormai entrato a far parte della tradizione del paese che ogni anno è affollato da una grande moltitudine di persone che vuole assistere all'evento. La realizzazione della manifestazione è dovuta all'associazione Amici della Cartapesta che da ormai molti anni si occupano della realizzazione dei carri allegorici.

[modifica] Sagra di San Bartolomeo

La Sagra di San Bartolomeo conosciuta anche come Sègra ad San Bartlamé è una festa di paese che si svolge a Busseto in occasione della ricorrenza delle celebrazioni del santo patrono della città. Durante i giorni di festa in paese si svolgono eventi musicali ed è possibile gustare i prodotti gastronomici tipici del luogo tra cui trippa, pisaréi e fasoi, salumi e tanti altri.

[modifica] Festival Verdi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Festival Verdi.

Il Festival è stato fondato a metà degli anni ottanta ed ha avuto luogo fino al 1993. Nel 2001 è stato reintrodotto in occasione delle Celebrazioni Nazionali del Centenario Verdiano e proposto annualmente nel periodo tardo-primaverile; dal 2007 ha luogo in ottobre.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Ferrovia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Busseto.
La stazione

A Busseto è presente la linea ferroviaria Cremona-Fidenza con fermata presso la stazione di Busseto che si trova a pochi passi dal centro della città.

[modifica] Distanze stradali

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La città vanta due club calcistici:

Il Pallavicino (che prima si chiamava Busseto poi si è fusa con Polesine)[senza fonte] inoltre ha partecipato al Campionato Alta Italia nel 1944.

[modifica] Ciclismo

[modifica] Giro d'Italia

Nel 1964 Busseto è stata sede di arrivo della 5ª tappa del Giro d'Italia, una cronometro individuale di 50 km con partenza da Parma vinta da Jacques Anquetil. Il francese in quell'occasione ha conquistato la maglia rosa che ha mantenuto per tutto il seguito del Giro.

Il 12 maggio 2006 è stata sede di partenza della 6ª tappa di 223 Km, conclusasi poi a Forlì, vincitore di quella tappa è stato Robbie McEwen, ma la maglia rosa è rimasta ad Olaf Pollack.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Busseto
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1964 5a Parma 50 Bandiera della Francia Jacques Anquetil Bandiera della Francia Jacques Anquetil
Tappe del Giro d'Italia con Partenza da Busseto
Anno Tappa Arrivo km Vincitore di tappa Maglia rosa
2006 6a Forlì 223 Bandiera dell'Australia Robbie McEwen Bandiera della Germania Olaf Pollack

[modifica] Milano-Busseto

La vittoria di Sante Gaiardoni alla Milano-Busseto del 1959.

Busseto è anche sede di una manifestazione per i dilettanti under 23 che si chiama Milano-Busseto. Organizzata dalla A.S. Pedale Bussetano è nata nel 1949 e vede tra i suoi vincitori ciclisti come Paolo Bossoni (1997), Giovanni Lombardi (1990 e 1991) e Francesco Moser (1971).[11] Nel 2010 la 62ª edizione della gara non si è svolta.[12] La manifestazione è ripresa il 2 aprile 2011 fortemente voluta dal neopresidente della ASD Pedale Bussetano ed ex ciclista Paolo Bossoni.[13]

L'albo d'oro della manifestazione:[14]

  1. - 1949 Claudio Ricci
  2. - 1950 Donato Piazza
  3. - 1951 Giorgio Pavesi
  4. - 1952 Ettore Comellini
  5. - 1953 Giuseppe Favero
  6. - 1954 Eliseo Comellini
  7. - 1955 Giuseppe Ogna
  8. - 1956 Remo Tamagni
  9. - 1957 Nevio Vitali
  10. - 1958 Carlo Cressari
  11. - 1959 Sante Gaiardoni
  12. - 1960 Franco Alberti
  13. - 1961 Angelo Garda
  14. - 1962 Sergio Alzani
  15. - 1963 Giampiero Forti
  16. - 1964 Luigi Zuccotti
  17. - 1965 Marco Belletti
  18. - 1966 Bruno Vittiglio
  19. - 1967 Giorgio Bedini
  20. - 1968 Franco Vanzin
  21. - 1969 Enzo Trevisan
  22. - 1970 Claudio Guarnieri
  23. - 1971 Francesco Moser
  24. - 1972 Aldo Parecchini
  25. - 1973 Vittorio Algeri
  26. - 1974 Vittorio Algeri
  27. - 1975 Dino Porrini
  28. - 1976 Giorgio Casati
  29. - 1977 Alessandro Bettoni
  30. - 1978 Giuseppe Solfrini
  31. - 1979 Pierangelo Bincoletto
  32. - 1980 Claudio Girlanda
  33. - 1981 Marico Ronchiato
  34. - 1982 Patrizio Gambirasio
  35. - 1983 Gabriele Faedi
  36. - 1984 Angelo Tosi
  37. - 1985 Gianbattista Bardelloni
  38. - 1986 Fortunato Salvador
  39. - 1987 Alberto Destro
  40. - 1988 Fabrizio Bontempi
  41. - 1989 Maurizio Tomi
  42. - 1990 Giovanni Lombardi
  43. - 1991 Giovanni Lombardi
  44. - 1992 Gianpiero Polto
  45. - 1993 Giuseppe Asero
  46. - 1994 Michele Brombini
  47. - 1995 Elio Aggiano
  48. - 1996 Marco Cannone
  49. - 1997 Paolo Bossoni
  50. - 1998 Miguel Angel Meza Flores bandiera Messico
  51. - 1999 Jamie Burrow bandiera Regno Unito
  52. - 2000 Cristian Parrinello
  53. - 2001 Simone Cadamuro
  54. - 2002 Luigi Timpanaro
  55. - 2003 Claudio Corioni
  56. - 2004 Rino Zampilli
  57. - 2005 Andrea Pagoto
  58. - 2006 Francesco Ginanni
  59. - 2007 Ian Stannard bandiera Regno Unito
  60. - 2008 Salvatore Mancuso
  61. - 2009 Stefano Borchi
  62. - 2011 Christian Delle Stelle

[modifica] Pallavolo

A Busseto c'è una squadra di pallavolo, l'US CSI AVIS Busseto. Fondata nel 1943 come polisportiva, la CSI Busseto, negli anni settanta si unisce alla locale sezione dell'AVIS concentrando la propria attività sullo sport della pallavolo. Nella stagione 2010-2011, con il nome dello sponsor Akomag, milita in serie C.[15].

[modifica] Impianti sportivi

  • Le partite casalinghe delle squadre di calcio bussetane, Pallavicino e Busseto, si disputano allo stadio comunale "Fausto Cavagna" la cui capienza è di circa 1.000 spettatori.[16]
  • Il palazzetto dello sport comunale, gestito dalla società sportiva CSI AVIS Busseto,[15] ospita un campo multifunzionale per pallavolo e basket. All'esterno del palazzetto sorgono un campo da tennis con superficie sintetica, un campo da calcio e un campo da basket.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Maria Giovanna Gambazza (centrosinistra) dal 15/05/2011 (1º mandato)

[modifica] Gemellaggi

Busseto è gemellata con:

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Busseto (PR) - Italia: Informazioni. comuni-italiani.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  3. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 109.
  5. ^ Guglielmo Capacchi, Dizionario Italiano-Parmigiano. Tomo II M-Z, Artegrafica Silva, pp. 891ss.
  6. ^ Comune di Busseto (PR) - Bandiere arancioni. bandierearancioni.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  7. ^ Clima Busseto - Medie climatiche. Ilmeteo.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  8. ^ Presenza di stranieri a Busseto. ISTAT. URL consultato il 8 ottobre 2010.
  9. ^ Istituto comprensivo "Antonio Barezzi" di Busseto. icbusseto.scuole.pr.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  10. ^ . pallavicinocalcio.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  11. ^ Pedale bussetano. comune.busseto.pr.it
  12. ^ Annullata la 62^ Milano-Busseto per U23. ciclonews.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  13. ^ «La Milano-Busseto finisce in volata: vince Christian Delle Stelle». SportParma.com, 2 aprile 2011. URL consultato in data 2 aprile 2011.
  14. ^ Albo d'oro Milano-Busseto. comune.busseto.pr.it. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  15. ^ a b Sito CSI AVIS - Volley Busseto: Storia della società. 6-2-2011
  16. ^ USD Pallavacino - Campo di gioco. pallavicinocalcio.com. URL consultato il 20 gennaio 2011.
  17. ^ Verbale di deliberazione della Giunta Comunale. comune.busseto.pr.it, 25 settembre 2009. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  18. ^ Patto d'Amicizia con Salisburgo. comune.busseto.pr.it. URL consultato il 21 gennaio 2011.
  19. ^ La visita in Andalusia. comune.busseto.pr.it. URL consultato il 21 gennaio 2011.

[modifica] Bibliografia

  • Almerindo Napolitano, Cinquant'anni e più di vita Bussetana, editrice la Nazionale, Parma 1972
  • Giorgio Cavitelli, Cronache Bussetane, tipografia la Colornese, Colorno 2004
  • Mario Concari, I tempi felici della misera, ovvero: l'andèva 'mmei quand l'andèva pes. Storia minima di Busseto nel periodo precedente e durante la seconda guerra mondiale, Grafiche Lama, Piacenza 1992
  • Tiziano Marcheselli, Busseto di una volta Gazzetta di Parma.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note


Emilia Portale Emilia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Emilia
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue