Bartolomeo Ammannati
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Bartolomeo Ammannati (Settignano, 1511 – 1592) è stato uno scultore e architetto italiano.
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[modifica] Biografia
Formatosi nella sua città natale con Baccio Bandinelli, passò in seguito a Venezia, dove collaborò con Jacopo Sansovino alla decorazione della Libreria di San Marco. Nel 1550 si trasferì a Roma per eseguire le tombe di Antonio e Fabiano del Monte in San Pietro in Montorio.
Con Vasari e per papa Giulio III del Monte lavorò poi al ninfeo di Villa Giulia, costruendo fontane e grotte a tre livelli che costituiscono l'elemento "sorpresa" del cortile, secondo un gusto tipico del Manierismo.
Ritornato a Firenze nel 1555, venne nominato artista ufficiale della corte di Cosimo I de' Medici. Da quell'anno pose mano a una grande fontana per il salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio e completò, su disegni di Michelangelo, il vestibolo della Biblioteca Laurenziana. Nel 1563 Cosimo I de' Medici fondò l'Accademia e Compagnia dell'Arte del Disegno di cui l'Ammannati fu eletto membro. E fu sempre Cosimo I a commissionargli lavori di ampliamento di Palazzo Pitti di cui disegnò la vasta corte con ordine tripartito e l'ampliamento dei giardini retrostanti. Nel 1559 vinse il concorso per la fontana del Nettuno grazie all'aiuto di Eleonora di Toledo, e scolpì quindi il "Biancone" di piazza della Signoria.
Artista fra i più notevoli e inquieti del secolo, Ammannati fu un tipico interprete dell'intellettualismo manieristico e dell'amore per la "bella maniera" italiana, anche se, da ultimo, giunse a condannare egli stesso queste posizioni sulla base di pressanti istanze religiose e moralistiche.[1] Sua opera romana tarda è la realizzazione del Collegio Romano per la Compagnia di Gesù, cui Ammannati si era spiritualmente legato.
È sepolto nella chiesa di San Giovannino degli Scolopi a Firenze.
Talvolta criticato in vita, anche aspramente, non piaceva di lui il suo anti-classicismo. Benvenuto Cellini, nella Vita, lo descrisse come il degno seguace dell'odiato Baccio Bandinelli, ancora meno capace. Oggi la sua opera di scultore, che fonde elemnti di Michelangelo con dolcezze di matrice veneta, è stata rivalutata ed è ormai considerato come uno degli artisti più importanti del manierismo toscano.
[modifica] Altre immagini
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Palazzo Budini Gattai, Firenze |
Ponte Santa Trinita, Firenze |
fontana del Nettuno, Firenze |
Scultura a Jacopo Sannazaro (Napoli, S. Maria del Parto) |
[modifica] Note
- ^ Si veda al riguardo la sua Lettera agli Accademici del 22 Agosto 1582 (www.memofonte.it)
[modifica] Bibliografia
- Apparati della Vita di Benvenuto Cellini, edizione a cura di Ettore Camesasca, Classici Bur, Milano 2007, prima edizione 1985. ISBN 978-88-17-16532-7
[modifica] Voci correlate
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