Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri

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Coordinate: 41°54′11″N 12°29′49″E / 41.903056°N 12.496944°E41.903056; 12.496944

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Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Località Roma-Stemma.png Roma
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santa Maria degli Angeli
Diocesi Diocesi di Roma
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione XVI secolo
Sito web Sito ufficiale

Santa Maria degli Angeli e dei Martiri è una basilica romana che si trova in piazza della Repubblica. Il cardinale Presbitero del Titulus S. Mariae Angelorum in Thermis è William Henry Keeler.

È la chiesa dove si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato italiano.[1][2][3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'edificio è nato dalla sistemazione nel 1562, ad opera di Michelangelo Buonarroti, dell'aula centrale (frigidarium) delle Terme di Diocleziano, per disposizione di papa Pio IV su istanza del sacerdote siciliano Antonio del Duca, zio del fedele discepolo di Michelangelo, Jacopo del Duca.

Antonio Del Duca sollecitò a lungo la costruzione, a seguito di una visione avuta nell'estate del 1541, quando avrebbe visto una "luce più che neve bianca" che si ergeva dalle Terme di Diocleziano con al centro i sette martiri (Saturnino, Ciriaco, Largo, Smaragdo, Sisinnio, Trasone e Marcello papa); questo lo avrebbe convinto che doveva sorgere un tempio deditato ai sette Angeli, quindi segnò il nome dei sette angeli sulle colonne all'interno del frigidarium. Così cominciò ad ideare una possibile costruzione della chiesa dedicata ai sette angeli ed ai sette martiri, ma il pontefice Paolo III non sostenne l'idea.[4]

Nel 1543 Antonio del Duca fece realizzare un quadro raffigurante la Madonna fra sette angeli, copia del mosaico della Basilica di San Marco. Il dipinto è attualmente posto al centro dell'abside della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Tuttavia per vedere, seppur brevemente, attuato il sogno della costruzione di quest'ultima basilica, Antonio dovette aspettare a lungo visto che con l'elezione di Giulio III i nipoti del papa realizzarono un recinto di caccia e maneggio per cavalli all'interno delle terme. Tuttavia col pontificato di Marcello II e di Paolo IV cominciarono a verificarsi le condizioni per la realizzazione della basilica.[4]

La chiesa così nacque a seguito della bolla pontificia di papa Pio IV del 27 luglio 1561 e prese il nome di "Beatissimae Virgini et omnium Angelorum et Martyrum.[4]

Il progetto michelangiolesco[modifica | modifica sorgente]

Interno della basilica in un'incisione di Giovanni Battista Piranesi

Paolo IV affidò il progetto nel 1561 all'anziano Michelangelo che all'epoca stava lavorando alla Basilica di San Pietro.[5]

Michelangelo intervenne nel complesso termale restaurando l'aula del tepidarium e dimostrando un atteggiamento moderno e non distruttivo nei confronti dei resti archeologici. Si limitò a delimitare, con pochi setti murari,[6] tre campate contigue, coperte a crociera, a cui furono aggiunte due cappelle laterali quadrate, creando così un edificio ecclesiastico singolare per la sua epoca, con una spazialità dilatata lateralmente anziché longitudinalmente, nonostante il parere dei committenti. L'asse principale partiva dal vestibolo, ricavato da un piccolo vano adibito a ninfeo di passaggio verso il calidarium e si concludeva nel coro ricavato nella zona della natatio. Al tempo michelangiolesco esistevano altri due ingressi ai lati del transetto.

I lavori proseguirono anche dopo la morte di Michelangelo a cura di Giacomo Del Duca, nipote di Antonio. I lavori si protrassero fino alla metà del XVIII secolo quando furono chiuse le entrate laterali del transetto mediante le cappelle di San Bruno e la cappella Niccolò Albergati.

Intervento vanvitelliano[modifica | modifica sorgente]

Nel XVIII secolo si segnalano i lavori di Luigi Vanvitelli (1750), che decorò nello stile dell'epoca il sobrio interno voluto da Michelangelo, di cui non rimane alcuna documentazione.[7] Il Vanvitelli intervenne anche per ricreare un'uniformità architettonica che si era persa con vari interventi successivi a Michelangelo.[8]

Tramite le otto colonne in muratura si creò una composizione nel passaggio tra il vestibolo e la crociera e tra la crociera stessa e il presbiterio. Sulla piazza dell'esedra creò una facciata con portale a timpano, architettura tipica della struttura romana termale che Vanvitelli raccordò alla chiesa tramite lesene e fasce orizzontali. Inoltre, Vanvitelli sistemò tutti i quadri provenienti dalla Basilica Vaticana; Vanvitelli curò anche il trasporto a Santa Maria degli Angeli delle grandi pale d'altare della Basilica di San Pietro in Vaticano, sostituite da copie a mosaico per ragioni conservative (erano minacciate dall'umidità). Santa Maria degli Angeli risultò così una ricchissima pinacoteca con opere dal XVI al XVIII secolo, dal Martirio di San Sebastiano del Domenichino, alla Caduta di Simon Mago di Pompeo Batoni, al Battesimo di Gesù di Carlo Maratta, alla Messa di San Basilio di Pierre Subleyras. Nel transetto è anche collocata una pala di Giovanni Odazzi.

Dopo Vanvitelli[modifica | modifica sorgente]

Nella chiesa sono sepolti Salvator Rosa, Carlo Maratta, Armando Diaz, Paolo Emilio Thaon di Revel, Vittorio Emanuele Orlando e Papa Pio IV. Attualmente è spesso usata per funerali di stato o di personaggi dell'Esercito Italiano. La Basilica è stata la cornice del matrimonio di Vittorio Emanuele III di Savoia re d'Italia (ancora principe ereditario all'epoca delle nozze) e della principessa Elena del Montenegro, figlia del re Nicola del Montenegro. Nell'annesso convento dei Certosini, anch'esso ricavato dalle terme di Diocleziano, è stata sistemata una delle sezioni del Museo nazionale romano.

Con l'Unità d'Italia vennero allontanati i padri certosini dalla chiesa e dal relativo convento; in un primo momento la zona conventuale fu lasciata ai militari, indi ai frati di San Francesco da Paola ed infine al clero diocesano. Con le nozze di Vittorio Emanuele III questa basilica divenne chiesa di Stato, rango che conserva tuttora. Il 20 luglio 1920 Benedetto XV elevò la chiesa a basilica minore.[9]

L'ingresso esterno[modifica | modifica sorgente]

L'ingresso

I restauri degli inizi del XX secolo eliminarono la facciata del Vanvitelli nel 1911, e la trasformarono in un nicchione ad esedra con due ingressi ad arco, con l'intento di riportare l'aspetto a quello originario. Il 28 febbraio 2006 le vecchie porte lignee furono sostituite con delle nuove realizzate dal polacco Igor Mitoraj.[10]

La porta di destra.
Questa porta ha come tema l'Annunciazione, di fatti l'anta sinistra raffigura in alto un angelo e l'anta destra raffigura, più in basso, la Vergine Maria, uno sfondo raffigura il mondo. Sulla lunetta vi è una schiera di angeli rappresentati con la sola testa bendata ed un corpo di una giovane acefala.[11]
La porta di sinistra.
Questa porta rappresenta la Resurrezione: l'anta di sinistra raffigura la crocifissione (una figura umana in cui è incavata profondamente la figura di una croce). Sullo sfondo vi sono una testa bendata ed una palma. Sulla lunetta vi sono delle figure rappresentanti i martiri.[11]

Le lunette vogliono richiamare il nome della basilica con gli angeli ed i martiri. Sul retro delle porte vi sono dei pannelli raffiguranti quattro arcangeli.[11]

Vestibolo circolare[modifica | modifica sorgente]

Trattasi di un'aula di passaggio a pianta circolare con soffitto a cupola. Probabilmente, ai tempi dell'antica Roma, vi era il ninfeo delle Terme di Diocleziano. Questa sala era ospitata tra il calidarium, oggi scomparso, ed il tepidarium:e venne inclusa nell'asse longitudinale della chiesa da Michelangelo Buonarroti, il quale vi inserì quattro edicole con timpano, le quali conservarono dei monumenti funebri.[12]

Monumenti funebri del vestibolo circolare[modifica | modifica sorgente]

Interno del vestibolo
Monumento funebre a Carlo Maratta
Carlo Maratta progettò la cappella di San Bruno nella quale dipinse "Il battesimo di Gesù". Maratta progettò anche il suo monumento funebre, il cui busto in marmo fu realizzato da Francesco Maratta, noto anche come Francesco Moratti (tra i due non vi era alcun legame di parentela).[13]
Monumento al cardinale Francesco Alciati
È posto in un'edicola con timpano sorretto da colonne ioniche. Fu costruito tre anni dopo la sua morte. La sua costruzione è attribuita a Jacopo Del Duca secondo Vanvitelli e a Giovan Battista Della Porta secondo A. Schiavo. Consta di un sarcofago poggiante su un piedistallo con un busto ed al centro uno stemma, il tutto viene sorretto da quattro paraste.[14]
Monumento funebre al cardinale Pietro Paolo Parisio
Fu eretto nel 1604 in onore del cardinale Parisio da suo nipote Flaminio, vescovo di Bitonto. Ricorda lo stile michelangiolesco della tomba di fronte.[15]
Monumento a Salvator Rosa
Fu costruito nel 1673 dal figlio di Rosa. Il monumento raffigura il pittore che fuoriesce dal sarcofago sorretto da un basamento sul quale sono collocati due putti che simboleggiano la pittura e la poesia, costruiti da Bernardino Fioriti.[16]

Cappelle del vestibolo circolare[modifica | modifica sorgente]

Cappella del Crocifisso
Fu edificata nel 1575, come attesta un'iscrizione sotterranea, per Girolamo Ceuli (un ricco banchiere romano). La tela d'altare, attribuita a Giacomo della Rocca (che decorò anche gli affreschi della volta, restaurati poi malamente nel 1838) raffigura un crocifisso. Nella parete sinistra vi è la tomba di Pietro Tenerani ad edicola con timpano sorretta da colonne ioniche al cui centro vi è un busto raffigurante l'artista. Sul basamento vi è una porta che raffigura il passaggio all'Ade. Sul lato opposto vi è il monumento alla moglie di Tenerani, Lilla Montabbiio, a forme di semplice edicola con timpano e colonne corinzie.[17]
Cappella della Maddalena e Battistero
Fu costruita da Consalvo Alvaro di Giovanni nel 1579. La pala d'altare con l'epitaffio "Noli me tangere" è attribuito da alcuni a Cesare Nebbia e da molti altri a Arrigo Fiammingo. Nel dipinto vi è raffigurato Gesù che appare risorto alla Maddalena sotto forma di giardiniere ed una volta riconosciuto, per non farsi toccare, esclama appunto la frase "Noli me tangere".[18]

Altre opere site nella sala[modifica | modifica sorgente]

L'angelo della luce
La scultura, in bronzo, fu realizzata da Ernesto Lamagna al termine del Giubileo del 2000. È l'ultimo degli angeli posti nella basilica. Si discosta dalle altre figure angeliche poste nella basilica per via della sua modernità. La statua è in stile barocco-futuristico. Lo scultore, per invecchiare il bronzo, ha usato degli acidi particolari per donargli una patina grigio ferro cosparsa di crepe, fessure e buchi rendendola simile alle opere di Michelangelo che sotterrava le sue opere per invecchiarle.[19]
Cupola in vetro "Luce e tempo"
La cupola in vetro
In epoca romana la volta della cupola era un'apertura circolare a cielo aperto che consentiva all'acqua piovana di penetrare e di finire nella piscina sottostante. Con la trasformazione delle terme di Diocleziano in chiesa si è resa necessaria la trasformazione dell'oculo con una vetrata. Michelangelo e Vanvitelli vi installarono delle lanterne successivamente demolite. Nel secolo scorso vi furono installate delle lanterne che in seguito si sono rivelate inadatte a resistere alle intemperie. La nuova lanterna installata ha un diametro di circa due metri suddivisa in otto spicchi composti da ventiquattro lastre di vetro multicolore. Altre tre lenti collocate ad altezze differenti ma tutte poste nella zona sud completano l'opera. Le tre lenti fanno convergere i raggi del sole verso il basso, facendo in modo che la luce riflessa verso il pavimento sia di colore rosa che avanza molto lentamente sul pavimento stesso creando l'illusione del movimento terrestre nello spazio. Il sole, così, raggiunge il centro esatto del pavimento nei due equinozi e nei solstizi indicando il mezzogiorno a Roma.[20]

Passaggio voltato verso la crociera[modifica | modifica sorgente]

Il passaggio voltato visto dalla crociera

Trattasi di un locale riadattato da Vanvitelli mediante quattro colonne in gesso, dipinto a sembrare marmo, simili a quelle del transetto in granito rosso. In questa sala vi sono un dipinto ovale di Francesco Trevisani raffigurante la cacciata dal paradiso terrestre ed una statua raffigurante un angelo che sorregge un'acquasantiera.[21] Tra le altre opere nella sala sono da elencare:

Le opere nel passaggio voltato verso la crociera[modifica | modifica sorgente]

Statua di San Bruno
La statua di marmo fu costruita da Jean-Antoine Houdon tra il 1766 ed il 1768 insieme a quella di San Giovani Battista, sita di fronte e distrutta nel 1894. Il santo è raffigurato con il saio, le braccia conserte e la testa china in posa riflessiva.[22]
Cappella di San Brunone
Fu costruita nel 1620 da monsignor Bartolomeo Povusinski. Sull'altare vi è un quadro raffigurante San Brunone, di anonimo seicentesco. Il prospetto, in stile michelangiolesco, è di Vanvitelli.[23]
Cappella di San Pietro
La cappella fu costruita da Pietro Alfonso Avignonese nel 1635 ha la facciata progettata dal Vanvitelli. Sull'altare vi è un paliotto. Sopra l'altare vi è un dipinto di Girolamo Muziano raffigurante la consegna delle chiavi. Sulle pareti vi sono raffigurati "San Pietro liberato da un angelo" ed "I santi Pietro e Paolo" di M. Carloni. Al centro è posta una testa in marmo di Carrara donata da Igor Mitoraj.[24]

Il transetto[modifica | modifica sorgente]

Il transetto

Il transetto è posto nell'antico frigidarium delle Terme di Diocleziano. In seguito subì varie ristrutturazioni, sia da Michelangelo, sia da Jacopo Del Duca che da Vanvitelli. Ciascuno dei tre artisti rispettò la struttura originaria della costruzione romana, tra cui le dimensioni originali: l'altezza delle volte a crociera è di 29 metri e le colonne, compresa la base del capitello e la trabeazione raggiungono i 17,14 metri, mentre la loro circonferenza è di 5,10 metri e il loro diametro di 1,62 metri. Le pareti sono adornate di paraste e lesene dipinte ad imitare il marmo rosso di Cottanello, con delle riquadrature incorniciate in cui vi sono otto quadri originali provenienti dalla Basilica di San Pietro e posti in loco nella prima metà del XVIII secolo. L'illuminazione del transetto è garantita mediante dei finestroni negli archi di accesso alle cappelle laterali più altri finestroni ai lati a forma di mezzaluna; sopra queste mezzelune, Niccolò Ricciolini rappresentò dei profeti, sibille e condottieri. Solo i finestroni esistenti sugli archi d'accesso al vestibolo ed al presbiterio, già esistenti all'epoca di Vanvitelli, sono differenti dagli altri: di fatti constano di modanature con doppia voluta.[25]

Meridiana[modifica | modifica sorgente]

Il disco solare proiettato sulla meridiana poco prima del mezzogiorno solare

Sul pavimento, costruito da Giuseppe Barberi, si può notare, sul braccio destro del transetto, la meridiana ideata da papa Clemente XI che la commissionò a Francesco Bianchini per il Giubileo del 1700; per la costruzione, Bianchini chiese l'affiancamento di G. F. Maraldi e di G. D. Cassini, quest'ultimo autore della meridiana di San Petronio a Bologna. Tutto intorno alla meridiana vi sono dei riquadri che rappresentano le costellazioni. Una lapide recente afferma che fu usata come orologio solare fino al 1846 quando fu sostituita dal cannone del Gianicolo.[25] Lo scopo dell'installazione (oltre che di far concorrenza all'analogo oggetto allora esistente in San Petronio di Bologna) era di verificare dimostrativamente la correttezza del Calendario Gregoriano e di determinare la data della Pasqua nel modo più coerente possibile con i moti del Sole e della Luna.

Funge da gnomone il foro attraverso il quale la luce del Sole, al momento del suo passaggio al meridiano locale, cade in un punto variabile e misurato della linea di bronzo lunga circa 45 metri tracciata nel pavimento. L'avvicendarsi delle stagioni è rappresentato dalle figure dei segni zodiacali intarsiate in marmo disposte lungo la linea, che porta ad un capo il segno del Cancro, a rappresentare il (solstizio d'estate) e all'altro quello del Capricorno (solstizio d'inverno).

Dipinti del transetto[modifica | modifica sorgente]

La crocifissione di San Pietro
È una copia di un quadro di Passignano realizzato per la Biblioteca Vaticana da Nicola Ricciolini.[26]
Primo quadro raffigurante "La caduta di Simon Mago"
È una copia realizzata da Pierre Charles Trémollièere del quadro Francesco Vanni che si trova sull'altare del Sacro Cuore a San Pietro. Il quadro narra della caduta di Simon Mago che voleva acquistare da San Pietro la facoltà di compiere miracoli. Il quadro simboleggia la supremazia dell'ortodossia cattolica sull'eresia.[27]
Predica di San Girolamo
È l'ultima opera di Gerolamo Muziano con degli interventi, sullo sfondo, di Paul Brill. I toni luminosi dai riflessi argentei del quadro sono tipici della scuola bresciana. Inizialmente fu realizzato per l'altare di San Girolamo a San Pietro, ma successivamente trasportato in questa basilica.[28]
L'Immacolata
Fu dipinta da Pietro Bianchi che realizzò quest'opera originariamente sita all'altare della cappella del coro a San Pietro ove ora vi è un mosaico copia di questo stesso quadro. Il quadro rappresenta l'Immacolata additata da San Gregorio Nazianzeno, con San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova adoranti.[29]
Resurrezione di Santa Tabita
Fu realizzata da Placido Costanzi per l'altare di Tabita nella Basilica Vaticana. Il dipinto fu trasportato in questa basilica dopo che fu sostituito da una copia in mosaico dello stesso quadro.[30]
Secondo quadro raffigurante "La caduta di Simon Mago"
Fu dipinto da Pompeo Batoni nel 1765. Pare che il quadro non fosse nella serie originaria dei quadri trasferiti dalla Basilica Vaticana in questa basilica.[31]
La messa di San Basilio
Fu realizzato da Pierre Subleyras per l'altare di San Basilio di San Pietro. Il quadro raffigura San Pietro mentre officia la messa davanti all'imperatore Valente. Durante la celebrazione, l'imperatore cadde svenuto. Dopo essere stato traspostato in questa sede dalla basilica di San Pietro, nella stessa Basilica Vaticana, al suo posto, venne posta una copia in mosaico.[32]

Monumento funebre ad Armando Diaz[modifica | modifica sorgente]

Fu eretto nel 1920 da Antonio Muñoz in architettura liberty. Al centro vi è una stele con dedica al generale, ai due lati vi sono due marmi con fregi in bronzo rappresentanti una spada ed una corona d'alloro.[33]

Cappella del Beato Niccolò Albergati[modifica | modifica sorgente]

La cappella Albergati

È sita sul lato destro del transetto come capocroce. L'accesso è realizzato mediante un arco a sesto ribassato. Fu eretta dall'architetto Clemente Orlandi nel 1746. La volta è a crociera ornata da Antonio Bicchierai e Giovanni Mezzetti. Al centro della volta è rappresentato lo Spirito Santo tra i cherubini e nelle vele dei dipinti sono rappresentati dei dottori della chiesa. Sull'altare vi è un dipinto di Ercole Graziani dal titolo Un miracolo del beato Niccolò Albergati. Due tele di Francesco Trevisani dal titolo Battesimo d'acqua e Battesimo di desiderio si trovano sopra i monumenti funebri. Ai lati dell'altare vi sono due statue in gesso donate nel 1834 da Federico Pettrich, raffiguranti gli Angeli della pace e della giustizia.[34]

Monumento funebre a Vittorio Emanuele Orlando
Fu eseguito nel 1953 da Pietro Canonica. Il monumento posto a ridosso della parete comprende un sarcofago di color giallo di Siena con un medaglione centrale in bronzo. Il sarcofago è sorretto da rilievi in marmo di Carrara. Sopra vi è un arco, sempre in giallo di Siena, e sotto un basamento con dedica.[35]
Monumento funebre all'ammiraglio Thaon di Revel
Fu eseguito nel 1948 da Pietro Canonica. Il monumento è semicircondato da un arco a trabeazione continua decorato. Il monumento vero e proprio è costituito dal sarcofago giallo di Siena a forma di nave e sostenuto da una base in rosso e nero.[36]
Un miracolo di San Pietro
In origine si trovava nel Palazzo del Quirinale. Fu realizzato da Francesco Mancini. Il quadro rappresenta il miracolo di San Pietro ad un paralitico presso Porta Speciosa. Una copia in mosaico di questo quadro è nella Basilica Vaticana.[37]

Cappella di San Bruno[modifica | modifica sorgente]

La cappella di San Bruno

Fu decorata su progetto di Carlo Maratta. L'altare è dipinto illusoriamente con quattro colonne di serpentino che sorreggono una trabeazione del frontone spezzato con stemma. Tutto intorno vi è un finto coro con delle nicchie di statue. Il coro con le finte architetture delle pareti è stato dipinto da Balletti e da Paradisi. Nel 1864 Francesco Fontana trasformò in marmo la mensa eucaristica. Gli affreschi della volta a crociera raffiguranti gli evangelisti sono di Andrea Procaccini. Sulla parete di destra vi sono le statue della Meditazione, del 1874, e della Preghiera, del 1875, che sono copie delle statue poste all'ingresso del Verano. Nella parete di sinistra è installato l'organo monumentale.[38]

Battesimo di sangue
Trattasi di due cartoni dipinti da Francesco Trevisani. Questi dipinti insieme a quelli della Cappella Albergati compongono una trilogia sul battesimo, che può essere di tre tipi: d'acqua, di desiderio e di sangue (ovverosia col martirio). Si tratta di cartoni preparatori in cui i disegni sono leggeri e superficiali, al contrario della versione in mosaico della basilica vaticana.[39]
Apparizione della Vergine a San Bruno
Al centro dell'altare vi è la pala dipinta con la tecnica ad olio da Giovanni Odazzi. Il quadro segna il passaggio dell'artista dal barocco al rococò.[40]

Passaggio voltato verso il presbiterio[modifica | modifica sorgente]

Il passaggio voltato

Oltre che al presbiterio immette anche a due cappelle, a destra vi è la Cappella di San Giacinto ed a sinistra quella del Salvatore. Entrambe sono state ammodernate dal Vanvitelli con chiara ispirazione michelangiolesca, con la differenza che al posto di un vano architravato le paraste inquadrano un ingresso arcuato chiuso da cancelli in ferro battuto con borchie in ottone e palme dorate realizzate su progetto sempre del Vanvitelli. L'arco ribassato che immette al passaggio dalla volta a crociera è adornato da due angeli, mentre la parte opposta, verso il presbiterio, è adornata da un cartiglio con la scritta "Reginae Angelorum et Martyrum". La ricchezza ornamentale serve per mascherare le varie altezze dei vari vani di accesso. La volta del passaggio è a cassettoni come quella del vestibolo.[41]

Cappelle del passaggio voltato verso il presbiterio[modifica | modifica sorgente]

Cappella di San Giacinto
Fu eretta per volontà di Alessandro Litta nel 1608. Sull'altare vi è un dipinto di Giovanni Baglione. Ai lati sono dipinti dei santi tra cui Santa Cecilia e San Francesco che riceve le stigmate. Nella volta sono raffigurati Dio e gli angeli.[42]
Cappella del Salvatore
Questa cappella è la più antica della chiesa, in quanto risale al 1574. Dapprima appartenne alla famiglia De Cinque, poi ai Catalani come attestano i due stemmi ai due lati. A quest'ultima famiglia appartenne Matteo Catalani che scrisse Historia dell'erettione della chiesa di Santa Maria degli Angeli in Roma nelle Terme diocletianae, composta verso il primo decennio del XVII secolo. Sulla parete di destra viene ricordato il beneficio concesso da Gregorio VII di indulgenze per i membri della Confraternita dei Sette Angeli. Le decorazioni sull'altare ritraggono L'incarnazione di Gesù e L'adorazione dei sette angeli dipinte da Domenico da Modena, mentre i ventiquattro quadretti illustranti le storie di Cristo sono attribuiti a Hendrik van der Boeck, che nell'ultimo quarto del XVI secolo ha dipinto la volta con Dio e San Michele Arcangelo. Sulle pareti laterali si possono ammirare le Anime del purgatorio ed il Pontefice orante di Giulio Mazzoni il Piacentino. In quest'ultimo quadro si possono riconoscere personaggi della fondazione di questa chiesa ed i membri della confraternita dei Sette Angeli, tra cui sono degni di menzione:[43]

Il presbiterio[modifica | modifica sorgente]

Il presbiterio

Il presbiterio si propone nella forma progettata dall'architetto Clemente Orlandi, mentre il coro è stato progettato dal Vanvitelli che curò anche la decorazione di tutto l'insieme presbiterale. L'architetto diede forme poligonali all'abside al cui centro si trova l'altare maggiore, analoga a quella da lui stessa progettata per la chiesa della Reggia di Caserta. Il crescendo decorativo venne troncato nel 1867 quando l'altare fu spostato per fare spazio al coro. Quest'ultimo è protetto da un'inferriata metallica decorata con le sigle e le stelle certosine dorate e i cancelli a forma di arpa di Angelo Santini. Gli ornamenti del cancello sono stati progettati da Giuseppe della Riccia. Poco prima di arrivare all'altare si notano due opere di Innocenzo Orlandi del 1866: L'angelo con l'aquila e la Cattedra, quest'ultima è sorretta da un toro e da un leone, così le due opere rappresentano gli evangelisti.[44]

Dipinti del presbiterio[modifica | modifica sorgente]

Presentazione di Maria al tempio
Questo dipinto è stato realizzato da Giovanni Francesco Romanelli.[45]
Martirio di San Sebastiano
Questo dipinto è stato realizzato dal Domenichino con la tecnica ad olio su muro per la Basilica Vaticana. Durante il trasferimento nell'odierna sistemazione subì qualche danno durante le operazioni di distacco.[46]
Madonna in trono fra i sette angeli e abside
Nell'abside pentagonale, dipinta di rosso, vi sono due porte sovrastate dai busti di San Carlo Borromeo e di Pio IV e due lastre commemorative del pontefice e del cardinale Serbelloni (il primo titolare della chiesa). Al centro, entro una gloria di angeli e cherubini scolpita da Bernardino Ludovisi, vi è il quadro con la "Madonna degli Angeli" che Antonio Duca fece realizzare a Venezia nel 1543. L'autore è sconosciuto anche se lo stile lascia ricondurre a Lorenzo Lotto. La Madonna è raffigurata nell'atto di allattare Gesù e perciò chiamata Madonna del latte. Gli arcangeli Michele (a sinistra) e Gabriele (a destra) sorreggono la corona sulla testa della Vergine Maria. Tutti gli arcangeli sorreggono i cartigli con su scritti i loro compiti.[47]
Battesimo di Gesù
Questo quadro è stato dipinto da Carlo Maratta. Fu uno dei primi che Benedetto XIII fece trasportare dalla Basilica Vaticana nel luogo odierno. Maratta, anche se dipinse in tarda età questo quadro, non denota segni di stanchezza artistica; di fatto i due personaggi principali raffigurati, Giovanni Battista e Gesù, sono evidenziati da una cromia e luminosità dagli altri personaggi raffigurati, gli angeli. Essendo Maratta allievo di Andrea Sacchi, si denota nel quadro una certa influenza della scuola di Correggio.[48]
Morte di Anania e Safira
Questo dipinto è stato realizzato dal Pomarancio per la Basilica Vaticana nel 1604. Il dipinto è in stile manieristico tardo-cinquecentesco.[49]

Cappella Cybo o delle reliquie[modifica | modifica sorgente]

Venne fatta erigere nel 1742 dal cardinale Camillo Cybo per custodire le reliquie inerenti alla storia della costruzione delle terme, a queste aggiunse le reliquie di dottori della chiesa: Girolamo, Ambrogio, Agostino e Gregorio che custodiva nel suo palazzo. Le decorazioni della cappella sono di Nicola Ricciolini.[50]

Altare ligneo con la deposizione[modifica | modifica sorgente]

La mensa eucaristica consta di paliotto bronzeo che raffigura la deposizione di Umberto Mastroianni. La scultura è nello stile di Maratta prima maniera, prima che egli stesso arrivasse a produrre delle opere futuriste ed astratte. L'opera consta di un chiaroscuro molto evidente.[51]

Cappella dell'Epifania (o coro dei certosini)[modifica | modifica sorgente]

Dal portale a sinistra dell'altare si può accedere all'odierna sacrestia con volta semicilindrica. Da questa sala si può raggiungere la sacrestia michelangiolesca, che negli anni venti e trenta del XVIII secolo assunse l'aspetto odierno con la volta a padiglione riservata a coro dei certosini. Questo coro, dapprima nel presbiterio, fu trasportato in questa nuova sede per volontà di Benedetto XIII. Il nuovo coro dei padri certosini fu consacrato dallo stesso pontefice il 6 ottobre del 1727. Su questo coro è posto un quadro in stile rinascimentale con lo stesso tema. Da questo momento in poi la cappella si chiamò col nome attuale. Prima di essere arredata con l'altare questa sala venne decorata con una decorazione tardo barocca del pittore Luigi Garzi, raffigurante le scene di vita di San Brunone.[52]

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Organo monumentale[modifica | modifica sorgente]

Organo di Santa Maria degli Angeli, Concerto di Natale 2009

La parete di sinistra della Cappella di San Bruno ospita l'organo monumentale costruito negli anni novanta del XX secolo da Barthélemy Formentelli e inaugurato in occasione del giubileo del 2000. Consta di 77 registri disposti su quattro tastiere ognuna di 56 note e pedaliera dritta di 30; la sua trasmissione è integralmente meccanica. Lo strumento, originariamente destinato alla Basilica di Santa Maria in Aracoeli e solo in seguito collocato nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, è stato realizzato seguendo i dettami della scuola organaria francese di Dom Bedos de Celles. La cassa è stata costruita in legno massello di ciliegio, noce e castagno, ed accoglie all'interno le 5.400 canne di stagno e legno lavorate a mano che costituiscono il corpo fonico dello strumento.[53] Di seguito, la disposizione fonica dell'organo:

Prima tastiera - Positivo
Principale 8'
Ottava 4'
Quintadecima 2'
Decimanona 1.1/3'
Vigesimaseconda 1'
Ripieno grave 3 file
Ripieno acuto 2 file
Voce umana 8' Soprani
Flauto in legno 8'
Flauto in ottava 4'
Flauto in duodecima 2.2/3'
Flauto in decimaquinta 2'
Flauto in decimasettima 1.3/5'
Flauto in decimanona 1.1/3'
Cornetto 5 file Soprani
Tromba 8'
Cromorno 8'
Clarone 4'
Seconda tastiera - Grand'Organo
Principale 16'
Ottava 8'
Quintadecima 4'
Decimanona 2.2/3'
Vigesimaseconda 2'
Ripieno grave 5 file
Ripieno acuto 4 file
Cimbalo in terza 2 file
Bordone 16'
Flauto a fuso 8'
Gran quinta 5.1/3'
Flauto a camino 4'
Gran terza 3.1/5'
Nazardo 2.2/3'
Terza 1.3/5'
Gran cornetto 5 file Soprani
Bombarda 16'
Tromba giubilare 8'
Tromba 8'
Clarone 4'
Terza tastiera - Recitativo Espressivo
Corno di camoscio 8'
Principale 4'
Ottava 2'
Ripieno 5 file
Sesquialtera 2 file
Voce angelica 8' Soprani
Bordone 8'
Flauto aperto 8'
Flauto a cuspide 4'
Flauto in selva 2'
Flagioletto 1'
Cornetto 3 file Soprani
Fagotto 16'
Oboe 8'
Clarone-Tromba 4' - 8'
Vox humana 8'
Quarta tastiera - Eco
Flauto in eco 8'
Principale in eco 4'
Nazardo 2.2/3'
Ottava 2'
Cornetta 1.3/5'
Ripieno 3 file
Tromboncino 8'
Pedale
Principale 16'
Ottava 8'
Quintadecima 4'
Ripieno grave 5 file
Ripieno acuto 6 file
Subbasso 16'
Flauto in legno 8'
Flauto a camino 4'
Corno di notte 2'
Cornettone 3 file
Controbombarda 32'
Bombarda 16'
Fagotto 16’
Tromba prima 8'
Tromba seconda 8'
Clarone 4'

Organo del presbiterio[modifica | modifica sorgente]

Nella conca dell'abside, celato dall'altare maggiore, vi è un organo a canne, costruito nel 1913 da Giovanni Tamburini[54]. Si tratta di un piccolo strumento con somiere a doppio scompartimento comandato da una consolle con due tastiere di 58 note ciascuna ed una pedaliera di 30. La trasmissione originaria è pneumatica ma è stata aggiunta una integralmente elettrica. Di seguito la sua disposizione fonica:

Prima tastiera - Espressivo
Principale 8'
Flauto 8'
Gamba 8'
Coro viole 8'
Flauto armonico 4'
Ottava 4'
Ripieno 5 file
Seconda tastiera - Espressivo
Principale 8'
Flauto 8'
Gamba 8'
Coro viole 8'
Flauto armonico 4'
Ottava 4'
Ripieno 5 file
Pedale
Bordone 16'
Violoncello 8'
Unioni e accoppiamenti
Unione I-P
Unione II-P
Unione II-I
Ottava sopra I
Ottava grave II-I

Organo della Cappella Musicale[modifica | modifica sorgente]

Nella sala annessa alla chiesa utilizzata per le prove della Cappella Musicale della Basilica, si trova l'organo Pinchi Opus 418 costruito nel 1998[54]. Si tratta di uno strumento a trasmissione meccanica con unico manuale di 54 note e pedaliera di 27. Di seguito la sua disposizione fonica:

Manuale
Principale 8'
Ottava 4'
XV 2'
Bordone 8'
Pedale
Bordone 16'

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito ufficiale della Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri, S. Maria degli Angeli e dei Martiri Chiesa di Stato. URL consultato il 9 agosto 2011.
  2. ^ Viviana Normando, Il 450º anniversario della Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri di Roma, Chiesa di Stato. Il messaggio del Papa. URL consultato il 9 agosto 2011.
  3. ^ Susanna Novelli e Cinzia Tralicci, La basilica di Santa Maria degli Angeli è la chiesa delle cerimonie di Stato. URL consultato il 9 agosto 2011.
  4. ^ a b c Renato Pisani, Giuseppe Valeri, La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri - Introduzione - Cenni storico-artistici in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 7-9.
  5. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Progetto michelangiolesco in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 10.
  6. ^ David Karmon, Michelangelo's "Minimalism" in the Design of Santa Maria degli Angeli, in "Annali di architettura" n. 19, 2008; Alessandro Brodini, Santa Maria degli Angeli, in Mauro Mussolin (a cura di), Michelangelo Architetto a Roma, Catalogo della Mostra, 2009, pp. 240-245.
  7. ^ Alessandro Brodini, Santa Maria degli Angeli, in Mauro Mussolin (a cura di), Michelangelo Architetto a Roma, Catalogo della Mostra, 2009, pp. 240-245.
  8. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Intervento vanvitelliano in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 11-13.
  9. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Intervento vanvitelliano in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 11.
  10. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Ingresso in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 16.
  11. ^ a b c Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Le porte bronzee di Igor Mitoraj in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 17-19.
  12. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Vestibolo circolare in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 20.
  13. ^ Claudio Gamba, Maratti (Moratti), Francesco, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol.69, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2007, ad vocem http://www.treccani.it/enciclopedia/francesco-maratti_(Dizionario-Biografico)/ (consultato Marzo 2012).
  14. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Monumento al cardinale Francesco Alciati in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 21.
  15. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Monumento al cardinale Pietro Paolo Parisio in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 49.
  16. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Monumento a Salvator Rosa in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 50.
  17. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella del Crocifisso in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 21.
  18. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella della Maddalena e Battistero in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 50.
  19. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, L'angelo della luce in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 53.
  20. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cupola in vetro luce e tempo in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 51-52.
  21. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Passaggio voltato verso la crociera in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 22.
  22. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Statua di San Bruno in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 23.
  23. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella di San Brunone in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 23.
  24. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella di San Pietro in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 47-49.
  25. ^ a b Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Transetto in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 23-25.
  26. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, La crocifissione di San Pietro in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 25.
  27. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Caduta di Simon Mago in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 25.
  28. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Predica di San Girolamo in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 30.
  29. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, L'immacolata in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 41.
  30. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Resurrezione di Santa Tabita in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 41.
  31. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, La caduta di Simon Mago in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 45-46.
  32. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, La messa di San Basilio in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 47.
  33. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Monumento funebre ad Armando Diaz in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 30.
  34. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella del Beato Niccolò Albergati in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 26-28.
  35. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Monumento a Vittorio Emanuele Orlando in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 26.
  36. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Monumento funebre all'ammiraglio Thaon di Revel in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 29.
  37. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Un miracolo di San Pietro in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 29.
  38. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella di San Bruno in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 42-43.
  39. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Battesimo di sangue in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 43.
  40. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Apparizione della Vergine a San Bruno in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 44.
  41. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Passaggio voltato verso il presbiterio in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 31.
  42. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella di San Giacinto in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 32.
  43. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappelle di San Salvatore in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 38-39.
  44. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Il presbiterio in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 32-33.
  45. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Presentazione di Maria al tempio in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 33.
  46. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Martirio di San Sebastiano in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 34.
  47. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Madonna in trono fra i sette angeli e abside in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 35.
  48. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Battesimo di Gesù in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 37.
  49. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Morte di Anania e Safira in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 37-38.
  50. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella di Cybo o delle reliquie in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 36.
  51. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Altare ligno con la deposizione in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 40.
  52. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Cappella dell'epifania (o coro dei certosini) in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 45.
  53. ^ Renato Pisani, Giuseppe Valeri, Organo monumentale in Guida (La basilica di Santa Maria degli angeli e dei martiri), Roma, Il cigno GG edizioni, 2008, pag. 44.
  54. ^ a b Graziano Fronzuto, Organi di Roma. Guida pratica orientativa agli organi storici e moderni, Firenze, Leo S. Olschki Editore, pag. 232-234, ISBN 978-88-222-5674-4.

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