San Martino in Pensilis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Martino in Pensilis
comune
San Martino in Pensilis – Stemma
San Martino in Pensilis – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Massimo Caravatta (lista civica di centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°52′00″N 15°01′00″E / 41.866667°N 15.016667°E41.866667; 15.016667 (San Martino in Pensilis)Coordinate: 41°52′00″N 15°01′00″E / 41.866667°N 15.016667°E41.866667; 15.016667 (San Martino in Pensilis)
Altitudine 281 m s.l.m.
Superficie 100,66 km²
Abitanti 4 814[1] (01-01-2013)
Densità 47,82 ab./km²
Comuni confinanti Campomarino, Chieuti (FG), Guglionesi,

Larino, Portocannone, Rotello, Serracapriola (FG), Ururi

Altre informazioni
Cod. postale 86046
Prefisso 0875
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070069
Cod. catastale H990
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sammartinesi
Patrono San Leo
Giorno festivo 2 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Martino in Pensilis
Posizione del comune di San Martino in Pensilis nella provincia di Campobasso
Posizione del comune di San Martino in Pensilis nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

San Martino in Pensilis è un comune italiano di 4.814 abitanti della provincia di Campobasso (Molise).

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico del paese si trova sopra un colle, ad un'altitudine di 281 m s.l.m.

Il colle è in parte a strapiombo e ripidissimo verso il lati sud ed ovest. L'abitato si estende lungo il lato nord-ovest, meno scosceso e verso est, lungo il lato ripido meridionale, per alcune centinaia di metri e piega poi verso sud e ancora verso est[2].

I confini naturali del territorio del comune sono rappresentati dal torrente Saccione verso est e dal fiumeBiferno verso nord-ovest. Attraversa il territorio anche il torrente Cigno, affluente del Biferno, che ha una portata molto maggiore del Saccione. Altri corsi d'acqua minori sono il "vallone Reale" e il "vallone Sassani" (affluenti di sinistra del Saccione).

Nella campagna pianeggiante circostante si coltivano grano, barbabietole, girasoli e sono presenti ulivi e vigneti. Del terreno boschivo restano attualmente solo alcune macchie, avanzi del "bosco di Ramitelli", che si estendeva lungo tutto il corso del Saccione, dal mare fino a Rotello.

Confina con i due paesi arbëreshë di Portocannone e di Ururi.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il vescovo ed erudito settecentesco Giovanni Andrea Tria[senza fonte], il toponimo di "San Martino" deriverebbe da una chiesa situata sul colle e dedicata al santo vescovo Martino di Tours. La posizione sopra una collina, con due ripidi pendii a sud e ad ovest, avrebbe invece dato origine all'aggiunta "in Pensili": entro le mura del paese vecchio ("Mezzaterra") esisteva la chiesa di "Santa Maria in Pensili"[senza fonte] e in alcune fonti medievali[senza fonte] il colle era citato anche come in Pisili, in Pesule o in Pensulis.

Per distinguere il comune di San Martino dai numerosi omonimi del Regno d'Italia, nel 1863[3], si aggiunse al nome la forma latineggiante in Pensilis'[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un centro fortificato (castrum Sancti Martini in Pesulo) è attestato in documenti del XII secolo e doveva forse essere sorto intorno ad una chiesa dedicata al santo vescovo Martino di Tours[5] [6].

Era stato in precedenza in possesso dei conti di Loritello (Rotello), ma il conte Roberto, figlio di Goffredo d'Altavilla, lo aveva donato all'abbazia di Montecassino nel 1113[5] [7].

Nelle cronache non sono riportati danni al castrum in occasione del grande terremoto del 1125, di cui parla Falcone Beneventano[8].

Tra il 1150 e il 1168 il Catalogo dei baroni attesta che era signore di San Martino un certo "Americ" e che il feudo doveva fornire due militi (e quindi era di discreta importanza)[5]. Secondo la leggenda, il conte Roberto II di Bassavilla signore di Loritello (1154-1182) e di Conversano (1138-1182), ma ribelle al re Guglielmo I di Sicilia negli anni 1155-1169, avrebbe rinvenuto insieme ad altri nobili, durante una battuta di caccia, il corpo di san Leo. L'episodio sarebbe alle origini della tradizionale manifestazione della corsa dei carri.

Sotto il dominio degliAngioini[9], in uno statuto per la riparazione dei castelli della Capitanata, redatto intorno al 1270, a San Martino ("S. Martini impensulis") era richiesto di contribuire alle riparazioni della fortezza delle Isole Tremiti ("castrum insule Tremitane") [5]. Nel 1381 il re Carlo III di Napoli lo assegnò in feudo alla moglie, Margherita di Durazzo, che durante le lotte tra il figlio Ladislao e Luigi II d'Angiò lo cedette a Ugolino degli Orsini. Fu poi in possesso della regina Giovanna II, figlia di Margherita e fu unito al vicino feudo di Guglionesi, di cui seguì le sorti.

San Marino probabilmente subì dei danni nel terremoto del 1456, che distrusse Larino e altri paesi nelle vicinanze. Nel 1495 lo ebbe in feudo da Andrea di Capua, duca di Termoli e seguì quindi le vicende del ducato fino all'abolizione della feudalità nel 1806.

Fece parte del distretto di Larino e con questo passò nel 1811 dalla Capitanata al contado del Molise. Nel Regno d'Italia fece parte della regione dell'Abruzzo fino al 1963, quando venne istituita la nuova regione del Molise.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del conte o Palazzo baronale[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo baronale, lato della piazzetta

Secondo una descrizione della fine del Cinquecento[10], il Palazzo del conte sarebbe stato in origine un vero e proprio castello, con ponte levatoio, merlatura, e torri. Il suo antico aspetto sarebbe poi scomparso per le successive suddivisioni tra i comproprietari e le trasformazioni successive[11].

Chiesa di San Pietro apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro apostolo, vista dalla parte del "Ponte"

La chiesa, in stile tardo-barocco presenta un campanile in facciata. Fu costruita al posto di una più antica demolita, in posizione differente agli inizi del Settecento e decorata nel 1728, in occasione della traslazione del corpo del patrono san Leo. In tale occasione fu eretta in collegiata.

L'interno (38 m di lunghezza e 12 m di larghezza, per un'altezza di 16 m) presenta ai lati sei altari decorati in stucco con quadri, frutto di un unico intervento. Sotto l'altare maggiore è stato deposto il corpo di san Leo.[12].

Nella facciata fu inserita un'iscrizione funeraria romana che era precedentemente riutilizzata come gradino. Subì nel 1893 danni per un incendio causato da un fulmine, tra cui la distruzione di un quadro di Niccolò Melanconico raffigurante La Vergine adorata dai protettori locali.

Feste[modifica | modifica wikitesto]

Altre feste tradizionali sono:

  • San Biagio (3 febbraio)
  • San Giuseppe (19 marzo)
  • Sant'Antonio (13 giugno)

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Pampanella: carne di maiale cotta al forno, condita e insaporita con sale, aglio e peperoncino. Prima della cottura vengono spalmati i contenitori con sugna.

Persone legate a San Martino in Pensilis[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Orlando, giornalista e uomo politico (San Martino in Pensilis, 13 ottobre 1928 – Roma, 8 agosto 2014)
  • Vincenzo Palombo, pittore e scultore che ha affrescato la volta della chiesa di San Pietro apostolo.
  • Mario Sassano, ingegnere e uomo politico, membro del primo parlamento europeo eletto a suffragio universale (1979-1984).
  • Domenico Sassi, poeta dialettale sammartinese che ha trascritto il testo orale della canzone popolare La carrarese, nella quale due cantori si alternano e che viene cantata davanti alla porta della chiesa, alla vigilia della corsa dei carri del 30 aprile.
  • Leo Boccardi, arcivescovo titolare della diocesi di Bitetto e nunzio apostolico in Iran.
  • Leo Di Bello, giornalista e conduttore di Sky Sport 24

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Dati forniti da G. B. Masciotta

anno 1532 1545 1561 1595 1648 1669   1730 1795 1835 1861 1881 1901 1911
fuochi 166  253  292 215 215 110
abitanti 1500 1500 2642 3966 ---- 4862 5031

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 01 gennaio 2013.
  2. ^ Vedi mappa di San Martino in Pensilis
  3. ^ Regio decreto del 26 luglio 1863.
  4. ^ L'aggiunta è tuttavia scorretta in latino, in quanto la preposizione in, indicante stato in luogo, dovrebbe reggere l'ablativo Pensili.[senza fonte]
  5. ^ a b c d Franco Valente, San Martino in Pensilis e il suo castello, 2007.
  6. ^ Secondo l'ipotesi del vescovo di Larino ed erudito settecentesco Giovanni Andrea Tria[senza fonte], dopo la distruzione di Cliternia Frentana, alla fine del V secolo, i suoi abitanti si sarebbero rifugiati sul colle dell'attuale paese.
  7. ^ Secondo Giambattista Masciotta "al tempo dei normanni appartenne alla contea di Loritello (Rotello); e si sa, per di più, che Roberto I d'Altavilla, conte palatino, essendosi nel 1095 recato per le penitenze quaresimali a Montecassino, fece donazione alla badia di quanto egli possedeva a S. Martino; onde l'università diventò feudo ecclesiastico".[senza fonte].
  8. ^ Falcone Beneventano, Chronicon, 1125,1,5.
  9. ^ Secondo Giovanni Andrea Tria[senza fonte], nel periodo svevo (1194-1226) San Martino sarebbe stato in possesso del conte di Montagano, ma Giambattista Masciotta ritiene la notizia infondata[senza fonte].
  10. ^ Masciotta riportava da un manoscritto del 1590 di"anonimo cronista", conservato fino a pochi anni prima, nel convento di Gesù e Maria[senza fonte]: "Trovasi in dicta terra di S. Martino un antico palazzo in forma di castello ch'è di proprietà et pertinenzia del nostro Ill.mo Signore D. Ferdinando de Capua quarto duca di Termoli. Dicto palazzo è in forma di commoda et insespugnabile fortezza, et è posto nel luogo più sublime di dicta terra. Ha a guardia del lato che è più esposto all'assalto delli nemici, un forte castello quadrato, con contromurali a scarpa, attaccato alle mura di dicta Terra. Si entra nel palazzo con alta e ben costructa sciulia di breccioni (vale a dire rampa), dopo la quale viene il ponte levatoio che cuopre il fosso di sicurezza, che gira tutto intorno al fabbricato. Passato il ponte si trova il primo portone del cortile con sua ritirata e difesa per merli e merloni di pietra massiccia et altre opere ben munite per improvvisi assalti. Dalla corte si passa ad un secondo portone che mette nelle stanzie tutte commode e ben constructe et assai numerose".
  11. ^ Giambattista Masciotta notava già ai suoi tempi che "i restauri e le variazioni, cui l'edificio andò soggetto nel tempo, hanno cancellate le tracce della omogeneità dello stile e della vetustà di esso, di guisa che nulla più sussiste di ciò che l'anonimo cronista accenna".[senza fonte]
  12. ^ Giovanni Andrea Tria[senza fonte]; Giambattista Masciotta, ..., il Circondario di Larino ... op. cit.[senza fonte]
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Andrea Tria, Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, Roma, 1744
  • Ferdinando Ughelli, Italia sacra sive de Episcopis Italiae et insularium adiacentium, Venezia, 1717-1722.
  • Giambattista Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, volume IV, Il Circondario di Larino, San Martino in Pensilis.
  • Falcone di Benevento, Chronicon Beneventanum, ad annum Christi 1125.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]