Casacalenda

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Casacalenda
Casacalenda - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Molise
Provincia: stemma Campobasso
Coordinate: 41°44′0″N 14°51′0″E / 41.73333, 14.85Coordinate: 41°44′0″N 14°51′0″E / 41.73333, 14.85
Altitudine: 643 m s.l.m.
Superficie: 67 km²
Abitanti:
2.441
Densità: 36 ab./km²
Comuni contigui: Bonefro, Guardialfiera, Larino, Lupara, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Provvidenti, Ripabottoni
CAP: 86043
Pref. telefonico: 0874
Codice ISTAT: 070011
Codice catasto: B858 
Nome abitanti: casacalendesi 
Santo patrono: San Onofrio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Casacalenda è un comune di 2.441 abitanti della provincia di Campobasso.

Indice

[modifica] Storia

Le origini di Casacalenda sono da attribuire all’epoca preromana in ogni modo cominciò ad acquistare una certa importanza nell’epoca romana e precisamente durante la seconda guerra punica. Dalla sua fondazione, avvenuta circa cinquecento anni prima di Cristo, la cittadina ha avuto svariati nomi; inizialmente era denominata, Arx Calela (o Kalene). Nelle sue vicinanze sono ancora presenti gli antichi ruderi di Gerione, testimonianza delle vicende legate alle guerre Puniche. Nonostante sia stata così importante in ambito romano, non si hanno molte notizie dell’epoca successiva se non alcuni documenti riguardanti il territorio e i casati più importanti. Mentre per quanto riguarda il periodo medioevale successivo all’anno mille, ovvero nel momento di massima fioritura del sistema feudale. Si sa per certo, grazie al “Catalogo dei baroni sotto Guglielmo II” risalente all’incirca al 1175, che il primo signore feudale di Casacalenda fu Giuliano di Castropignano. In ogni modo il casato più importante del periodo a Casacalenda fu quello dei Caracciolo di Capua. Riccardo Caracciolo, infatti, comprò il castello di “Casalchilenda” dalla moglie di Giordano di Siracusa, Mattea di Casalchilenda, nel 1324. Nello stesso anno Riccardo, con il consenso regio, divenne signore feudale di Casacalenda, ma inseguito al declino della monarchia angioina, Casacalenda divenne parte integrante della Contea di Montagano. La cittadina in seguito fu venduta da Andrea di Capua a Pirro Ametrano, signore spagnolo, nel 1510. Non si sa molto della storia di questo periodo tranne che gli Ametrano erano conosciuti in tutta la penisola italiana poiché, grazie ai loro capitali, prestavano a molti signori denaro ad interesse. Pirro morì nel 1544; a lui successe il figlio Antonio il quale era sposato con Giulia di Sangro figlia del conte di Frisa. Da questo matrimonio nacquero tre figli: Pirro, Vittoria e Lucrezia. Quando Antonio Ametrano morì nel 1562 e la stessa sorte ebbe il figlio nel 1579, il feudo di Casacalenda passò quindi a Lucrezia. Quest’ultima, dopo aver sposato Antonio di Sangro nel 1580, diede vita al dominio dei Sangro nella cittadina molisana. Questo casato era abbastanza potente, i Sangri godevano, infatti, di titoli nobiliari a Napoli e in varie zone sia campane che pugliesi. Il casato dominò a Casacalenda molto a lungo, dopo Antonio, infatti, dominò la zona il nipote omonimo. Di costui non si hanno molte notizie, si sa solo che dopo di lui acquistò potere il nipote Scipione che sposò Beatrice Carafa della casa ducale di Campolieto prima di morire nel 1671. Dal matrimonio nacque Fabrizio sotto cui i possedimenti molisani dei Sangro comprendevano, oltre a Casacalenda, anche Campolieto, Campodipietra, Larino e Provvidenti. Fabrizio ebbe sei figli, di cui solo l’ultimo maschio, costui fu chiamato Scipione e ottenne i possedimenti del casato con la morte del padre nel 1700. L’anno seguente, quando scoppiò una sommossa a Napoli, andò contro alcuni parenti schierandosi in favore degli spagnoli dimostrando una certa coerenza politica. Acquistò sempre più potere fino a riuscire ad ottenere Campomarino nel 1724 dai marchesi Marulli di Barletta. Lasciò come erede la figlia Anna e morì nel 1752. Anna sposò il cugino Lucio di Sangro duca di Telese. Dal loro matrimonio nacque l’ultimo signore feudale di Casacalenda, ovvero Scipione il quale, sposata Anna Spinelli di Scalea, morì nel 1805. Il loro figlio Antonio conservò, in ogni modo, il titolo di duca che poi fu ereditato dal figlio del fratello Scipione, Francesco. Quest’ultimo sposò Isabella Parravicino del patriziato lombardo di vent’anni più giovane che dissipò gran parte delle ricchezze famigliari. Il titolo passò poi al figlio Giovanni che lo conservò per vari anni. Dopo questa lunga esperienza feudale, Casacalenda ha realmente acquistato libertà con la repubblica, anche se ha perso l’antico potere. La cittadina, pur rimanendo all’avanguardia rispetto a molti altri centri regionali, soffre il calo demografico e la mancanza di imprese.

[modifica] Luoghi di interesse

All'interno del palazzo comunale, in Corso Roma n.78, sono ospitati il Museo multimediale del Bufù (strumento musicale della tradizione contadina) e la Galleria Civica d'Arte Contemporanea dedicata allo scultore Franco Libertucci. Dal 1990, inoltre, esiste un Museo all'aperto di Arte Contemporanea.

[modifica] Tradizioni

Come in molti centri molisani, anche a Casacalenda le tradizioni, siano esse orali (canti, racconti e favole) o folcloristiche, traggono origine in maniera non poco determinante dagli antichi usi agricoli e pastorali. Nonostante tali usi siano in gran parte scomparsi o siano stati modificati radicalmente nel tempo, ne rimane il ricordo. Alcune tradizioni antiche hanno quindi lasciato segni indelebili, ma non solo nella memoria della popolazione: basti pensare al tratturo, segno inconfondibile della transumanza. Oltre a questo rimangono vive le vecchie devozioni popolari che si manifestano essenzialmente in due momenti dell'anno: la quarta domenica di settembre con il pellegrinaggio alla Madonna della Difesa e il 17 gennaio con i falò dedicati a San Antonio Abate. Rispecchia un antico spirito religioso anche la tradizione della "Tavola di San Giuseppe" il 19 marzo; la sua origine non è del tutto chiara, ma l'avvenimento è molto sentito dalla popolazione. La ricorrenza consiste nell'imbandire una tavola in favore di tutta la comunità; ciò è fatto da alcune famiglie come devozione al santo. Rispecchiando l'origine popolare, le portate, in tutto tredici, sono a base di legumi e di altri ingredienti della cosiddetta "Alimentazione povera". Accanto a queste usanze vi è un'altra tradizione di notevole importanza ovvero quella del "Bufù". Questo è uno strumento musicale formato da una pelle di capra (oggi sostituita da una tela) legata all'estremità di una botte, al centro della pelle viene innestata una canna su cui scivolano le mani bagnate del suonatore; ciò provoca un suono forte e deciso che usualmente viene accompagnato da strumenti a percussione e dalla fisarmonica. L'origine del Bufù è legata alla civiltà contadina, gli antichi suonatori usavano, infatti, lo strumento nell'ultimo giorno dell'anno come augurio per l'anno nuovo.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

casacalenda è un comune in sviluppo. Da tradizione c'è la gara annuale di corsa "IL GIRO DEL CIGNO" di cui presidente il dottor Michele Danza e suo assistente "Tommaso Guerrera"ï

[modifica] Natura

È presente la prima area protetta del Molise: l' Oasi LIPU di Casacalenda. Nata nel 1993 nei pressi del convento di Sant'Onofrio (patrono del paese) è gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Percorrendo i sentieri dell'Oasi, anticamente usati dai boscaioli per il trasporto del legname, è possibile ammirare una gran varietà di piante tipiche del sottobosco ed incontrare diversi animali. Nel pieno della primavera l'Oasi si presenta come un vasto tappeto di fiori: dalle comuni Primule all' Anemome degli Appennini, dal Narciso dei poeti alle orchidee. La primavera è anche il momento migliore per poter osservare le farfalle che popolano i sentieri e le radure con i loro brillanti colori. I rapaci enumerano specie interessanti come il Pecchiaiolo, il Lodolaio, il Nibbio reale e l'Albanella reale. La presenza delle sorgenti, di ruscelli, di pozze permanenti e di una palude hanno favorito la presenza di diverse specie di Anfibi tra cui è da segnalare la Salamandrina dagli occhiali che occupa il suo estremo areale orientale, il Tritone italiano la Rana di Berger e la Raganella.

[modifica] Amministrazione comunale

dal 08/06/2009 Sindaco Marco Gagliardi

Indirizzo: C.so Roma n. 78 - 86043 Casacalenda (CB)

[modifica] Note


[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Sito un"ufficiale" di Casacalenda

  http://www.casacalenda.net

Sito ufficiale del Comune di Casacalenda

  http://www.comune.casacalenda.cb.it

[modifica] Foto

Strumenti personali