Giacomo Quarenghi

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« Ed or sul bianco Neva l'augusta/Donna immortal chiamollo, altere moli/Alza ed il nome suo con quelle al cielo »
(Ippolito Pindemonte[1], 1784)
Autore: Giuseppe Poli, 1811 (collezione privata), Ritratto di Giacomo Quarenghi

Giacomo Antonio Domenico Quarenghi (Rota d'Imagna, 21 settembre 1744San Pietroburgo, 2 marzo 1817) è stato un architetto e pittore italiano.

Fu un valido rappresentante dell'architettura neoclassica, meditata sull'opera di Andrea Palladio, ed uno dei principali realizzatori dell'Architettura neoclassica in Russia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giacomo Quarenghi era il secondo di cinque figli di Giacomo Antonio Quarenghi, notaio e di Maria Rota. Contro il volere paterno, decise di dedicarsi alla pittura, presso Giovanni Raggi poi con Paolo Vincenzo Bonomini. Dopo vari viaggi che lo portarono a Vicenza, Verona, Mantova, Venezia e Paestum, nel 1763 si recò a Roma entrando alla scuola del Mengs e, dopo la partenza di quest'ultimo per la Spagna, entrò nello studio di Stefano Pozzi, rivolgendosi presto però allo studio dell'architettura accostandosi all'opera dell'architetto tardo barocco Paolo Posi. Entrato in possesso di una copia dei I quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio, di cui scrisse

« Non potresti mai credere l'impressione che mi fece questo libro. Allora mi accorsi ch'io avevo ogni ragione di ritenermi mal diretto, »

decise di indirizzarsi verso lo studio dell'antico, prima con Antoine Decrézet, un amico di Johann Joachim Winckelmann, poi con Nicola Giansimoni, disegnando e rilevando gli edifici di Roma antica.

Tra il 1771-72, fu a Venezia, dove studiò l'architettura palladiana aggiornandosi anche sulle novità europee di Claude-Nicolas Ledoux, Étienne-Louis Boullée e di Robert Adam. Tra il 1771 e il 1777 rinnovò, in stile neoclassico, l'interno della chiesa di Santa Scolastica a Subiaco. Successivamente lavorò nella chiesa di Santa Maria in Campitelli a Roma, decorò la Sala da Musica in Campidoglio per il Senatore Rezzonico, al quale fornì anche i disegni per il mausoleo di suo zio papa Clemente XIII, che verrà poi eseguito da Antonio Canova.

In Russia[modifica | modifica wikitesto]

Giacomo Quarenghi, progetto per l'istituto Smol'nyj a Pietroburgo

Nel 1779 Caterina II di Russia, non soddisfatta degli architetti a suo servizio, aveva dato incarico al suo ministro, il barone Friedrich Melchior von Grimm, e a Johan Friedrich Reiffenstein, a quel tempo rappresentante a Roma dell'Accademia di Belle Arti di Pietroburgo di trovare due architetti italiani; furono invitati a Pietroburgo il Quarenghi e Giacomo Trombara[2]. Il Quarenghi, che divenne l'architetto ufficiale di Caterina II[3], tra il 1780 ed il 1785 trasformò Pietroburgo in una città classica.[4].

Realizzò numerosi palazzi e portò in auge un originale stile monumentale, d'ispirazione palladiana. Nel 1781-89 edificò il Palazzo Inglese a Peterhof dalle linee severe e semplici e privo di decorazioni. A Pietroburgo invece realizzò: il Palazzo Berborodko (1780-90), il Collegio degli Affari Esteri (1782-83) la Banca di Stato (1783-90), Teatro dell'Ermitage (1782-1785) il cui interno è ispirato al Teatro Olimpico di Vicenza o nella più sobria Accademia delle Scienze dove l'esterno, privo di ornamenti, è marcato da un pesante portico in ordine ionico e all'interno le eleganti proporzioni e la solennità degli spazi ricordano il gusto dell'antica Roma[5] e il Palazzo Vitingov (1786)[6].

Ultime sue opere sono: la Farmacia di corte a Pietroburgo (1789-96), il Palazzo Jusop (1790-1800), il Palazzo di Alessandro a Carskoe Selo, odierna Puškin, (1792-96), il maneggio per le guardie a cavallo (1805-07) e l'Istituto Smol'nyj (1806-07), già iniziato dal Rastrelli, quest'ultime due a Pietroburgo. E la cattedrale di Novhorod-Siverskyi in Ucraina realizzata su suo progetto.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Gli è stato dedicato un asteroide, 32807 Quarenghi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Edifici costruiti a San Pietroburgo su progetti del cavalier Quarenghi e sotto la sua direzione, 1810.

  • V.N. Taleporovsky, Кваренги, Leningrado-Mosca, 1954.
  • G.G. Grimm, Кваренги, Leningrado, 1962.
  • Disegni di Giacomo Quarenghi, Venezia, 1967.
  • (a cura di S. Angelini), Giacomo Quarenghi, Bergamo 1984.
  • (a cura di V. Zanella), Giacomo Quarenghi: architetto a Pietroburgo: Lettere e altri scritti Venezia, 1988.
  • Giacomo Quarenghi: Architetture e vedute, Milano, 1994.
  • Provincia di Bergamo, Giacomo Quarenghi e San Pietroburgo, Bergamo 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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