Bellagio

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Bellagio
Panorama di Bellagio
Bellagio - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Como
Coordinate: 45°59′15″N 9°15′43″E / 45.9875, 9.26194
Altitudine: 229 m s.l.m.
Superficie: 26 km²
Abitanti:
3011 2007
Densità: 113 ab./km²
Frazioni: Aureggio, Borgo, Brogno, Cagnanica, Casate, Cascine Gallasco, Cernobbio, Chevrio, Guello, Guggiate, Loppia, Mulini del Perlo, Nèèr, Oliverio, Pescallo, Prada, Pra' Filippo, Regatola, Rovenza, San Giovanni, San Primo, San Vito, San Vittore, Scegola, Suira, Taronico, Vergonese, Visgnola 
Comuni contigui: Civenna, Griante, Lenno, Lezzeno, Magreglio, Oliveto Lario (LC), Sormano, Tremezzo, Varenna (LC), Veleso, Zelbio
CAP: 22021
Pref. tel: 031
Codice ISTAT: 013019
Codice catasto: A744 
Nome abitanti: bellagini 
Santo patrono: San Giacomo 
Giorno festivo: 25 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Bellagio (Belàas in dialetto comasco) è un comune di 3011 abitanti[1] della provincia di Como.

È uno dei vertici ideali del Triangolo Lariano.

Rinomato luogo di villeggiatura, è famoso per la sua pittoresca posizione proprio sulla ramificazione del Lago di Como nei suoi bracci meridionali, con le Alpi visibili oltre il lago a nord.

Indice

[modifica] La storia

[modifica] Gli Insubri

I primi abitatori del territorio bellagino dei quali la storia è in grado di ammettere l'esistenza furono gli Insubri, che avevano stabile dimora in una parte dell'attuale Lombardia, e quindi del Lago di Como, fino all'altezza del centro lago, dove confinavno con i Reti (riva occidentale del Lago di Como) e con gli Orobi (riva orientale).

[modifica] I Galli

Gli Insubri vissero liberi e indipendenti fino all'arrivo dei Galli, capitanati da Belloveso, i quali, intorno all'anno 600 a.C., disfatti gli Insubri, si installarono a Milano e a Como, e, occupate le rive del lago, crearono un presidio nel punto estremo della loro conquista, Bellagio (Bellasium, dal nome del loro comandante Belloveso).

I Galli divennero Gallo-Insubri; si fusero con gli abitanti primitivi e introdussero usi e costumi propri; si radicarono talmente da lasciare impronte anche nella toponomastica del territorio bellagino: Crux Galli (oggi Grosgalla), dalla parte di Lezzeno, e "il Gallo", piccola cappella lungo la vecchia strada di Limonta, che segna ancor oggi il confine tra i due comuni.

[modifica] I Romani

Nell'anno 196 a.C. al dominio del Gallo-Insubri subentra quello dei Romani, nella loro graduale espansione verso nord.

[modifica] La Repubblica

I Romani, capitanati dal console Marco Claudio Marcello, disfatti i Gallo-Insubri in una violenta battaglia nei pressi di Camerlata, occupano Como e le rive del lago.

Da allora Bellagio diventò, oltre che presidio romano, anche un punto di passaggio e di svernamento degli eserciti romani che si recavano nella Rezia, attraverso il valico dello Spluga. La località di svernamento era ai piedi dell'odierna Villa Serbelloni, riparata dai venti del nord e dal clima mediterraneo.

Negli ultimi anni della Repubblica, ricevette in visita di ispezione Gaio Giulio Cesare, allora governatore della Gallia Cisalpina, e dai paesi del lago trae soldati per le sue legioni, che condusse in seguito nella Gallia Transalpina. Giulio Cesare introdusse alcune migliaia di coloni greci, che si stabilirono in molti paesi del lago, compreso Bellagio, i nomi dei quali ricordano ancora la loro origine ellenica.

Con queste popolazioni sovrapposte l'una all'altra, Bellagio divenne un miscuglio di razze, che diventerà sempre più complesso nei secoli successivi. Aumentò anche la sua importanza strategica, perché, oltre che a luogo di svernamento, serviva come posto di riparo per le navi militari, specialmente nella località di Loppia, dove l'insenatura naturale si adattava sin da allora a riparare le navi. Attorno a Loppia sorse poi uno dei primi nuclei abitati da bellagini.

L'avvento dei Romani nel territorio lariano segna l'introduzione di molte colture mediterranee, tra cui l'olivo e l'alloro; proprio dal nome di quest'ultimo (laurus) deriva la denominazione latina del Lago di Como (Larius). Fra le altre specie vegetali introdotte, il castagno, già diffuso nel Sud Italia, il cipresso, così ben naturalizzato da ritenersi oggi spontaneo, e molti generi di piante erbacee domestiche.

[modifica] L'Impero

Nei primi decenni dell'Impero, due grandi personaggi collegarono la loro fama al lago e a Bellagio: Virgilio e Plinio il Giovane.

Virgilio, il grande poeta latino, visitò Bellagio, e ricordò il lago nel II libro delle Georgiche, al verso 155 ("o grandissimo Lario").

Plinio il Giovane, residente a Como per la maggior parte dell'anno, possedeva, fra le altre, anche una villa per il soggiorno estivo situata sulla sommità del colle di Bellagio, denominata Villa Tragoedia.

Da Bellagio passarono, nell'anno 9 d.C., le legioni romane, guidate da Quintilio Varo, che, attraverso il valico dello Spluga, dovevano recarsi in Germania contro Arminio (le legioni, composte anche da militi tratti dal presidio di Bellagio, vennero poi completamente disfatte nella battaglia della foresta di Teutoburgo).

[modifica] Il Medioevo

Una tipica contrada bellagina agli inizi del Novecento.
Una tipica contrada bellagina agli inizi del Novecento.

[modifica] Le invasioni barbariche

Al tempo delle invasioni barbariche, Narsete, generale di Giustiniano, nel suo lungo peregrinare guerreggiando attraverso l'Italia, creò lungo il Lago di Como una linea fortificata per fronteggiare in special modo i Goti, comprendente anche la rocca di Bellagio, l'Isola Comacina, il Baradello.

Nonostante ciò, verso il 568 i Longobardi, guidati da Alboino, si riversarono nella Pianura Padana e si stabilirono in vari luoghi della Lombardia, nelle vallate alpine e lungo i laghi. Anche la rocca di Bellagio venne occupata.

[modifica] La dominazione carolingia

Con l'arrivo in Italia dei Franchi di Carlo Magno, discesi in Piemonte, e quindi in Lombardia, attraverso le Alpi Cozie, e vittoriosi sui Longobardi con la battaglia di Pavia del 774, il territorio lombardo venne diviso in contee — dando con ciò inizio al Feudalesimo. Bellagio venne a trovarsi nella contea di Milano, sotto la sovranità dei re franchi.

Il nipote di Carlo Magno, Lotario, con suo diploma risalente all'anno 835, investì feudatari del territorio di Limonta e Civenna i monaci di Sant'Ambrogio di Milano (unitamente al territorio di Campione d'Italia). Gli abitanti di questi due paesi, che più tardi appartennero ecclesiasticamente alla pieve di Bellagio (San Giovanni), avevano l'obbligo di consegnare una parte dei loro prodotti (olio, castagne…) ai monaci di Sant'Ambrogio — diritto conservato per diversi secoli.

[modifica] La dominazione ottonica e le guerre tra Como e Milano

Seguì poi la dominazione degli Ottoni di Germania. Durante l'impero di Enrico V, per la successione vescovile nella Diocesi di Como, si accese una lunga guerra tra Milano, fautrice del vescovo imposto dall'imperatore, e Como, che aveva già designato il vescovo in Guido Grimoldi, consacrato dal pontefice.

La guerra durò dieci anni (11171127), con una serie di piccole vittorie e disfatte, in terra e sul lago. Bellagio partecipò con la sua flotta (scorribiesse e ganzerre) come alleata di Milano, dell'Isola Comacina e di Gravedona. La guerra si concluse con la distruzione di Como e il suo assoggettamento a Milano — fatto da cui si risollevò soltanto dopo alcuni decenni.

Nel 1169, dopo la distruzione di Milano da parte di Federico Barbarossa (1162), Como assalì l'Isola Comacina, devastandola, e obbligando gli abitanti a rifugiarsi a Varenna e a Bellagio, rocche a quel tempo considerate inespugnabili.

Nel frattempo, si formava la Lega Lombarda, alla quale anche Bellagio partecipò come alleata di Milano — intervenendo anche nella Battaglia di Legnano (1176), contro Barbarossa e Como.

[modifica] Il Rinascimento

[modifica] L'età viscontea

Nel 1440, durante la signoria dei Visconti[2], alcuni Cernobbiesi assalirono il carcere di Bellagio, dove erano reclusi dei prigionieri politici. Liberatili con la forza, questi presero la fuga sui monti di Bellagio, stabilendosi nella località che assunse il nome di Cernobbio, in ricordo del paese di origine dei loro liberatori.

[modifica] L'età sforzesca

Con la morte di Filippo Maria, la casata dei Visconti si estinse, e per breve tempo il territorio si trasformò nella Repubblica Ambrosiana (1447), istituzione che si resse fino al 1450, finché Milano non capitolò e Francesco Sforza divenne signore di Milano e della Lombardia.

Bellagio, il cui territorio (e specialmente la rocca) era stato occupato dalle truppe di Francesco Sforza nel 1449, durante la guerra per la successione allo stato di Milano, fu uno dei primi Comuni del lago che parteggiò e aderì alla nuova signoria degli Sforza.

Nel 1508 — durante il ducato di Ludovico il Moro (14791508) — il feudo di Bellagio, tolto alla signoria del vescovo di Como, fu assegnato al marchese Stanga ("Marchesino"), amico del Moro, che fu aiutato anche a costruire, verso la sommità del colle di Bellagio, una villa — che venne in seguito distrutta, durante un'incursione di Cavargnoni.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Da visitare

Veduta dal lago di Villa Melzi d'Eril.
Veduta dal lago di Villa Melzi d'Eril.

Due grandi dimore signorili meritano di essere visitate a Bellagio: Villa Serbelloni e Villa Melzi.

  • Villa Serbelloni domina il paese. Si raggiunge da Via Garibaldi ed è attualmente proprietà della fondazione Rockfeller di New York.

Fu costruita nel XV secolo al posto di un vecchio castello raso al suolo nel 1375. Fu in seguito rimaneggiata più volte. Oggi si possono visitare solo i giardini, un suggestivo intrico di vialetti immersi nella vegetazione: boschetti con alberi secolari, altri con piante esotiche, roseti, coltivazioni di fiori. I sentieri, oltre che alla villa, conducono al Convento dei Cappuccini e alla Sfondrata, una residenza sul ramo di Lecco costruita, appunto, dalla famiglia degli Sfondrati. La villa è solo sede di convegni, spesso tenuti da studiosi americani, che vengono ospitati nella antica residenza.

  • Villa Melzi d'Eril sorge invece sul Lungolago, sulla litoranea che conduce da Bellagio verso Como. Il suo parco è impreziosito da reperti antichissimi, come un'urna etrusca del III sec. a.C. e due sculture egizie del XIII e XIV sec. a.C. La villa è ancora abitata e non è visitabile, ma sono accessibili il piccolo museo - allestito in un padiglione vicino, con collezioni archeologiche e dipinti - e la Cappella, all'estremità sud del parco. Da notare anche una gondola veneziana portata a Bellagio per volere di Napoleone e la statua di Dante e Beatrice che ispirò a Franz Liszt una celebre sonata.

[modifica] Religione

[modifica] La Chiesa cattolica a Bellagio

Chiesa cattolica a Bellagio
La chiesa arcipretale di San Giovanni Battista.
La chiesa arcipretale di San Giovanni Battista.
La chiesa parrocchiale di San Giacomo in Borgo.
La chiesa parrocchiale di San Giacomo in Borgo.
La Confraternita di Bellagio (insieme con altre confraternite) in occasione del suo 350° anniversario di fondazione.
La Confraternita di Bellagio (insieme con altre confraternite) in occasione del suo 350° anniversario di fondazione.
La vetrata dedicata alla B.V. della Cintura, patrona della Confraternita di Bellagio.
La vetrata dedicata alla B.V. della Cintura, patrona della Confraternita di Bellagio.

La Chiesa cattolica è presente a Bellagio con tre parrocchie:

Nonostante la permanenza di tre parrocchie giuridicamente distinte, Bellagio si sta impegnando, da un decennio a questa parte, nella formazione di un'unica comunità parrocchiale — impegno concretizzatosi nella nomina di un unico parroco, nella formazione di un Consiglio pastorale unitario e nella progressiva unificazione delle istituzioni e delle manifestazioni della vita ecclesiale (oratori, celebrazioni…). Al giorno d'oggi, si può affermare che tale processo — se si esclude il permanere di qualche episodio di campanilismo, soprattutto nella parte più anziana della popolazione — si sta favorevolmente concludendo.

[modifica] La Confraternita del Santissimo Sacramento

A Bellagio, 1658, esiste l'Antica del Santissimo Sacramento sotto il patrocinio della Beata Vergine della Cintura — una confraternita (associazione di fedeli laici)[3] che promuove pubblicamente il culto, la pratica della carità e la devozione al Santissimo Sacramento.

La confraternita ha come patroni la B.V. della Cintura e San Giorgio, a cui è dedicata una cappella in Bellagio. La festa della confraternita si tiene dunque nella memoria di San Giorgio, il 23 aprile.

[modifica] Il Molo 14

Dal 2004[4], a Bellagio, la prima domenica di maggio si tiene il "Molo 14", un raduno aperto a tutti i quattordicenni della Diocesi di Como. Più precisamente, il Molo 14 si svolge nella frazione di San Giovanni, che dispone di un autentico molo con approdo fruibile, una grande piazza per la celebrazione, con vista sul lago, e un parco pubblico poco distante. La Diocesi di Como ha scelto Bellagio come sede per quest'evento plausibilmente perché si trova in posizione mediana rispetto al territorio della diocesi, che si estende, sì, sulla più parte della Provincia di Como, ma raccoglie anche tutta la Valtellina e la Valchiavenna.

L'ambientazione di fondo è una metafora lacustre-marinaresca, che coinvolge tutta la giornata, per cui i giovani sono suddivisi in gruppi come "rematori", "mozzi", "cambusieri", e si devono "vaccinare" contro le varie malattie (in realtà i peccati) che possono compromettere la salute degli uomini di mare, le varie parrocchie partecipanti portano con sé il proprio "diario di bordo", e il vescovo è semi-travestito da "pirata" (del male?), con tanto di benda nera e uncino. All'interno di questa atmosfera, i giovani, che hanno ricevuto la cresima di norma un anno prima, sono chiamati a vivere la loro fede per una giornata in stretta comunione con i coetanei e il pastore della Chiesa locale: e dunque giungono a Bellagio su traghetti e battelli, partecipano a una Messa celebrata all'aperto dal vescovo stesso, pranzano, si svagano, pregano e cantano insieme.

La giornata non è però conclusa in sé stessa: se, da un lato, nelle loro comunità, i giovani si preparano spiritualmente (con incontri catechistici) e materialmente (con la costruzione dei "diari di bordo") al Molo 14, d'altronde, al termine dell'evento, il vescovo usa consegnare ai ragazzi dei simboli, e/o dei libri, su cui lavorare insieme anche in futuro, lasciando come momento successivo di verifica e di incontro la "Due giorni giovani", tenuta ogni anno in diversi luoghi della Diocesi.

[modifica] Cultura

Bellagio è la sede della Corale Bilacus, coro maschile, fondato nel 1963, che canta un repertorio popolare, religioso e alpino.

[modifica] La cucina

  • Il piatto tradizionale tipico di Bellagio è il tóc, una polenta cotta con burro e formaggio locale — consumato specialmente nelle occasioni di festa.

[modifica] Lo sport

Ha sede a Bellagio la Unione Sportiva Bellagina, società sportiva specializzata nel calcio e soprattutto nel canottaggio: campioni del mondo quali Enrico Gandola e Daniele Gilardoni sono nati a Bellagio e hanno cominciato la loro carriera agonistica con la Bellagina

Da Bellagio parte la salita che porta al Santuario della Madonna del Ghisallo, protettrice dei ciclisti e quindi importante meta per gli appassionati di questo sport. La salita copre una distanza complessiva di circa 4 km e ha un dislivello di circa 500 metri; i ciclisti professionisti riescono a compierla in 20'. Grazie anche alla posizione del paese, si possono anche raggiungere: la salita che da Onno porta a Valbrona, sulla sponda orientale del lago, e il Muro di Sormano, sul ramo occidentale del lago. Queste due salite, insieme alla salita al Santuario, fanno parte della Tris del Lario.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Mario Gatti (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 031 950815
Email del comune: sindaco@comune.bellagio.co.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Gemellaggi

Bellagio fa parte del Douzelage (dal francese douze, dodici, e jumelage, gemellaggio), un gemellaggio tra dodici paesi dell'Unione Europea (oggi divenuti 21 per via dell'allargamento dell'Europa Unita).

Gli altri paesi gemellati sono:

[modifica] Curiosità

La Rosina parata da festa porta al molo di San Giovanni il nuovo parroco, don Renzo Denti.
La Rosina parata da festa porta al molo di San Giovanni il nuovo parroco, don Renzo Denti.

[modifica] Note

  1. ^ Fonte: http://demo.istat.it/
  2. ^ La signoria viscontea a Milano va da Ottone Visconti (salito al potere nel 1277) a Filippo Maria Visconti (morto nel 1447).
  3. ^ Associazione eretta a norma dei canoni 319-320 del CDC.
  4. ^ Fonte: http://www.cgdcomo.org/chi_siamo/storia.html
  5. ^ La Moto Guzzi Bellagio sul sito ufficiale della casa costruttrice

[modifica] Bibliografia

  • Tarcisio Maranesi, Appunti per una storia di Bellagio (inedito)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Altri progetti

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