Thurn und Taxis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando gioco da tavolo, vedi Thurn und Taxis (gioco).
Princely Hat.svg

Thurn und Taxis

 Thurn und Taxis – Bandiera  Thurn und Taxis - Stemma
 Thurn und Taxis - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome ufficiale Furstentum Thurn und Taxis
Lingue parlate tedesco
Capitale Regensburg
Dipendente da Sacro Romano Impero
(Provincia dell'Elettorato del Reno)
Politica
Forma di governo monarchia assoluta
Capo di Stato
  • Baroni (1608-1624)
  • Conti (1624-1695)
  • Principi (dal 1605)
Nascita 1608 con Leonardo I
Causa investitura imperiale
ex Rodolfo II
Fine 1805 con Carlo Anselmo
Causa occupazione napoleonica
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminenti protestantesimo
Religioni minoritarie cattolicesimo
Classi sociali nobili, clero, agricoltori
 Thurn und Taxis - Mappa
Evoluzione storica
Succeduto da Flag of Bavaria (striped).svg Regno di Baviera

I Thurn und Taxis sono principi tedeschi, un tempo assoggettati al Sacro Romano Impero, che acquistarono un ruolo politico ed economico importante. La casata principesca dei Thurn und Taxis è tuttora una nobile ed importante famiglia tedesca, di origine italiana (i Tasso, originari di Cornello in Val Brembana): assunsero già a partire dal 1400 un ruolo fondamentale nella diffusione del sistema postale in Europa e tale funzione perdurò sino a tutto il XVIII secolo.

Furono titolari di un piccolo principato, tra i tanti Staterelli in cui era frammentata la Germania, che ebbe una lunga durata, fino al 1805. Faceva parte della Provincia dell'Elettorato del Reno, Circolo imperiale del Sacro Romano Impero: i principi risiedevano soprattutto nel castello di Ratisbona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il blasone dei Tasso
Lo scudo dei Della Torre

Nel XIII secolo la famiglia lombarda dei Tasso dimorava, dunque, a Cornello, dove viveva un certo Homodeo Tasso i cui discendenti saranno i precursori delle poste moderne.

La presenza dei Tasso al Cornello è segnalata in documenti dell’inizio del Trecento. In particolare il nome di Omodeo Tasso, considerato il capostipitedella famiglia, figura in un atto del notaio Guarisco Bonfado Panizzoli di Zogno del 4 maggio 1312, rogato al Cornello, «ad domum habitationis Rogerij, filij quondam Homodei de Tazzijs» [1]. Omodeo compare in altri documenti della metà del Duecento, citati dal Mangili: troviamo per la prima volta il suo nome nel 1250, ma senza riferimento ad alcuna località, ricompare un’altra volta nel 1251, in una carta del notaio Detesalvo de Honeta; conosciamo anche il nome di quattro suoi figli, sempre detti del Cornello, Montino, Ruggero,Guarisco e Pasino, citati in documenti dei primi decenni del XIV secolo [2].

Non sono chiare le modalità del passaggio di Omodeo e dei suoi figli e nipoti da Cornello a Bergamo e poi a Venezia. Si ritiene che abbiano iniziato autonomamente l’attività di correria tra Bergamo e Venezia, per poi associarsi ad altri operatori, pressoché tutti bergamaschi, e costituire con loro una società di corrieri.

Non è possibile stabilire con precisione da quando, ma con ogni probabilità nella seconda metà del Duecento, quando cioè «sortirono dalla Nazione Bergamasca alcuni Uomini industri quali trasferitisi a Venezia, ivi si occuparono nel servizio della sociale e mercantile corrispondenza, raccogliendo dai negozianti e dal governo, per recapitare a Roma, Milano, Genova e altrove tutto quello che ad essi veniva consegnato»[3].

[1] Archivio di Stato di Bergamo, Notarile, cart. 4.

[2] E. Mangili I Tasso e le Poste, ristampa anastatica del 1982, pag. 16.

[3] Il passo è tratto dall’Istruzione storica sopra la fondazione e progressi della Compagnia de’ Corrieri, volume edito a stampa nel 1797 e conservato nella Biblioteca del Museo Correr di Venezia.


Da Omodeo discesero due rami, quello di Guarisco I e Benedetto. Il primo continuò a risiedere nel bergamasco e a proseguire l'attività di famiglia, fino all'estinzione nel 1588 con un certo Giambattista. La seconda linea, detta benedettina, diede luogo ad altre due diramazioni .

La prima, derivante da Guarisco II, dimorò in Italia e arrivò ad ottenere il titolo di conte di Tour Valsassina e nel 1715 quello di conte di Monte tasso. Si estinse nel 1780 con un certo Pierpaolo.

La seconda discendente da Palazzo si espanse per tutta Italia ed Europa con i nipoti Pietro, Giovanni e Ruggiero. Il ramo pietrino si trasferì a Roma dove acquisì il rango di Maestro delle Poste Papali. Da questo ramo provennero Giovanni ed Alessandro. La linea giovannina si estinse nel 1595 con il famoso poeta Torquato Tasso, mentre quella alessandrina ebbe la nomina di Conti Palatini nel 1678 ma si estinse nel 1800 con un Ernesto. La famiglia ha le proprie tombe gentilizie nella chiesa di Notre-Dame du Sablon, in Belgio, e nell'abbazia di Sant'Emmerano, a Ratisbona.[1]

Ramo tedesco[modifica | modifica wikitesto]

L'arme della famiglia
Il castel Tasso alle porte di Vipiteno
Il principe Alberto I di Thurn und Taxis (1885-1918)
e il castello di Regensburg

Il ramo giovannino si pose al servizio degli Asburgo organizzando il servizio postale nei loro feudi e ottenendo, con il tempo, il titolo di barone e poi di conte imperiale di Tour Valsassina e Tasso nel 1671.

Il ramo di Ruggero si espanse in Stiria e in Tirolo dove similmente si legò ai destini asburgici. Il nipote del capostipite, Francesco, fu Maestro delle Poste, ma morì senza eredi nel 1518. I suoi fratelli, Janetto e Ruggero II, continuarono le tradizioni di famiglia: il primo diede vita ad una linea durata fino alla metà del XIX secolo che acquisì la dignità di baroni del Sacro Romano Impero e poi quella di conti nel 1701; il secondo investì finanziariamente nelle poste rendendo il servizio regolare e guadagnandosi le cariche di Gran Cacciatore e ciambellano imperiale ed ebbe tre figli: Davide, Simone e Giovan Battista.

Davide si stabilì a Venezia dove ricoprì la carica di Maestro delle Poste fino all'eliminazione dell'attività nella prima metà del XIX secolo. Simone prese sede a Milano, sempre con la suddetta mansione, conquistò il rango di principe e la sua posterità finì nel 1800. Giovan Battista continuò la progenie raccogliendo l'eredità dello zio Francesco riorganizzando e rendendo più celeri i servizi e nel 1531 fu riconosciuto nobile del Sacro Romano Impero. Come il padre ebbe tre eredi: Raimondo, Antonio e Leonardo.

Bollo del 1859 da 15 kreuzer
(Thurn und Taxis)

Il primo si trasferì in Spagna dove diede origine ai conti di Villa Mediana estinti nel 1622; il secondo divenne Maestro delle Poste di Anversa e il terzo proseguì la linea principale della prosapia.[2]

Leonardo I de Tassis (1522-1612) fu nominato Maestro Generale delle Poste dell'Impero nel 1595 e nel 1608 fu creato barone e ciambellano imperiale con diritto di voto al Reichstag. Suo figlio Lamoral I (1557-1624) ottenne il monopolio delle Poste imperiali come feudatario ereditario e nel 1621 fu designato conte del Sacro Romano Impero; ebbe un figlio che chiamò Leonardo II il quale, dopo aver ereditato, sviluppò ulteriormente il collegamento postale tra le maggiori città imperiali. Il primogenito Lamoral Claudio, desideroso di fregiarsi di aristocratiche ascendenze, accettò l'ipotesi di discendere dai Della Torre signori di Milano e conti di Valsassina, e, nel 1650 acquisì il titolo germanizzato di conte von Thurn und Taxis. Durante la guerra dei trent'anni riuscì a conservare l'organizzazione del sistema postale imperiale e prese la titolarità dell'apparato postale bavarese.

Il successore Eugenio Alessandro si assicurò nel 1681 lo status ispano-olandese di principe di Thurn und Taxis con l'elevazione dei territori della zona a signoria sovrana. Nel 1695 fu riconosciuto come principe del Sacro Romano Impero e, nel 1754, fu anche ammesso nella dieta imperiale; estese inoltre gli interessi della famiglia in Polonia, Svizzera e Francia, mantenendo l'attribuzione di "Maestro Generale delle Poste imperiali dei Paesi Bassi e Borgogna. Vennero altresì istituiti gli ordini equestri della "Casa di Thurn und Taxis" (1704) e della "Perfetta Amicizia" (1733): tali onorificenze, assai ambite, erano tipiche e frequenti nelle casate nobiliari e sovrane.

Il castello di Duino
in un'immagine degli anni trenta

Il nipote, Alessandro Ferdinando, ottenne che il servizio postale fosse considerato un feudo imperiale per avere la possibilità di ricevere il voto all'interno del collegio dei principi della dieta nel banco del circolo del Reno elettorale (1754). Ebbe due figli: Massimiliano Giuseppe e Carlo Anselmo. Il primo inaugurò la linea boema della dinastia, il secondo esibì il tradizionale appellativo di Gran Maestro delle Poste e acquisì nella seconda metà del XVIII secolo varie signorie che vennero trasformate in contee principesche nel 1788 (Osterhofen, Duttenstein); dal 1749, poi, acquistarono i feudi equestri di Ballmertshofen, Trugenhofen, Demmingen, mentre le contee di Friedberg e Scheer, possedute successivamente dai conti svevi von Waldburg, diverranno sovrane nel 1788. Nel 1754 con la rilevazione di Bludegg sul Danubio, divennero anche principi svevi con diritto di seggio e voto collegiale.[3]

Il figlio Carlo Alessandro perse nel 1801 con la pace di Lunéville tutte le rendite postali, ma fu indennizzato con la città di Buchau e altre terre (Marchtal, Neresheim, Schremmerberg). Nel 1806 il Sacro Romano Impero fu sciolto e lui perse la sovranità su queste terre e fu mediatizzato dal Württemberg, ma continuò a gestire il servizio postale per i possessi austriaci e gran parte dell'Europa fino al 1871.

Dal 1811 al 1819 cedette però il servizio postale prima nel Baden e poi nella Prussia. Nel 1851 il figlio Massimiliano rinunciò anche alla gestione nel Württemberg e fu ammesso alla camera dei signori di Prussia, indi anche d'Austria. I suoi discendenti furono creati nel 1899 duchi di Worth e Donaustauf: in tal modo altre nobiltà si aggiungevano nella prolifica casata.

Il capo della casata dei Thurn und Taxis è il principe Alberto II di Thurn und Taxis, figlio di Giovanni e di sua moglie Gloria. La famiglia è una delle più ricche e prestigiose della Germania; risiede al castello di Sant'Emmeram, già abbazia principesca, a Ratisbona sin dal 1748. La birreria di proprietà della famiglia venne venduta alla multinazionale Paulaner di Monaco di Baviera nel 1996 ma continua a produrre birra con il nome dei Thurn und Taxis. L'ex papa Benedetto XVI conosceva molto bene la famiglia von Thurn und Taxis, da sempre sua benefattrice. Molti membri della famiglia furono Cavalieri di Malta.

Ramo italiano[modifica | modifica wikitesto]

La contessa Teresa von Thurn-Hofer und Valsassina, ultima discendente diretta dei della Torre di Valsassina signori del castello di Duino presso Trieste, sposò nel 1849 il principe Egon zu Hohenlohe-Waldenburg-Schillingsfürst dal quale ebbe sei figli. La quarta figlia Maria, a sua volta, nel 1875 a Venezia diventà la consorte del principe Alexander Thurn und Taxis, erede di Hugo Maximilian del ramo cadetto Lautschin-Boemia, portando in dote il castello di Duino. Da loro nacque nel 1881 Alexander che ereditò il maniero, e, creato primo duca di Castel Duino dal re d'Italia Vittorio Emanuele III si naturalizzò italiano nel 1923 riassumendo per sé e per i suoi discendenti il cognome di Della Torre e Tasso duchi di Castel Duino, dove tuttora la famiglia abita. Nella stessa rocca il poeta Rainer Maria Rilke scrisse le sue Elegie duinesi mentre era in visita dalla principessa Maria della Torre e Tasso (nata principessa di Hohenlohe). Rilke successivamente dedicò la sua opera alla nobile signora, sua augusta ed influente protettrice.[4][5]

Maestri Generali di Posta (1490-1805), Nobili de Tassis (1512-1608), Sovrani di Thurn und Taxis (1608-1805)[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma dei Thurn und Taxis
Il vessillo dei Thurn und Taxis
Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Maestro di Posta Jannetto de Tassis 1490 1501 con Francesco e Giovanni Battista
2 Maestro
Signore
Francesco I 1501
1512
1512
1517
Dorothea Luytvoldi
3 Signore Giovanni Battista 1517 1541 Cristina di Wachtendonk
4 Signore Francesco II 1541 1543
5 Signore
Barone
Leonardo I 1544
1608
1608
1612
Margaretha Damant Boisot de Rouha;
Barone del Sacro Romano Impero
6 Barone
Conte
Lamoral I 1612
1624
1624 Genoveffa de Taxis;
Conte del Sacro Romano Impero
7 Conte Leonardo II 1624 1628 Alexandrina de Rye,
reggente (1628-1646)
8 Conte Lamoral II Claudio Francesco 1628 1676 Anna Francesca Eugenia di Homes
9 Conte
Principe
Eugenio Alessandro 1676
1695
1695
1714
Anna Adelaide di Furstenberg,
Anna Augusta di Hohenloe-Waldenburg
10 Principe Anselmo Francesco 1714 1739 Maria Ludovica di Lobkowicz
11 Principe Alessandro Ferdinando 1739 1773 Sofia Cristina di Brandeburgo,
Luisa di Lorena,
Maria Enrichetta di Furstenberg
12 Principe Carlo Anselmo 1773 1805 Augusta di Wurttemberg;
ultimo Principe Sovrano, Napoleone I sopprime il Generalato di Posta del S.R.I., ma consente alla famiglia di mantenere le proprie prerogative titolari

Capi della casata di Thurn und Taxis (dal 1805)[modifica | modifica wikitesto]

Le armi gentilizie della famiglia

Principi di Thurn und Taxis (dal 1695)[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Principe Carlo Alessandro 1805 1827 Teresa di Meclemburgo-Strelitz
2 Principe Massimiliano Carlo 1827 1871 Guglielmina di Dornberg,
Matilde Sofia di Oettingen
3 Principe Massimiliano Maria 1871 1885
4 Principe Alberto I 1885 1918 Margherita Clementina d'Austria

Capi della casata di Thurn und Taxis, titolari non regnanti (dal 1918)[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Nome Dal Al Consorte e Note
1 Principe Alberto I 1918 1952 Margherita Clementina d'Austria
2 Principe Francesco Giuseppe 1952 1971 Isabella di Braganza
3 Principe Carlo Augusto 1971 1982 Maria Anna di Braganza
4 Principe Giovanni 1982 1990 Gloria di Schonburg-Glauchau
5 Principe Alberto II 1990


Ritratti dei sovrani e principi di Thurn und Taxis[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Behringer, p. 14
  2. ^ Behringer, p. 20
  3. ^ Bottani, p. 21
  4. ^ Floris, p. 88
  5. ^ Minozio, p. 35

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wolfgang Behringer, Thurn und Taxis, Die Geschichte ihrer Post und ihrer Unternehmen, München, Zürich 1990 ISBN 3-492-03336-9
  • Martin Dallmeier, Quellen zur Geschichte des europäischen Postwesens, Kallmünz 1977.
  • Martin Dallmeier and Martha Schad, Das Fürstliche Haus Thurn und Taxis, 300 Jahre Geschichte in Bildern, Regensburg 1996, ISBN 3-7917-1492-9
  • Monica Minozio, I Della Torre, ed. Marna, Gorle (BG) 2003.
  • Fritz Ohmann, Die Anfänge des Postwesens und die Taxis, Leipzig 1909.
  • Joseph Rübsam, Johann Baptista von Taxis, Freiburg im Breisgau 1889.
  • Francesco Floris I Sovrani d'Europa, Newton & Compton Editori, Roma 2005.
  • Giorgio Migliavacca, Tarcisio Bottani, Simone Tasso e la posta di Milano nel Rinascimento, Museo dei Tasso e della Storia Postale, Camerata Cornello 2008.
  • Tarcisio Bottani, I Tasso e le poste pontificie - Sec. XV-XVI, Museo dei Tasso e della Storia Postale, Camerata Cornello 2000.
  • Thomas Pynchon The crying of lot 49 (Novel) US 1966.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]