Mariano Comense

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Mariano Comense
comune
Mariano Comense – Stemma
Il palazzo del comune.
Il palazzo del comune.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Giovanni Marchisio (Centro-sinistra-PD) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 45°42′00″N 9°11′00″E / 45.7°N 9.183333°E45.7; 9.183333 (Mariano Comense)Coordinate: 45°42′00″N 9°11′00″E / 45.7°N 9.183333°E45.7; 9.183333 (Mariano Comense)
Altitudine 252 m s.l.m.
Superficie 13,72 km²
Abitanti 23 890[1] (31-12-2010)
Densità 1 741,25 ab./km²
Frazioni Perticato
Comuni confinanti Brenna, Cabiate, Cantù, Carugo, Figino Serenza, Giussano (MB), Lentate sul Seveso (MB), Novedrate, Seregno (MB)
Altre informazioni
Cod. postale 22066
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013143
Cod. catastale E951
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 427 GG[2]
Nome abitanti marianesi
Patrono santo Stefano
Giorno festivo 3 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mariano Comense
Posizione del comune di Mariano Comense nella provincia di Como
Posizione del comune di Mariano Comense nella provincia di Como
Sito istituzionale

Mariano Comense (Marian in dialetto brianzolo, pronuncia fonetica IPA: /maˈrjaaŋ/, e semplicemente Mariano fino al 1862), è una città italiana di 23.680 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Importante centro industriale Brianzolo, sorge al limite tra l'alta pianura e la collina Comasca, tra il torrente Seveso e il fiume Lambro, a metà strada tra Como e Milano e nella parte settentrionale della Brianza, ed ha una superficie territoriale con un'altimetria che varia dai 252 m s.l.m. ai 331 m s.l.m.

Nel 1945 si svolse nei boschi tra Mariano Comense e Lentate sul Seveso la prima Festa de l'Unità d'Italia, che vide la partecipazione di 500.000 persone.[definire meglio da quale fonte è tratta questa informazione, specificare in cosa si differenzia da quella nazionale di Bologna del 1951]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Mariano si trova in una posizione strategica, al limite tra l'alta pianura e la collina comasca, tra il torrente Seveso e il fiume Lambro, a metà strada tra Como e Milano e nella parte settentrionale della Brianza. La città è attraversata dal Torrente Terrò che tuttavia negli ultimi tempi, a causa della siccità e dello sfruttamento sempre più intensivo delle falde acquifere da parte degli acquedotti della zona, risulta in secca per un lungo tratto. Degno di nota è, inoltre, il considerevole numero di torrenti che attraversano il paese; tuttavia, la maggioranza di questi ultimi risulta da tempo perennemente in secca sempre a causa dei succitati motivi. La geologia del sottosuolo è di tipo fluvioglaciale recente con pietre e detriti alluvionali; verso nord invece presenta un terrazzamento argilloso-ferritico che in passato e nell'epoca romana ha fornito argilla per vasellame e laterizi. La vegetazione tipica della zona è la brughiera in concomitanza al bosco di latifoglie che però è praticamente scomparsa in quanto è stata rimpiazzata a partire dalla fine dell'Ottocento da piante non endemiche come l'acacia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalle origini all'Impero Romano[modifica | modifica sorgente]

Le origini del nome

Sulle origini del nome "Mariano" sono state formulare due teorie: la prima è che derivi dal console romano Manlio Teodoro, che ha vissuto nella città; la seconda è che sia una latinizzazione dei toponimi liguri Marra o Marna. Nel Medioevo, comunque, il comune era già chiamato Mariano. "Comense" è stato aggiunto nel 1863, quando la Lombardia si unì alle altre regioni in seguito all'Unità, per differenziarla dagli omonimi nel resto d'Italia[3].

I primi abitanti di Mariano molto probabilmente, anche se le prove sono esigue, furono uomini del paleolitico, fatto testimoniato dai rari ritrovamenti effettuati da un ricercatore locale, Renato Bellotti, che ha rinvenuto a nord della città frammenti di selce, alcune accette, punte di freccia e un lisciatoio in pietra levigata riconducibili all'VIII millennio a.C.[4] Successivamente si hanno tracce sporadiche di ritrovamenti risalenti all'età del rame e a quella del ferro che, correlati con quelli delle località vicine, permettono di ipotizzare una costante presenza umana nella zona. La città iniziò a suscitare interesse quando diversi gruppi di coloni si installarono nella zona, molto probabilmente perché fertile e riparata. I primi interventi effettuati dai coloni sono stati quelli di centuriazione e sono in parte visibili ancora oggi[5]; in seguito venne edificato un villaggio le cui tracce sono state trovate, sotto forma di mura perimetrali, in località Fontanone nel 1990, grazie alla costante attenzione di Bellotti che informò prontamente la sovraintendenza di Como. Lo scavo, condotto dall'associazione Unarlo di M. Marcias con la collaborazione di Paul Blockley della dottoressa Silvana Mauri, portò alla luce diversi muri di fondazione di edifici e numerosi ciottoli e vasi risalenti alla prima metà del I secolo a.C.

Sempre a quel periodo si fa risalire la necropoli di via Tommaso Grossi, una delle più grandi della Lombardia e forse uno dei più importanti ritrovamenti archeologici della zona, scoperta nel maggio del 1977 dai signori Alessandro e Mario Secchi in seguito a uno scavo stradale sotto la loro abitazione; essi, alla comparsa di una cassetta quadrangolare di terracotta, fermarono il manovratore della scavatrice e rinvennero nella stessa uno specchio d'argento e vari vasetti in vetro assieme alle ceneri del defunto. Resisi conto dell'importanza del ritrovamento informarono immediatamente la sovraintendenza archeologica della Regione Lombardia che, con due campagne di scavo, una nel 1977 e una nel 1978, rinvenne un numero complessivo di 130 tombe. Il sito rimase sotto osservazione e nel 1996, in seguito ad alcuni sondaggi, vennero rinvenute altre cinque sepolture. Successivamente, nel 1997, in seguito alla demolizione del capannone della ditta Giussani, vennero rinvenute 34 sepolture e, infine, nell'ultima campagna effettuata nel 1998, si concluse il lavoro di scavo con il rinvenimento di altre 54 sepolture e, a circa due metri di profondità, di un tratto intatto di strada lastricata con dei sassi bianchi rotondeggianti. Il numero complessivo delle sepolture ammonta a 220 e la grandissima quantità di oggetti rinvenuti ci restituisce un'immagine molto fiorente della Mariano del tempo, popolata da gente della fascia borghese e nobile e centro di importanti commerci e scambi[6].

In questa cittadina, inoltre, visse per molti anni Manlio Teodoro, importante consigliere dell'imperatore Teodosio I ma soprattutto console nell'anno 399, a cui oggi è dedicata la piazza centrale, dove trova ubicazione il municipio[7]. I Romani, infatti, si insediarono a Mariano Comense nel secondo secolo dell'era cristiana, in una comunità di origine ligure-celtica dedita ad artigianato, agricoltura e allevamento. A prova di ciò, sono state rinvenute tracce di una necropoli romana nei pressi di Via Grandi e ben centoundici tombe risalenti al I secolo a.C., in ottimo stato di conservazione, lungo il corso della Roggia Borromea.

L'alto Medioevo[modifica | modifica sorgente]

La diffusione del cristianesimo, invece, avvenne solamente nel V secolo. Infatti, nel 386, Agostino d'Ippona, in un suo scritto, non accennò alla presenza di cristiani nei dintorni di Cassago Brianza, dove egli si trovava in quel momento. Tuttavia, nell'alto Medioevo, la diocesi di Milano venne suddivisa in 14 plebanie, tra le quali troviamo anche quella di Mariano, comprendente anche Cabiate, Carugo, Brenna, Arosio, Olgelasca, Inverigo, Gattedo, Paina e Bigoncio. Alla fine dell'età romana, dopo le invasioni barbariche, la storia del borgo si sviluppa attraverso l'età longobarda e franco-carolingia (VI secolo – X secolo), evolvendo la sua importanza fino ad arrivare a essere, nell'XI secolo, una delle più ricche pievi di tutta la Lombardia.

Il basso Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel basso Medioevo, la città era molto importante sia dal punto di vista religioso (contava ben ventiquattro chiese in tutta la pieve), sia da quello politico e civile. Non per altro il borgo di Mariano, circondato da un profondo fossato, possedeva anche un castello, oggi distrutto, ed era a capo di una pieve dello stato milanese. Inoltre, in epoca comunale, le città di Mariano e di Cantù furono alleate di Milano dapprima nella guerra contro Como (1118-1127), durante la quale la città venne saccheggiata dai comaschi[8], e poi nella guerra contro l'imperatore Federico Barbarossa condotta dalla Lega Lombarda. In questo periodo, grazie alla nascita di un importante mercato, il borgo conosce anche un periodo di fioritura economica.

Nei secoli XIV e XV il borgo seguì le vicende del Ducato di Milano, fino a quando, nel 1476, il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza infeudò il territorio marianese alla favorita Lucia Marliani, che in seguito lo fece ereditare ai suoi figli. Durante la successiva dominazione spagnola, uno dei membri della famiglia Marliani, Giovanni, diventò ambasciatore del Re Filippo II di Spagna; tuttavia, in questo periodo la vita fu resa molto difficile dal malgoverno e da due epidemie di peste che uccisero moltissime persone, alla cui memoria sono stati eretti un lazzaretto ancora esistente e una croce in Piazza Roma. Inoltre, secondo il cronista trecentesco Galvano Fiamma, i Visconti, sovrani di Milano per un lungo periodo, trassero origine proprio da Mariano.

La dominazione austriaca[modifica | modifica sorgente]

Durante la dominazione austriaca, invece, Mariano conobbe un periodo decisamente migliore, grazie a una serie di riforme che si rivelarono utili al paese, che divenne uno dei borghi principali del milanese, superiore anche a Cantù. Nel 1774 divenne sede di pretura e nel 1775 di cancellierato per volere dell'imperatore Giuseppe II. L'amministrazione della giustizia, però, venne irrigidita tanto che Mariano divenne tristemente nota, insieme a Seregno, Meda e Paina, per il banditismo. In questo periodo, vennero edificate numerose ville signorili, tuttora esistenti.

Con l'instaurarsi della Repubblica Cisalpina, Mariano fu confermata centro di pretoria con giurisdizione su una cinquantina di comuni nonché capoluogo del Circondario II del Dipartimento del Lavoro. Nel 1815 Mariano fu inserita nel Regno Lombardo-Veneto. In questo periodo Mariano cessò di essere centro pretorile, ma non perse d'importanza poiché venne edificata, in Piazza Roma, una caserma, sede di una guarnigione militare austriaca. Fino al 1829 fu anche sede dell'Imperiale Regio Commissario del Distretto XXVI, che venne in seguito trasferito a Cantù[9]. Nel 1835, il comune è formato da case coloniali e civili divise in cinque contrade[9].

Il Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

La partecipazione dei marianesi ai moti risorgimentali fu molto notevole: nel 1848 a Mariano si costituì una Guardia Nazionale Repubblicana, nel 1859 Giuseppe Garibaldi, di ritorno dalla vittoriosa battaglia di S. Fermo contro gli austriaci, sostò nel comune e tenne un discorso dal balcone della ex caserma in Piazza Roma, tra l'entusiasmo dei marianesi. Inoltre, tre dei mille garibaldini che nel 1860 sbarcarono in Sicilia erano marianesi. Dopo l'Unità d'Italia, la città seguì le vicende nazionali.

Le due guerre mondiali[modifica | modifica sorgente]

Nella prima guerra mondiale, i caduti marianesi sul Carso furono 127, ricordati in Viale Rimembranze da altrettanti alberi. Il viale fu inaugurato da Benito Mussolini, malgrado Mariano fosse stata amministrata per anni da Filippo Meda, fervente antifascista che divenne Parlamentare e Ministro per il Partito Popolare Italiano. Durante la Seconda guerra mondiale, Mariano fu duramente colpita dai bombardamenti alleati all'inizio del conflitto, che distrussero parecchie fabbriche, la linea C80 del tram Seregno-Cantù, qualche decina di case e uccisero diversi cittadini. Il 24 aprile 1945, invece, un gruppo di partigiani marianesi appartenenti al movimento Giustizia e Libertà partecipò a uno scontro a fuoco contro le SS in ritirata a seguito del crollo del fronte e quindi praticamente impreparate al combattimento, provenienti da Meda e dal cortile della scuola elementare cittadina, conclusosi con la resa dei tedeschi, mentre il giorno successivo i soldati inglesi entravano in città accolti festosamente dai cittadini nell'ospedale locale. Va d'altra parte ricordata l'uccisione di una ventina di cittadini, accusati semplicemente di essere fascisti, da parte del succitato movimento partigiano Giustizia e Libertà.

Nominazione a città[modifica | modifica sorgente]

Mariano Comense fu nominata città nel 1996[10] e adottò l'antico stemma dei Marliani come fregio comunale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa prepositurale plebana di Santo Stefano Protomartire[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di Santo Stefano.

Eretta prima dell'anno Mille, la pianta principale vedeva presenti una sola navata, il coro e una sola porta d'accesso. Nel 1570, Carlo Borromeo invita i cittadini ad ampliarla; si arriva così, nel 1583, data di conclusione dei lavori, ad avere tre navate divise da dieci colonne. Lavori successivi portano la chiesa all'aspetto attuale[11]. Il campanile è la torre del castello dei Marliani; la porta in mattoni è stata aggiunta su consiglio di Federico Borromeo. Nel 1936, in occasione dell'anniversario del trentesimo anno dall'ingresso di monsignor Gerolamo Colombo, parroco dal 1943, viene innalzata la cuspide[11].

Il portale è sormontato da un arco, al cui interno è posto un mosaico raffigurante il martirio di Santo Stefano, restaurato il 23 giugno 1984[12].

La chiesa svolse il ruolo d'importante capo pieve della zona della Martesana e, anche in relazione a ciò,[senza fonte] poté fregiarsi del titolo di collegiata, dotata di un capitolo di canonici[13]. Dal 1998 al 1º novembre 2009 è stata retta dal prevosto e decano monsignor Giovanni Montorfano, succeduto al prevosto don Giuseppe Tagliabue, che resse la parrocchia per 33 anni.

Dal 1º novembre 2009 le tre Parrocchie di Mariano Comense sono guidate da un unico Pastore, il Prevosto don Luigi Redaelli. Il nuovo Prevosto ha il compito di riunire in una grande Comunità Pastorale di circa 24.000 abitanti la Parrocchia Prepositurale di S. Stefano Protomartire, Sacro Cuore e Sant'Alessandro Martire, pur mantenendo l'identità delle singole istituzioni, secondo le nuove normative dell'Arcidiocesi di Milano.

Battistero di San Giovanni Battista[modifica | modifica sorgente]
Il battistero di San Giovanni Battista.

Posto a lato della chiesa di Santo Stefano, il Battistero dedicato a San Giovanni Battista, Monumento Nazionale dal 1912, è una costruzione quadrangolare in stile romanico con cupola ottagonale, risalente al periodo intorno all'anno Mille[14], più precisamente al dodicesimo secolo. La porta, originariamente ad ovest, viene fatta spostare a est da Federico Borromeo, riparata da un portichetto che reca la seguente incisione:

(LA)
« Absortos erithraea sile cum curribus hostes quam minor hich Stygium suffocat unda ducem[14]»
(IT)
« Non parlare dei nemici travolti con i carri dall'onda del Mar Rosso; qui un'onda tanto più piccola soffoca il principe infernale. »

Entrando, ai lati della porta, sono presenti due colonne sormontate da due capitelli. Quello di sinistra è in marmo paglierino e presenta rilievi pronunciati raffiguranti grappoli sugli spigoli e un volto ovale al centro; quello di destra è in calcare bianco, istoriato sulla parte anteriore con motivi che richiamano l'arte romanica[15]. La cupola ottagonale non nasce con la struttura del pavimento, ma da speciali strutture che trasformano un sottostante quadrato in ottagono[16].

Il 23 novembre 1999 si decide di restaurare il Battistero. Gli scavi archeologici portano alla luce una vasca battesimale ad immersione, mentre l'inizio dei lavori di restauro rivelano una porta laterale di tramontana che collegava il Battistero con il cimitero a lato della chiesa, e che fu poi chiusa con l'ampliamento della parrocchiale[17]. Il 23 dicembre 2000 il cardinale arcivescono Carlo Maria Martini inaugura l'opera restaurata.

Santuario di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Il santuario di San Rocco.

La data di fondazione del Santuario di San Rocco è sconosciuta, ma esisteva già nel 1570. Utilizzato come lazzaretto durante le epidemie di peste e colera[18], nel 1788 la Regia Intendenza Politica di Milano lo trasforma in una scuola maschile, mentre quella femminile viene allestita nell'attiguo oratorio[19]. In seguito alla Rivoluzione francese, viene venduto a Francesco e Luigi Villa, che lo destinano all'uso abitativo. Riscattato, il 16 luglio 1825 il prevosto Carlo Romanò lo ripristina al culto[19]. La facciata e il campanile vengono ristrutturati nel 1928 dall'ingegner Francesco Arcelli[19].

Sul lato del santuario che dà su via San Rocco c'è l'ossario di due condannati a morte il 24 settembre 1778[20].

Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale del Sacro Cuore.

Progettata dall'architetto Mezzanotte, viene edificata negli anni Cinquanta e Sessanta durante l'espansione urbana ed è ubicata nella zona a sud della Ferrovia, su un terreno donato alla Parrocchia Santo Stefano dall'allora prevosto Giuseppe Bianchi[21]. Il 3 agosto 1959, la prima pietra viene benedetta dall'arcivescovo di Milano Montini, poi Papa Paolo VI[22].

Il 30 settembre 1982 viene elevata a parrocchia: il primo parroco, Franco Monti, entra il successivo 8 dicembre[22]. A settembre 1988 viene posata la prima pietra per ampliare la chiesa, che viene terminata nel 1991[23].

A dicembre 2000 cominciano i lavori per la costruzione del campanile, terminati il 18 marzo 2002 con l'installazione delle campane nella cella campanaria[24].

Chiesa Parrocchiale di Sant'Alessandro[modifica | modifica sorgente]

Costruita nel 1900 nella frazione di Perticato, nel 1925 il commerciante milanese di legname Carlo Spezia dona il terreno del Cimitero. L'anno seguente, viene elevata a parrocchia; il primo curato fa il suo ingresso il 26 ottobre 1926[25].

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Francesco.

Fondata nel 1228 da Sant'Antonio da Padova come convento francescano[26], la struttura originale, d'impronta romanica, aveva tre navate, con abside circolare e senza campanile. Il primo campanile è stato costruito nel Seicento, ma è stato subito demolito perché minacciava la stabilità della chiesa stessa. In seguito, sul muro di facciata ne è stato eretto uno a vela con due campane ed è rimasta solo la navata principale, mentre quelle laterali sono state trasformate in otto cappelle. Nel 1600 viene rifatto il chiostro con colonne in pietra di Molera.

Il 30 luglio 1975 il convento viene assoggettato a un'imposta per coprire le spese di guerra sostenute dall'esercito francese per liberare la Lombardia dal dominio austriaco. Non avendo i fondi sufficienti per pagare il contributo, Napoleone ordina la soppressione del convento nel 1799[26]: la comunità di frati viene trasferita a Casale Maggiore e tutti gli arredi vengono acquistati dal conte Ignazio Besana[27], che distrugge un terzo del chiostro, più di metà della chiesa e nasconde il colonnato di ponente.

Nel 2000 il campanile a vela è stato abbattuto durante i lavori di restauro, ma è stato riedificato in seguito a una denuncia ai Carabinieri[28]. Alla fine del 2011, la chiesa è stata ristrutturata e riaperta al culto[29].

Chiesetta di San Martino[modifica | modifica sorgente]

Costruita tra Mariano Comense e Carugo in mezzo agli edifici dell'omonima cascina, risale al decimo-undicesimo secolo ed è decorata da affreschi sulla vita del santo. Pur trovandosi nel territorio di Mariano, dipende dalla parrocchia di Carugo[30].

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

  • 1512 abitanti nel 1751
  • 2235 abitanti nel 1771 dopo l'annessione di Perticato
  • 2291 abitanti nel 1799
  • 2505 abitanti nel 1805
  • 2911 abitanti nel 1809 dopo l'annessione di Cabiate
  • 4139 abitanti nel 1853
  • 4347 abitanti nel 1859

Abitanti censiti[31]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2020 persone, l'8,5% dei residenti totali. Le nazionalità rappresentate erano, in maggioranza[32]:

Pos. Cittadinanza Popolazione Percentuale
1 Albania Albania 367 1,53%
2 Romania Romania 326 1,35%
3 Pakistan Pakistan 169 0,70%
3 Marocco Marocco 151 0,63%
5 Ucraina Ucraina 106 0,44%
6 Perù Perù 81 0,43%
7 Senegal Senegal 77 0,34%
8 Filippine Filippine 73 0,30%
9 Egitto Egitto 56 0,23%
10 Tunisia Tunisia 52 0,24%

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

L'ospedale di Mariano Comense è il Felice Villa, che prende il nome da un benestante milanese che, alla sua morte nel 1898, destinò 200.000 lire del suo patrimonio alla città natale per la costruzione dell'ospedale[33]. Nel 1901 nasce l'Ente Morale Felice Villa e viene nominato il primo consiglio d'amministrazione dell'ospedale: il presidente è Enrico Porta Spinola, i consiglieri Giovanna Besana, Francesco Brenna, Francesco Arcelli e Giacomo Albasini, mentre il segretario è Eraldo Tosetti[33]. Dopo la prima guerra mondiale e con il Fascismo, l'ospedale viene consorziato con quello di Giussano[33] e diventa infermeria. Dopo la liberazione, nell'aprile 1948 il consorzio viene sciolto grazie al Prefetto di Como, che accoglie la richiesta dei cittadini. Nel frattempo, viene indetta una raccolta fondi per ristrutturare e ampliare l'ospedale, che riapre rinnovato il 1º settembre 1952[34].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca pubblica.

Sul territorio comunale sono state edificate molte ville signorili, alcune ristrutturate e riutilizzate dal comune e altre distrutte. Le principali sono: villa Sormani (antica residenza dei Marliani, recentemente ristrutturata), villa Porta Spinola (il cui giardino è stato trasformato in Parco pubblico e l'edificio in Casa di Riposo), villa Besana e villa Passalacqua Trotti (dal 1895 sede degli uffici comunali).

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Mariano Comense ha una biblioteca comunale, sita in via Garibaldi, che fa parte del Sistema Bibliotecario della Brianza Comasca[35]. I servizi offerti dalla biblioteca sono il prestito, la consultazione in sede, l'interprestito su area sistemica e provinciale, la sala ragazzi, l'emeroteca e la sezione di storia locale[36].

Scuole[modifica | modifica sorgente]

La scuola più vecchia della città è situata in via Passalacqua Trotti. Edificata su un terreno della nobile casa D'Adda, Trotti e Passalacqua, è stata inaugurata il 10 maggio 1912; viene in seguito dedicata alla ricorrenza del 4 novembre[37] e ospita le scuole elementari.

Tra gli anni Sessanta e Settanta vengono progettati e realizzati i plessi per la scuola elementare e materna di via Sant'Ambrogio e Parini; in seguito, vengono edificate la scuola media superiore di via Rutschy, la scuola media Dante Alighieri e l'Istituto Tecnico Jean Monnet[38]. I due plessi di via Parini, da scuola materna ed elementare, sono stati convertiti, rispettivamente, in asilo nido e scuola materna.

Musica[modifica | modifica sorgente]

In città è presente "L'antico e premiato corpo musicale di Mariano Comense", fondato nel 1851 da alcuni militari austriaci e tuttora esistente. Questa scuola musicale, vincitrice di molti premi nazionali e internazionali, è riconosciuta come una delle migliori di tutta la Brianza.

Persone legate a Mariano Comense[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Contrade di Mariano Comense[modifica | modifica sorgente]

In Mariano sono presenti cinque grandi contrade o rioni, che ogni anno si danno battaglia nel Palio delle contrade. I rioni che vi partecipano sono Sant'Alessandro, Santo Stefano, San Rocco, San Maurizio e Sant'Ambrogio. Nell'Albo d'oro, la contrada di San Maurizio è in testa. L'ultima edizione, la XVI, svoltasi nel mese di settembre 2008, ha visto per la prima volta vincitrice la contrada di San Rocco.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il comune è celebre specialmente per la lavorazione del legno, in cui sono impiegate oltre 1000 unità locali, con coesistenza di grandi complessi noti in tutta Italia e all'estero e di modeste fabbriche, anche a carattere artigianale. Accanto a queste aziende ne fioriscono numerose altre complementari, come tappezzerie, vetrerie, laboratori per la doratura e per l'intaglio del legno, ed altre ancora nei settori tessile e dell'abbigliamento.

Tuttavia, malgrado oggi Mariano sia un vero e proprio centro industriale, non è sempre stato così. Le industrie, infatti, iniziarono a fiorire solo nel secondo dopoguerra, a seguito del cosiddetto Boom economico. Prima degli anni sessanta l'economia cittadina si basava per lo più sulle coltivazioni di grano e farro.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Mariano Comense.

La cittadina è una dotata di una stazione ferroviaria a tre binari posizionata sulla ferrovia Milano-Asso, la quale è servita dai regionali Trenord che collegano la Stazione di Milano Cadorna ad Asso e dalla linea suburbana S2 (Mariano Comense – Milano Rogoredo).

Nel 1902, il comune viene interpellato per la costruzione della linea tranviaria che collegava Monza a Como. Il tram, da Cabiate, arrivava a Cantù passando per l'odierna via Cardinal Ferrari fino alla Novedratese[41].

Dalla città passa anche la Novedratese, la strada provinciale SP32, che fugge da collegamento tra la Strada statale 35 dei Giovi e la Strada statale 36 del Lago di Como e dello Spluga. Dal 1912 al 1952 il comune era servito anche dalla tranvia Monza–Meda–Cantù.

Vie d'accesso[modifica | modifica sorgente]

In automobile
In treno
In pullman
  • Linee varie con autobus Brianza Trasporti
  • Linee varie con autobus gestiti da ASF Autolinee
In aereo

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Alessandro Turati centro-destra sindaco
2009 2013 Alessandro Turati centro-destra sindaco [42]
2013 2014 Corrado Conforto Galli commissario prefettizio
2014 in carica Giovanni Marchisio centro-sinistra sindaco [43][44]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

L'USD Mariano Calcio è la principale società calcistica di Mariano Comense. Milita attualmente nel campionato di Eccellenza.

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Nella città di Mariano Comense è presente la società di pallacanestro Sant'Ambrogio Mariano, che conta una vasta serie di squadre, la Serie D, la Seconda Divisione, l'Under 21, l'Under 19, l'Under 14, l'Under 13 e le categorie minori del minibasket. Dal 2008, inoltre, è nata la società della Pallacanestro Mariano 2008 (P.M. MMVIII), attualmente militante nel campionato di Promozione, che disputa le proprie partite casalinghe al Pala San Rocco.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti diversi impianti sportivi e palestre comunali. In particolare, si segnalano il Centro sportivo Città di Mariano in via Santa Caterina, dove è presente un campo da Calcio a 11 in erba e una pista di atletica, il Centro sportivo di via per Cabiate, dove è presente un campo da Calcio a 11 in erba sintetica, un campo in calcestre per gli allenamenti e una palestra per pallacanestro e pallavolo, il Pala San Rocco di via Kennedy, utilizzato prevalentemente per le partite casalinghe della Pallacanestro Mariano 2008 ed il Palazzetto di Perticato (frazione di Mariano Comense), dove sono presenti sia la palestra per pallacanestro e pallavolo, sia una palestra per ulteriori attività ginniche. Sono poi presenti e dediti alle attività sportive gli impianti presso gli edifici scolastici.

Piscina[modifica | modifica sorgente]

Mariano dà vita alla sua piscina nel 2005 con i comuni limitrofi di Giussano, Carugo ed Arosio.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Vecchia Mariano, op. cit., pag. 7-8
  4. ^ Storia di Mariano Comense - 1, op. cit., pag. 19
  5. ^ Storia di Mariano Comense - 1, op. cit., pag. 58-59
  6. ^ Storia di Mariano Comense - 1, op. cit., pag. 31-32, 83-89
  7. ^ a b Storia del Comune di Mariano Comense. URL consultato il 27 febbraio 2012.
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Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Storia di Mariano Comense - Dalla Preistoria all'Alto Medioevo, Società Archeologica Comense, 1999, pp. 157 pagine.
  • Gianfranco Lucca, Dino Mauri, Egidio Novati, Giuseppe Secchi, Vecchia Mariano, Foto Enne, 1991, pp. 150 pagine.

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