Valsolda

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Valsolda
comune
Valsolda – Stemma
Valsolda – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Sindaco Giuseppe Farina (lista civica) dal 15-5-2011
Territorio
Coordinate 46°02′00″N 9°03′00″E / 46.033333°N 9.05°E46.033333; 9.05 (Valsolda)Coordinate: 46°02′00″N 9°03′00″E / 46.033333°N 9.05°E46.033333; 9.05 (Valsolda)
Altitudine 275 m s.l.m.
Superficie 31 km²
Abitanti 1 639[1] (31-12-2010)
Densità 52,87 ab./km²
Frazioni Albogasio Inferiore, Albogasio Superiore, Castello, Cressogno, Dasio, Drano, Loggio, Oria, Puria, San Mamete e Santa Margherita
Comuni confinanti Claino con Osteno, Lanzo d'Intelvi, Lugano (CH-TI), Porlezza, Ramponio Verna, Val Rezzo
Altre informazioni
Cod. postale 22010
Prefisso 0344
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013234
Cod. catastale C936
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti valsoldesi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Valsolda
Localizzazione del comune di Valsolda nella provincia di Como
Localizzazione del comune di Valsolda nella provincia di Como
Sito istituzionale

Valsolda (Valsolda in dialetto laghée, pronuncia fonetica IPA: /valˈsɔlda/), è un comune italiano[2] di 1.622 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sul ramo settentrionale del Lago Ceresio, fra Lugano e Porlezza, si affaccia il comune di Valsolda, un verde ed aperto vallone dominato da una cinta montuosa. Le principali cime sono: Monte Pizzoni, Colmaregia, Bronzone, Cima Noresso, la Fiorina, l'Oress e Cavrighé, le torri dolomitiche dei Denti della Vecchia, non visibili dalle varie frazioni ma solo salendo in quota.

Fu feudo dell'impero da tempo immemorabile, appartenente agli abati del monastero di Sant'Ambrogio di Milano.

Nel XIII secolo gli imperatori Hohenstaufen concessero il feudo alla mensa arcivescovile di Milano che vi esercitò una vera potestà temporale, riconosciutale con le periodiche investiture imperiali susseguitesi nei secoli (1311, 1531). Il suo territorio era composto da XII Terre e sei Comuni, e il capoluogo amministrativo fu posto a S. Mamete ove risiedeva periodicamente un delegato dell'arcivescovo che vi esercitava anche funzioni di giudice straordinario, affiancandosi al potere amministrativo del podestà elettivo della valle.

Il governo austriaco, con dispaccio imperiale del 1784, disconobbe la sovranità degli arcivescovi sulla valle e la integrò di fatto e di diritto nello stato di Milano.

Il comune di Valsolda venne creato nel 1927 dalla fusione dei comuni di Albogasio, Castello, Cressogno, Dasio, Drano con Loggio e Puria.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Le numerose chiese presenti nelle frazioni di Valsolda e quelle sparse nel suo territorio testimoniano le qualità artistiche degli architetti, scultori e pittori originari di Valsolda. Ricordiamo le seguenti:

  • Il cinquecentesco Oratorio di San Bernardino a Dasio;
  • La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Puria, la frazione dove si trova la casa natale del pittore, (progetto della facciata e della cupola attribuiti a Pellegrino Tibaldi); la pala dell'altar maggiore e gli affreschi delle volte del presbiterio e del transetto destro sono opera dei fratelli Pozzi di Puria-

Nel cortile della casa dei Costa vi è un affresco raffigurante l'Adorazione dei Magi;

  • Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo a Loggio esempio di arte barocca con stucchi ed affreschi (affresco di Giovan Battista Pozzi rappresentante Il trionfo dell'Eucarestia, 1690);
  • Chiesa dei Santi Mamete e Agapito a San Mamete con un massiccio campanile, portale barocco e tracce del precedente edificio romanico (affreschi raffiguranti la Vita di San Mamete di Salvatore Pozzi); sull'ampio fianco vista lago grandi stemmi degli arcivescovi di Milano.
Paolo Pagani: Affresco dedicato alla funzione salvifica della Vergine nella chiesa di San Martino
  • A Cressogno oltre la chiesa di San Nicola vi è il Santuario di Nostra Signora della Caravina eretto durante la lotta contro l'eresia fra il 1562 ed il 1582 in seguito a miracoli che si sono verificati nel Cinquecento vicino ad una cappellina.

Vi troviamo le migliori opere pittoriche di Isidoro Bianchi da Campione (1648-1655); (Annunciazione di Salvatore Pozzi, 1646; Visitazione di Giovan Battista Pozzo Junior, 1640);

  • Chiesa di San Martino a Castello (affreschi del presbiterio con Storie di Cristo, della Vergine e di San Martino, eseguiti dai fratelli Pozzi; volta della chiesa superbamente affrescata da Paolo Pagani nel biennio 1696-1697, con scene rappresentati la Predicazione di San Giovanni Battista, la Condanna a morte delle Sante Apollonia, Caterina d'Alessandria e Lucia, Le tre Sante ascendono al cielo, l'Assunzione della Vergine, Sibille e Profeti; Soldati, angeli, figure a monocromo e quadrature);
  • Chiesa di Santa Maria Annunciata ad Albogasio Inferiore (progetto di Isidoro Affaitati, 1666; affreschi dedicati alle Storie di San Giuseppe e di Sant'Anna, opera di Giovan Battista Pozzi);
  • Chiesa di Sant'Ambrogio ad Albogasio Superiore (affreschi sulla Vita di Sant'Ambrogio, opera di Giovan Battista Pozzi e di Pietro Vignola, 1690);
  • Chiesa di San Sebastiano ad Oria (Carlo Barrera, cugino di Antonio Fogazzaro, pittore, scultore e storico, dipinge la pala nella chiesa di Oria: San Sebastiano soccorso da Irene, l'opera ottocentesca più interessante del periodo).
  • Oratorio dei Santi Innocenti a Drano.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il settecentesco palazzo ex Municipio della frazione di Castello, è stato adibito nel 2008 a museo: il Museo di Casa Pagani, pinacoteca e centro di documentazione dedicato agli artisti valsoldesi. Troviamo qui esposti due importanti dipinti di Paolo Pagani che raffigurano rispettivamente il Sacrificio di Isacco e Dio Padre benedicente e due bambini che si scambiano un pane (rappresentazione allegorica dell'Eucaristia). Esse costituiscono una testimonianza significativa della produzione dell'artista, le cui opere si trovano tra l'altro nei Musei di Dresda, Venezia, Liechtenstein, Vienna, San Pietroburgo e Cracovia.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Il patrimonio boschivo e la ricchezza faunistica della Valsolda sono attestati dalla presenza della Riserva naturale Valsolda che occupa un territorio di 318 ettari; circa 228 ettari della sua superficie costituiscono una riserva naturale integrale, posta sotto vincoli molto restrittivi finalizzati ad azzerare gli interventi antropici ed a ripristinare gli antichi equilibri naturali. Gli altri 90 ettari costituiscono una riserva naturale orientata; essa ospita sentieri attrezzati ed aree di sosta che consentono ai turisti la effettuazione di escursioni naturalistiche.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Valsolda è stato luogo di ambientazione delle opere di Antonio Fogazzaro (Piccolo mondo antico e Leila, oltre ad una raccolta di poesie intitolata proprio Valsolda). Nella frazione di Oria esiste la casa di vacanze dello scrittore - Villa Fogazzaro Roi - bene curato dal Fondo per l'Ambiente Italiano visitabile su richiesta.[4] Ad Oria si svolgono, in gran parte, le vicende del romanzo Piccolo Mondo Antico: qui si trovano l'orto di Franco, la darsena di Ombretta, la villa del Niscioree, il cimitero... Altre vicende del romanzo hanno luogo ad Albogasio (con Villa Salve che funge da dimora del Pasotti e della sciora Barborin), a San Mamete, a Puria, a Castello, fin su al Santuario della Caravina.

La Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio ha fatto di questi luoghi un "parco letterario" con cartelli segnaletici che accompagnano il visitatore a riconoscere i diversi luoghi attraverso i passi del romanzo.

Il comune di Valsolda, assieme ai comuni di Porlezza e Tremezzo, ed assieme all'unione dei Comuni della Tremezzina ed alla Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio, promuove il "Premio Antonio Fogazzaro" con l'obiettivo di "valorizzare, attraverso un concorso letterario annuale dedicato all'arte del racconto, il patrimonio culturale e naturale delle Valli che, dalle sorgenti del fiume Ticino, passando per le sponde del lago di Lugano, scendono dolcemente fino alle rive occidentali del lago di Como".

Ha vissuto a Valsolda, più precisamente a San Mamete, anche la scrittrice Brunella Gasperini ('Noi e loro, Una donna e altri animali), che ha ambientato a San Mamete gran parte dei suoi romanzi.

A San Mamete la Villa Lezzeni ospita gli affreschi di Carpoforo Tencalla raffiguranti la Fortezza e la Temperanza.

Arte[modifica | modifica sorgente]

La Valsolda (soprattutto nel Cinquecento e nel Seicento) diede i natali a numerosi artisti, architetti, pittori e scultori capaci di far valere la loro arte in molte parti d'Italia e d'Europa.

Pellegrino Tibaldi detto il Pellegrini (15271596) – che come architetto godette di grandissima stima presso Carlo Borromeo[5] e come pittore fu chiamato in Spagna da Filippo II per decorare l'Escorial - nacque a Puria, e nel suo borgo, probabilmente, progettò l'ampliamento della chiesa dell'Assunta ispirandosi al progetto della chiesa di San Fedele che egli aveva realizzato a Milano.

Nella stessa chiesa, e in molte altre presenti nelle varie frazioni di Valsolda, si trovano affreschi di un'importante famiglia di pittori e scultori di quel periodo: i Pozzi (o Pozzo) di Puria, attivi non solo a Lugano[6] ed in altri centri del Canton Ticino, ma che troviamo anche a Milano, in Piemonte ed altro ancora.

Va ricordata anche la famiglia dei Paracca, plasticatori e stuccatori che si affermarono in molte città italiane (tra essi quel Giacomo Paracca di Valsolda che realizzò al Sacro Monte di Varallo la "strangosciata" Cappella della Strage).

Tra il sorprendente numero di artisti nati in questo piccolo territorio, va menzionata anche un'altra famiglia di pittori: i Pagani. Tra essi ebbe fortuna soprattutto Paolo Pagani che, dopo molte peregrinazioni in mezza Europa, lasciò nella volta della chiesa di San Martino a Castello quella che è forse la sua opera più geniale.

Un altro personaggio che si conquistò fama lontano dalla sua terra, in Polonia, ma che ad essa rimane legato è Isidoro Affaitati, di Albogasio che fu architetto del re Giovanni II di Polonia; nel suo paese natale volle costruirsi (1666) una palazzina (oggi Villa Salve) che riproduce, in scala ridotta, il progetto con il quale aveva realizzato la Villa Regia a Varsavia. Nello stesso anno progettò anche la chiesa di Santa Maria Annunziata ad Albogasio, avendo in mente come modello la chiesa dei Francescani Riformati di Varsavia.

Persone legate a Valsolda[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Secondo lo statuto comunale, il territorio comunale comprende le frazioni di Albogasio Inferiore, Albogasio Superiore, Castello, Cressogno, Dasio, Drano, Loggio, Oria, Puria, San Mamete e Santa Margherita (situata sulla sponda opposta del ceresio). Sede comunale è San Mamete[7].

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende i centri abitati di Albogasio-Oria, Castello, Dasio, Puria e San Mamete, e il nucleo abitato di Santa Margherita[8].

Molte frazioni hanno mantenuto le tipiche caratteristiche dei borghi medievali, con le abitazioni poste lungo strette viuzze gradinate, modeste case in pietra addossate tra loro, sostituite solo in parte da alcuni edifici signorili edificati nei secoli di maggior benessere della zona, il XVII ed il XVIII secolo. Castello è il borgo che più ha mantenuto l'aspetto medievale: esso è arroccato su uno sperone di roccia, un tempo dominato da un castello (demolito nel XVI secolo) e racchiuso da mura di fortificazione; si possono ancora riconoscere i resti delle antiche porte. A Oria vi è la bellissima Villa Fogazzaro, dove il poeta Antonio Fogazzaro scrisse e ambientò il romanzo "Piccolo mondo antico". La villa è stata donata al Fai dal pronipote dello scrittore, il marchese Giuseppe Roi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Romano Amerio, Introduzione alla Valsolda, Fondazione Ticino Nostro, Lugano 1970.
  • Andrea Spiriti, Giorgio Mollisi, I Pozzi di Valsolda e gli Avogadro di Tradate. Una collaborazione tra Ticino e Lombardia (con una prima catalogazione delle opere), in Arte&Storia, anno 8, numero 43, aprile-giugno 2009, Edizioni Ticino Management S.A., Lugano 2009, 87-90.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]