Coppella

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Coppelle, Parco di Seradina e Bedolina, Capo di Ponte

La coppella è un incavo emisferico, generalmente del diametro di pochi centimetri, ricavato dall'uomo sulla superficie di basi rocciose normalmente piane o poco ripide, come affioramenti o massi erratici chiamati per l'appunto massi cupellari o pietre a scodella di solito poste in posizione dominante e panoramica. In Italia sono presenti scavate sui massi di numerose zone anche molto lontane tra loro, ma non sono conosciute e studiate come in altri paesi europei.
In maggiore concentrazione si trovano in Piemonte, in particolare nella zona del monte Roccere, comune di Roccabruna, Valle Maira vi è una concentrazione di circa 5000 coppelle, alcune delle quali formano un antropomorfo gigante, archi e croci. Altri luoghi con coppelle si trovano: La Bessa, in Val Susa, su rocce, su megaliti, su grandi massi erratici, in Liguria, in Val Camonica, nel comasco e in molte altre valli alpine, in Sardegna, soprattutto all'interno delle domus de janas, e altrove.

La Pera Crevolà, Pietra coppellata in Val Susa

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine coppella deriva dal latino cupella, che indicava un vasetto per le conserve di frutta, a sua volta diminutivo di cupa, che significa botte / barile, e appartiene allo stesso ambito semantico di copa (ostessa) e caupona (osteria).

In italiano indica un contenitore di materiale poroso e refrattario (osso calcinato e macinato) utilizzato per saggiare e raffinare oro e argento[1]. Il termine coppella è utilizzato anche, nel linguaggio tecnico attuale, per indicare rivestimenti per l'isolamento termico di tubi.

A Roma le coppelle erano piccoli contenitori di legno per acqua, vino, aceto, che hanno dato nome ad una piccola zona del rione sant'Eustachio dove venivano fabbricati[2], attorno alla chiesa di San Salvatore alle Coppelle.

Datazione[modifica | modifica sorgente]

Sembra che le incisioni a coppella più antiche risalgano al Neolitico ma principalmente si fanno risalire all'età del bronzo. Quelle più profonde, regolari e chiaramente realizzate con oggetti metallici, di solito collegate da canaletti sono di databili all'età del ferro e sono le più recenti. Sono comunque di difficile datazione con le usuali tecniche, in quanto solitamente non sono direttamente collegate con altri ritrovamenti.

Particolare di coppelle su una pietra a Lillianes

Significato[modifica | modifica sorgente]

Le incisioni a coppella sono presenti in varie culture preistoriche e non, ma il loro reale significato rimane per ora un mistero. È quasi sicuro che queste scodelle scavate nella roccia fossero legate a qualche tipo di culto ancestrale, legato alla natura. Le ipotesi più plausibili sono quelle di culti legati all'acqua (le coppelle dovevano raccogliere l'acqua piovana e fecondare la terra) o di altari sacrificali per raccogliere il sangue delle vittime. Si è pensato anche che le incisioni potessero raccogliere grassi vegetali o animali per creare fuochi visibili, data la posizione dominante di gran parte dei siti.
In almeno un caso (a Lillianes, in Valle d'Aosta) la disposizione delle coppelle ricalca fedelmente una costellazione.

Un'altra interpretazione[3] ipotizza che in alcuni casi l'esecuzione delle coppelle sia il risultato di microescavazioni per procurarsi da determinate rocce il minerale stesso ritenuto taumaturgico; in questo caso la coppella non sarebbe "il fine", ma il "risultato" dell'azione stessa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Si veda nel Tesoro della lingua italiana delle origini la voce COPPELLA.
  2. ^ Si veda in Rendina-Paradisi, Le strade di Roma, 2004.
  3. ^ Riccardo Baldi, 'Coppelle su Roccere.it.
Coppelle allineate su una roccia nel geosito Ponte romano - Tsailleun, a Saint-Vincent, Valle d'Aosta

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