Pieve di Brivio
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| parte dell'Arcidiocesi di Milano | |||
| Regione ecclesiastica Lombardia | |||
| Dati | |||
| Prevosto | |||
| Capopieve | Brivio | ||
| Parrocchie | 11 | ||
| Rito | ambrosiano | ||
| Patrono | Santi Sisinio, Martirio e Alessandro | ||
| Territorio e popolazione | |||
| Area | 49,79 km² (1972) | ||
| Popolazione | 33.011 abitanti (1972) | ||
| Storia | |||
| Eretta | VIII secolo | ||
| Causa | Fondazione della pieve ad opera dell'arcivescovo di Milano | ||
| Soppressa | 1972 | ||
| Causa | Soppressione delle pievi lombarde col sinodo Colombo | ||
| Altre informazioni | |||
| Piazza della Chiesa - 23883 Brivio (Lecco), Italia Sito ufficiale della parrocchia di Brivio |
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La pieve di Brivio o Pieve dei Santi Sisinio, Martirio e Alessandro di Brivio (plebis briviensis o plebis sancti sisinii, martirii et alexandri briviensis) era il nome di un'antica pieve dell'arcidiocesi di Milano con capoluogo Brivio (LC). Ricade sotto il decanato di Brivio e comprende 11 parrocchie.
I patroni sono i santi Sisinnio, Martirio ed Alessandro ed a loro è dedicata la chiesa prepositurale di Brivio.
Indice |
Storia [modifica]
La prima attestazione documentaria dell’esistenza della pieve di Brivio risale al marzo del 966 quando viene riportato il nome di un presbitero della "plebis sancti Alexandri sita Brivio".[1]
Nel Trecento abbiamo notizie più precise e grazie al "Liber Notitiae Sanctorum Mediolanensis" di Goffredo da Bussero apprendiamo che il collegio canonicale era composto dal prevosto e da undici canonici (che però potevano anche essere dodici, senmpre che venisse compreso anche il "magister scholarum", come viene riportato dallo "Status ecclesiae mediolanensis" del XV secolo). La chiesa, originariamente dedicata a Sant'Alessandro, dopo il concilio di Trento, venne dedicata ai santi trentini Sisinio, Martirio ed Alessandro ed ottenne di essere sede di vicariato.[2]
La decadenza della pieve iniziò con la fine del XVIII secolo quando, nel 1787, le parrocchie della riva orientale dell'Adda vennero staccate dalla diocesi di Milano ed assegnate a quella di Bergamo. A partire dal 1812, inoltre, la città di Merate (che da sempre era stata sottoposta alla vicaria briviense), si costituì in vicariato autonomo in luogo e con determinazione del 7 marzo 1854 ad opera dell'arcivescovo Carlo Bartolomeo Romilli, Merate ottenne il grado di prepositura plebana, ottenendo delle parrocchie distaccate sempre dalla pieve di Brivio. Con la medesima disposizione ottocentesca, però, Brivio acquisì le parrocchie di Rovegnate e Perego che originariamente erano comprende nella Pieve di Missaglia.[3]
La decadenza si protrasse ancora nel Novecento quando a Sartirana (compresa nel territorio di Brivio), venne elevata una parrocchia e nuovamente con decreto del 30 gennaio 1912 ad opera dell'arcivescovo Andrea Carlo Ferrari, le parrocchie di Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Verderio Superiore furono attribuite al vicariato foraneo di Merate. Negli anni seguenti vennero istituite altre quattro parrocchie sul territorio plebano, sino a giungere nel 1972 quando, con le disposizioni del card. Colombo di Milano, le pievi milanesi vennero definitivamente soppresse.[4]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
- Liber notitiae sanctorum Mediolani di Goffredo da Bussero. Manoscritto della Biblioteca Capitolare di Milano, a cura di M. Magistretti, U. Monneret de Villard, Milano, 1917.
- Diocesi di Milano. Sinodo 46°, Milano, 1972, Pubblicazione curata dall'ufficio stampa della Curia arcivescovile di Milano.
- G. Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e forensi nel “Liber Sanctorum” di Goffredo da Bussero, Roma, 1974.
- Istituzione dei nuovi vicariati urbani e foranei, 11 marzo 1971, Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, Rivista Diocesana Milanese, 1971.