Alberto da Giussano

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Alberto da Giussano è un personaggio leggendario[1][2] del XII secolo citato in alcune opere letterarie scritte in secoli successivi.

Indice

[modifica] La leggenda

Il nome appare per la prima volta nella cronaca storica della città di Milano scritta dal frate domenicano Galvano Fiamma[3] nella prima metà del XIV secolo. La cronaca fu scritta per compiacere Galeazzo Visconti signore di Milano, ricostruendo la storia del medioevo del comune in toni eroici. Alberto venne descritto come il cavaliere che si distinse insieme ai due fratelli nella battaglia di Legnano del 29 maggio 1176 per aver guidato la Compagnia della Morte. Secondo Galvano Fiamma, egli fondò, organizzò ed equipaggiò la Compagnia della Morte descritta come un'associazione militare di 900 giovani cavalieri scelti con il compito di difendere fino alla morte il carroccio, simbolo della Lega Lombarda, contro l'esercito imperiale di Federico I Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero. Tale Compagnia della Morte sarebbe stata per la verità assemblata alla svelta e composta quasi totalmente da Bresciani o cavalieri provenienti dalle regioni orientali della Lombardia e forniti da quei comuni che, primo fra tutti Brescia, appoggiarono l'ideale comunale (e papale) contro quello imperiale (la città di Alessandria stessa deve il suo nome al papa che appoggiò i comuni contro l'impero).

Alberto da Giussano, secondo alcune credenze potrebbe essere stato podestà, "notaro" o altrimenti pubblico funzionario. Tale credenza è rafforzata dalla origine (Giussano) in un contesto sì Lombardo, ma di portata certo superiore (i pubblici funzionari erano originari di altri comuni per evitare "conflitti di interessi").

Pur essendo la figura di Alberto da Giussano priva di fondamento storico[2], nell'immaginario collettivo egli rimane un simbolo della battaglia di Legnano celebrata durante il risorgimento come una vittoria del popolo italiano contro l'invasore straniero, tanto da esser inclusa nel "Canto degli Italiani" di Goffredo Mameli e da diventare l'argomento dell'omonima opera di Giuseppe Verdi, senza però citare il leggendario condottiero.

Sebbene più recentemente Alberto da Giussano sia divenuto un simbolo per alcuni movimenti indipendentisti del Nord, vale la pena ricordare che fu invece l'intervento dell'Imperatore Barbarossa ad essere in realtà invocato proprio da alcuni Comuni, come Lodi, Pavia e Como, che ne implorarono l'aiuto contro la prepotenza di Milano che, dopo aver distrutto Lodi e dopo aver vinto una guerra decennale contro Como (1127), ne limitava l'indipendenza e impediva lo sviluppo delle altre città.

Nel 1876, in occasione del settecentesimo anniversario della battaglia, il comune di Legnano, stimolato da un discorso di Garibaldi tenuto in città nel 1862, fece erigere in suo onore una statua che lo raffigura, inizialmente realizzata dallo scultore Egidio Pozzi e poi sostituita nel 1900 da un'altra realizzata da Enrico Butti.[3] La statua definitiva, rappresenta l'eroe in una posa poi diventata famosa, con la spada alzata e lo scudo nella sinistra e si trova in Piazza Monumento, nei pressi della stazione ferroviaria.

Nel 1879 Giosuè Carducci ne fece uno dei protagonisti della sua celebre opera "Della Canzone di Legnano".

Stemma della 58ª Divisione fanteria "Legnano"

L'effigie di Alberto come rappresentato nel monumento, si legò fortemente al comune di Legnano.

L'azienda Legnano produttrice di biciclette, con le quali corse Gino Bartali fondata all'inizio del Novecento, adottò il condottiero nel suo marchio.

Nel 1934 venne costituita la 58ª Divisione fanteria "Legnano" del Regio Esercito. L'effigie dell'eroe venne inserita nello stemma araldico e vi è rimasta, pur nei cambi di denominazione dell'unità, fino al 16 settembre 1996 quando fu trasformata in Comando Unità Supporti "Legnano" nell'ambito della Divisione corazzata Centauro di cui già era stata assorbita.[4] Il comando fu sciolto l'anno successivo.

Negli anni trenta un incrociatore leggero della Regia Marina della classe Condottieri, andato perduto nel corso della seconda guerra mondiale, venne chiamato Alberto da Giussano.

L'eroe lombardo è ricordato durante l'annuale Palio di Legnano, dove un figurante lo rappresenta a cavallo con la spada alta verso il cielo che, dopo l'ingresso allo stadio, dà il via alla competizione ippica tra le contrade.[5]

Dal 1982 Alberto da Giussano è presente nella raffigurazione della statua legnanese nel simbolo elettorale della Lega Lombarda e dal 1989 in quelli della Lega Nord.

Il personaggio di Alberto da Giussano è il protagonista del film Barbarossa di Renzo Martinelli del 2009, dove è interpretato dall'attore Raz Degan.

[modifica] Bibliografia

  • Don Rinaldo Beretta - 1914 - Della compagnia della Morte e della compagnia del Carroccio alla battaglia di Legnano, A.S.L., a. XLI, fasc. 1-2, pp. 240–256 [Ripubblicato, con ampi rimaneggiamenti e aggiunte, quale seconda parte de Il giuramento di Pontida e la Società della Morte nella battaglia di Legnano: Storia o leggenda?, Como 1970, pp. 41–82. Ripreso poi da Grado Giovanni Merlo nella silloge Alberto da Giussano: una leggenda nella storia, Giussano, 2001, pp. 77–97].[6]
  • Don Rinaldo Beretta - 1960 - Alberto da Giussano e la Società della Morte (storia o leggenda)?, Carate Brianza, pp. 35.

[modifica] Note

  1. ^ Chi era Alberto da Giussano
  2. ^ a b Enciclopedia Treccani
  3. ^ a b Filippo Malatesta. Eroi d'Italia - 5 - Alberto da Giussano. www.carabinieri.it. URL consultato il 06-04-2008.
  4. ^ «Alberto da Giussano ha perso le armi. La Brigata Legnano diventa Centauro». Corriere della sera, 15 settembre 1996, p. 41. URL consultato in data 06-04-2008.
  5. ^ Palio di Legnano - sfilata storica. www.paliodilegnano.it. URL consultato il 06-04-2008.
  6. ^ Il giuramento di Pontida, storia o leggenda?

[modifica] Voci correlate

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