Bovisio Masciago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bovisio Masciago
comune
Bovisio Masciago – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Amministrazione
Sindaco Giuliano Soldà (Partito Democratico - Lista Civica Altra Bovisio Masciago) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 45°37′00″N 9°09′00″E / 45.616667°N 9.15°E45.616667; 9.15 (Bovisio Masciago)Coordinate: 45°37′00″N 9°09′00″E / 45.616667°N 9.15°E45.616667; 9.15 (Bovisio Masciago)
Altitudine 188 m s.l.m.
Superficie 4,92 km²
Abitanti 16 703 (31-07-2013)
Densità 3 394,92 ab./km²
Frazioni Masciago
Comuni confinanti Ceriano Laghetto, Cesano Maderno, Desio, Limbiate, Solaro (MI), Varedo
Altre informazioni
Cod. postale 20813
Prefisso 0362
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108010
Cod. catastale B105
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Bovisiani e Masciaghesi
Patrono San Pancrazio e san Martino di Tours
Giorno festivo 12 maggio, 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bovisio Masciago
Posizione del comune di Bovisio Masciago nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Bovisio Masciago nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Bovisio Masciago (Buis e Masciagh in dialetto brianzolo[1], e semplicemente Bovisio fino al 1947) è un comune italiano di 17.016 abitanti della Provincia di Monza e Brianza.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Bovisio Masciago, il cui territorio è altamente antropizzato, è situato in Pianura Padana, ai piedi delle prime pendici collinari della Brianza ed è attraversato, da nord a sud, dal Seveso. Bovisio Masciago è uno dei 16 comuni del Parco delle Groane e uno dei tre comuni dell'Oasi LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) di Cesano Maderno.

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

La denominazione di Bovisio Masciago risale solo al 1947 a seguito della fusione dei due comuni di Bovisio e di Masciago Milanese.

Comune di Bovisio[modifica | modifica sorgente]

La denominazione Bovisio dovrebbe derivare da bovis otium e vorrebbe dimostrare che in questo luogo l'esercito romano teneva le vettovaglie e gli animali. La conferma delle origini romane di Bovisio si ebbe nel 1935 quando venne scoperta nel suo territorio una tomba gallico-romana contenente diverse suppellettili.

Comune di Bovisio Masciago[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927 il Podestà di Bovisio, cav. Carlo Zari, invitò il Podestà di Masciago Milanese, avv. Marco Cerati, ad unirsi per formare un unico comune. Così il 31 dicembre 1928 il Re d'Italia Vittorio Emanuele III, sentito il Ministro per gli Affari dell'Interno Benito Mussolini, decretò la fusione dei due comuni in un unico comune con denominazione e capoluogo Bovisio. Vent'anni più tardi, nel 1947, in seguito alle proteste degli abitanti di Masciago Milanese, il comune di Bovisio assunse la nuova denominazione di Bovisio Masciago.

Attività economiche[modifica | modifica sorgente]

Anticamente l'attività economica prevalente era quella agricola, con numerose famiglie dedite all'allevamento del baco da seta.

A partire dal XIX secolo andò gradualmente sviluppandosi l'attività artigianale, soprattutto quella legata al mobile, e quella industriale.

Una delle più importanti industrie di Bovisio Masciago fu quella della famiglia Zari le cui prime attività risalgono al 1867. L'azienda produceva pavimenti in legno e mobili per ufficio e macchine da cucire. Durante la Prima guerra mondiale, l'industria Zari si trasformò in una industria bellica producendo le carcasse in legno per gli aerei. Al termine della guerra, gli stabilimenti Zari ripresero il normale lavoro di un tempo e, alle primitive attività, affiancarono quella della fabbricazione di pianoforti.

Altre industrie importanti presenti a Bovisio Masciago furono:

  • la Società Anonima Aste Dorate;
  • la L.I.G.A. (Lavorazione Italiana Gomma e Affini);
  • la S.A.R.A. (Società Anonima Tessitura di Bovisio);
  • il Sugherificio Marangoni & C. (fondato nel 1882, era uno dei più grandi sugherifici d'Europa);

Attualmente nessuna di queste industrie è più attiva. La fornace e molti dei vecchi capannoni sono stati demoliti. Alcuni capannoni ospitano ancora piccole ditte artigianali, ma è in progetto la loro totale demolizione per riqualificare il centro storico.

Edifici storici[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale di San Pancrazio[modifica | modifica sorgente]

Il 17 agosto del 1765 un'esondazione del torrente Seveso danneggiò gravemente la vecchia parrocchiale di San Pancrazio (esistente già fin dal 1596 era situata nell'attuale Piazza Aldo Moro; ne rimane a ricordo solo un dipinto della Madonna del Santo Rosario su un muro della piazza) e quello stesso anno iniziarono i lavori di costruzione della nuova chiesa parrocchiale. I lavori si conclusero nel 1774, anno in cui la vecchia chiesa fu demolita. Il nuovo edificio, dotato di campanile nel 1799 e ampliato nel 1946, conserva le reliquie di San Bonifacio martire, donate alla parrocchia nel 1702 dalla nobile famiglia degli Erba-Odescalchi, e un antico Crocifisso, ritenuto miracoloso, donato da uno sconosciuto nel 1810 quando la chiesa di San Giovanni in Conca a Milano, che lo custodiva, venne demolita.

Antica chiesetta di San Martino Vescovo[modifica | modifica sorgente]

Si ha notizia di un oratorio di San Martino a Masciago già sulla fine del XIII secolo. La chiesetta di Masciago, nel 1567, era una vera cappella di ridotte dimensioni (7,20 m x 4,80 m) ma nel 1668 l'area si era raddoppiata raggiungendo le dimensioni della vecchia e cadente chiesa parrocchiale. Secondo quanto scrisse Monsignor Verri, nel 1754, la chiesetta "aveva la facciata, abbastanza decente, in mattoni e costruita in stile gotico; alla sua sommità si innalza una croce di ferro. L'oratorio è ad unica navata e misura cubiti 24 in lunghezza, 14 in larghezza e 13 in altezza". L'oratorio possedeva anche un campanile che, nel 1914, in seguito alla formazione di una "Commissione pro Campane e Campanile della Chiesa di San Martino in Masciago" fu innalzato fino a 19 metri e dotato di cinque campane. Nel 1909 la chiesetta venne allargata e nel 1948 venne allungata assumendo l'aspetto attuale. Nel 1966, anno di consacrazione della nuova chiesa, elevata al grado di parrocchiale nel 1971, la chiesetta venne chiusa al culto e affittata al Club Alpino Italiano (CAI) che la adattò a sede dell'associazione. Nel 2006, dopo i restauri che hanno anche portato alla luce alcuni affreschi di cui si ignorava l'esistenza, il cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, ha officiato la liturgia per la dedicazione del nuovo altare e la chiesetta ha riaperto al culto.

La chiesa parrocchiale di San Martino[modifica | modifica sorgente]

Il 25 settembre 1961 iniziarono i lavori di costruzione della nuova chiesa di San Martino. Consacrata dal cardinale Giovanni Colombo l'11 novembre 1966 la nuova chiesa iniziò a funzionare come sussidiaria della chiesa parrocchiale di San Pancrazio, in sostituzione dell'antica chiesetta. Il 25 gennaio del 1971, con un Decreto Arcivescovile, la nuova chiesa veniva elevata al grado di parrocchia. Nel 1985 la parrocchia entrò in possesso di una Via Crucis in bronzo e di una statua in rame sbalzato, alta oltre quattro metri, del Cristo risorto, provenienti dalla Casa Alpina di don Luigi Re all'Alpe Motta. La statua venne collocata sulla facciata della chiesa mentre, per alloggiare la Via Crucis, venne realizzato un portico antistante la chiesa che ha ingentilito e armonizzato l'aspetto esteriore della chiesa. Nel 1996, in occasione dei 25 anni di vita della parrocchia, vennero realizzate le opere necessarie al completamento del settore absidale della chiesa, fino ad allora rimasto incompiuto. In quella stessa occasione vennero anche realizzate le vetrate artistiche con simbologie che riportano alla vita di san Martino di Tours, ai misteri del Santo Rosario e ai Sacramenti.

Villa Erba-Odescalchi-Scotti (ora palazzo municipale)[modifica | modifica sorgente]

La sua origine risale alla metà del Seicento quando la nobile famiglia degli Erba-Odescalchi possedeva in Bovisio delle proprietà nelle quali usava trascorrere alcuni mesi all'anno. Nel 1859 passò a Guido Scotti e in seguito fu acquistata dal Comune di Bovisio che la adattò a sede municipale nel 1941. L'edificio, a due piani, presenta un portico a cinque archi, aperto nel solo corpo centrale, e un cortile d'onore, sul quale si affaccia il porticato, con funzione di vestibolo per il salone di rappresentanza. Lo scalone d'onore porta al piano superiore dove le sale non conservano più nulla d'originale. I due corpi laterali riproducono l'identico motivo degli archi con decorazioni a bugnato e presentano finestre con cornici a rilievo. Questo motivo architettonico viene continuato anche al primo piano dove tutte le finestre sono inquadrate da arconi che riproducono il motivo del piano terreno. La facciata posteriore, piuttosto modesta, prospetta sui resti del parco originale, ora divenuto parco comunale.

Villa Sonzoni-Mariani-Compostella[modifica | modifica sorgente]

La villa appartenne, fino al 1780, alla famiglia Sonzoni. Nel 1827 passò alla famiglia Mariani e, nel 1860, alla famiglia Radice. Nel 1931 venne nuovamente venduta e i suoi nuovi proprietari la affittarono in parte ad una fabbrica di birra e in parte ai Carabinieri, che la utilizzarono come caserma. Nel 1932 fu acquistata dalla famiglia Battistella e, nel 1949, dalla famiglia Compostella che ne curò il ripristino. Attualmente la villa presenta uno schema a blocco, la facciata verso il parco ha finestre in rilievo di gusto settecentesco mentre la fronte verso il cortile interno risulta alterata da diverse sovrapposizioni. All'interno vi si diparte uno scalone con una balaustra in pietra a volute floreali stilizzate, in ottime condizioni, che resta uno dei pochi esistenti nel milanese.

Villa Zari[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie certe della villa risalgono all'anno 1722 anche se in quel periodo era assai diversa da come si presenta oggi. Da quegli anni si sono succeduti diversi proprietari fino a quando, nel 1868, passa alla famiglia Zari, i cui eredi sono ancora gli attuali proprietari. La villa presenta diversi stili, dal Neoclassico al Liberty, dal Rinascimentale al Barocco. Fanno parte della villa, circondata da un grande parco, anche una grande voliera e la neogotica torretta della "Cafè Haus".

Villa Agnesi-Mariani-Radice-Fossati[modifica | modifica sorgente]

La villa sorge nel centro del nucleo antico di Masciago ed è nota soprattutto perché legata alla famiglia Agnesi e in particolare alla nobildonna Maria Gaetana Agnesi (1718-1799), insigne matematica e benefattrice, che vi soggiornò frequentemente. Incerta è la data di costruzione della villa ma si ipotizza che sia da attribuire alla metà del XVIII secolo. La casa padronale, col grandioso giardino che si estendeva fino a lambire le sponde del torrente Seveso e la tenuta agricola annessa, era preceduta all'ingresso da una massiccia torre e da una garitta seguita, lungo il viale d'accesso, da una bassa torre merlata che le davano un aspetto medievale. Ora, di tutto il complesso originale, restano solo la villa, suddivisa in appartamenti, e la torre in mattoni, recentemente restaurata.

Villa Crofs[modifica | modifica sorgente]

La villa, ora di proprietà della famiglia Tanzi, sorge nei pressi della villa Agnesi-Mariani-Radice-Fossati e risale, presumibilmente, alla stessa epoca. La villa si apre a L su un giardino che comunica con l'esterno tramite un grande portone.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Comune di Bovisio

Abitanti censiti[2]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT, al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1255 persone, pari al 7,37% di tutti i residenti. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:[3]

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 292
2 Ucraina Ucraina 132
3 Ecuador Ecuador 116
4 Marocco Marocco 110
5 Albania Albania 68

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Gianluca Vago[modifica | modifica sorgente]

Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Milano dal 2012.

Anselmo IV da Bovisio[modifica | modifica sorgente]

Alla morte di Arnolfo III, avvenuta il 24 settembre del 1097, venne eletto Arcivescovo di Milano Anselmo IV da Bovisio, ex valvassoribus de Buyso cioè dei valvassori di Bovisio, ceto aristocratico di origine agraria e guerriera. La consacrazione episcopale di Anselmo IV avvenne il 3 novembre 1097 nella basilica di Sant'Ambrogio. Nel 1100 Anselmo IV partì per la crociata indetta da Urbano II ma, il 30 settembre 1101, morì prima di raggiungere la meta, dopo tre anni, dieci mesi e ventotto giorni di episcopato. Venne sepolto come straniero nella chiesa del monastero di san Nicola a Costantinopoli.

Maria Gaetana Agnesi[modifica | modifica sorgente]

Figlia di Pietro Agnesi, feudatario di Montevecchia, e di Anna Brivio, nacque a Milano il 16 maggio 1718. A undici anni Maria Gaetana era soprannominata "oracolo settelingue" per la perfetta conoscenza di italiano, latino, greco, francese, spagnolo, tedesco ed ebraico. Maria Gaetana Agnesi non si limitò allo studio delle lingue, ma approfondì la filosofia e le scienze matematiche e furono proprio le ricerche in tale campo a renderla famosa tanto che è ricordata ancora oggi per essere stata una delle poche donne dedite, nei secoli passati, alla matematica. Dopo la morte del padre, avvenuta il 19 marzo 1752, l'Agnesi, libera dalle costrizioni paterne, poté portare avanti l'azione caritatevole, aprendo persino le porte di casa sua agli emarginati. Nel 1771 Maria Gaetana venne chiamata dal cardinale Giuseppe Pozzobonelli a ricoprire l'incarico di direttrice e visitatrice del quartiere delle donne al Pio Albergo Trivulzio. Nel corso del 1798 Maria Gaetana soggiornò, su invito del fratello Giuseppe e della sorella Paola, nelle ville di Montevecchia e di Masciago Milanese, per trovare sollievo ai malanni che l'affliggevano; tornata a Milano, si sentì male e trascorse gli ultimi venti giorni di vita in agonia spegnendosi il 9 gennaio 1799. Il Comune di Masciago Milanese, nel cui territorio si trova tuttora la Villa Agnesi, dedicò a Maria Gaetana la via che passa davanti all'ingresso principale dell'ex palazzo; inoltre volle ricordare il soggiorno di lei in paese con una lapide murata sulla parete della torre la quale reca la seguenti parole: "In questa villa paterna visse Maria Gaetana Agnesi studiando istruendo beneficando a ricordo dell'illustre donna nel primo centenario della sua morte il municipio pose. IX gennaio MDCCCXCIX"

Piero Parravicini[modifica | modifica sorgente]

Piero Parravicini nasce a Bovisio Masciago il 24 marzo 1889 da una famiglia di modeste condizioni economiche. Si appassiona alla liuteria e, nel 1911, diventa allievo del maestro liutaio cremonese Romeo Antoniazzi. Successivamente elabora un suo stile personalissimo tanto da meritarsi il titolo di maestro liutaio per i meravigliosi strumenti da lui ideati nel suo laboratorio di Bovisio Masciago in via Stoppani, 9. I suoi strumenti risultano straordinari per la particolare tecnica di verniciatura, ma soprattutto per la loro "voce". Presenta le sue opere a numerosi e prestigiosi concorsi: un suo violoncello ottiene il primo premio con medaglia d'oro e 50 000 lire al Concorso Internazionale di Liuteria Contemporanea a Cremona nel 1949. È premiato dalla Reale Accademica Filarmonica Romana al Concorso Nazionale di Liuteria nel 1925 e 1929. Per una sua viola è premiato alla Mostra Nazionale di Firenze nel 1951. I riconoscimenti nazionali e internazionali per i suoi strumenti sono sempre più numerosi tanto da ottenere la nomina e l'onorificenza a Cavaliere al Merito della Repubblica conferitagli dal Presidente della Repubblica nel giugno 1957. All'attività di liutaio affianca anche quella di insegnante di disegno alla Scuola Arti e Mestieri di Bovisio Masciago di cui assumerà la direzione fino al 1930. I suoi strumenti musicali sono considerati opere di pregio e di eccelsa fattura tanto che a Piero Parravicini è stata dedicata una voce nel "Dictionaire Universel des Luthiers" (Bruxelles - 1951). Muore a Bovisio Masciago il 30 agosto 1957.

Franco Giorgetti[modifica | modifica sorgente]

Franco Giorgetti nacque a Varese il 13 ottobre 1902. Appena diciottenne fu titolare nella squadra azzurra nei Giochi olimpici di Anversa dove fu l'artefice principale della vittoria ottenuta dal quartetto italiano dell'inseguimento. Nel 1921 e 1922 fu campione italiano velocità professionisti. A partire dal 1924 riuscì ad aggiudicarsi quattordici vittorie sulle piste americane di Chicago, Buffalo, Atlanta, ma soprattutto a New York.

Fu un grande velocista, inseguitore ma specialmente uno stayer. Fu cinque volte Campione d'America degli stayers (1927-1928-1929-1930-1934) ma non vinse mai il Campionato mondiale in quella specialità: nel 1933 dovette infatti accontentarsi della medaglia d'argento. Vinse però due titoli italiani stayers nel 1933 a Pordenone e nel 1941 a Milano.

Il 27 ottobre 1938 venne insignito con l'onorificenza a Cavaliere della Corona d'Italia per meriti sportivi conferitagli dal re Vittorio Emanuele III firmata da Mussolini e Starace. Concluse la carriera agonistica nel 1948 a Washington. Si è spento a Bovisio Masciago il 18 marzo 1983: il Comune di Bovisio Masciago, nel 1998, gli ha dedicato una piazza e un monumento posto nell'area del Centro Sportivo.

Leopoldo Marangoni[modifica | modifica sorgente]

Nato a Milano nel 1914, si laureò in Scienze Economiche e Commerciali nel 1937. Il 5 gennaio 1941 la sua giovane vita venne stroncata nel cielo di Porto Bardia al centro della Marmarica, presso la frontiera egiziana, dove dal 15 dicembre 1940 al 13 novembre 1942 si svolsero combattimenti fra le forze italo-tedesche e gli anglo-americani. Dopo la sua morte il sottotenente Leopoldo Marangoni fu insignito di Medaglia d'oro al valor militare sul campo alla memoria. In sua memoria il padre Cesare, a quei tempi proprietario di un sugherificio in Bovisio Masciago, stabilì il rinnovamento e l'ampliamento dell'asilo infantile che da allora è dedicato all'eroe caduto. All'ingresso è posto a ricordo un cippo marmoreo con busto bronzeo.

Beato Padre Luigi Maria Monti[modifica | modifica sorgente]

Lapide di Padre L.M. Monti

Luigi Maria Monti nacque a Bovisio il 24 luglio 1825. In gioventù decise di consacrarsi a Dio, e cominciò a radunare attorno a sé alcuni coetanei per formare una comunità di fede, chiamata dalla gente "la compagnia dei frati". La "compagnia dei frati", non fu ben vista da alcune persone del paese e dal parroco, che misero in atto un'opposizione strisciante ma palese che sfociò in una calunniosa denuncia di cospirazione politica contro l'autorità austriaca che dominava all'epoca sul Lombardo-Veneto. Il Monti e quindici suoi compagni furono incarcerati per 72 giorni a Desio ma vennero prosciolti per infondatezza dell'accusa. Nel 1851 entrò nella Congregazione dei Figli di Maria, fondata dal Beato Ludovico Pavoni, e si mise al servizio dei malati di colera come infermiere volontario nel lazzaretto di Brescia. Nel 1857 si recò a Roma nell'ospedale Santo Spirito in Sassia dove fondò la Congregazione dei Concezionisti, volta all'assistenza ospedaliera ed alla educazione dei ragazzi bisognosi. Continuò gli studi per apprendere l'arte medica e ottenne dall'Università di Roma il titolo accademico di flebotomo, con facoltà di intervenire anche in campo odontoiatrico. Nel 1868 intraprese la missione nel civico ospedale di Orte nel Lazio, inserendo anche il servizio dei Fratelli Ospitalieri dell'Immacolata Concezione sotto la direzione spirituale dei frati Cappuccini. Per volere di Pio IX (Giovanni Maria Mastai Ferretti), il 4 marzo 1877 Luigi Monti venne eletto Superiore della sua Congregazione e il 6 dicembre 1878 il cardinal Ferrieri, Prefetto della Congregazione dei Vescovi, lo nominò Superiore Generale dei Figli dell'Immacolata Concezione. Nel 1886 tornò a Saronno (Varese), dove sviluppò la sua vocazione giovanile di educatore, e organizzò scuole professionali per orfani. Padre Luigi Maria Monti morì a Saronno il 1º ottobre 1900. Il 22 settembre 1940 le sue spoglie mortali vennero esumate e trasportate nella cripta della chiesa del suo primo orfanotrofio. Nel 1941 l'Arcivescovo di Milano, cardinal Ildefonso Schuster, iniziò la causa di beatificazione. Il rito della beatificazione di Padre Luigi Maria Monti venne celebrato a Roma il 9 novembre 2003 da Giovanni Paolo II. A suo nome è intitolata una via nel cuore di Bovisio Masciago.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca Civica di Bovisio Masciago fa parte del Sistema Bibliotecario BrianzaBiblioteche.

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Festa di S.Martino di Tours

Seconda domenica di novembre, celebrazione religiosa con manifestazioni varie e gare sportive.

Si ripete da 50anni con una marcia competitiva di 10 km, sfilata storica di cento figuranti (più di 40 a cavallo) con il taglio del mantello da parte di san Martino, mostre e mercatino.

  • In occasione della festa del paese, che avviene l'ultima domenica di settembre di ogni anno, è possibile visitare la mostra dell'artigianato locale organizzato dai comuni di Bovisio Masciago, Varedo, Cesano Maderno e Limbiate. Il nome di questa fiera è Expo Brianza.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

MASCIAGO (dal 1862: MASCIAGO MILANESE)

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1872 1875 Gerolamo Radice Sindaco
1875 1879 Piero Giussani Sindaco
1879 1890 Ercole Radice Sindaco
1890 1893 Antonio Alberti Sindaco
1893 1916 Carlo Rossi Sindaco
1916 1920 Giuseppe Fossati Sindaco
1920 15 novembre 1925 Carlo Pizzi Sindaco
1925 1926 Commissario Prefettizio
25 luglio 1926 28 febbraio 1928 Marco Cerati Podestà

Dal marzo 1929 il comune di Masciago Milanese viene fuso con il comune di Bovisio.


BOVISIO (dal 1947: BOVISIO MASCIAGO [4])

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1860 1881 Carlo Zari Sindaco
1881 1893 Luigi Zari Sindaco
1893 1904 Fermo Zari Sindaco
1904 1910 Paolo Tanzi Sindaco
1910 1913 Fermo Zari Sindaco
1914 1920 Carlo Zari Sindaco
1920 1922 Efleme Sacchi Sindaco
1923 1937 Carlo Zari Sindaco, Podestà [5]
1937 1944 Mario Gaffuri Podestà
1944 20 aprile 1945 Franco Castelli Podestà
1945 1947 Carlo Pizzi Sindaco
1947 1951 Emilio Longoni Sindaco
1951 1960 Italo Ronchi Sindaco
1960 1964 Alessandro Ronchi Sindaco
1965 1980 Mario Pessina Sindaco
1980 1990 Edoardo Galbiati Sindaco
1990 1991 Michele Colosimo Sindaco
1991 1995 Gianpietro Cantoni 1991-1992: DC-PDS; 1993-1995: DC-PSI-PSDI Sindaco [6]
1995 2004 Gianfranco Ratti centrodestra Sindaco [7][8]

[9]

2004 2009 Giuseppina Stella centrosinistra (lista civica) Sindaco [10]
2009 8 giugno 2014 Emanuele Galimberti centrodestra: PDL - Lega Nord Sindaco [11]
9 giugno 2014 in carica Giuliano Soldà centrosinistra: Partito Democratico - lista civica Sindaco [12]

Persone legate a Bovisio[modifica | modifica sorgente]

A Bovisio Masciago soggiornò per alcuni anni l'astronomo Giovanni Schiaparelli (1835-1910), ospite presso villa Crofs.

Nell'archivio della chiesa parrocchiale di San Pancrazio si trovano gli atti ufficiali dei matrimoni notturni di Paolina Bonaparte con il generale Victor Emanuel Leclerc e di Elisa Bonaparte con Felice Baciocchi, celebrati entrambi nella chiesetta di Mombello, a Limbiate, il 14 giugno 1797.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Bovisio Masciago sono presenti: due scuole dell'infanzia, di cui una presieduta dalla parrocchia (intitolata a Leopoldo Marangoni) e una dall'istituto comprensivo intitolato ad Alessandro Manzoni, di cui fanno parte anche la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, intitolata ad Adelaide Cairoli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 95.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT - Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 19 agosto 2012.
  4. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=2&art.idArticolo=1&art.versione=1&art.codiceRedazionale=009G0187&art.dataPubblicazioneGazzetta=2009-12-14&art.idGruppo=0&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=2
  5. ^ Podestà dal 1929
  6. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1993/gennaio/13/Bovisio_Psi_Psdi_alleati_con_co_2_9301131184.shtml
  7. ^ V. Archivio Storico del Corriere della Sera - 25 aprile 1995
  8. ^ V. Archivio Storico del Corriere della Sera - 15 giugno 1999
  9. ^ V. Archivio delle Elezioni - Ministero dell'Interno - 1999
  10. ^ V. Archivio delle Elezioni - Ministero dell'Interno - 2004
  11. ^ V. Archivio delle Elezioni - Ministero dell'Interno - 2009
  12. ^ V. Archivio delle Elezioni - Ministero dell'Interno - 2014

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]