Gucci

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Gucci
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1921 a Firenze
Sede principale Firenze
Gruppo Francia Kering
Persone chiave
Settore moda
Fatturato Green Arrow Up.svg3,6 miliardi [1] (2012)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg1,1 miliardi di (2012)
Sito web gucci.com

Gucci è una casa di moda italiana attiva nei settori di alta moda e articoli di lusso che fa parte della Gucci Group, divisione della holding francese Kering. È stata fondata da Guccio Gucci nel 1921 a Firenze. Nel 2006 Gucci ha fatturato 7,6 miliardi di euro nel mondo diventando la seconda casa di moda più venduta dopo Louis Vuitton. È tutt'oggi uno dei marchi di moda più famosi d'Italia e uno dei più rinomati e importanti a livello internazionale, con circa 300 store ufficiali aperti in tutto il mondo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gucci nasce a Firenze come azienda specializzata in pelletterie artigianali nel 1921. Il fondatore è Guccio Gucci che acquista uno spiccato senso del gusto e dello stile lavorando in alberghi rinomati di alcune importanti capitali europee. Tornato a Firenze, comincia ad aprire, a poco a poco, una serie di piccoli negozi che producono pelletterie comuni, ma anche articoli da viaggio e per l’equitazione. I marchi della casa faranno sempre riferimento all’ambito equestre: il morsetto e la staffa prima, un nastro verde-rosso-verde ispirato dal sotto-pancia della sella poi.

La fama di Gucci si espande presto, e nel 1938 apre una boutique a Roma, in via Condotti. È la fantasia di Gucci che permette alla sua azienda di sopravvivere al periodo autarchico utilizzando materiali come lino, canapa, juta e bambù, meno costosi del pellame. Nel 1945 la Gucci diventa una s.r.l. e comincia ad esportare negli Stati Uniti, dopo essersi affermata in Europa.

Ad uno ad uno nascono e si sviluppano meglio i "capisaldi" del marchio: la prima borsa con il manico di bambù nel 1947, il mocassino con il morsetto intorno al 1952-1953, il foulard Flora nel 1966, creato da Rodolfo Gucci e Vittorio Accornero de Testa per Grace Kelly. Nasce il logo GG, dalle iniziali del fondatore, usato per ornare la GG canvas, una canapa nota per l'estrema resistenza e usata per la produzione di borse, cinture e altri accessori. Audrey Hepburn, Jackie Kennedy, Maria Callas, Wallis Simpson duchessa di Windsor, scelgono articoli Gucci.

Dagli anni sessanta in poi, Gucci apre boutique anche in Asia, con quelle di Tokyo e di Hong Kong. Nel 1982 l’azienda diventa una società per azioni. Nel 1990 Tom Ford diventa responsabile del settore abbigliamento donna, nel 1994 viene nominato responsabile creativo dell’intera produzione e rilancia la griffe sull'orlo della bancarotta. Nel 1999 la maison rileva l'etichetta Yves Saint Laurent creata dall'omonimo stilista che poi chiuderà nel 2002. Altri brand sono stati rilevati dal Gruppo Gucci nel corso degli anni, arrivando oggi a includere oltre a YSL, Sergio Rossi, Boucheron, Bottega Veneta, Bédat & Co, Alexander McQueen, Stella McCartney e Balenciaga.

Nel 2002 la stilista Frida Giannini entra nel gruppo come design director di borse, per poi passare nel 2005 alla produzione dell'intera linea di accessori donna e infine, nel 2006, a divenire responsabile di tutta la produzione Gucci.

Presidente e Amministratore del marchio è Patrizio Di Marco, che nel 2009 è subentrato a Mark Lee.

Da molti anni la proprietà della casa di moda non è più italiana ma del gruppo francese Kering, che opera nel settore del lusso ed è il principale concorrente della LVMH, anch'essa francese.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 Gucci è stata citata nel Guinness dei primati come realizzatrice del paio di pantaloni più costosi, i "Genius Jeans". Questi jeans, strappati e decorati con pezzi di tessuto floreale vennero proposti nel negozio di Milano alla cifra record di 3,143 dollari, poco più di 2.400 euro (il record venne poi superato nel 2005 quando un anonimo collezionista giapponese si accaparrò un paio di jeans realizzati per il 115º anniversario della Levi Strauss & Co. a 60 000 dollari).

Nel 2008 la direttrice artistica Frida Giannini ha scelto la cantante barbadiana Rihanna per rappresentare la sua linea autunnale.

Nel 2007 il rapper americano Soulja Boy ha dedicato una canzone ai capi di vestiario Gucci, chiamando la canzone stessa Gucci Bandana.

Nel 2011 l'azienda ha cambiato il management dei suoi store in Cina a causa di presunti maltrattamenti nei confronti dei dipendenti che hanno intrapreso una causa collettiva[2]

Nel 2013 acquista la Richard Ginori per 13 milioni di euro. È ufficiale anche l'accordo che stipula il passaggio della maggioranza di Pomellato, brand di gioielleria fondato a Milano da Pino Rabolini, alla holding francese del lusso Kering-PPR.

Solidarietà[modifica | modifica sorgente]

Gucci è un'azienda molto attiva nel campo della solidarietà e aiuti benefici. Dal 2005 ha una partnership particolare con UNICEF a cui dona periodicamente una percentuale dei suoi ricavi su prodotti realizzati e messi in commercio proprio per Unicef e le sue campagne. La campagna annuale di Gucci per Unicef sostiene l'educazione e la salute, la lotta alla fame e diversi programmi di prevenzione alle malattie e pulizia dell'acqua per orfani e bambini affetti da HIV e da Aids nell'Africa sub-Sahariana. In 5 anni Gucci ha donato a Unicef circa 5 milioni e mezzo di euro, oltre a essersi distinta come la più grande compagnia che abbia sostenuto alcuni importanti progetti, come l'iniziativa "School for Africa" del 2004, promossa da Unicef, Nelson Mandela Foundation e Hamburg Society[senza fonte].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gucci, 2012 a 3,65 miliardi
  2. ^ Cina, i dipendenti di Gucci denunciano maltrattamenti dal Corriere della Sera.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]